Ho passato San Valentino senza piccioncino ma mica male, vero?

di Cristiana Lauro

Son sincera: per me S. Valentino è una festa importante e piacevolissima. La attendo ansiosa tutto l’anno, con animo gioioso e vistose aspettative. Ieri sono rimasta a casa come una sfigata perché non mi si è filato nessuno ma ho invidiato di brutto quelle belle coppie innamorate che festeggiano in trattoria e si tengono per mano tutta sera, scambiandosi bocconi unti e sugosi mentre complici e ammiccanti giocano con la cera calda della candela centrotavola. Due bucatini all’amatriciana a te, un po’ di trippa a me, una costoletta d’abbacchio a te e una polpetta al sugo a me. Amo’ ma un bel maritozzo non lo prendiamo? Che dici ci farà male? Maddai che è S. Valentino, anzi, sai cosa ti dico? Dopo ‘ste du’ caraffe di vino sfuso, che ho scoperto da Eataly ed è buono, libero e costa meno, mi faccio pure un bicchiere di Romanella dei Castelli romani. Buona la Romanella coi biscottini che fanno zuppetta sul fondo e io me magno pure quella. Tu amore, non prendi niente? Un Lucano, un amaro Braulio, un Limoncello? Vada per il Limoncello, dai! Beati loro, che serata da principi e chissà che notte scoppiettante con quel bendidio sullo stomaco. Valeva la pena di investire 12 euro per quel completino viola in saldo da Yamamay.

Io non ho festeggiato S. Valentino ma con la mia cagnolina ho trascorso una serata più che dignitosa assaggiando due etichette niente male.
Prüm Riesling Whelener Sonnenhur 2004 Spätlese è un vino che accompagna con gentilezza l’invecchiamento. Si apre con accenno di idrocarburo e poi agrumi: pompelmo e cedro. In bocca è ricco senza esuberanze e si distende piacevolmente con equilibrio impeccabile tra acidità e residuo zuccherino. Amo il Riesling, è il più grande vitigno bianco al mondo e con la versione Spätlese posso pasteggiare senza dolcezze sfacciate e stucchevoli.
A seguire ho aperto un Bordeaux che avevo acquistato en primeur alcuni anni fa: Chateau Leoville-Barton 2003St. Julien, zona che prediligo. L’annata è stata calda un po’ ovunque, torrida qui da noi dove ha prodotto prevalentemente vini mediocri e poco longevi. A Bordeaux è andata meglio e infatti questo vino si presenta scuro come l’inchiostro, ricco ma privo di segni di cottura o sentori di marmellata. Al naso resta chiuso per la prima mezz’ora ma quando si apre è un’esplosione. La bocca è serrata, fruttata ma ancora molto giovane. Ottima acidità e buona texture, perfettamente in equilibrio col grado alcolico, garantiscono longevità e io dico che un’altra quindicina d’anni Leoville-Barton 2003 se li può permettere tutti senza batter ciglio.

Certo, quei due là in trattoria avranno visto i fuochi d’artificio nel dopocena, ma io e la mia Carmelina non siamo state così male. E poi, ogni storiella come la mia è ben accetta. Anche di coppia, voilà.

avatar

Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

2 Commenti

avatar

suslov

circa 8 anni fa - Link

san valentino da sola ? dai, la prossima volta chiamami. avrei potuto proporre un filetto con un nuits saint george un po' animale. risotto ai carciofi e coquilles saint jacques con un savennieres. ostriche con un riesling grand cru alsaziano. insomma qualcosa si trovava senza neanche uscire di casa a pasticciarsi con la cera calda e il braulio ...

Rispondi
avatar

RobertoBardelli

circa 8 anni fa - Link

Vista la presenza,difficile pensare ad un San valentino da sola,comunque c'e' di peggio, e' una festa commerciale come e peggio di tante altre. In compenso, ti invidio molto la compagnia del Riesling di Prum,mentre a quella un po sopra alle righe del Leoville-Barton,avrei preferito il graffio elegante di un Gevrey Clos Saint-Jacques di Bruno Clair,per eesempio. Ben venga anche San Valentino se e' occasione per bere bene,anche da soli1 del Leoville-Barton av

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.