Il Lambrusco e lo strano caso del Gambero Rosso

di Jacopo Cossater

scarpeE così ieri mattina, curioso ed anche un po’ entusiasta, sulla via dell’ufficio mi sono fermato in edicola: era appena uscito il nuovo numero del Gambero Rosso con al suo interno un articolo con degustazione di Lambruschi. Voglio dire, se il più importante magazine di settore si muove e dedica all’argomento spazio e risorse vuol dire che crede ne valga la pena. L’argomento è quindi di interesse, non siamo solo noi di Intravino a pensare che qualcosa stia succedendo nel grande e variegato mondo di queste denominazioni.
Pochi minuti ed eccomi sulla scrivania a sfogliare velocemente e con avidità le pagine finché non arrivo al titolo, subito dopo una mirabolante verticale di Château d’Yquem: “Lambrusco: Reggio o Modena?“. A seguire due gigantografie dei loro Lambruschi campioni: Chiarli con il Sorbara Vecchia Modena Premium e Medici con il Concerto. Giusto, penso, sono quelli che piacciono a loro. Il testo è interessante e fila via veloce, molti gli interventi virgolettati dei produttori, da Anselmo Chiarli a Sandro Cavicchioli, da Alberto Paltrinieri a Giorgio Medici. In chiusura, poi, un augurio a questa nuova stagione (nouvelle vague?) dei Lambruschi, intesa come movimento mosso da uno slancio deciso verso la qualità. Opportunità, territori, vitigni, riscoperta, carattere, diversità. Tutto giusto, penso ancora, mentre cerco le pagine dedicate alla degustazione.

Certo, mentre sfoglio veloce immagino che i produttori più piccoli, forse considerati radicali, di cui abbiamo scritto anche qui con toni felici, non saranno presenti. E ci mancherebbe, ognuno, anche nel decidere che campioni inserire, fa liberamente le proprie scelte. Ed infatti ecco in apertura 92 punti per Chiarli e Medici, a pari merito. Poi Chiarli, ancora, Cavicchioli, Paltrinieri e la rifermetazione Ancestrale di Bellei, con 88 punti ed un’errata attribuzione nel nome del produttore. Insomma, tutto bene, al di là dei gusti personali. Poi però mi cade l’occhio su Camillo Donati ed il numero 86, stampato grande e graziato, subito sopra. Possibile? Lo stesso lambrusco che più volte, alla cieca, è emerso come nettamente superiore a molti altri. Fatico a capire, ma è evidente, penso, come quella particolare bottiglia, in quella particolare batteria risulti aliena. E che quindi, forse, non venga capita. O magari mi sbaglio, e sono io che cerco caratteristiche che invece non appartengono alle tipicità di un territorio che non è il mio.

E’ solo un’ora più tardi, mentre mi prendo una pausa per il caffè col Gambero Rosso ancora lì sul tavolo, che l’occhio mi cade sulla pubblicità in terza di copertina. Pagina intera. Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi. Chiarli e Cavicchioli in bella evidenza tra le cantine associate. Allora il mio pensiero corre veloce a quanto letto prima e mi chiedo, ancora una volta, se non fosse preferibile evitare di incrociare le normali attività redazionali con quelle commerciali, in particolare sullo stesso numero. In fondo, forse, al lettore potrebbe venire qualche dubbio. O forse no, e sono io ad essere il solito malizioso.

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Blogger della seconda ora, su Intravino dal 2009.

53 Commenti

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Nicoletta

circa 10 anni fa - Link

Sei sempre il numero uno!!!!!!!!! Forza Lambrusco ma quello buono davvero, senza inganni :-) Nico

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produttore romagnolo

circa 9 anni fa - Link

Si sta avverando la stessa cosa in Romagna con l'edizione Vini d'italia 2011. I soliti noti alle stelle ,i soliti ignoti alle stelle e le aziende tradizionali che hanno fatto la Romagna dei vini ROTTAMATE o quasi mi chiedo se i degustatori attuali del nuovo Gambero rosso sono qulaificati !!!!!!! Inoltre il responsabile dovrebbe almeno giustificare il suo conflitto di interessi a proposito del lavoro che svolge la moglie presso una nota azienda di vini pluripremiata.

