Vini alla Lidl: un altro storytelling è possibile. E anche giustificabile? Vediamo come

Vini alla Lidl: un altro storytelling è possibile. E anche giustificabile? Vediamo come

di Fiorenzo Sartore

La vicenda delle schede descrittive dei vini in vendita alla Lidl, redatte dagli esperti del Gambero Rosso, merita ancora un altro tipo di approfondimento. Per fare questo devo per forza partire da tutti i commenti che ho letto in giro, che rivelano un’altra possibile chiave di lettura.

Quando ieri abbiamo notato queste descrizioni, all’interno del team Intravino, ha prevalso una spiegazione possibile: sono state stampate alcune schede descrittive raw, crude, brutali, redatte da alcuni assaggiatori. Forse dovevano essere editate, forse corrette emendando le descrizioni negative, ma non è successo, e qualcosa è andato storto nella catena lavorativa: questa è anche la mia idea. Ma potrebbe non essere, necessariamente, l’idea corretta.

Ci sono alcuni commentatori che avallano infatti un’altra tesi: Lidl con quelle schede ha voluto essere sincera coi suoi clienti. Per quanto surreale possa sembrare, surreale non significa irreale. Marco per esempio commenta: “Da una parte c’è un’azienda come il Gambero Rosso che ovviamente non può sputtanarsi e classificare come da tre bicchieri vini di fascia bassa, dall’altra la Lidl che offre vino bevibile (per i più, magari non per gli appassionati) ed aiuta il pubblico a scegliere. Si chiama trasparenza”.

Questa cosa per la verità ha un senso: in questo interessante post (prendetevi un po’ di tempo per leggerlo) si segnala difatti la bizzarra strategia comunicativa di Lidl. Tra i commenti di quel post si fa avanti inoltre l’ipotesi che la comunicazione pubblicitaria di Lidl possa risentire di problemi di traduzione dal tedesco. (Potrebbe essere inquadrato anche nel DNA così teutonico di Lidl stessa. Cioè l’idea che il pubblico tedesco apprezzi la verità, seppur brutale). Tutti possibili elementi utili a comporre la tempesta perfetta.

Un altro commento interessante è pubblicato su Dissapore: “in cuor mio spero che al Gambero Rosso si siano resi conto che stavano per perdere sonoramente la faccia e gli hanno imposto di riportare i giudizi così come erano”. Nuovamente, appare surreale, ma se la home di Lidl non verrà corretta dovremo cominciare ad ammettere anche ipotesi di questo tipo. Il Post, oggi, sposa allegramente la tesi “pubblicità onesta di Lidl“.

Resta, alla base di tutto, il dubbio relativo ai termini usati: “bolla un po’ aggressiva, sa di poco, amaro, un po’ di solforosa, nota ridotta, attacco dolciastro” più che errori di traduzione parrebbero davvero note di assaggio stroncanti, col tipico linguaggio degli addetti ai lavori. Quindi un’altra paradossale spiegazione me la fornisce Filippo Ronco: “Se è vero e non è un errore è una nuova frontiera del marketing a cui probabilmente non siamo ancora pronti”.

Se il surreale diventa reale, siamo di fronte a un venditore di vino che ti elenca i difetti del vino che vende, per amore della verità. Si potrebbe suggerire, a quel venditore che ha verificato in via preliminare tali difetti, di NON vendere quel vino. Ma quella forse è una frontiera del marketing a cui stavolta non è pronto lui.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

20 Commenti

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Nic Marsél

circa 4 anni fa - Link

Ma la "sfumatura di pelliccia" è un colore, un odore, un sapore... un dolore? E poi di quale pelliccia? Quella dell'orso in etichetta?

