E se vi dicessi che un vino nel tetrapack ha vinto la medaglia d’oro?
Problema del giorno: sapendo che il californiano CalNaturale è il primo vino biologico in tetrapack che vince una medaglia d’oro in un concorso enologico e che la confezione da 1/2 litro costa sette dollari, calcolare la distanza in eoni che separa gli italiani da un consumo consapevole ed ecosostenibile.









Scusate l’ignoranza, ma il tetrapack è ecosostenibile? Azz avevo sempre creduto il contrario…
si scrive tetra pak (R), cioè il nome della multinazionale, una delle tante, che produce imballaggi in cartone+alluminio+film plastico (polietilene?) per liquidi alimentari. che per quanto ne sappia sono mooooolto più difficili da riciclare (ed inoltre moooolto meno riciclati) del vetro. sarà vero?
ma chissene (cioé, per adesso chissene. invece: cosa contengono questi imballaggi? quali sono gli altri vantaggi (mettiamo da parte un attimo l’ecosostenibilità, abbiamo detto) ne comporta l’utilizzo e/o il consumo?
adesso che ci penso meglio, mica “tetra” starà ad indicare che c’è un ulteriore materiale in aggiunta a cartone, alluminio e plastica?
per favore, chiudete la parentesi dopo il secondo “chissene”
Mo’ pure il tetrapak.
Suggerirei, a questo punto, un confronto tra tetrapak e tappo a vite.
piuttosto che il tetrapack DAMIGIANA A VITA, vuoi mettere andare a fare la spesa al supermercato con il partire, andare dal vignaiolo una volta al mese e poi imbottigliarti il tuo vino?!
inoltre per recuperare le bottiglie o le compri, oppure te le scoli con amici e accatasti (“la seconda che ho detto”).
non c’è paragone!
Io sapevo che la struttura multistrato dei contenitori prodotti dall’azienda Tetra Pack era così:
4 strati di polietilene (circa il 20% della confezione) uniti insieme a formare un unico film
1 strato di cartone (che rappresenta circa il 75% della confezione)
1 strato di alluminio (c.ca il 5%)
Comunque tutta la vita il tappo a vite o la damigiana !!!!
io bevo vino solo se è in vetro. voi fate quello che vi pare.
Il Tetra Pack è tristissimo!!!!
Tetro Pack.
Genio!
E’ tristissimo anche il tappo a vite, ma se lo dici qui che tu sia maledetto!
il tappo a vite è un eroico tentativo (riuscito) di cambiare le cose in meglio.
d’altronde se c’è gente che mette il vino in otri di terracotta
il tappo a vite fa la usa porca figura
E’ vero, però è indubbiamente utile e oggettivamente sarà il nostro futuro….
Ma il Tetra Pack NO!!!!!
@Antonio “organic wine” + “tetrapack” stona davvero. Nel prodotto si rispecchiano perfettamente i principi di base del marketing enologico contemporaneo. Insegnando a studenti universitari americani so che un vino “organic” riscuote, a priori, una quantità di entusiasmo e predisposizione all’acquisto molto più alta di un vino convenzionale. So altresì che i suddeti studenti non hanno nemmeno idea di come si traduca in pratica il concetto. Per loro “organic” è un “plus” di notevole importanza. Aggiungo che le due medaglie d’oro se le è conquistate in due concorsi (Florida e Monterey) non certo tra i più ricercati del globo terraqueo. Mi colpirebbe di più la notizia che quel vino è il più venduto nella sua fascia di prezzo. Ad ogni modo, siamo sicuramente (come il problema richiedeva…) distanti molti eoni dalla cultura statunitense, ma in questo caso non mi dispiace affatto
Con tutto il rispetto: ma che razza di post è? Da quale considerazione nasce? “Non so che cosa scrivere, butto lì ‘il vino in cartone’ e facciamo caciara”? Perché se è così posso anche capire (e d’altronde, anche se non capissi il mio post darebbe ragione a questo tentativo), ma diversamente rimane impraticabile per il mio cervello il sentiero concettuale che porta a scrivere, parlando di un’Italia ovviamente refrattaria al tetrapak, “calcolare la distanza in eoni che separa gli italiani da un consumo consapevole ed ecosostenibile”.
Misteri della fede enoica.
L’Italia è refrattaria alle bottiglie leggere, al tappo a vite, alle produzioni biologiche e alla carbon footprint.
Il tetrapack sarà pure complicato da riciclare ma il pragmatismo americano non si discute: prova a vendere in Italia un cartone di vino a 7 euro!
Per gli agnostici: http://www.tiriciclo.it/
No che non ci provo: non sono mica matto.
Ma non vedo perché, dato un fenomeno diverso in Italia e in un altro paese, si debba concludere che l’Italia è indietro.
E se vogliamo far passare che il futuro del vino bio sia il tetrapak, allora stiamo definitivamente affossando le speranze di affermazione di questi vini. Quantomeno in Italia e nei paesi con una cultura del vino secolare.
Ho simpatia per gli Stati Uniti, ma a questa stregua il prossimo post dirà che gli americani consumano la strabiliante quantità tot di grassi, mentre l’Italia è ancora spaventosamente in arretrato.
Quindi pragmatismo americano=progresso (sostenibile)?
A quando Ronald McDonald for President?
Il vino nel “cartone del succo di frutta” è di una tristezza totale. Non lo utilizzerei nemmeno per cucinare.
Da notare il nome del vino, ancora una volta, molto “italian sounding”.
Te t’ha rovinato il Tavernello
Non è così facile dire quale sia il contenitore più “sostenibile” perchè ognuno ha le sue magagne. Forse è davvero quello che si riutilizza, cioè la damigiana o il “boccione”. A naso direi che il tetrapack lo è poco perchè essendo fatto di materiali diversi il riciclaggio è complicato e costoso anche in termini energetici. Piuttoso meglio il bag in box, infatti nel nord europa piace agli ecologisti. Comunque tra il tetrapack e la bottiglia da un chilo vuota per l’ambiente è forse più sostenibile il primo, ma per un vino bio nella bottiglia da un chilo pochi si scandalizzano …
Vorrà dire,che anzichè cercare/trovare emozioni nel contenuto.
Nel vino del futuro, le cercheremo nel o sul contenitore.
… perentoriamente sono solo 2 (due) i contenitori giusti per il vino, 1° il vetro, 2° la pancia. Gli americano possono metterlo dove vogliono (se trovano tempo tra una guerra e l’altra), l’importante che non vogliano mettercelo in quel posto a noi con discorsi “ecologici”….