La Tâche 2004 Romanée-Conti e Carema Riserva 1989 dei Produttori: metti una sera a cena Davide e Golia

di Cristiana Lauro

Un gigante di Borgogna “bastonato” da un vecchio nebbiolo dell’Alto Piemonte è roba da album dei ricordi. Ordinare in parallelo La Tâche 2004 di Romanée-Conti e il Carema Riserva 1989 della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema è sembrata una sfida impari al limite della perversione sadomaso, ma solo sulla carta. Il 2004 in Borgogna non è stata un’annata memorabile e aprire una bottiglia così giovane è da bischeri, lo ammetto. Vini fini, eleganti e minerali che spesso mancano di struttura e per questo, talvolta, il legno è preponderante. Probabilmente siamo davanti a un millesimo da consumare entro una decina d’anni, senza ulteriori prospettive.

La Tâche 2004 ha buona complessità e freschezza, è elegantissimo come sempre e il frutto ancora giovane accompagna una notevole spina acida di ammaliante cedevolezza. Ha un po’ le bizzarre sembianze di un culturista in tutù ed è sul traguardo che Carema ’89 vince al colpo di reni, con l’agilità scattante di un keniota. Povero La Tâche. Il Carema si è dimostrato una vera delizia, perfettamente integro, snello e brillante nel suo invidiabile equilibrio. Il nebbiolo in botte grande conserva dinamica e beva che crescono in modo esponenziale con l’invecchiamento: nell’89 ho trovato l’apice delle sensazioni tipiche di questi nebbioli. Colore vivo, nota inizialmente fumé al naso, poi erbe secche, frutti rossi e liquirizia, acidità stuzzicante, tannini vellutati. Un po’ scarno ma leggero come una piuma, magnetico e goloso.

Badate bene: non siamo qui a dire che La Tâche è rimandato a settembre, ma da questa bottiglia mi aspetto molto di più e un vero fuoriclasse non dovrebbe lasciare così inappagati. Va da sé che solo assaggi successivi potranno meglio articolare questa prima impressione; non nego però un certo orgoglio per la performance entusiasmante di un nebbiolo fra i meno celebrati, eroico e appassionante nella sua raffinata eleganza. Gioia pura, a un decimo del prezzo.

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Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

67 Commenti

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Daniela Sforza

circa 7 anni fa - Link

Giustamente come da lei detto il 2004 per la borgona non è stata una delle annate migliori, ma sicuramente ancora giovane per un vino di tale genere.

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Luca Cravanzola

circa 7 anni fa - Link

Come la capolista che perde la partita contro una delle ultime in classifica. Preferisco "tessere le lodi" del vincitore piuttosto che trovare attenuanti per il perdente... Dunque un Bravò ai produttori di Carema ed a Cristiana per il parallelo che puo' sembrare folle ma che in realtà è azzeccatissimo (un GRANDE nebbiolo maturo non teme confronti)

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marco anichini

circa 7 anni fa - Link

Avrei due domande di metodo sulla degustazione: - la degustazione si è svolta alla cieca? - quali motivi ci sono di paragonare un Borgogna di 8 anni, frutto di un annus horribilis, con un Nebbiolo di 23 anni, figlio di un ottima annata? Perdonatemi ma, senza tessere le lodi dei vincitori e senza infierire sull'onore degli sconfitti, non vedo motivi di paragone.

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Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

Ciao Marco! Eravamo a tavola in un ristorante, quindi assaggio scoperto. Non mi sognerei di fare una degustazione comparativa di annate diverse se non dello stesso vino. Come dici tu, non avrebbe senso. Volevamo provare la Tache 04 perchè io avevo assaggiato cose molto deludenti fra i rossi di Borgogna di questa annata. Poi mi è cascato l'occhio su questo '89 di Carema che, in attesa di La Tache dalla cantina, mi incuriosiva aprire e ne è valsa la pena perchè è un vino buonissimo perfettamente integro e brillante. La Tache è uno dei miei vini preferiti quindi non partivo da un pregiudizio che, peraltro, non mi appartiene perchè sono per l'approccio laico e non solo per quanto riguarda il vino. I rossi 04 in Borgogna sono deludenti e per questo un'annata grande come l'89 per il nebbiolo ha fatto un figurone. Come ho scritto mi riservo di riassaggiare La Tache fra qualche anno e non ho dubbi che sarà un buon vino. Forse non all'altezza delle aspettative però, soprattutto a quel prezzo. Quindi perchè privarmi del gusto di dire Carema 89 forever? Per Luca Cravanzola: Ecco Luca, il senso è proprio quello. Un grande Nebbiolo invecchiato bene si può difendere e regalare pure una gioia, come è successo a noi. ;-)))

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Francesco

circa 7 anni fa - Link

Io la penso esattamente come Marco, oltre a prendere due annate completamente diverse con ben 15 anni di differenza d'invecchiamento, si sono messe a confronto due tipologie diverse. Almeno avessero avuto gli stessi anni sulla groppa, sarebbe come paragonare una giovanotto di 15 anni con un uomo maturo di 40, sono certo che il 90% delle donne dai 30 ai 60 sceglierebbe quello maturo, cosi' è con i due vini messi a confronto. Non siamo stati noi a volere metterli a confronto ma l'autrice dell'articolo, unica nota positiva che il carema ha fatto la sua porca figura e costa almeno un decimo del fuoriclasse ( o dentroclasse ) francioso

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Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Beh, che Carema sia una delle migliori zone per la produzione da vino in Italia, per me è fuori di dubbio. :-) Non posso non ricordare di quella volta in cui mi capitò che (alla cieca) il Carema 2004 di Orsolani sbaragliò tutti gli altri vini tra cui il pur buono CV Musigni 2005 di Gros Frere et Soeur; che non sarà La Tàche, però...

