Finalmente stilo la lista di cose enoiche che non vedo l’ora di perdermi a novembre

Finalmente stilo la lista di cose enoiche che non vedo l’ora di perdermi a novembre

di Antonio Tomacelli

Ci risiamo, novembre è arrivato e posso finalmente rifiatare. Per pochi, preziosissimi giorni, la casella di posta smetterà di vomitare i roboanti comunicati stampa di cantine che hanno vinto il premio come “terzo miglior vino bianco della Valsassina” o di annunci di improbabili manifestazioni quali “Calici Arrapati nel Borgo Antico”. È il momento ideale per concentrarsi e focalizzare l’attenzione sulle cose che davvero non vedo l’ora di perdermi, e sono eventi o questioni fondamentali come:

Il vino novello
Ve lo ricordate il novello? Era quel succo di frutta che per legge non poteva uscire sul mercato prima del 6 novembre, da bere con gli amici sbocconcellando castagne e fingendo allegria nei wine bar di periferia. Passati quei tre giorni da villaggio vacanze con divertimento forzato, il novello diventava aceto buono per l’insalata e, se ristretto a fiamma bassa, si trasformava in balsamico di una certa ignoranza. Oggi lo trovate giusto sugli scaffali di qualche autogrill della Salerno-Reggio Calabria, con le avvertenze in etichetta che nemmeno le Marlboro: “Attenzione, può farvi perdere diverse diottrie” ma, d’altronde, neanche la masturbazione è esente da rischi. Io col vostro permesso, il 6 novembre ci dò dentro di Aglianico caricato a pallettoni.

Coldiretti e il primato mondiale
Puntuale come la morte, arriva in questo periodo l’annuncio trionfale della Coldiretti: l’Italia è il primo produttore mondiale di vino, la Francia segue in seconda posizione. Il Corriere del Chihuahua e la Repubblica delle Banane, festanti, riprendono la stolta notizia come fosse una cosa di cui vantarsi, visto che i francesi con una bottiglia di Champagne Krug potrebbero comprarsi la produzione annuale del Molise. Volendo.
A quando una classifica in valore e non in quantità? Ma, soprattutto, i dirigenti della Coldiretti conoscono l’esistenza dello scaffale francese del Lidl?

James chi?
Quando pensi che la bufera delle guide enoiche sia finalmente terminata, arriva lui, James “Andiamo a Comandare” Suckling, ed è subito trattore in tangenziale. Il “Parker dei poveri” non rinuncia a dire la sua, che poi sarebbe quello che hanno già detto gli altri ma pronunciato meglio, senza le virgole e con un cappelluccio a girandola in testa. A che serve una classifica dei 100 migliori vini stilata da James? A nulla, ma se la pronunciate al contrario si sente John Lennon che dice chiaramente “Paul McCartney si tinge i capelli”.

L’indispensabile dispensatore: Vinfusion
Ti serve un gadget odioso da regalare a Natale al cugino sommelier che da tre anni ti rovina il cenone che tu abbineresti con una magnum di Peroni ghiacciata a tutto pasto e lui invece ti obbliga a sciardoneggiare la qualunque? Ho quello che fa per te: Vinfusion è la negazione del vino, la morte del sommelier e la scomparsa di tutte le guide in un PUF! (credici). Carichi nel serbatoio quattro vitigni ad minchiam — nel nostro caso pinot noir, syrah, merlot e moscato rosso — e lui, schiacciando i bottoni giusti, vomita dal dispenser un vino che potrà essere “luminoso”, “corposo”, “leggero”, “speziato” o “dolce” a seconda dei tuoi gusti e del tuo stato d’animo. Lo so, di più carogna c’è solo Valeria Marini rinchiusa nella casa del Grande Fratello, ma a Natale siamo tutti più buoni, nevvero?

Dimentico niente?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

2 Commenti

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Vittorio Cavaliere

circa 3 anni fa - Link

Felice di non essere più solo a perdermele.

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andrea

circa 3 anni fa - Link

Moscato rosso?!

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