La sentenza definitiva del Consiglio di Stato sulla collina dei Cannubi a Barolo farà discutere

La sentenza definitiva del Consiglio di Stato sulla collina dei Cannubi a Barolo farà discutere

di Marta Rinaldi

La sentenza del TAR del Lazio del giugno 2012 (per una sintesi esaustiva dell’argomento: “Denominazione di Origine Cannubi Garantita | Il Tar del Lazio sconfessa Marchesi di Barolo“) aveva accolto il ricorso degli 11 proprietari dell’appellazione Cannubi tout court, a cui avevano preso parte anche il Comune di Barolo ed un’azienda proprietaria in Cannubi S. Lorenzo. Il Collegio annullava infatti la possibilità che le menzioni geografiche aggiuntive Cannubi Boschis, Cannubi Muscatel, Cannubi San Lorenzo, Cannubi Valletta potessero altrimenti essere indicate come Cannubi tout court.

Questa possibilità era stata inizialmente rivendicata dall’azienda Marchesi di Barolo Spa e avallata dal Consorzio di Tutela e dal Comitato nazionale vini.

Il TAR Lazio aveva infine riconosciuto che estendere la menzione Cannubi tout court a quelle limitrofe non considerasse quanto precedentemente stabilito dalla Commissione agricola del Comune di Barolo, e che ciò comportasse uno sfruttamento indebito della reputazione della menzione geografica Cannubi, e quindi confusione per il consumatore.

Gli elementi forniti dai ricorrenti erano stati sufficienti ed idonei ad evidenziare che la divisione tra le zone in esame ha un’effettiva ragione storica, e radicata nel tessuto sociale in ragione della peculiarità della sottozona Cannubi tout court; ciò ribadito, nonostante un documento prodotto dal Consorzio di Tutela che evidenziava che “la menzione geografica aggiuntiva Cannubi (Comune di Barolo) che risulta suddivisa in Cannubi, Cannubi Boschis, Cannubi Muscatel, Cannubi San Lorenzo, Cannubi Valletta pur ricadendo nella stessa ‘Unità di Terra’ e ricoprendo una porzione di territorio dalle caratteristiche assolutamente omogenee, ha assunto con il passare del tempo nomi differenti”.

D’altro canto, non poteva assumere rilievo quanto sottolineato dalla ditta Marchesi di Barolo, e cioè che il nome geografico “Cannubi Muscatel” sull’etichetta di una bottiglia di Barolo DOCG potesse generare confusione ai consumatori per la vicinanza alla forma dialettale del nome “moscato”.

Pochi mesi dopo, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e la società Cantine dei Marchesi di Barolo propongono il ricorso in appello contro la sentenza del TAR.

Pochi giorni fa, il Consiglio di Stato pronuncia la sentenza con cui respinge il ricorso di primo grado, annullando quanto stabilito dal TAR del Lazio.

In prima battuta, il Consiglio di Stato riconosce la legittimità della sentenza del TAR per gli effetti prodotti su etichettatura e commercializzazione del vino. La parte successiva della sentenza ripercorre le normative relative alle menzioni geografiche, ribadendo quanto ricordato dal TAR a proposito dello sfruttamento indebito della reputazione di indicazioni d’origine, e la protezione dei legittimi interessi dei consumatori.

Il Consiglio procede poi mettendo bene in luce l’oggetto del ricorso: l’indicazione geografica aggiuntiva “Cannubi Muscatel”, della cui superficie la ditta Marchesi di Barolo è proprietaria di maggioranza, invece di costituire un’indicazione ulteriore a vantaggio del consumatore, avrebbe potuto determinare gravi danni al produttore e confusione al consumatore, per il richiamo al vino Moscato o addirittura al Muscadelle (varietà bianca francese).

Il Consiglio riconosce che la soluzione inizialmente proposta del doppio nome, garantisca l’esigenza di gran parte dei produttori, “consentendo a produttori, come le Cantine dei Marchesi di Barolo, di utilizzare il nome Cannubi (ritenuto evidentemente di maggior pregio), pur producendo prevalentemente in altre zone della collina”.

Riconoscendo al contempo lo svantaggio arrecato agli 11 proprietari ricorrenti, il Consiglio auspica che il Consorzio di Tutela preveda che i proprietari fuori dalla menzione Cannubi tout court utilizzino una denominazione più generica (come Collina dei Cannubi).

[Immagine: Locanda in Cannubi]

5 Commenti

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Jovica Todorovic (Teo)

circa 6 anni fa - Link

Non mi pronuncio sulla sentenza. Mi fa sorridere che un produttore che nella sua storia commerciale non ha mai badato troppo al sottile si scopra improvvisamente così orientato a preservare e proteggere il consumatore. Certo Cannubi Muscatel è ingannevole perché potrebbe essere confuso con il Moscato o peggio ancora con il Muscadello. Allora Ciabot Mentin Ginestra potrebbe esser confuso con una pasticca Leone per la presenza del termine mentin, il Monfortino per un Barolo di Monforte, il Pugnitello per un vino per soli adulti. Io credo che sarebbe opportuno e ragionevole nell'ottica della salvaguardia di una denominazione pretendere di poter bere ancora il Cannubi Boschis di Tizio o il Cannubi San Lorenzo di Caio. Con questa sentenza qualcosa di definito, chiaramente codificato dalla storia, approfondito e digerito da migliaia di appassionati scompare a causa della ceca bramosia e errata convinzione celhopiulunghista che tutto possa essere discusso rinegoziato, ridisegnato e legiferato a proprio uso e consumo. Ma sopratutto i vini di Marchesi di Barolo mi piacevano poco prima e mi piacciono ancor meno ora.

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Il chiaro

circa 6 anni fa - Link

La Marchesi di Barolo si preoccupi di fare vini migliori di quelli che fa adesso che poi il nome Cannubi tutto quel valore in più non è che lo dia.

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Il consumatore

circa 6 anni fa - Link

Prevale sempre il potente rispetto al piccolo produttore. Se in etichetta ci sta scritto Barolo dei Marchesi di Barolo come puó pensare un consumatore seppur inesperto di comprare del Moscatello? Bah! Se dovesse sbagliare comprerebbe qualcosa che comunque dovrebbe essere migliore di un moscato o moscatello, indi a suo vantaggio, ...dovrebbe...

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Diego Meraviglia

circa 6 anni fa - Link

Non comprerò mai più, ne promuoverò mai più ai nostri corsi in tutto il Nord America il CRU Cannubi…e di sicuro non tocco più ne comprerò più vini di marchesi di barolo nei vari ristoranti con i quali lavoro. Altra e solita PORCATA ALL’ITALIANA. Ma la vogliamo fare finita una volta per tutte e diventare un paese serio ?? Bevetevelo voi il vostro vino da supermercato.

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Giorgio

circa 5 anni fa - Link

Che vergogna. I marchesi fanno del vino [edit] e gli permettiamo pure di sputtanare una collina sacra come i Cannubi. E pensare che ai cannubi muscatel (nella particella dei marchesi) i vecchi a malapena ci avrebbero piantato la Barbera...solo in Italia Suvvia, moderiamoci. [F.]

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