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enofaber

circa 10 anni fa - Link

Un celebre politico diceva che "a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca". Condivido le tue perplessità e la coincidenza appare smaccatamente palese... Ma forse siamo entrambi maliziosi... In ogni caso Camillo Donati, che sia 2007 o 2008, è un vino che a mio parere meriterebbe punteggi ben più elevati...

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Luigi

circa 10 anni fa - Link

"Possibile? Lo stesso lambrusco che più volte, alla cieca, è emerso come nettamente superiore a molti altri. Fatico a capire, ma è evidente, penso, come quella particolare bottiglia, in quella particolare batteria risulti aliena. E che quindi, forse, non venga capita.": ma non la sfiora il sospetto che i vostri assaggi siano un punto di vista, un'opinione, non la verità assoluta? E che il gruppo del Gambero abbia legittimamente una visione diversa dalla vostra? Disarmante, qui siamo proprio all'ABC della critica, documentatevi.

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enofaber

circa 10 anni fa - Link

Come dice giustamente Antonio il post di Jacopo focalizzava l'attenzione su altro, non sui punteggi in sé. Però una considerazione la voglio ugualmente fare: quella che su Intravino è definita "nouvelle vague" dei Lambruschi ha visto coinvolte tra le 50 e le 70 persone. In tre momenti differenti, persone diverse, con profili professionali e/o amatoriali molto differenti, con radici territoriali lontanissime, hanno preferito quel vino. Senza dare punteggi, in assoluta libertà. Non c'è una vertià assoluta: ma 50/70 opinioni concordanti sono ben più di una casualità. E poi, di grazia, su cosa ci si dovrebbe documentare??

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Rita

circa 10 anni fa - Link

Mi auguro che le opinioni non siano coincidenti solo per la dimostrazione di spirito malizioso prima del caffè mattutino. Si potrebbe provare a soddisfare la curiosità con gli esiti del 43° concorso internazionale del Vinitaly 2009 dove per la prima volta sono stati valutati i vini frizzanti. Per chi non l'ha fatto può rivelarsi interessante confrontare i risultati del concorso internazionale con le valutazioni fatte dal Gambero rosso sui Lambruschi. Credo sia fuoriluogo sdoganare la millenaria storia del Lambrusco da Modena a Parma.

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Antonio

circa 10 anni fa - Link

@Luigi, mi pare che le perplessità di Jacopo si riferissero ad altro, e non alle decisioni prese sui vini.

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Luigi

circa 10 anni fa - Link

"Lo stesso lambrusco che più volte, alla cieca, è emerso come nettamente superiore a molti altri": mi riferisco a questo, è scritto con chiarezza no? altra cosa sono i dubbi sui legami commerciali che possono essere veri o non veri. riesce a vedere la differenza fra le due osservazioni?

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Antonio

circa 10 anni fa - Link

Ha risposto benissimo Enofaber. Riguardo al vedere le differenze, è lei che vuole mettere in evidenza solo un aspetto del post. "Certo, mentre sfoglio veloce immagino che i produttori più piccoli, forse considerati radicali, di cui abbiamo scritto anche qui con toni felici, non saranno presenti. E ci mancherebbe, ognuno, anche nel decidere che campioni inserire, fa liberamente le proprie scelte." Mi pare quindi - in realtà - che non si mettano in discussione le scelte e i punteggi in quello che scrive Jacopo Cossater. Mi pare evidente, però, che quanto scritto più avanti non le interessi.

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Luigi

circa 10 anni fa - Link

al contrario, mi interesserebbe moltissimo se si trattasse di una critica forte, con argomenti solidi. Così, con toni tanto esitanti, il dico non dico, e' invece un testo senza molto interesse. la solita solfa. Aggiungo che se il post scrive in un punto 'lo stesso lambrusco che più volte, alla cieca, è emerso come nettamente superiore a molti altri', così in assoluto, e piu' avanti 'e ci mancherebbe, ognuno, anche nel decidere che campioni inserire, fa liberamente le proprie scelte', la seconda frase non smentisce certo la prima. al massimo indica una certa confusione di idee.