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il farmacista goloso

circa 4 anni fa - Link

Si tratta di un banale caso di suggestione (degustazione NON alla cieca). ;)

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Franco

circa 4 anni fa - Link

Premessa. La nota di pelliccia è, neanche a dirlo, riferita all'etichetta ed al nome del Montepulciano Bio (Bio a 3,49 ivato e sullo scaffale?! SIVABBEHCIAO!). PASSO ORSO = nota di pelliccia. Secondo me chi ha scelto il nome di questo vino vende lo stesso prodotto anche in Norvegia, dove buttare una parola con PASSO, RIPASSO, SOTTOPASSO e, incredibile ma vero, SORPASSO, equivale a dare ad norvegesi l'idea della rotondità e della morbidezza. Ma ciò detto, venendo a noi, davvero pensate che una persona con un minimo di intelligenza possa volutamente uscirsene in campagna marketing con un "sa di poco"? con un "amaro"?! "nota ridotta"!?! e dulcis in fundo (eh si, proprio dulcis) "un po' troppo dolce"?!?!?!?!?!? Ma ragazzi, ma di cosa stiamo parlando. Ma qui si tratta di vendere e la vendita al di sopra di ogni tecnica, sincerità, rottura degli schemi, enfatizza le note positive di un prodotto, non i suoi difetti. Tant'è, al di sopra di ogni castello ci siamo costruiti mentalmente o collaborazione di terzi. Qui le spiegazioni sono due: 1) chi ha scritto le schede era ubriaco e chi le ha poi impaginate ed inviata in stampa non ha neanche idea di che colore sia un Brunello. 2) siamo davanti ad un danno volutamente arrecato da un dipendente in via di "uscita" dall'azienda. Il resto sono storie che non stanno in piedi, ma quale sincerità, ma quale marketing innovativo. Sa di solforosa, si e già che c'era poteva anche scrivere che aveva un retrogusto di sterco di vacca. Ma per favore.

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Ale

circa 4 anni fa - Link
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Totò P

circa 4 anni fa - Link

No. Per Lidl è FON-DA-MEN-TA-LE il cliente. Lidl può delistare qualsiasi prodotto quando vuole. Non importa se quel vino sia troppo dolce o sappia di pelle di porco, quello che conta è che il cliente di Lidl sia informato in modo sincero, onesto e trasparente. È un operazione di marketing della madonna. Questo è quello che penso al netto dei refusi di grammatica nelle recensioni. Qui chi parla non è il montepulciano o lo zibibbo ma Lidl in collaborazione con Gambero Rosso.

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Doxor

circa 4 anni fa - Link

Ma se fosse in effetti una sorta di guerrilla marketing, alla fine ora lidl è super in trend è chi compra vino lì manco legge le descrizioni o, se le leggesse, ci riderebbe (pensando) di essere un incompetente

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

diciamo che è adesso che il marketing della LIDL deve trovare un'idea geniale per uscire da questo pasticcio

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bettino

circa 4 anni fa - Link

...intanto si sta parlando -non poco- del suddetto supermercato... ( ed uno ) ...poi -dopo gli sghignazzi iniziali- si sta qui facendo strada l'ipotesi di una nuova politica commerciale "sincera" verso il loro consumatore-tipo ( e due ) ...inoltre : ( e tre ) il fatto che praticamente tutti i commentatori -dal vinaio estensore del post, ai lettori che ne scrivono in merito- si trovino d'accordo nel negare nel modo più risoluto la possibilità che una "pubblicità commerciale" possa anche lontanamente riportare le "qualità" assieme agli eventuali "difetti" di un prodotto alimentare come il vino (analizzato da "esperti" del settore ...in questo caso gli esperti del Gambero Rosso, vabbè...) mi fa riflettere 1) su quanto in basso si sia oggi scesi nella considerazione del consumatore : un essere al quale la pubblicità deve far acquistare un prodotto sic et simpliciter, senza veramente mai informarlo su cosa stia acquistando coi suoi danari... 2) quanto questo risulti proprio quasi inconcepibile anche per la grandissima parte dell'opinione pubblica, ivi compresa i lettori di codesto blog. ah, la pubblicità... Nel Rinascimento, periodo di crescita intellettuale, morale, ed economica mai più eguagliato nelle nostre contrade, risulta che ai mercati di piazza fosse proibito addirittura alzare la voce al fine attirare - e confondere- il possibile acquirente , magari ingannandolo con false promesse di migliore "bontà" del proprio prodotto a scapito di quello del vicino. Solo la reale qualità del prodotto in vendita avrebbe permesso il successo commerciale del venditore, non le sua abilità nella chiacchiera . Che questo sia stato magari uno dei tanti motivi della "Rinascita" del nostro Paese dopo i secoli oscuri del Medioevo sarebbe da indagare... Se la LIDL mette "in mostra" i suoi modesti prodotti con poche note di qualità ed altrettante note di piccole magagne, fa -a mio avviso- una opera meritoria di crescita culturale per il povero consumatore, misero vaso di coccio tra i vasi ferro dell comunicazione pubblicitaria pervasiva , arrogante, falsa e dannosa per tutti.