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

Ragazzi andiamoci piano con lo sciovinismo italico.... Per bastonare quel carema lì bastano le note del "clos Gouillotte" di Pieure Roch 2006 (praticamente un infanticidio) p.s.il suddetto avrebbe bastonato anche La Tache 2004 ça va sans dire

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Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Non ho capito: hai assaggiato sia la riserva 1989 dei Produttori di Carema che La Tache 2004 per dire che le avrebbero certamente prese dal Clos Goillotte 2006, o no?

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

la tache 04 sgargarozzato da solo a casa mia...... correva un abisso tra i due e se Cristiana scrive che vince il carema ai punti e il clos gouillotte 06 vince per knock out alla seconda ripresa su la tache....

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

l'unico rammarico che ho è che la 06 temo sia terminata... sigh.... ma se la rimedio invito a un confronto chiunque a Roma lo voglia provare.... tranquilli, il clos lo offrirebbe la ditta (io)

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Montosoli

circa 7 anni fa - Link

Gentile Cristiana; Grazie della notizia..... Io penso che anche una bottiglia di Riserva Rocce Rosse di Arpepe avrebbe messo La Tache a terra.....e poi con lo stesso costo ne hai altre 5 da bere !! Avevo una bella collezione di Romanee Conti.....ho girato tutto alle aste ed ho riempito il cellar di Barolo e Barbaresco...magnum e doppi magnum

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Alessio

circa 7 anni fa - Link

Hem scusate, ma quanto costa il suddetto "La Tache"? in internet ho visto prezzi fuori di testa...

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ag

circa 7 anni fa - Link

Meno del Romenee Conti

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Angelo Cantù

circa 7 anni fa - Link

Credo che la differenza di costo sia ben maggiore delle 10 volte. Oggi una bottiglia di Carema dei Produttori costa meno di 10 euro e la Riserva ovviamente solo qualcosa di più. Se mi trova qualsiasi rosso di Romanèe Conti a poco più di 100 Euro... Comunque sottolineare i pregi dei vini di Carema è un' ottima idea. Chiunque apprezzi il Nebbiolo ed abbia visto quei vigneti non può non amarli e considerarli un grande patrimonio del mondo del vino italiano.

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Un tempo ero solito dire che se avessi dovuto buttare giù dalla torre uno fra il Monfortino come singolo vino e Carema come intera denominazione, mi sarei tenuto Carema e avrei rinunciato al Monfortino. Pare che il virus si diffonda... ;-)

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Nicolas Herbin

circa 7 anni fa - Link

Pardon pour le français, mais si je comprends l'italien, je ne le parle pas. Je ne suis pas forcément étonné de cet état de fait, même si on pourrait nuancer ainsi : - vin jeune, millésime difficile, vinification en vendange entière et terroir qui demande du temps pour la Tâche 2004 VS - vin prêt à boire, grand millésime, raisins égrappés, et terroir qui donne rapidement beaucoup de finesse pour le Carema 1989. Mais je ne boude pas mon plaisir de voir un tel éloge d'un vin de Carema, car personnellement, avec les Cinque terre, c'est peut être le vignoble italien qui me fascine le plus, et celui que je trouve esthétiquement le plus beau. Drôle d'histoire que Carema, jadis inclus dans le Val d'Aoste (immédiate proximité avec Donnas et Arnad-Montjovet) et aujourd'hui première appellation piémontaise à découvrir quand on quitte le Val d'Aoste pour aller vers le Sud. Il y a longtemps, les romains sur la route des Alpes sont passés ici et y ont établi campement. On leur droit la culture de la vigne, les pergolas et ces surprenants poteaux de pierres qui soutiennent le nebbiolo local. Au delà de la cave coopérative qui fait de très bons vins, notamment les cuvées de base qui ne sont pas boisées, très attachant Roberto Ferrando qui travaille avec son père et présente l'originalité d'être le seul vigneron à mettre en bouteille à son nom. Souvent je préfère chez lui l'Etichetta bianca à l'Etichetta nera, car j'aime mieux la finesse du vin élevé en foudres que la robustesse de celui élevé en fûts. Un goût personnel bien sûr. Merci beaucoup pour cet article que j'ai eu beaucoup de plaisir à lire. Saluti di Ginevra ! Un lecteur français, d'habitude silencieux.

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Alberto G.

circa 7 anni fa - Link

Simapatico confronto. Sono d'accordo sulla sopravvalutazione che si ha nei prezzi di molti cosiddetti grandi vini francesI di Bordeaux e anche di Borgogna. Questi supernoti hanno spesso prezzi elevati o folli,dire che spesso la qualita'non e' assolutamente all'altezza dei prezzi Al contrario ve ne sono altri meno conosciuti che possono a volte dare maggiori soddisfazioni. Lo stesso direte accade con alcuni vini famosi e fumosi,italiani, ma il danno economico in qusti casi e' decisamente inferiore.

