di | sab 27 giu 2009 ore 14:30
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bottegai

Così ero capace anch’io

vini24Mentre i Dissapori, e cumuli di commentatori, si accapigliavano su codici etici, conflitti d’interesse, informazione e business, Il Sole 24 Ore zitto zitto decideva di mettersi a vendere vino. Proprio come il Wall Street Journal. A volte i problemi complessi hanno soluzioni semplici: per esempio, ignorare del tutto il problema.
E come un bottegaio un po’ vecchio stile, Il Sole allinea le etichette in vetrina esibendo, per dire, certificati di qualità assegnati da altri editori: un vino “firmato da Giuliano Noè, Enologo dell’anno 2005″ per il Gambero Rosso, ha sicuramente più appeal. L’importante è che almeno il Gambero non si metta a vendere vino, altrimenti chi certificherà chi?

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5 commenti a Così ero capace anch’io

  1. L’anno scorso mi fu proposto di fare la stessa cosa con Bow.it, sulla Repubblica e su altri maggiori quotidiani (non mi ricordo ma mi pareva che ci fosse anche il Sole). Sono usciti su questi giornali con le foto dei miei vini (e anche di alcuni altri), un bell’ottavo di pagina su un quotidiano come Repubblica, che sicuramente a comprarlo non costa poco, in piu’ volantino allegato con le pubblicazioni del Gambero Rosso (non mi ricordo cos’era, una collana allegata ai quotidiani).
    Risultato? Poche vendite, pochissime se si considera la potenza di fuoco di calibri del genere.
    Perche? Me lo sono chiesto anche io, eppure per es. in UK tutti i quotidiani hanno un wine club da sempre. Mentre me lo chiedevo ad alta voce, leggendo il tuo post, e’ passata mia moglie ed ha detto: “maybe it’s because you aren’t club people, are you?”, e poi e’ uscita dalla stanza lasciandomi basito. Forse e’ per questo: gli italiani non sono “club people”. :-(

  2. Assolutamente sì. We’re not club people.
    Gli italiani sono capaci di aprirti una sede di partito (partiti diversi, of course: Lega e Pdl, Pd e UDC, per dire) ai 4 angolio di una piazza del più sperduto paesucolo della più lontana provincia, ma club MAI! I soli circoli che si conoscano, a parte quelli parrocchiali, trattano di calcio o di politica; tertium non datur.
    Ciò appurato, per spiegare perchè l’e-commerce vinicolo da noi stenta a decollare si potrebbe chiamare in causa la geremiade sugli italiani che non sanno usare la rete, che non si fidano della rete, che non si fidano delle transazioni in rete, e che hanno un pessimo rapporto con trasportatori e/o spedizionieri.
    E’ sufficiente, o devo continuare?
    :P

    L.

  3. Noi l’anno scorso invece siamo stati fornitori degli imballaggi per le spedizioni per conto del SOLE.

    Giorgio ci ha ricontattato anche quest’anno, ma evidentemente con l’ingresso di un altro fornitore WINE2WINE che gestisce direttamente l’enoteca virtuale si sono avvalsi di altri sistemi di spedizione.

    Direi che quest’anno l’offerta è più variegata abbracciando più cantine e regioni vinicole.

    Sono quindi molto curioso di come risponderà il mercato a questa offerta più eterogenea.

    Cordialmente
    Angelo

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