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enofaber

circa 10 anni fa - Link

Ma, veramente io non vedo contradditorietà o confusione. Guardi, in maniera schematica le racconto il percorso che mi ha portato a convenire con quanto scritto da Jacopo. 1) Uh, che bello il GR parla dei Lambruschi. Si vede che sono attenti anche alle dinamiche della rete 2) vado in edicola, spendo il miei 4,90 euro ed inizio a leggere 3) bell'articolo, si parla dei lambruschi etc etc 4) Si citano alcuni piccoli produttori. Camillo Donati non c'è. Ok, il GR non lo prende in considerazione ("e ci mancherebbe, ognuno, anche nel decidere che campioni inserire, fa liberamente le proprie scelte" [cit.]) 5) Vado a leggere i punteggi. I primi due sono quelli. Oh, guarda, c'è Camillo Donati. 86? Non sono d'accordo! ("lo stesso lambrusco che più volte, alla cieca, è emerso come nettamente superiore a molti altri" [cit.]) 6) Mumble, come è possibile? Vabbè, punti di vista, io ne capisco poco... 7) Terza di copertina: pubblicità a tutta pagina del Consorzio con in bella vista i due vini con il punteggio più elevato. 8) Casualità o (a pensare male etc etc) commistione di aspetti redazionali e commerciali? Vede, le due affermazioni apparentemente confuse, possono portare a quella conclusione.Il post, giustamente, sottopone una questione: non deve dare risposte.

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Andrea Gori

circa 10 anni fa - Link

"quando una guida esce in libreria, i suoi costi devono già essere stati coperti", chi è nel settore sa che funziona così. Chi apprezza i lambroosky non ha bisogno di una guida che li guidi a bere i lambruschi, per tutti gli altri, fa bene il Gambero ad individuare campioni reperibili ovunque, tipici ed esemplari

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Massimo

circa 10 anni fa - Link

Io non sono un fan di Camillo Donati, per niente, il suo Lambrusco non mi piace, inteso come Lambrusco, ma siccome mi hanno insegnato (AIS) a saper scindere il proprio gusto dalla qualita' del vino, alla prima degustazione di lambruschi lo misi sul podio. Altra cosa, si parla di lambruschi e se non ho capito male non c'e' neanche un Salamino di Santa Croce Doc? Mah. Bel post Jacopo.

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Stefano Caffarri

circa 10 anni fa - Link

Qualche titolo imperdibile? Anche a me manca il Salamino se non in vagherrimi ricordi, e non mi dispiacerebbe colmare la laGuna.

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Massimo

circa 10 anni fa - Link

Imperdibili no, ma vale la pena assaggiare Pancaldi, Verrini & Munari, Bassoli.

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Stefano Caffarri

circa 10 anni fa - Link

ok, vado.

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Massimo

circa 10 anni fa - Link

Ho dimenticato anche Saetti, senza solforosa.

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ALAN

circa 10 anni fa - Link

saetti ottimo

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fabio

circa 10 anni fa - Link

Se conosci una rivista che è avulsa da queste diamiche, ti prego di farmelo sapere. E' troppo tempo ormai che ho perso la speranza di un giornale obiettivo, per qualunque campo o applicazione. Ciao

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vittorio

circa 10 anni fa - Link

E' successo con Gravner nel passato escluso dalle guide per il suo essere fuori dai canoni, succede sempre fino al momento in cui non mettere alcuni nomi in guida diventa seriamente imbarazzante.Donati incomincia ad esserci, gli altri a ruota...scommettiamo? Bravo Jacopo!

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Cmq il Sig. Cossater non ne sbaglia una, bravo davvero!

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

Domanda: ma perché vi ostinate a scrivere Lambruschi, quando il Lambrusco, anche se in svariate declinazioni e tipologie e denominazioni, é uno solo? Lambrusco, non Lambruschi. Barolo, non Baroli... :)

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Infatti! Ma per questo particolare mondo avevo sempre sempre pensato il contrario, tanto che in effetti anche il consorzio dei modenesi lo declina al plurale: Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi. Anche se certo non di valenza scientifica, qui un altro contributo.

