La rivoluzione del vino di Paglia

di Alessandro Morichetti

bucceLa nuova frontiera del marketing si chiama wine for blog. Il produttore invia un cartone misto dei propri vini, chi lo riceve ne parla come meglio crede. Se ha un suo blog puoi farlo lì, altrimenti viene ospitato. Lo scambio è alla pari: visibilità al costo di un cartone di vino, magari anche buono. L’idea è partita da Gianpaolo Paglia di Poggioargentiera ed è poi stata ripresa da Francesco Zonin.

Chi ci guadagna? Apparentemente tutti: il produttore fa parlare di sé, il consumatore ha un bel cartone di vino senza spendere un euro.
Chi ci perde? Probabilmente l’informazione, aggirata da chi adotta strategie di marketing aggressive.

Ad ogni modo abbiamo aderito. Il vino che ha destato maggior curiosità è l’ Ansonica della Maremma Toscana igt Bucce 2007, un bianco macerato sulle bucce che richiama vinificazioni diffuse tra Friuli e Slovenia, assai poco in Toscana. Paglierino/dorato opalescente per l’assenza di filtrazione, presenta un naso sottile di mela e pesca, fieno e dal finale appena accennato di erbe aromatiche, gradevole nella sua discreta complessità. Al palato può spiazzare, secco e morbido, perde un po’ di brillantezza a centro bocca prima di sprigionare la propria misurata carica tannica da macerazione, insolita per chi non è avvezzo a questa tipologia di bianco. Nel complesso un vino curioso e sperimentale, tutto da discutere riguardo la capacità di mantenere il carattere varietale da parte delle uve bianche vinificate in rosso.

Saremmo curiosi di valutare un prodotto dall’equilibrio acido-tannico spostato anche solo di poco a favore della freschezza. Trattandosi di vino ancora “senza storia”, un assaggio dopo il 2010 darà qualche informazione in più sul potenziale evolutivo dell’etichetta.  La tenuta dopo una settimana a bottiglia aperta è stata eccellente. Nel complesso, 83/100 per una bottiglia acquistabile, direttamente dal produttore, a 16 Euro.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

15 Commenti

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fabrizio scarpato

circa 10 anni fa - Link

Sono stato spesso lì lì per aderire, per fiducia in Gianpaolo Paglia, perchè conosco e apprezzo i suoi vini, per divertimento e grafomania narcisistica. Alla fine desisto perchè, ahimè retaggio di un cinquantenne vecchia maniera, mi sembra di approfittare, di non meritare un cartone di bottiglie in cambio di un parere che mi sembra più autoreferenziale che utile al produttore, non avendo io un blog, né potendo diffondere il nome dell'azienda più di quanto non abbia già fatto. Tutto questo per dire che non capisco il ritorno, immagino ben calcolato, di una iniziativa che, non intendendomi di marketing, mi appare troppo chiusa e limitata, col rischio che ad aderire siano in prevalenza appassionati senza blog o né altre attività adatte: ma il solo fatto che ne stiamo parlando sembra direttamente contraddirmi.

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gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