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luigi

circa 7 anni fa - Link

I nebbiolo 89 sono generalmente molto buoni e hanno adesso la giusta maturazione. Certo Carema e' una bella sorpresa e fa piacere che vinca il duello. :-)

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Enrico Viglierchio

circa 7 anni fa - Link

Cristiana, seguo sempre con molta curiosità i tuoi assaggi e degustazioni come quella in oggetto sono estremamente stimolanti anche per meglio comprendere le realtà di mercato in cui operiamo. Cerco di spiegarmi meglio. Da un punto di vista tecnico condivido che è difficile paragonare questi due vini ed anche commercialmente parlando sono distanti. Ma tu con questo approccio ci stimoli a confrontarci, a degustare i nostri vini all'interno di panel più internazionali ed a capire come meglio comprenderli, e comunicarli, soprattutto sui mercati esteri. Noi siamo tendenzialmente portati, parlo forse per me e basta, a confontare i nostri vini all'interno del mondo produttivo italiano, ma non è così per il consumatore canadese, cinese, inglese, americano, etc... Sui mercati esteri l'arena competitiva è molto più diversificata e complessa. Confrontarsi non vuol dire che un vino sia migliore di un altro ma capirne le differenze e saper meglio interpretare le variegate percezioni di un consumatore che si trova di fronte ad offerte assai diversificate. Il Monopolio Canadese in Quebec, SAQ, ha in assortimento circa 10.000 etichette!!! La Tache 2004 è sicuramente difficile da paragonare al Carema Riserva 89 ma non vuol dire che questo non possa accadere. Anche da un punto di vista economico quando usciamo dal territorio italiano/europeo le differenze tra i prodotti si modificano a causa di varie politiche di tassazione sui vini e politiche di ricarico dei distributori. Sono 10 giorni che faccio degustazioni e cene in Canada e ti posso assicurare che ho fatto delle degustazione comparate e discussioni con clienti e buyer ben più "articolate", ed a prima vista, senza senso di un confronto tra La Tache e Carema Riserva.....ma sono servite per capire!!! Grazie! Un saluto da Vancouver!! Enrico

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Francesco

circa 7 anni fa - Link

Mettere a confronto vini del 1989 ed altri del 2004 a mio avviso è fuorviante e senza alcun senso, non sono da fare questi paragoni. Si doveva fare con un Carema del 2004 allora aveva un senso....., cosi' che senso ha avuto, se non quello di voler fare risaltare a tutti i costi il carema, agli occhi di chi ? Di qualche neofita sprovveduto forse si, meglio astenersi dal pubblicare simili confronti, si rischia di scivolare sulla classica buccia di banana

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Sir Panzy

circa 7 anni fa - Link

Quello che non avrebbe proprio nessun senso sarebbe il paragone tra lo stesso millesimo.. come dici te. Mi dispiace, epic fail... Hai messo la buccia di banana ma ci sei scivolato sopra!

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Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Io non capisco perché non si possa mettere a confronto un vino del 2004 con un vino del 1989. Seguendo lo stesso principio non si potrebbe nemmeno dire che in generale si preferisce un Barolo del 2004 ad un Lambrusco del 2010, o che in generale si preferisce un Brunello di Montalcino del 1999 ad una Barbera del 2008, etc. Mi ricorda quelli che sostengono che Mozart e Beethoven non si possono paragonare; niente di più falso: se non si potesse dire che si preferisce, ad esempio, Mozart a Beethoven, allora non si potrebbe nemmeno dire che si preferisce Mozart a Mino Reitano... :-)

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m.r

circa 7 anni fa - Link

scusi Francesco ma questa storia del termine di paragone è totalmente priva di logica e secondo me proprio un neofita non capirebbe il senso e preferirebbe certamente La Tache04 al primo assaggio. le signorina Lauro secondo me si è lanciata audacemente in un assaggio curioso e insolito che finalmente ci racconta qualcosa di interessante sull'alto piemonte generalmente messo in ombra da nebbioli più blasonati. Io la trovo una scelta competente. A meno che il neofita non sia lei.

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Gentile m.r, ipotizzi che una sera esca a cena con un suo amico che non si intende di vino ma che non bada a spese. Immaginiamo che le metta davanti le due bottiglie in questione, offrendole la possibilità di assaggiarle entrambe e di sceglierne una sola, per consumarla gratuitamente quella sera. Lei pensa che sarebbe in grado di fare la scelta, indicando quella che le risulta più gradita, oppure obietterebbe -novello Buridano- che la comparazione è impossibile, optando infine per l'acqua minerale? Il fatto che due vini non siano omologhi non impedisce affatto la comparazione.

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ag

circa 7 anni fa - Link

Se per questo io ricordo un annetto fa un CC annata Castell'in Villa 1996 prendere a calci nel sedere un Monprivato 2005

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m.r

circa 7 anni fa - Link

Castell'in villa 96 era effettivamente molto buono anzi proprio un grande vino

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ag

circa 7 anni fa - Link

Per volerla tirare un po' lunga, il Castell'in Villa era stato portato al ristorante da me per un pranzo con 3 altri amici senza alcuna velleità (non degli amici, del vino), del tipo "Assaggiamolo...." per poi manifestarsi in un grande splendore di bottiglia. I miei complimenti, Principessa.

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Vittorio Vezzola

circa 7 anni fa - Link

Divertente questo confronto, di solito i grandi nomi non tradiscono, ma ogni tanto bisogna provare qualcosa di diverso, se non altro per ritarare il palato.

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Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

"La Tache minus quam merdam "sarebbe una follia. Tuttavia credo che i paragoni siano legittimi anche su vini di zone diverse e millesimi abbastanza distanti, una volta chiarita la categoria. Semplicemente rossi, in questo caso. Mi è piaciuto l'intervento lucido di Enrico Viglierchio, estensione posteriore del mio pensiero, se dovessi approfondire l'argomento. Ma ci faremmo tutti due palle alla pizzaiola, quindi per prima mi sottraggo alla deriva. Ricordo un'occasione in cui bevemmo fra amici grandi bottiglie. A fine serata un commensale decisamente insaziabile, trovò nella mia cantina un Fiorano '69 del Principe Boncompagni Ludovisi. Non lo aveva mai assaggiato benchè fosse (sia, grazie a Dio!) uno dei più grandi e formati palati che io conosca. Un'ovazione, fu la vera sorpresa della serata. S'erano aperte davvero grandi bottiglie. Ricordo un Puligny Montrachet Les Pucelles di Leflaive 1976 da sbattere la testa contro a un muro e un Coche Dury Corton Charlemagne 92 che resta tutt'ora uno dei bianchi più buoni che abbia mai assaggiato. Fiorano però ci ha sorpresi, impressionati. Che dire? l'iperbole è iperbole e va presa come tale, salvo conclamata stoltezza. Però di fronte allo stupore e a uno sguardo che brilla io alzo le mani...E meno male che non era il '71 di Fiorano... :-) Per Nicolas: Je vous remercie pour votre commentaire et je tiens aussi a feliciter vous pour votre preparation et competence...A bientot ;-) Cristiana