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Pierpaolo Rastelli

circa 10 anni fa - Link

Non sai leggere, Cossater? E' dal 1957 che si scrive Lambruschi. E questo ha decisamente valore scientifico. :)

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Ermi

circa 10 anni fa - Link

Gent.mo sig. Cossater, a Modena scriviamo Lambruschi perchè il vitigno dà il nome al vino DOP da cui è ottenuto, pertanto uve diverse vini diversi. Se mi fornisce il recapito postale Le invierò l'opuscolo realizzato nel novembre scorso dal Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi dove, tra l'altro, sono raffigurati i grappoli delle uve di Lambrusco di Sorbara, Lambrusco salamino, Lambrusco grasparossa, le trasparenze visive dei rispettivi vini DOP e le sensazioni olfattive rappresentate dai fiori e dai frutti che si possono cogliere in ciascuno dei citati Lambruschi DOP modenesi. Dal 1970, il mandato istituzionale del Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi si esplica in due punti: 1) controllo qualità dei Lambruschi prodotti dalle aziende consorziate; 2)informare e fare conoscere i LAMBRUSCHI D.O.P. prodotti in provincia di Modena. Resto a disposizione per gli approfondimenti che riterrà opportuni e La saluto cordialmente. Ermi Bagni

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Stefano Caffarri

circa 10 anni fa - Link

Nella mia ignoranza, credo che la differenza sia proprio nell'etimo: barolo è uno, e dire baroli è un controsenso. I Lambruschi sono tanti, perchè tra il Salamino di S.Croce che richiamo il ns lettore quassù e un Reggiano l'unica cosa in comune sono le bolle,e nemmeno del tutto. Poi c'è questo fatto, che in tutti i dialetti emiliani il singolare e il plurale di Lambrusco è uguale: "al lambròsc" e "i lambròsc"

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Ermi

circa 10 anni fa - Link

Gent.mo sig. Ziliani, a Modena scriviamo Lambruschi perchè il vitigno dà il nome al vino DOP da cui è ottenuto, pertanto uve diverse vini diversi. Se mi fornisce il recapito postale Le invierò l'opuscolo realizzato nel novembre scorso dal Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi dove, tra l'altro, sono raffigurati i grappoli delle uve di Lambrusco di Sorbara, Lambrusco salamino, Lambrusco grasparossa, le trasparenze visive dei rispettivi vini DOP e le sensazioni olfattive rappresentate dai fiori e dai frutti che si possono cogliere in ciascuno dei citati Lambruschi DOP modenesi. Dal 1970, il mandato istituzionale del Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi si esplica in due punti: 1) controllo qualità dei Lambruschi prodotti dalle aziende consorziate; 2)informare e fare conoscere i LAMBRUSCHI D.O.P. prodotti in provincia di Modena. Resto a disposizione per gli approfondimenti che riterrà opportuni e La saluto cordialmente. Ermi Bagni

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Il fatto è, e lo scrivo senza malizia alcuna, che il GR è assolutamente legittimato ad inserire le inserzioni pubblicitarie che preferisce. E ci mancherebbe. In un periodo storico, però, che vede sempre il sospetto dietro l'angolo andrebbe chiarito con forza il ruolo, separato, tra contenuti prodotti ed acquisiti. Una nota magari per dire che a) si, c'è un inserzionista b) no, non ha influito nella scelta dei campioni in degustazione c) assolutamente no, non influisce i nostri giudizi, sarebbe non solo gradita ma largamente auspicata (ragionamento che poi gira con un certo senso per tutti gli editori di tutti i settori). Ci sarà sempre il malizioso di turno ma almeno le carte saranno in tavola ed ognuno potrà trarne le conclusioni che preferisce.

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patrizio mengozzi

circa 10 anni fa - Link

Alcune precisazioni: in dialetto: singolare "al lambròsc" o, da Castel San Pietro a Cattolica, "e lambrosc"; plurale , "i lambròsc", questo perchè nei dialetti dell' Emilia R. le parole al maschile molto spesso non hanno declinazione al plurale e quindi si pronunciano allo stesso modo del singolare. Cmq se andate a leggere qualsiasi testo che si occupa di ampelografia vi dice ad es: "Lambrusco grasaprossa: uva a bacca rossa facente parte del gruppo dei LAMBRUSCHI che viene coltivato soprattutto nella zona di Castelvetro (MO). E' chiaro per tutti?!

