Anthony Bourdain è morto. È stato il primo a raccontare la cucina di ristorante senza filtri

Anthony Bourdain è morto. È stato il primo a raccontare la cucina di ristorante senza filtri

di Leonardo Romanelli

No, cazzo, Anthony no! Perché lo hai fatto? Non si va via così, all’inizio dell’estate, quando saresti stato il primo a godere del bel tempo, di una stagione che ti si confaceva, della tua capacità attrattiva legata al cibo che si poteva manifestare. Ma come, eri a Firenze fino all’altro giorno, sei passato dalla trattoria Sabatino in San Frediano, eri a dormire all’Hotel Salviatino a Fiesole, sei stato insieme ad Asia Argento, la tua donna, in giro per la città, perché ci lasci così? Un mito non scompare in un giorno qualunque.

Ho fatto leggere “Kitchen Confidential” a tutti i miei alunni, sei stato un mentore per loro, che rimanevano stupiti dal tuo lessico, proposto da un insegnante per aprire menti vive e recettive: chi amava l’idea della cucina vista da un temperamento artistico, non poteva fare a meno di te una volta che ti aveva assaggiato.

Sai che in tutte le relazioni del libro che obbligavo a scrivere in classe, dopo che lo avevano letto a casa, magari svogliatamente all’inizio, tutti gli studenti, maschi e femmine, citavano perennemente la scopata del cuoco con la novella sposa, immagine forte ma esaustiva del tuo modo di pensare, di farci capire il personaggio cuoco, l’eroe moderno, il nuovo artista?

Ti ringrazio per avermi aiutato a far capire alle nuove generazioni di cuochi che c’è un mondo dietro alla gerarchia di un tempo, che è bello scoprire le notti che vivevi a New York, che hai reso pop un mondo che rischiava di essere autoreferenziale. Sei riuscito ad utilizzare tutti i mezzi, dallo scrivere alla televisione, per farti conoscere e riconoscere. Ti ho davvero apprezzato, ti ho amato senza conoscerti, sei stato un uomo che ha raccontato il mondo del cibo in maniera hard e senza filtri.

Mi manchi puttana miseria, mi manchi! E devo dirti che mi dispiace tanto per Asia, personaggio che sono convinto che con te avesse trovato sintonia. Ci manchi in maniera paurosa, sappilo.

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

1 Commento

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Nic Marsél

circa 3 mesi fa - Link

Porca miseria! :-( Non so quante copie di “Kitchen Confidential” ho regalato negli anni. La sposa, certo :-) ma anche l'albero di natale trafugato nottetempo a ferragosto e il malinteso al colloquio col boss irlandese. Mai conosciuto eppure amico. Mi spiace tanto :-(

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