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Alberto G.

circa 7 anni fa - Link

Quando poi il confronto e' fatto da (o tra) persone che abbiano competenza, esperienza ed equilibrio per trarne le giuste valutazioni,perche' non parlarne e tenersi tutto per se? Per me lo puoi rifare tutti i giorni,lo trovo interessante.

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Francesco

circa 7 anni fa - Link

Io la penso esattamente come Marco, oltre a prendere due annate completamente diverse con ben 15 anni di differenza d’invecchiamento, si sono messe a confronto due tipologie diverse. Almeno avessero avuto gli stessi anni sulla groppa, sarebbe come paragonare una giovanotto di 15 anni con un uomo maturo di 40, sono certo che il 90% delle donne dai 30 ai 60 sceglierebbe quello maturo, cosi’ è con i due vini messi a confronto. Non siamo stati noi a volere metterli a confronto ma l’autrice dell’articolo, unica nota positiva che il carema ha fatto la sua porca figura e costa almeno un decimo del fuoriclasse ( o dentroclasse ) francioso

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Portale del vino

circa 7 anni fa - Link

quoto.

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Visto che con la logica diretta non ce la si fa, credo sia meglio provare a percorrere la strada in direzione opposta. Da questo assaggio si possono trarre due indicazioni: 1 - Carema è un terroir di statura assoluta, che seppur in poche rare bottiglie (poiché i produttori sono pochissimi, solo tre!) può giungere ai livelli dei grandi vini del mondo 2 - Anche le più grandi etichette del mondo, come La Tache, conoscono annate meno felici di altre, e possono dare vini meno che eccellenti, nonostante il costo rimanga ordinariamente molto alto Come risultato, può capitare che Davide sia proprio più buono di Golia, e basta. I motivi della teorica incomparabilità sono due, la differenza di vitigno e la differenza di annata. La differenza di vitigno è del tutto irrilevante. Se non fosse così, non si potrebbe mai dire che si preferisce un Nebbiolo ad un Pinot Noir, o viceversa. Ma nemmeno un Sangiovese ad un Lambrusco. La comparabilità fra vitigni diversi è la cosa più normale del mondo. La differenza di annata può fare invece una differenza importante. Io non penso che cambi la qualità assoluta del vino. Se un vino è grande è grande sempre, se gramo, idem. Quello che fa la diversa età, proprio con le persone, è mutare l'espressività del vino. Chi è abituato a guardare più al carattere del vino, alle sue qualità fondamentali, si farà meno distrarre da una punta di tannicità in più (tanto il tannino buono si scioglie comunque in bocca, viceversa quello cattivo), da un momento di chiusura olfattiva (tanto il vino ricco di aromi si apre comunque al retronaso, viceversa quello povero). Chi invece guarda solo all'impatto immediato, edonistico che un vino può offrire, magari corre il rischio di preferire un vino mediocre ben maturato ad un vino eccellente ancora troppo giovane, o un poco troppo maturo. Come fanno certi adulti che equivocano l'imbarazzo e l'impaccio degli adolescenti, e li bollano come mezzi cretini perché non sanno riconoscere gli indizi del talento e dell'intelligenza; o come fanno certi giovani che equivocano la lentezza e la sfocatura dei vecchi, e li bollano come deficienti perché non sanno riconoscere gli indizi (stavolta diversi) dello stesso talento e della stessa intelligenza di prima. Libero ognuno di dedicarsi alle comparazioni come preferisce. Per conto mio, quando mi propongono due vini, uno ben maturo ed uno ancora giovane, non mi limito ad ordinare con la sagacia di chi la sa lunga: "ma quello ben maturo, perbacco! voglio bere bene io!". Sarò strano io, ma mi interessa sapere anche che vini sono...

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luigi

circa 7 anni fa - Link

Francesco, paragonare solo vini della stessa zona è un sistema ortodosso ma non necessariamente invalicabile. Trascendere l'ortodossia è cosa buona e giusta e veicola il progresso. Anche il paragone fra vini diversi ma delle stesse annate può essere fuorviante rischia di penalizzare qualcuno. In Sassicaia e Ornellaia, giusto per fare un paragone fra noti, i primi 5/6 anni di bottiglia penalizzano il primo che notoriamente esce su più lungo periodo. Pertanto, anche a parità di millesimo, secondo la tua logica, se di logica si tratta, i risultati potrebbero essere poco convincenti. Circa il paragone fra un 15 enne e un 40 enne entrambi di aspetto gradevole, lo declino subito alla mia maniera perchè sono maschietto e un po' all'antica e per farlo cambio anche giacca e mi esprimo a modo mio. Io me le farei tutte e due, possibilmente nelle stessa occasione. Queste si che sono degustazioni comparative. Altrochè!