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Stefano Caffarri

circa 10 anni fa - Link

qui un contirbuto di Laura Zini, interessante assai: http://www.emiliabyfood.it/archeologia-viticola-reggiana/

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Bereilvino

circa 10 anni fa - Link

Il tuo dubbio Jacopo è sacrosanto. Purtroppo ormai sono anni che sulle riviste del settore si vedono di queste cose. E' semplicemente la norma. Le attività redazionali con quelle commerciali vanno a braccetto. Gli affari sono affari! Volete un'altro esempio? Ogni anno www.winenews.it pubblica una classifica dal titolo "Cantine in Web", anche scorrendo velocemente la classifica bisogna essere ciechi a non notare che il 70/80% delle cantine elencate sono anche inserzionisti del sito... “a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca” ci ricorda spesso quel celebre politico. Saluti, Fabio Italiano

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Gian Paolo

circa 10 anni fa - Link

si parla di lambruschi perchè vi sono differenze nette tra tipologia e tipologia,Grasparossa, Salamino,Sorbara,Barghi oBarga non ricordo,Benetti e tantissimi altri.ciao a tutti e boun Lambrosch a tòt.gp

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Abbiamo premiato due Lambruschi quest'anno, quello di Ermate Medici, che è un Reggiano e non c'entra nulla con il Consorzio dei Lambruschi di Modena, ed il Vecchia Modena di Chiarli, che è invece modenese. Abbiamo chiesto, come sempre, della pubblicità, ma tramite la nostra concessionaria, che è un'azienda esterna a noi, si chiama Poster 2000 e la GRH non ha nè quote di partecipazione nèla Poster ne ha nella GRH, contrariamente a quanto accade al gruppo Espresso, che possiede la Manzoni, sua concessionaria, ed a Slow Food, che raccoglie direttamente la pubblicità. Adesso vorrei che qualcuno mi spiegasse che interesse avrebbe un Consorzio, che rappresenta tutti i produttori, a divulgare che uno solo di essi è stato premiato da una guida. Forse la pubblicità non c'entra nulla con i risultati degli assaggi. Assaggi effettuati in tutta libertà da un gruppo di assaggiatori che non sono dipendenti della GRH, che hanno espresso punteggi che sono stati scrupolosamente rispettati nella stesura della guida, come sempre accade. Tra loro c'erano persone di estrema competenza, da Giorgio Melandri a Pierpaolo Restelli a Marco Manzoli, per citarne solo tre. Un altro panel ha giudicato diversamente? Bene, noi non abbiamo la pretesa di essere la verità assoluta, loro mi pare di sì. Ma non è un problema.

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Grazie Direttore per l'intervento, certamente molto gradito. Vorrei chiederle solo una cosa: l'inserzionista, il Consorzio, ha influito nella scelta dei campioni in degustazione? Perchè, anche se la raccolta pubblicitaria è esterna, il materiale fotografico a corredo dell'articolo (come specificato sul colophon) vi è stato fornito dal Consorzio stesso. Questo significa che la redazione è certamente entrata in contatto con un inserzionista. A vedere poi la degustazione pubblicata, cinque dei primi sei Lambruschi, in ordine di punteggio, fanno parte del Consorzio, per un totale, mi sembra, di otto. Oltre il 33%, ecco. Da qui la domanda.

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Assolutamente no, la scelta è stata fatta prendendo i migliori usciti dalla degustazione per la guida, Le schede le ha redatte Melandri in totale autonomia. Poi ci ha anche mandato una serie di foto fatte da lui, ma alcune non andavano bene, per questo abbiamo chiesto anche ad alcuni produttori di inviarci qualche foto. Tutto qui. Se poi le foto se le sono fatte dare dal Consorzio, questo francamente lo ignoro.

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

C'è anche da sottolineare che il numero dei campioni dei Lambruschi che vengono da Modena, e che derivano da ben tre denominazioni diverse, sono in numero maggiore di quelli che arrivano da Reggio o da Parma, che vantano meno produttori sui loro territori.

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Filippo Ronco

circa 10 anni fa - Link

Cernilli, mi perdoni, magari lei è nella più totale buona fede, così come il panel che ha effettuato gli assaggi, magari lei è all'oscuro di qualsiasi vicenda ma mi vuole dire veramente che le redazioni dei giornali specializzati in vino, non hanno un rapporto costante e diretto con la propria concessionaria? A quanto mi risulta si fanno addirittura i planning degli articoli e dei temi che si affronteranno nell'arco dell'anno per poter dare alla concessionaria "materiale" sul quale poter lavorare nel vostro mondo. Filippo Ronco

