Falzari e la biodinamica a Vinci, scoprire il genius loci

Falzari e la biodinamica a Vinci, scoprire il genius loci

di Andrea Gori

Il dilemma sulla biodinamica ormai è endemico nella cultura enoica mondiale e particolarmente sentito dalle nostre parti. In Italia ma anche in Toscana, da dove arrivano a getto continuo nuove proposte di vini ottenuti applicando questo metodo in vigna e in cantina. A volte si tratta di zone limitrofe, non altrimenti note per vini fortemente caratterizzati. Quando arriva un biodinamico da un’area come il Chianti le antenne si drizzano doppiamente, perché la possibilità di fare confronti e analisi con i vicini convenzionali è molto più grande, considerando anche che si avvicina l’anteprima del vini di questo consorzio.

Con Sergio Falzari siamo a Vinci sul confine con Cerreto Guidi, una zona molto frequentata da imbottigliatori e commercianti di uve e vini perché da sempre capace di restituire vini forti, intensi e con un frutto molto marcato, in genere lontani dallo stereotipo del Chianti neutro e a buon mercato della GDO. La partenza è di quelle classiche, dall’agriturismo di famiglia in zona bellissima e ben frequentata (siamo accanto ai luoghi del genio leonardesco). I vigneti sono presenti da tempo immemore, con produzione buona e quasi tutta venduta fuori, a parte le necessità dell’agriturismo. Poi l’arrivo di Sergio e la voglia e l’intuizione di andare oltre i facili guadagni, mettendosi su una strada accidentata e laboriosa come quella del biologico prima e biodinamico poi.

Si piantano cabernet e merlot oltre al sangiovese, e soprattutto si presta attenzione alla vecchia vigna di trebbiano per cercarne un’espressione più territoriale possibile. Attenzione però, gli esiti più particolari qui nascono non tanto dalle uve internazionali ma proprio dal terroir stesso, che parla attraverso i vini in maniera sorprendente e chiara con una freschezza e un timbro antico e moderno allo stesso tempo che rimane impresso.

Tinnari Igt Bianco Toscano Trebbiano 2014. Ecco un esempio di biodinamica al servizio della riscoperta del varietale, che secondo Sergio, nel trebbiano toscano, è la nota di glicine: in effetti ben presente, assieme ad altre note floreali di campo e frutta tra mela golden, mirabelle e toni più speziati di miele e lieve affumicatura. La bocca tocca il cuore e affascina con note idrocarburiche che si presentano a ondate, inframezzandosi sul bel frutto e ritmo dato dalla sapidità. 88

Altrove Igt Rosso Toscano 2011. Il vino più importante e ambizioso in azienda è questo sangiovese cabernet merlot, con quasi due anni di botte: appare opulento e complesso al naso, quasi da far temere l’eccesso anche al palato; e invece mostra notevole sapidità e spinta acida tanto che alla fine rimangono note di cardamomo e bergamotto, zenzero e pepe a corredare un bel corpo da vino importante ma non eccessivo. Magari un vino più da degustazione che da tavola, ma un bell’esempio di terroir riconoscibile dove la potenza viene tenuta a bada dalla freschezza e dal ritmo. 86

Selengaia Chianti Docg 2013. Di sicuro il vino più atteso della batteria, perché quello con più confronti attorno. Colore intenso ma trasparente quanto basta, timbro floreale inconfondibile ma anche sottotraccia di frutta di bosco piena, matura e affascinante. Bocca con note balsamiche mentolate e speziate che non ti aspetti, ma che rendono l’esperienza ben più complessa di un classico della tipologia, e si addentrano verso territori inaspettati. Sorso spedito e perfetto in tavola, con lamponi, ribes, mallo di noce, che si attardano nel palato assieme ad un timbro tannico mordace e divertentissimo. Un Chianti che sa essere contadino e modernissimo allo stesso tempo. 87

[Immagine principale: Azienda Vinicola Fratelli Falzari]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

5 Commenti

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Montosoli

circa 2 anni fa - Link

Grazie ! Vi e ancora richiesta per Trebbiano Toscano..? Interessante il Chianti.....prezzo ?

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

Richiesta per il trebbiano non direi ma per vini bianchi toscani fuori dagli schemi, si! Chianti in enoteca sui 9 euro

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Peter pin

circa 2 anni fa - Link

Altra grande novità un Chianti biodinamico a Cerreto guidi fatto con Cabernet e Merlot, c'è di meglio ........

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

L'hai assaggiato, così per curiosità?

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Fabrizio

circa 2 anni fa - Link

Io ho acquistato il selengaia e il box da 5 litri su sellplus.it/falzari questo è il nome se cercate lo store del vino, ottima consegna e imbollaggio, il vino è a dir poco strepitoso!!!!!!!!

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