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Francesco

circa 7 anni fa - Link

O ragazzi, libero ognuno di pensarla come crede...Generalmente trovo piu' equilibrato ( e soddisfacente per me....) mettere a confronto due vini diversi ma della stessa annata. Che senso avrebbe paragonare un amarone del 1993 con un barolo del 2006 ? O ancora un brunello di montalcino del 2004 con un primitivo di manduria del 1955 ?? De gustibus, ma mi pare di avere capito nell'articolo della brava ragazza, che questo non voleva essere una comparazione vera e propria ma una sana e bella bevuta, in questo senso mi associo e mi bevo la mia parte di sicuro. Ciao

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

L'inutile commento è che se, a parti invertite, da una simile comparazione asimmetrica si fosse riaffermata come da iconografia sacra l'enorme superiorità del franzoso, a nessuno sarebbe venuto in mente di obiettare alcunché. Il che è anche giusto e normale. Ci si dedica ad una passione per avere un'opinione propria, ed è giusto mantenerla, santommasianamente, fino a che non si verifica con mano. Io, come dire, la mano ce l'ho messa da qualche anno, e cose del genere rinforzano la mia iconografia personale, anziché metterla in crisi... ;-)

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Francesco

circa 7 anni fa - Link

Tranquillo Rossano, che chi ti scrive la mano l'ha messa molto prima di te, anzi direi tutte e due e con una frequenza che non ti aspetteresti.

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Francesco mi fa molto piacere saperlo, Carema è un angolo di paradiso enologico che come dimostra anche l'intervento transalpino si vede forse meglio da lontano che da vicino, forse meglio quando si ha maggiore dimestichezza con la qualità profondamente vagliata dai secoli alla ricerca della vera essenza insostituibile del grande vino. Incontrare un conoscitore esperto di questa storica denominazione è sempre una bella sorpresa. La divergenza di opinioni rimane vincolata, pare, ai soliti ragionamenti sul metodo della valutazione "tradizionale" del vino, che sta facendo più danni di Carlo in Francia.

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Emanuele sala

circa 7 anni fa - Link

Con tutto il rispetto per l'articolo scritto da Cristiana Lauro, paragonare 2 tipologie di vini cosi diverse credo, abbia come solo scopo quello di fare tanti post su internet, di cui mi presto al giuoco con piacere. Non c'è nulla su cui si può avere un minimo di parametro di giudizio.

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Francesco

circa 7 anni fa - Link

Caro Emanuele condivido in toto il tuo commento.

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Caro Emanuele, ripeto la domanda lasciata inevasa più sopra. Se a te mettono sulla tavola queste due bottiglie e ti chiedono quale vuoi berti quella sera, offerta dalla casa, tu non sai quale scegliere? Non sai dire quale delle due ti piace di più? La valutazione qualitativa -anche quella professionale- non è nient'altro che questo, dire quale vino piace più di un altro, e perché. La comparabilità fra vini omologhi è utile per avere riferimenti diretti durante la degustazione, per una taratura più fine, oppure per farsi l'idea dell'annata e del vitigno se non li si conosce, ma non è certo un elemento necessario per poter esprimere una valutazione corretta. Altrimenti non si potrebbe nemmeno dire che La Tache è migliore del Tavernello. Ma ho la vaga sensazione di averlo già visto, 'sto film... :-/

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Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Esattamente. Lo dicevo sopra anche io, se non puoi dire che preferisci Mozart a Beethoven, allora non puoi nemmeno dire che preferisci Mozart a Mino Reitano; se non puoi scegliere tra La Tache 2004 e la riserva 1989 dei Produttori, allora non puoi nemmeno scegliere tra La Tache e il Tavernello. Vorrei vedere quanti sostengono sul serio che La Tache e il Tavernello sono imparagonabili... oppure quanti avrebbero detto le stesse cose se La Tache fosse stato preferito al Carema.

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Alessandro

circa 7 anni fa - Link

tanto per sottolineare ancora la difficoltà di confronto delle due bottiglie, ci sta un accenno all'ABISSALE differenza di prezzo delle stesse

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Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Non capisco. Esiste una abissale differenza di prezzo anche tra il Tavernello e La Tache. Eppure sono convinto che chiunque saprebbe operare una scelta tra i due se gli venissero proposti questi due vini. Se il post di Cristiana Lauro avesse raccontato di una ipotetica degustazione in cui sono stati messi a confronto La Tache 2004 e il Tavernello, con il primo nettamente preferito rispetto al secondo, sono sicuro che nessuno avrebbe detto: "non si può confrontare un Grand Cru di Borgogna 2004 con un vino da tavola, che per giunta costa immensamente di meno". Ragionando di questo passo gli unici confronti possibili diventerebbero quelli tra vini pari annata appartenenti alla stessa denominazione. Questo porterebbe a dire dunque che il Barbaresco '07 di ALdo Bianco possa essere confrontato sì con il Barbaresco Pajorè '07 di Rizzi, ma non con il Sorì Tildin 2007 di Gaja, perché costa circa trenta volte meno; e nemmeno con il Montestefano 1996 dei Produttori di Barbaresco, in quanto sussistono undici anni di differenza. Il passo successivo sarebbe quello di dire che non si possono nemmeno confrontare un Vigna Rionda di Massolino con un Monprivato pari annata, perché il primo proviene da Serralunga mentre il secondo da Castiglione Falletto... :-)

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Alessandro

circa 7 anni fa - Link

Sig. Amodeo, ho scritto "tanto per", secondo me sono confrontabili eccome ma ci sta il sottolineare il prezzo.

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il marchese

circa 7 anni fa - Link

Tutte le bottiglie si possono confrontare. Si confrontano i vini, la soddisfazione, l'appagamento e la gioia di aver esborsato con gusto quanto opportunisticamente (nel caso del La Taché) richiesto dalla colonna di destra. Vi faccio fare una risata ammesso e non concesso che uno possa acquistare un Carema 1989 ex cell quanto costerebbe? Sicuramente La Tachè 2004 ex DRC non superava euro 250. Tutto il resto è frutto della serie infinita di ricarichi che nel più diretto delle ipotesi sono 2 ma facilmente arrivano a 3 e si moltiplicano. Un consumatore confronta tutto e lo deve fare. In questo caso particolare, trattandosi, di due esperienze quasi irripetibili anche per i più fortunati il confronto ci sta tutto ed è legato all'appagamento provato nel vivere l'unicità o quasi di un momento. Sarei molto interessato di scoprire se, al netto del puro gusto provocatorio, lo spirito con cui la Lauro ha scritto il pezzo fosse più o meno questo.