Non ho ben calcolato proprio nulla Fabrizio, davvero. Io credo nella comunicazione su internet fatta in maniera spontanea e anche un po' alla buona, se ti metti a calcolare i ritorni di quello che fai, secondo me hai gia' sbagliato strada. Il cartone in cambio di un parere: ti sembra poco? Al di la della visibilita', poca o tanta che sia (e comunque sempre maggiore, secondo me, degli stessi soldi spesi in banners), rimane il fatto che e' estremamente difficile ottenere giudizi imparziali da una cosi varia platea di persone. Pensaci bene, alla fiera la gente non ti dira' mai in faccia che non gli piace, le persone a te vicine neanche, piu' per assuefazione che per mancanza di sincerita', i tuoi clienti lo comprano o non lo comprano, altro non ti aspettare. Rimarrebbe la libera stampa, ma anche loro hanno un sistema diverso, e comuqnue quello va da se', e non ha bisogno di stimoli miei. Avere sul mio sito qualche centinaio, credo che dovremmo arrivare intorno ai 500-600, commenti sui vini, fatti non da me, non dall'enologo, ma dalle persone reali che non ci pensano neanche un secondo a dire come la pensano, nel bene o nel male, e' un patrimonio di credibilita' a disposizione di chiunque sia interessato ai miei vini, che non puo' che far bene all'azienda, anche come vendite (io sono un tipo venale, come Fiorenzo sa, e condivide :-) ). Da ultimo, e non voglio fare quello che dice cosi' perche' fa fico, i commenti negativi, pur se qualche volta da me non condivisi, a volte servono a darti una sveglia e se uno e' abbastanza intelligente, a capire dove e come si puo' fare meglio, fermo restando che il vino e' comunque l'espressione della mia visione, imperfetta nella teoria e molto perfettibile nella pratica. E comunque ti puoi iscrivere, a me farebbe piacere comunque, a chi non ha un blog chiedo solo di motivarmi, ma nel tuo caso lo sono gia' :-). PS (la lista e' in standby per ora, pero' se uno si iscrive ci sono buone probabilita' per il prossimo panel, perche' molti non sono ricontattabili o non rispondono quando gli viene chiesa conferma).

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

sorprendente (e deludente) che anche un nuovo blog come Intravino, che dovrebbe sperimentare nuovi stili, nuovi linguaggi, nuovi modi di raccontare il vino finisca poi con il ricadere nello stanco cliché parkeriano di assegnare punteggi, in centesimi, ai vini... E dire che la wine blogosfera é piena di ottimi blog, dal Wine Camp di Craig Camp http://www.winecampblog.com/ che si definisce una "a points-free zone" a tanti altri, che hanno programmaticamente - e intelligentemente - rinunciato a dare punteggi ai vini...

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fabrizio scarpato

circa 10 anni fa - Link

Vero, dopo aver dribblato tutti gli "abbastanza" possibili nella nota degustativa, il punteggio si poteva evitare. Anche perchè credo che a Gianpaolo interessino sensazioni di testa, cuore e pancia (emozioni?) rispetto al mero dettaglio tecnico.

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fabrizio scarpato

circa 10 anni fa - Link

Meglio dire che a Gianpaolo va bene tutto, anche "mi piace, non mi piace", per sua stessa ammissione: la mia non voleva essere una critica supponente.

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

Intravino usa anche i punteggi centesimali, sì. Questione di punti di vista. Parkeriani? Per piacere... :) Semmai veronelliani. Molti auguri, e rispetto, per gli intelligenti points-free zone.

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Lizzy

circa 10 anni fa - Link

Fiorenzo: clap, clap,clap... è da molto tempo che io e qualche altro spericolato studiamo/sperimentiamo schede di valutazione del vino alternative alle solite note. E' durissima. Ma non desistiamo, e quando ci saremo riusciti vi faremo partecipi (in un modo o nell'altro..). Promesso. :) L.

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

Fiorenzo, prendo atto che anche a Intravino si danno i numeri. Contenti voi...

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mauro

circa 10 anni fa - Link

..non ho avuto ancora modo di provarlo e sono comunque certo della qualità del prodotto, vista la serietà dell'azienda. Certo è che in Toscana non può essere definito come "novità", visti i risultati di Niccolaini (Massa Vecchia) sempre in Maremma. Comunque la curiosità è forte..posso averne un cartone anch'io?