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Scusi Ronco, ma un conto è comunicare alla concessionaria cosa si farà nei mesi a seguire, con argomenti scelti in riunioni di redazione, come facciamo noi, un conto è fare marchette esplicite, cosa che noi non facciamo. Io poi conosco la nostra realtà. Qui lavorano otto giornalisti professionisti e tre fra direttori e vice direttori comunque iscritti all'albo. Esistono regole e deontologie professionali che noi intendiamo rispettare. Quindi, nonostante le ironie che ogni tanto sento fare, direi proprio che da queste parti, cioè nella redazione del Gambero Rosso, certi argomenti non trovano casa. L'articolo sul Lambrusco, come può testimoniare chi lo ha redatto e chi ha collaborato, è stato fatto in assoluta autonomia e senza la minima pressione da parte della concessionaria. Se poi la Poster + andata a chiedere pubblicità a produttori o a Consorzi di quella zona, ha solo fatto il proprio mestiere, senza promettere trattamenti di favore ad alcuno, anche perché non avrebbe potuto poi mantenerle quelle promesse.

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Filippo Ronco

circa 10 anni fa - Link

Vorrei solo precisare che dove ho scritto "nel vostro mondo", non mi volevo riferire al Gambero Rosso in particolare ma a tutto il mondo dell'editoria cartacea specializzata. (Su internet le cose funzionano un poco diversamente, almeno per quanto ci riguarda). Filippo

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Io conosco la nostra realtà, quella del Gambero Rosso, e credo di avere spiegato in modo chiaro e per quanto mi riguarda inconfutabile, come lavoriamo noi, Non conosco, nè m'interessa conoscere, quello che fanno gli altri. Nel mondo del web esiste anche il marketing on line, mi pare. Quindi non credo che le cose vadano così diversamente. C'è la pubblicità anche sulla rete, altrimenti di che cosa vivrebbero coloro che fanno i blog ed i siti? Da dove trarrebbero risorse e giusti guadagni per il loro lavoro?

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Filippo Ronco

circa 10 anni fa - Link

Dal momento che non conosce, né le interessa conoscere cosa fanno gli altri probabilmente non sarebbe nemmeno il caso di proseguire questa discussione. Tuttavia, trovo così curioso che ciò non ostante azzardi ipotesi sul funzionamento di ciò che per suo dire conosce poco, che una riga in più la vorrei aggiungere. Non sono qui per dare lezioni a lei che di editoria e tante altre cose ha solo da insegnarmi però la rete, almeno quella, la conosco bene. La stragrande maggioranza di chi ha un sito o un blog su internet non vive di quello o non vive solo di quello ed è per questo probabilmente che il lettore, in media, può contare su un minor condizionamento di queste fonti da parte della pubblicità. Pubblicità che in alcuni casi nemmeno esiste. Ci sono eccezioni in negativo anche su internet, naturalmente. Il fatto Direttore, è che in rete non si può sgarrare più di tanto perchè si viaggia senza rete (scusi il gioco di parole) e comunque sempre in modo totalmente trasparente verso i propri lettori, altrimenti si resta irrimediabilmente "bruciati". Questo non accade normalmente sul cartaceo dove, tra una riunione di redazione ed un planning con la concessionaria l'andazzo appare un poco diverso. Capisco vi siano da conciliare costi e problematiche di dimensione e tipo completamente differente ma se qualcuno le fa notare che accostare la tal pubblicità al tal articolo è di dubbia finezza stilistica, incassi il colpo e se ne stia. Non è mica colpa sua, è colpa della concessionaria :-) Nelle poche iniziative imprenditoriali legate al mondo della pubblicità online, si possono però evidenziare due tratti distintivi rispetto al mondo cartaceo: 1) il primo è senz'altro rappresentato dalla maggior trasparenza nei confronti del lettore. Se si parla del prodotto di tizio lo si dice in genere; 2) il secondo è costituito da una maggior sensibilità nel scegliere tempi e modi della pubblicità rispetto allo scritto, una sorta di maggior pudore. Ecco, quello che forse questo post voleva tirar fuori (ma magari no eh, non lo so, azzardo) era proprio la necessità da parte del lettore di vedere un cambio radicale di queste dinamiche anche sul cartaceo, una maggior trasparenza, un pizzico di sensibilità in più su alcune scelte. Tutto qui credo e amici come prima :-) Filippo

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Fil, dimentichi un aspetto fondamentale: il web è gratis, la rivista no.

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Filippo Ronco

circa 10 anni fa - Link

Il web non è gratis per nulla ! Al limite è "in perdita". Spero sia un momento di obnubilamento dovuto a qualche buona boccia che senz'altro avrai sotto mano. Fil.

