Degustazioni dal fronte | Fiano di Avellino e Greco di Tufo 2011

di Jacopo Cossater

Non riuscivo a dormire. Questo è il mio ricordo più limpido dell’estate del 2011. E guardate, non era solo colpa dei ragazzi che quasi tutte le notti tiravano la chiusura del locale vicino casa (fino a pochi anni fa ero uno di loro anche io), è che faceva davvero caldo. Tanto, tantissimo caldo. E poi era un caldo diverso rispetto a quello dell’ultima estate, era soffocante, non dava tregua. La grande differenza tra i mesi estivi del 2011 e del 2012 è tutta qui, negli sbalzi termici tra il giorno e la notte. Praticamente assenti nel primo caso, nella norma (o quasi) nel secondo.

Va da sé che quella del 2011 è vendemmia che quasi ovunque ha risentito di quelle terribili condizioni atmosferiche. In questi ultimi dodici mesi ne ho assaggiati di vini segnati da quell’estate: sangiovesi drammaticamente alcolici o sagrantini spaventosamente concentrati. Trebbiani appesantiti, verdicchi ingombranti, merlot sovraccarichi. Poi esistono eccellenti eccezioni, è ovvio, anche se io per primo non sapevo bene cosa aspettarmi dalla recente anteprima del Fiano di Avellino e del Greco di Tufo che si è tenuta il mese scorso vicino Avellino, BianchIrpinia. Si trattava di un appuntamento diviso in due degustazioni straordinariamente complete dedicate ad entrambe le tipologie durante le quali assaggiare la quasi totalità dei millesimi 2011 impreziosite da alcuni 2010, quelli che sono stati messi in commercio solo adesso.

Beh, se da un lato è vero che sono vini lontani dalla per certi versi miracolosa vendemmia del 2010 è altrettanto vero che mi sono trovato di fronte a vini snelli, dinamici, gustosi nella migliore accezione del termine. Probabilmente meno longevi ma già adesso godibilissimi. In due parole: vini buoni. E scusate, a ripensare alle notti insonni di quell’estate per me questo ha già del miracoloso.

Ne segnalo sei (tre e tre), sono quelli che a rileggere le note prese durante la degustazione mi sembravano più completi (con la consapevolezza che forse nessun’altro territorio è capace di esprimere una qualità media così elevata sui bianchi, non con la vendemmia 2011 almeno).

Fiano di Avellino 2011 Ciro Picariello – Un bicchiere che di certo non spiccava per complessità ma che, è certo, si distingueva per verticalità. Dritto e al tempo stesso sussurrato, minerale e balsamico, fresco, fresco, fresco e di grande acidità è quello che più di altri avrei faticato a riconoscere come figlio del 2011. Ci rivediamo tra dieci anni.

Fiano di Avellino 2011 Pietracupa – Straordinariamente sfaccettato, ricco e solare, elegante e profondo. La florealità come collante di elementi quali un frutto non troppo caldo, una certa affumicatura, una sicura mineralità. “Qui dentro c’è tutto”, mi sono detto appena messo in bocca. Un bicchiere davvero buonissimo, ci vediamo stasera a cena.

Fiano di Avellino “Particella 928” 2011 Cantina del Barone – Originale, subito apriva con note di fiori secchi e gesso, poi continuava con rimandi ad un frutto più maturo. In particolare è vino che spiccava per una certa grassezza che al tempo stesso sapeva essere scorrevole ed appagante. Per un assaggio fuori dal coro.

Altri? Sul taccuino digitale spiccavano anche Colli di Lapio, Tenuta Ponte, Tenuta Sarno, Vadiaperti. Anzi: in generale più fiano che greco.

Greco di Tufo 2011 Pietracupa – Ok, avete ragione, è segnalazione banale ma se Sabino Loffredo non sbaglia un colpo non posso farci niente. Si trattava di gran lunga del greco che ho preferito. Era tutto un rincorrersi tra richiami agrumati e minerali, succoso e al tempo stesso di grandissima beva prima di un finale rinfrescante. A sorsate generose.

Greco di Tufo 2011 Di Prisco – Ricco senza stancare. Un greco che apriva con tocchi fruttati, floreali, vegetali, mai scontati, di grande pulizia. Un assaggio pieno e lungo, fresco e materico che spiccava per una certa eleganza. Saporito.

Greco di Tufo “Franciscus” 2011 Cantine Di Marzo – Equilibrio prima di tutto. Un bicchiere che forse non stupiva per una singola peculiarità. Che non era particolarmente fresco o caratterizzato da un’acidità sferzante. Un bicchiere neanche così intenso ma la cui coralità portava ad una grandissima piacevolezza e che mi ha fatto tornare all’assaggio più e più volte. E tanto basta.

Ancora? Sullo stesso taccuino erano sottolineati i nomi di Bambinuto e di Donnachiara.

[Foto: Miriade & Partners]

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, per motivi diversi ha un debole per NYC e per Stoccolma ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Su Intravino dal 2009.

6 Commenti

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geppo67

circa 6 anni fa - Link

Mi ritrovo molto con i fiano ai quali aggiungerei anche Villa Diamante sebbene in annata di grazia '10. Rispetto ai greco molto convincenti per me Cantine dell'Angelo e il Vigna Cicogna. Grande anche il grecomusc '09. Complimenti agli organizzatori della manifestazione.

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A. Tricolore

circa 6 anni fa - Link

Come dici tu, nonostante l'annata piu' calda in tante altre zone d'Italia, ottimi risultati per tanti in Irpinia (ma questa non e' certo la prima volta). E' da ricordare pure, che l'andamento climatico non sia lo stesso ovunque,come alcuni enologi,guru, venditori e guide tendono a pubblicizzare (microclimi anche molto diversi all'interno di alcune aree) D'accordo con molte delle valutazioni,sul fatto che i 2011 siano generalmente di piu' immediata godibilita' rispetto al solito,considerando che sia il Fiano che il Greco invecchiano benissimo alcuni anni e migliorano anche parecchio in bottiglia. Colli di Lapio 2011 forse l'avrei messo un po piu' su in classifica, anche se parliamo di vini da bere anche stasera a cena ma comunque e' davvero ben fatto.Villa Diamante (affinamento sur lie) cosi' come Picariello,ma cosi diversi,ma anche il Bechar di Caggiano che mi e' sembrato in un'ultimo assaggio d qualche dsettimana fa, piu' elegante ed alleggerito,buono o ottimo a seconda dei gusti Tenuta Sarno e poi i greco di :Cantine dell'Angelo, il solito B.Ferrara, e anche Bambinuto,Centrella ecc.Ma la campania non si ferma solo ai greco e fiano,e' un territorio i cui produttori stanno migliorando in tutto anno dopo anno.

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Suslov

circa 6 anni fa - Link

bene, oggi mi avete fatto godere come un riccio che tromba a disneyland ... prima nebbioli del nord poi bianchi di campania stanco esausto e soddisfatto vado a dormire .......

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Giulio

circa 6 anni fa - Link

Ma Picariello era 2011? Perchè di solito esce un anno in ritardo rispetto agli altri.

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Jacopo Cossater

circa 6 anni fa - Link

Si, 2011. In uscita.

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