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Emanuele Dabove

circa 4 anni fa - Link

"Purchè se ne parli"... voluto o no, un risultato lo stanno ottenendo.

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Simone

circa 4 anni fa - Link

Quel Montepulciano è opera di una famosa realtà abruzzese addirittura chiocciolata!!

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sergio

circa 4 anni fa - Link

Se è vero quello che dici è dirompente.

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gp

circa 4 anni fa - Link

L'aspetto forse più surreale è che nessuno finora sembra essersi accorto che i giudizi succitati sono accompagnati da un certo numero di "cavatappi" (da uno a tre), e che il Montepulciano di cui si sta straparlando ne ha ricevuti ben tre, unico tra tutti i vini fermi del volantino Lidl. Quindi la valutazione degli "esperti del GR", appropriata o meno che sia, è estremamente positiva, al di là di ciò che la descrizione può far pensare: d'altronde, entro certi limiti, le note animali in un vino non sono necessariamente un descrittore negativo.

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Davide Bortone

circa 4 anni fa - Link

No, affatto. E' solo imbottigliatore: http://www.vinialsupermercato.it/2015/12/tutta-la-verita-sul-montepulciano.html

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Comunica

circa 4 anni fa - Link

50 sfumature di pelliccia.

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Cristina

circa 4 anni fa - Link

Gli addetti ai lavori non le usano più dagli anni '80 quelle note stroncanti! Quelli capaci... Poi ci sarà ancora chi parla di vino "sincero". Immagino che abbia preso una sola da un vino bugiardo un dì.

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Pino Fuoco

circa 4 anni fa - Link

Eh?

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Davide Bortone

circa 4 anni fa - Link

Tutta la verità sul Montepulciano della discordia: Passo dell'Orso Doc biologico, 94 punti Luca Maroni http://www.vinialsupermercato.it/2015/12/tutta-la-verita-sul-montepulciano.html

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Donato

circa 4 anni fa - Link

Definirla operazione trasparenza e ipotizzare una sorta di onestà verso la clientela portata all'eccesso, in tutta franchezza sembra un grossolano errore di valutazione. Avete dato un'occhiata a tutte le schede? Il Pignoletto Reno Dop Spumante ha, testualmente "una bolla meno aggressiva del precedente". A cosa si riferiscono? Al precedente assaggio? Alla precedente versione dello stesso vino fatta dall'azienda? Alla bottiglia che sullo scaffale precede il Pignoletto? Cavolo non pensavo che il Barolo avesse una bolla aggressiva...e onestamente se mi dite dove trovarlo un Barolo con le bolle mi fate un favore perché sono proprio curioso di assaggiarlo. Credo che alla Lidl si siano fidati ciecamente delle schede di valutazione del GR senza minimamente pensare che avrebbero potuto essere tranchant e hanno riportato fedelmente gli appunti che gli hanno consegnato senza nemmeno preoccuparsi di capirle e lo si intuisce facilmente da note di questo tipo [img]http://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2016/02/vini-lidl-6.jpg[/img]

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bettino

circa 4 anni fa - Link

amico Donato : se la logica ancora non mi inganna, il "precedente" sarà riferibile solo al medesimo vino dell'anno prima, visto che in etichetta è riportata la specifica del millesimo. Frasi beffe scrivendo di "Barolo con le bolle" - ipotetico "precedente" sullo scaffale immaginario- ad alcuni potrà sembrare spiritoso, a me invece intristisce. Mi sa che presi dal furore nichilista anti-lidl alcuni stanno perdendo la bussola.

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Grazia

circa 2 anni fa - Link

Me ne hanno regalato una bottiglia. Viene da Roma. Era sigillata ma....dentro c'è olio. Com'è possibile? Informero' i NAS. Volevo sapere se è successo a qualcun altro.

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