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Non sono affatto d'accordo che una pubblicità evidente, oltretutto di un Consorzio e non di un singolo produttore, dsia di "dubbio gusto". Esistono regole deontologiche nel mestiere giornalistico che nel nostro caso sono state assolutamente rispettate. L'evidenza della pubblicità è totale, l'indipendenza dell'articolo anche. Il resto sono illazioni prive di qualunque fondamento. Se Ronco pensa di dare delle lezioncine, bene, non si rivolga a noi, faccia nomi e cognomi e non spari nel mucchio. Se poi vuol dire che noi facciamo marchette per il Consorzio dei Lambruschi di Modena, lo dica chiaramente, così potremo dimostrargli il contrario nelle sedi opportune. A lui e a chiunque altro, ovviamente.

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Filippo Ronco

circa 10 anni fa - Link

Cernilli, mi perdoni, perchè bisogna sempre litigare? Non l'ho scritto io il post, sto solo cercando di dialogare e lei passa subito alle minacce, un giorno o l'altro mi verrà l'orchite. Non è la pubblicità ad essere di dubbio gusto, io stesso vendo pubblicità, sono a favore della pubblicità, la sostengo, provo addirittura ad inventarne di nuovi tipi. Forse non ha letto con attenzione quanto ho scritto, il verbo che ho usato - genericamente per altro - con riferimento alla poca sensibilità ed al gusto, è "accostare". Cioè la scelta di inserire proprio in quel punto proprio quella pubblicità, proprio in quel momento. Ed è un peccato perché se come lei afferma ed io non ho motivo di dubitare, vi è totale indipendenza di giudizio nella fase di elaborazione dei pezzi, poi tutta questa fatica editoriale viene sminuita da un accostamento che per forza di cose porta a pensar male il lettore dotato di maggior senso critico, dal momento che non è - come spesso avviene online - un accostamento asimmetrico effettuato in modo automatizzato e spesso inconsapevolmente tra chi scrive e chi compra quanto al contrario più una strategia comune per rafforzare il discorso commerciale, almeno, è quello che mi ha confermato anche lei un po' più in alto: "un conto è comunicare alla concessionaria cosa si farà nei mesi a seguire, con argomenti scelti in riunioni di redazione, come facciamo noi, un conto è fare marchette esplicite". Ecco, è proprio questo andare a braccetto secondo me ad essere di dubbio gusto ma ancor più di scarso ritorno per entrambi, l'azienda che investe e la rivista che ospita proprio sulla base della tesi, da dimostrare certo, che il mercato, l'attenzione ed il marketing stiano irrimediabilmente cambiando. Mi scuso quindi se il mio commento precedente le è parso una lezioncina, l'intento è più quello di confrontarsi rispettosamente, così come ho fatto io credo e così come mi pare abbia fatto anche l'autore di questo post. Filippo

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Fil, intendevo gratis per chi lo legge, ovvio.

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Paolo De Cristofaro

circa 10 anni fa - Link

Intervengo solo ora perché volevo leggere prima l'articolo di Melandri. Mi dispiace veramente che si sia parlato quasi solo di punteggi e pubblicità, e pochissimo di un articolo a mio avviso fruibile e originale, anche nella forma con cui è stato concepito, e che spero sia una sorta di rilancio da parte del mensile nel racconto dei territori, dei protagonisti, degli stili produttivi.. Quanto alla pubblicità, sarò un ingenuo ma mi viene da dire: magari il meccanismo fosse sempre questo. Fin quando chi scrive i pezzi conserva la piena autonomia di scegliere le aziende di cui parlare e le sue valutazioni, io non vedo niente di male nel fatto che l'agenzia pubblicitaria vada a sollecitare anche i soggetti più "vicini" e sensibili ai temi di cui si parla. Tutto dipende da come vengono fatte le cose e dalla trasparenza delle comunicazioni. E sarebbe bello se qualche produttore o consorzio testimoniasse se mai è stata messa in relazione la sua presenza in un articolo di Gr con l'acquisto di pubblicità, anche indirettamente..

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Ciao Paolo, hai ragione, da quanto scritto non si evince quanto anche io abbia apprezzato l'articolo in sé.

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Pierpaolo Rastelli

circa 10 anni fa - Link

Beh, Cossater, questo potevi anche scriverlo anziché pungolare sulla parte "scandalistica". O no?