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Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

Come siano andate le cose è chiarito nel post. Si trattava di una cena fra amici, non di una degustazione organizzata dal titolo "Carema Vs La Tache". Spero anche sia chiaro che a me La Tache piace molto anche se mi ha delusa in quest'annata. Non capisco però questa polemica sui termini di paragone. Emanuele Sala dice: Non c'è nulla su cui si possa avere un minimo di parametro di giudizio". Come nulla? Due vini rossi, mica Nescafè contro una spuma al chinotto. A tavola di parametri di giudizio analoghi ce ne sono un'infinità. Ordini i tortellini poi assaggi i ravioli di zucca del tuo vicino e trovi più buoni i tuoi tortellini. Cosa c'è di strano? Puoi comparare, quindi esprimerti, solo a parità di ripieno? Davvero? O mio Dio che pesantezza! Ripeto: era una cena fra amici!!! Io sono appassionata di musica, ascolto di tutto ma preferisco Mozart a Beethoven e potrei argomentare fino a farvi russare come camionisti della via Emilia. Il Rock mi piace più del Blues. Non si può dire? Mi sfugge la ragione, non vi seguo. A un festival del cinema si proiettano pellicole di vario genere così come ai banchi di assaggio delle varie guide dei vini, dove vi sarete recati tutti più volte, assaggiamo vini dell'Etna e Amarone della Valpolicella, Recioto e Passito di Pantelleria e non di rado in annate diverse. Quando uscite dal Vinitaly non fate un bilancio con gli amici e ognuno dice la sua sul vino più buono che ha provato in mezzo a tanti? Scusate ma a me sembra una partita a tennis senza palla. Forse mi sfugge qualcosa... La palla! ;-)

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luciano

circa 7 anni fa - Link

E' fin troppo chiaro, era una sana bevuta tra amici e non una degustazione organizzata per mettere a confronto due tipologie e due annate completamente diverse, altrimenti non avrebbe avuto senso. Invece una sana bevuta ci sta sempre eccome

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marco anichini

circa 7 anni fa - Link

Perdonate l'eventuale accenno di insofferenza ma, dopo una serie di post così lunga, mi sembra doveroso fare una precisazione sul mio commento di "paragonabilità". In primis, credo che per paragonare due cose (compresi i vini) sia utile usare una metodologia criteriata. Non per categorizzare, per carità, ma per rendere il discorso quantomeno plausibile. L'esempio del Tavernello mi sembra un'estremizzazione tanto esagerata quanto l'intendere imparagonabili il Pajoré e il Sorì Tildin. In quest'ultimo caso, almeno sempre di Barbaresco si tratta.... Secondo, sono d'accordo con chi ha scritto che il nome "La Tache" ha richiamato tanto interesse nei confronti di questo post. Perché anche di questo si tratta: annata orribile che sia la 2004, rimane sempre il fatto che un nome come quello scuote molti animi. Anche quello di chi ne ha venduta una sola bottiglia per comprarsene una marea di altri vini, buoni per carità, ma sottomettibili alla dura legge del rapporto qualità/prezzo. Ed ora, scusate se mi inoltro in un noioso solipsismo ma, a ragion veduta, è proprio questo il fatto: quali sono le basi per rapportare la qualità al prezzo? Chi decide che tale qualità può valere tot prezzo? Se si vuole difendere la fattibilità di un confronto qualunque (che sia Tavernello Vs Echezaux o Frizzantino Vs Dom Perignon) durante una serata tra amici, potete riconoscermi come il primo difensore del "faccio quello che mi pare". Ma se la semplice riflessione della nostra amica Cristiana Lauro, al termine di una serata senza troppe velleità, deve porre così tanti dubbi, allora scusate ma io me ne tiro fuori. Tra consumatori le cose si fanno da consumatori e tra professionisti le cose si fanno da professionisti. Tutto qui. Un saluto a tutti

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Dan Lerner

circa 7 anni fa - Link

Raro esempio di discussione interessante pur se su lana caprina. Le premesse, ben descritte da Cristiana, sono chiarissime: cena tra amici, voglia di bere bene, parlare delle bottiglie stappate. Mi è capitata la grande fortuna, or non è guari, di assaggiare nella stessa sera e in maniera del tutto inattesa un Pessac Léognan Domain de Chevalier Blanc 1983, uno Cheval Blanc 1990, un Monfortino 1971, un Echezeaux 1983 di Jayer. Credete, so perfettamente dire quale ho trovato stupefacente, quale emozionante, quale imperiale. Erano molto diversi, erano molto buoni. E non considero in alcun modo un errore metodologico o un'occasione sprecata l'aver goduto -anche con un'attenzione "tecnica"- di queste eccellenze in maniera ravvicinata e potendo comparare le mie personali sensazioni riguardo a ciascuno di essi. Anzi, è stata una serata che mi ha dato molto.

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Filippo (pippuz)

circa 7 anni fa - Link

Anche a me è capitato un Carema (2001 et. nera di Ferrando) più buono di un Richebourg (Gros Frere et Soeur 2001), quindi niente di nuovo sotto il sole. Certo che se si prende una annata buona di La Tache o un Richebourg fatto con qualche quintale in meno di legno il discorso cambia.