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Alessandro Morichetti

circa 10 anni fa - Link

@fabrizio: la scheda Ais prevede 18 volte il termine “abbastanza”, nell'analisi del vino non l'ho mai (neanche implicitamente) usato ;-). A parte la battuta, ho trovato molto utili al confronto tanto le tue considerazioni quando la risposta del produttore @franco: la discussione sul punteggiare o meno i vini è aperta, e apprezzo chi non lo fa. Su Intravino il numero affianca la descrizione senza mai prescinderne. Nel vino, niente è più relativo dei numeri: un 99/100 di Suckling all'n-esimo “marmellone” toscano vale minimamente i 19.5/20 di Kerin O'Keefe al verdicchio Villa Bucci Riserva 1988? Da consumatore e lettore, saprei di chi fidarmi ;-)

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Francesco Annibali

circa 10 anni fa - Link

Il punto però Alessà è che i 99 di suckling o di chiunque altro sono frutto di una degustazione, xd+ comparata. Dare invece un punteggio ad un vino bevuto o assaggiato magari insieme ad altri completamente diversi...mah... mi sembra evitabile, più che inutile.

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Enofaber

circa 10 anni fa - Link

Ho partecipato al tasting panel di G. Paglia ed ho postato i miei commenti sia sul mio blog sia sul blog dell'azienda. Personalmente ritengo che la scelta di Paglia sia coraggiosa e valida dal punto di vista aziendale: coraggiosa perchè si espone ed offre la possibilità di dire a tutti quanto pensano dei suoi vini, positiva in termini di mercato perchè il panel assicura all'azienda molta più visibilità. Poi, non dimentichiamo che G. Paglia è in questo ambito un pionere: è uno dei pochi vigneron che ha capito le potenzialità del web e le sta iniziando a sfruttare come si deve. A mio avviso farà scuola... Leggendo i commenti vedo che riparte la querelle sul punteggio: personalmente non li scrivo sul mio blog, ma più che altro perchè non ritengo di essere ancora così allenato da poter essere "coerente con me stesso" nel corso del tempo.

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nicola a.

circa 10 anni fa - Link

Mi è piaciuto molto lo spirito e l'organizzazione dell'iniziativa. Al primo panel, tra amici abbiamo seguito l'approccio divertente e conviviale, tra esperti, appassionati e persone che semplicemente si accostavano alla degustazione. L'ho trovato un mezzo naturale e diretto, un buon sistema per far cadere quelle false rappresantazioni che spesso girano intorno al vino.

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Capric

circa 10 anni fa - Link

Tanto di cappello all'iniziativa proposta da Gianpaolo e sono d'accordo con Enofaber quando dice che la proposta di Poggio Argentiera farà scuola. Anch'io ho partecipato all'ultimo tasting panel e quindi ho stappato, assaggiato e recensito - o per meglio dire, ho scritto le mie sensazioni - cercando di evitare grappoli, bicchieri o votazioni in centesimi. Scelta personale. Però mi fa piacere concordare su quella nota di pesca che viene evidenziata sulla recensione di Intravino!

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Brugnara ugo

circa 10 anni fa - Link

Buongiorno, sono iscritto a Vinix, ma ogni tanto visito Intravino per avere confronti e raffronti. Veniamo a Giampaolo Paglia. Le critiche (poche per la verità) sono ingiuste, perchè Gianpaolo è un pioniere ed anche un po' don Chisciotte. Chiede solo un commento al suo vino e si espone inerme alle critiche, dolorose come ogni giudizio negativo per le proprie creature. Perchè è molto più facile, via web, stroncare un vino(ovviamente in maniera civile e con considerazioni plausibili) che non dirlo in faccia mentre lo si assaggia insieme. Anche perchè Gianpaolo Paglia è persona simpatica. Non so se avrà seguito e successo questa sua iniziativa, ma certamente va ammirato per il suo coraggio e per la sua perseveranza. Se la stragrande maggioranza degli assaggiatori dirà che il vino è buono o molto buono, anche senza punteggi, chioccioline e grappoletti, allora Giapaolo avrà elementi su cui ragionare e... comunicare. Ed io faccio il tifo per lui. Saluti a tutti, Ugo Brugnara.

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