Ristoranti a Milano: Sushi B e quell’insana voglia di ottimo sakè

di Leonardo Romanelli

Sushi B è in quella Brera che più Brera non si può: la location scelta per questo locale è di quelle perfette, dove si svolge la movida milanese nelle sue innumerevoli forme ed espressioni. Qui si siede chi ha voglia di vivere un’esperienza moderna di cucina giapponese, con una forte intenzione di divertirsi, magari chiedendo allo chef di limitare, ogni tanto, le sue punte rivoluzionarie, per godersi appieno dei sapori netti e decisi.

Lo si nota perché, saliti gli scalini si osserva la sala a vetri da dove si scorge un arredamento interno moderno e funzionale, ma si può mangiare all’esterno anche in inverno grazie alle stufe e magari scegliere di fermarsi all’aperitivo, che inizia alle 18, ma il rischio è quello di non passare poi a cena. Sempre meglio venirci in più di uno, si può dividere le portate e aumentare così l’esperienza.

Si inizia con ostriche di David Herve, grasse e succulente, e ci si può abbinare una tartare di tonno e una di ricciola e magari in stagione farsela spolverizzare di tartufo: ok, lo so, forse è troppo creativo ed esageratamente fusion ma, in realtà, funziona. Il pezzo di polpo arrostito ispira sensazioni gustose, sarà la crosta, sarà l’odore, ma calma l’animo il seguito: le capesante con carciofi.

E poi vai con la carne di agnello o il filetto di waygu, al quale segue il pezzo di black cod, chiaramente merluzzo, senza farsi mancare il gran finale di “creative sushi”. I dolci sono creativi anch’essi: da provare, per esempio La Sfera che altri non è che una palla di zucchero ripiena con spuma al limone e pepe verde di Sechuan, sorbetto di birra e biscotto allo zenzero.

Poi volendo avete mille altre scelte: tempura e zuppe, va da sé, i piatti unici di pesce nei quali si può unire la coda di rospo ai friggitelli, dove le cappesante si sposano al burro di Normandia, il che fa capire come sarebbe il caso di ritornare.

Carta dei vini indubbiamente importante per la tipologia del locale, ma il pezzo da novanta è sul finale: il sakè. Scordatevi quelle oscene misture calde, senza sapore e senza profumi che vi propinano in tanti locali. Qui il sakè ve lo servono freddo e tira fuori odori e sapori di grande livello: fruttato, pieno nel corpo, persistente, ricco… chi mai avrebbe detto che mi sarebbe venuta voglia di un’orizzontale di sakè dopo anni passati a disprezzarli? Sui 100 euro.

SUSHI B
Via Fiori Chiari, 1 a – MILANO
Tel.0289092640
www.sushi-b.it

Chiuso domenica e lunedì a pranzo

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

1 Commento

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Alessandro

circa 4 anni fa - Link

Articolo sponsorizzato?? Quando lo è, c'è scritto. Non è difficile, dai. [F.]

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