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

A coloro che sostengono che due vini non omologhi (per vitigno e/o per annata) non possono essere comparati, e che soprattutto è una cosa che non può farsi in un'ottica professionale, chiederei che cosa significano secondo loro i punteggi centesimali che tipicamente i professionisti assegnano ai vini. Secondo voi un professionista è capace di dare un punteggio ad un vino se lo degusta in una batteria di altri vini omologhi, mentre diventa improvvisamente incapace di farlo, se si affiancano altri vini di tipologia diversa? Veramente affascinato dai cortocircuiti logici che si stanno producendo in questa discussione.

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Francesco

circa 7 anni fa - Link

Generalmente le batterie dei vini, quando si devono attribuire dei punteggi con schede ufficiali ( tipo concorsi ), vengono proprio suddivise ( possibilmente ) per tipologie ed annate simili e molto vicine. L'informazione è alla base di ogni discussione, o meglio lo dovrebbe essere, specialmente per quanti credono, pensano e sono auto-convinti di essere dei " guru e/o fenomeni " della degustazione e conoscenza del vino. Con tutta l'umiltà del caso sono affascinato dalle errate convinzioni e certezze di chi non si pone con la necessaria umiltà, che ricordo è la virtu' dei grandi.

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Riccardo Campinoti

circa 7 anni fa - Link

Ah be, se vengono presi come esempio i concorsi allora stiamo freschi... Quando un degustatore ha ben presente le tipologie e' assolutamente possibile fare questi confronti, non vedo il problema. Rallegrandomi per la bella figura fatta dal Carema non posso che sorridere di fronte al tiro al bersaglio che in questi casi si spreca nei confronti del Domaine. Tutti pronti a tirar fuori aneddoti e addirittura c'e' chi garantisce sula superiorita' del Rocce Rosse su La Tache e svende la sua collezione di DRC per comprare Doppie Magnum di Barbaresco. Contento lui....

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Filippo (pippuz)

circa 7 anni fa - Link

Premesso che amo moltissimo il Rocce Rosse di ArPePe, vedo che "con 1 bottiglia di La Tache prende 5 Rocce Rosse" ... o paga tantissimo il Rocce Rosse o pochissimo La Tache. Nel primo caso continuerò a comprarlo dalle solite fonti, nel secondo caso mi contatti per favore. :-)

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Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Non sono esperto di quotazioni, e non ho mai comperato una bottiglia di La Tache, però suppongo che - a meno di canali privilegiati - il rapporto di prezzo tra La Tache e Rocce Rosse sia all'incirca di uno a quaranta. :-)

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il marchese

circa 7 anni fa - Link

Avrei tanto voluto farmi un bagno di umiltà, ma essendo un nobile decaduto e non avendo pagato l'acqua dai tempi della breccia di Porta Pia non mi è stato possibile spulciarmi a modino. Prometto di provvedere quanto prima. A France ma de che stamo a parlà

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Francesco

circa 7 anni fa - Link

A Marchè finito in disgrazia....non era rivolto a te, leggi bene a chi sono date le risposte

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Volendo evitare di scadere nel genere della baruffa, mi permetto di sottolineare la differenza fra l'autoreferenziale e l'argomentativo. L'unica cosa che hanno in comune i due atteggiamenti è che nessuno dei due si limita al riposo rassicurante in qualche regoletta ufficiale con la quale, dentro la quale e dietro la quale si trova il modo di evitare sia il ragionamento sia il confronto. Il fatto che i concorsi (ma non solo i concorsi, anche gli assaggi da guida come pure le normali degustazioni da appassionati) organizzino preferibilmente le batterie in modo che i vini siano possibilmente omogenei, non impedisce di valutare anche vini che non siano omogenei fra di loro. In realtà ogni valutazione è autonoma, ogni vino viene valutato per quanto è buono o cattivo in una scala assoluta, e non per quanto sia migliore o peggiore di quello che gli sta prima o dopo. Infine, come ha sottolineato Cristiana, la categoria può essere più o meno stringente. Si possono organizzare degustazioni in cui la categoria è strettissima, come quelle in cui i vini vengono solo da una singola piccolissima vigna, e tutti dalla stessa annata. Si pensi tipicamente alla Borgogna, appunto. Ma si possono organizzare anche degustazioni in cui la categoria è gradualmente più ampia, fino ad arrivare alla categoria dei vini rossi da invecchiamento. Incredibile a dirsi, si può persino arrivare alla categoria "vino", e rilevare che messi uno a fianco all'altro si preferisce la qualità di Sauternes (vino bianco dolce fermo botritizzato invecchiato in legno) di 80 anni rispetto a quella di un Lambrusco Metodo Classico (vino rosso secco spumante non botritizzato lavorato solo in acciaio) di un anno. Mi piacerebbe capire perché non si potrebbero confrontare secondo la qualità (ovvero secondo la propria preferenza gustativa) vini di tipologia diversa. Fino ad ora ho letto dei gran "perché no", e dei lapidari "è assurdo", ma spiegazioni che illustrino il problema non ne ho lette. L'unico punto che posso comprendere è quello riguardante la differenza di età, secondo i diversi approcci, come già detto. Il che comunque è al più una questione che favorisce un vino rispetto ad un altro, giammai impedisce la valutazione comparativa.

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Daniele

circa 7 anni fa - Link

Alla fine Emanuele Sala ha ragione. Ho letto tutti i post la maggior parte autoreferenziali e poco esplicativi. Sembra di 2 persone che si urlano al telefono le stesse cose..provare per credere ;)

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luigi

circa 7 anni fa - Link

Daniele, orsù! Cito: "Ha ragione Emanuele Sala"... Che dire,non conoscendoti, c'è da fidarsi ;) il problema è che nessuno vuole ammettere che si tratti di discussione su lana caprina, come suggeriva Dan Lerner, il fratello giovane, saggio e bello di Gad. :D

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Filippo (pippuz)

circa 7 anni fa - Link

Boh ,se i vini andassero paragonati solo all'interno della propria tipologia i punteggi (che a me non piacciono più di tanto) non avrebbero senso. O meglio avrebbero senso solo all'interno delle categorie stesse.

