Bela 2011 di Čotar e Luigi Malabrocca. Il talento di arrivare ultimi e regalare qualcosa

Bela 2011 di Čotar e Luigi Malabrocca. Il talento di arrivare ultimi e regalare qualcosa

di Graziano Nani

Anche per arrivare ultimi ci vuole talento e il più grande è stato Luigi Malabrocca. Sono gli anni del dopoguerra e il leggendario ciclista è l’unico a vincere due volte consecutive la maglia nera, che ai tempi è riservata all’ultimo classificato al Giro d’Italia.

Non è solo un gesto simbolico, ma un premio ambito. A quello in denaro, infatti, si aggiungono diversi regali in natura assegnati dagli sponsor, tra cui salumi e animali da cortile. Malabrocca è davvero il campione degli ultimi e la sua capacità di perdere tempo per tagliare il traguardo dopo tutti gli altri è un mix inimitabile di tecnica e creatività: fora le ruote di proposito, si rinchiude nelle trattorie di campagna a bere e mangiare e un giorno, a Bolzano, si nasconde persino dentro un silos.

Ispirato da questa storia ho pensato di parlare di Bela partendo dal sentore che, come Luisin, arriva sempre per ultimo. Nel mio caso, un tocco leggero di tabacco. Questo metodo classico non sboccato di Čotar, macerato sulle bucce per 7 giorni, viene prodotto in 3.000 bottiglie, senza utilizzo di solforosa aggiunta. Continuando a ritroso dalla fine della degustazione, in bocca colpisce per la sua bolla cremosa e la capacità di risultare elegante e polposo allo stesso tempo. Al naso l’agrume è maturo e intrecciato a sentori di fiori e panetteria. Prima di uscire passa tre anni e mezzo in botte, bisogna avere pazienza. Quella che non hanno avuto i giudici del Giro d’Italia nel ’49. Stanchi di aspettare Malabrocca se ne sono tornati a casa, privandolo della maglia nera già assegnata a Sante Carollo.

BELA 2011
Provenienza: Carso, Slovenia
Produttore: Čotar
Uve: 50% malvasia istriana, 50% vitovska
Prezzo: 25 euro

 

bela

 

[Immagine dell’etichetta: Domenico Montemurro]

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Graziano Nani

Frank Zappa con il Brunello, Hulk Hogan con il Sassella: per lui tutto c’entra con tutto, infatti qualcuno lo chiama il Brezsny del vino. Divaga anche su Gutin.it, il suo blog. Sommelier AIS, lavora a Milano ma la sua terra è la Valtellina: i vini del cuore per lui sono lì.

1 Commento

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Vinocondiviso

circa 3 anni fa - Link

Anche io ho bevuto pochi giorni fa un vino di Čotar, nel mio caso la Malvasia 2005. Grande vino.

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