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giorgio melandri

circa 10 anni fa - Link

ho dato un'occhiata alla discussione che ha seguito la pubblicazione dell'articolo sul lambrusco apparso sul gambero di febbraio e vorrei dare un piccolo contributo. intanto grazie a tutti quelli che hanno apprezzato il testo e il formato dell'articolo, una sorta di racconto degli ultimi 30 anni di questo mondo costruito anche con il contributo dei protagonisti che sono poi ritratti nell'articolo. Innanzitutto vorrei chiarire che io non ho MAI ricevuto nessuna pressione e nessuna indicazione su come fare il mio lavoro e che Daniele Cernilli e gli altri curatori mi hanno lasciato sempre la più completa autonomia. Io ho assaggiato i campioni che ho ricevuto dai produttori (alcuni non li hanno inviati, ad esempio Vittorio Graziano che ho contattato personalmente per telefono) alla cieca con un panel che come minimo era composto da tre degustatori. I campioni sono stati resi anonimi da una sommelier dell'AIS, Carla Giorgi, che ci ha dato una mano e che ringrazio, perché siamo i primi ad essere interessati alla qualità del nostro lavoro. Anche la degustazione che abbiamo fatto a roma in occasione delle finali è stata cieca e condotta con i soliti criteri adottati per le altre regioni. Detto questo rivendico con grande serenità i risultati (tra l'altro qualcuno si sarà accorto che camillo donati è entrato in guida con la scheda grande e un vino in finale?) che ho sempre ritenuto coerenti con i tanti assaggi e con l'esperienza delle visite che durante tutto l'anno faccio nelle aziende. Chiunque può non essere d'accordo, ma mi sembra fuori luogo ipotizzare manovre di ogni genere e fare insinuazioni per screditare il nostro lavoro. Ad esempio io neanche sapevo che il consorzio aveva comprato una pagina, ma in realtà non sarebbe cambiato nulla. Forse abbiamo gusti diversi, pazienza, ma credo che il rispetto per il lavoro altrui sia una condizione minima di serenità. Il bello del mondo del vino è anche che è un luogo di opinioni dove ci si incontra (e non dove ci si scontra) e dove tante volte, tutti quanti e con intelligenza, abbiamo cambiato gusto ed opinione. Io rivendico le mie scelte, so che le ho maturate attraverso un lavoro serio e continuo e credo di meritare rispetto. Come meritano rispetto le opinioni sui vini che leggo qui. La differenza delle volte sta nell'esperienza e nell'autorevolezza e ho l'impressione che sia questo in realtà a generare qualche reazione scomposta. grazie, giorgio

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Andrea Bezzecchi

circa 10 anni fa - Link

Ciao Giorgio non sapevo fossi tu l'autore dell'articolo come forse tu non sapevi che io fossi assieme a Patat0ne, l'organizzatore dei vari #lambruschi. Prima di postare ho voluto leggere il tuo articolo che mi è sembrata una bella panoramica su questo vino che sta risorgendo dalle proprie ceneri. personalmente, per com'è il mio approccio al vino, avrei comunque fatto un cenno ai piccoli vignaioli che riescono ad offrirci interpretazioni alternative di alto spessore, emozionali, magari con un approfondimento all'importantissima rifermentazione naturale in bottiglia. verrai a #lambruschi4? Ci farebbe piacere :) a presto andrea

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Giuliano Capedri

circa 9 anni fa - Link

E' il momento del Lambrusco! Per ora il Vinauta lo ha lasciato un cantina perchè voleva scegliere quello giusto da proporre nella sua enoteca e-commerce (www.ilvinauta.it). Ora che abbiamo scoperto che anche Intravino ha una bella sezione a lui dedicata e con tanti esperti degustatori che lo apprezzano, ci piacerebbe ricevere delle "dritte". Il Lambrusco si sta creando il giusto spazio qualitativo, abbiamo conosciuto personalmente sia la Cantina di Arceto (Migliolungo) che Paltrinieri (Eclissi); schietti entrambi. Se chiedessimo il vostro parere su quale Lambrusco proporre sul nostro scaffale online, quale ci indichereste? Tradizione, Trasversalità, Modernità: ci pare che il Lambrusco abbia testimoni in tutte queste 3 tipicità... attendiamo un vostro suggerimento per essere propositivi con tutti i vinauti per proporgli un altro grande prodotto enologico italiano.

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