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

E poiché la categoria può essere stringente fino a che si vuole, potendola stringere ogni volta al singolo vino, si concluderebbe che non si può valutare nessun vino... Mah. La prossima degustazione che facciamo, pretenderò che i vini si valutino secondo categoria rigorosamente omogenea, altrimenti la valutazione non avrebbe senso. Quindi tutti vini della stessa annata, tanto per cominciare. Facciamo la 1996, che è il mio odi et amo e si presta bene alle controversie. Poi ovviamente lo stesso vitigno, inutile dire che cambiando il vitigno, il vino cambia e non è più comparabile. E' solo comparando fra di loro vini omogenei che si può giungere ad una valutazione seria! Non lo sai? Dunque Nebbiolo, ovviamente. Poi la stessa zona, mi pare il minimo. Vorrai mica paragonare un Nebbiolo dell'Alto Piemonte con uno delle Langhe? Poi la stessa denominazione! Barolo e Barbaresco sono diversi come maschio e femmina! Poi lo stesso comune, siamo gente precisa noi. Un Barolo di Verduno e uno di Serralunga... c'è quasi meno differenza fra Barolo e Barbaresco, ma scherziamo. Poi la stessa vigna, altrimenti di che stiamo parlando. Vorrai mica mettere l'anguria e l'idrocarburo della Vigna Francia con la gelatina di fragola e la mentuccia del Falletto? E ringrazia che abbiamo preso subito due vigne dello stesso versante e della stessa latitudine, così 'sta minchiata di dimostrazione per assurdo non la tiriamo troppo in lungo... :-D Poi ovviamente lo stesso appezzamento, ma quanta differenza ci può essere fra la parte bassa del Falletto, da cui si fa l'Etichetta Bianca, le Rocche da cui si fa l'Etichetta Rossa, e la parte a sud-ovest dove si fa addirittura la Barbera? Dunque, siamo finalmente arrivati a questa categoria decentemente omogenea di vino che comprende solo il Barolo Riserva Rocche del Falletto 1996 di Bruno Giacosa. Ringraziamo incidentalmente il cielo che Giacosa faccia una sola vinificazione per vino, che viene poi invecchiato in una sola botte grande per ogni etichetta. Metti che erano invece i sei sotto-cru vinficati separatamente di Stella di Campalto, allora sì che ci divertivamo... E per amor di patria non citiamo la variabilità di bottiglia, altrimenti Intravino arriva alla versione Omega prima che finisca il post. Dunque, finalmente potremo valutare coscienziosamente 'sto benedetto vino, perché le valutazioni si possono fare solo paragonando fra loro vini omogenei. Peccato che il vino sia uno solo e non ci sia più nessun paragone da fare. ...orpo, dov'è che o sbagliato? ...mi sembrava che il ragionamento filasse così bene... ...'petta che ricomincio daccapo... ...c'era una volta un vino, discusso su intravino...

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

In realtà la difficoltà nel comparare due tipologie diverse può sussistere solo nel caso non se ne conosca sufficientemente una, o entrambe. Quando cioè, mancando nella propria testa un chiaro modello qualitativo di ognuno dei due vini, quale sia il migliore lo si deduce per differenza, interpellando parametro per parametro i due vini a confronto. Se i due vini, essendo di tipologie diverse, hanno parametri diversi, come è giusto e naturale che sia, allora non si sa che pesci pigliare e si può arrivare a concludere che, essendo i vini non omologhi, la valutazione non si può fare. Ma fuori da questo caso, che dubito riguardi gli appassionati di vino che si dedicano allo sport estremo del cazzeggio internettaro sui blog, i forum e altri luoghi di dissipazione viziosa del proprio tempo libero (qualcuno osa sospettare anche quello lavorativo!), non riesco proprio a capire dove possa stare il problema. A parte il disorientamento intrinseco che può nascere dal fatto di leggere che un Carema ha bastonato un La Tâche, voglio dire.

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

rilrggo adesso tutto il pippozzo della discussione. ero arrivato a una trentina di commenti, poi l'ho mollata prnsando che le differenti opinioni fossero state espresse in modo puntuale e l'argomento fosse chiuso lì... oggi riapro IV e vedo che siamo a 58 commenti su una cena fra amici.....con gli interventi succescivi che sono tutto un limare, sottilizzare di pensieri largamente esposti precedentemente. facciamo così: avete ragione tutti e la chiudiamo qui? ;-)

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Ieri pomeriggio ho chiesto ai miei amici di venirmi a menare a casa, se per caso mi dovesse venire la brutta idea di prendere parte un'altra volta a polemiche su questi schermi... :-D

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Giuseppe Butera

circa 6 anni fa - Link

Scusate, all'inizio ho letto un po' di botta e risposta, ma poi mi sono piuttosto annoiato a causa della costante comune a molti di noi che a vario titolo si occupano di vino e lo usano come pretesto per parlare, in realtà, di sé... ciò detto solo per prevenire - e di conseguenza scusarmi, nel caso - volevo qui chiedere quanti sanno che all'epoca, già da quasi dieci anni e per ancora un'altra ventina, la "mano" che c'era dietro quel vino era quella del grandissimo Gaspare Buscemi, enologo e vinificatore artigiano, che proprio intorno al 1980 diede, in quelle zone, al Gino "nazionale" la grande gioia di attuare il sogno d'una condotta enologica...

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