Il diavolo veste Rivetti | Barbaresco Starderi 2001 La Spinetta


Molti storceranno il naso ma, a noi, il Barbaresco Starderi 2001 de La Spinetta – bottiglia  infamatissima  sui blog e ovviamente celebrata dalla stampa con diluvio di premi – è piaciuta. Sarà stato l’agnello con peperoni, rape, ceci e acciuga (piatto particolare, ricco ma non troppo corposo, eccellente prova di un grande cuoco “a domicilio”), saranno state le buone bollicine iniziali, fatto sta che il vino di Giorgio Rivetti ci è sembrato di una piacevolezza inaudita.
Non siamo fan sfegatati dello stile modernista ma già il colore granato, profondo e vivo, e il profumo del tappo ci hanno stregato. Naso di sottobosco, frutta, humus, speziatissimo senza eccessi, con note di legno nobile e appena dolce, austera florealità e una bella successione di liquirizia, tostature, tabacco e smalto. In bocca tradisce i suoi 14%, si lascia bere molto bene, ha un gran bell’equlibrio tra alcol, finezza tannica e acidità sostenuta. Insomma, va giù bene e invoglia ad un altro sorso, elemento insolito per molti vini “del rinoceronte”.

Insomma, per questo Starderi (che ricordavamo agli esordi come uno schwarzeneggerwine quasi inavvicinabile) non vale nessuno dei soliti luoghi comuni che gli enosnob scomodano per i vini de La Spinetta. Mi verrebbe da pensare che il tempo sia galantuomo anche con certi azzardi enologici che sembrerebbero tradire un terroir.

A conti fatti, noi ce lo siamo goduto con calma, e non venitemi a dire che dovrei sentirmi in colpa.





19 commenti a “Il diavolo veste Rivetti | Barbaresco Starderi 2001 La Spinetta”

  1. Vignadelmar Vignadelmar commenta:

    Pochi giorni addietro è venuto a cena Bruno Rivetti, non lo conoscevo ed è stata dunque una bella occasione per incominciare a parlare del concetto di tipicità e di tradizione in enologia, nei loro vini in particolare.
    Purtroppo avevo molta gente ed anche lui aveva amici e non abbiamo potuto approfondire rimandando il tutto ad una mia prossima visita nelle Langhe.
    A tavola ci siam bevuti Trebbiano Valentini 04; San Michele 06 – Verdicchio Jesi di Bonci; Es 07 – Primitivo Manduria di Fino; Primitivo Riserva 06 – Gioia del Colle di Chiaromonte.
    .
    Il giorno successivo ho parlato dei vini de La Spinetta con un amico che considero un grande intenditore, lui pochi giorni prima si era bevuto appunto uno Starderi che ha definito buonissimo ma assolutamente non tipico.
    .
    Andrea, tu parli di note olfattive di smalto, chiariresti meglio questo punto per favore?
    Nel mio modo di intendere e descrivere un vino questo sentore di smalto ha sempre un’accezione negativa, spesso molto negativa.
    .
    Ciao

    • Andrea Gori risponde:

      di per sè lo smalto e la lacca sono due tipici profumi terziari di qualsiasi vino rosso indipendentemente dal vitigno o dalla qualità: in senso negativo si intende lo smalto per unghie quando lo si sente nei beujolais nuveau.
      Quello “buono” assomiglia più ad un sentore di lacca e di “antiquariato” ed è corredo di molti nobili vini invecchiati

    • Riccardo Margheri Riccardo Margheri risponde:

      A una cena di Barbaresco ‘99 all’inizio dell’anno scorso Rivetti fece un figurone: degustato alla cieca in mezzo ad altri manco sembrava lui (questa è cattiva). Frutto nitido, profondità, finale che dava soddisfazione. E lo stile internazionale manco faceva capolino. Forse un Giacosa è più sfumato, ma si trattava comunque di un gran bel bere.
      Per tacere del soave ricordo di un Vigneto Gallina ‘95 bevuto sotto Natale 6 o 7 anni fa, ma allora forse i miei gusti erano diversi…
      Comunque c’è da dire che anche il vino pisano di Rivetti adesso (complimenti!) comincia a mostrare un po’ di piacevolezza di Sangiovese, ed era anche ora…

  2. Leonardo Romanelli Leonardo Romanelli commenta:

    @vignadelmar
    Sai benissimo che Andrea sui riconoscimenti ci sguazza:-))Per smalto penso intendesse quella nota iniziale che ricorda un prodotto a base dolciastra che al naso risulta appena smaccato inizialmente ma poi si incorpora con piacevolezza al tutto. Io ho apprezzato molto il vino, a dispetto di tutti coloro che ci danno addosso

  3. Simone Morosi Simone e Zeta commenta:

    Vino strano strano, bottiglie acquistate si sono comportate in modo assolutamenete diverse a distanza di solo un anno. Uno Starderi 97, qualche anno fa portato ad una cena, mi fece fare la classica figura di…., andato!
    Come i miei 100 Eurini per acquistarlo….

  4. Andrea Gori commenta:

    dicevamo che appunto Rivetti non ha molti estimatori nel web…
    http://vinoalvino.org/blog/2010/01/barbaresco-santo-stefano-2000-bruno-giacosa-o-dell’epifania-dell’eleganza.html

    comunque non date retta a quello che dico, di vino come si dice in Toscana pare non ci capisca un sXXX

  5. roberto gatti roberto gatti commenta:

    Andrea il vino ognuno lo sente alla sua maniera ed i gusti personali alla fine sovrastano tutto il resto.
    De gustibus….( sputtachiandum non est ) !!! ah ah ah
    Ciao e stai tranquillo che la verità in tasca non ce l’ha nessuno….tantomeno chi si crede professore ….di professori veri in giro ce ne sono pochi nel nostro settore fidati, ma quelli insegnano in qualche università e non scrivono sui blog e siti vari !!

  6. Leonardo Romanelli Leonardo Romanelli commenta:

    @andrea
    Perchè fai sempre il gioco di Franco, che scrive i post in tono volutamente polemico in maniera che siano ripresi? Non cita chi ha scritto le frasi sul Barbaresco e quindi lascialo sfogare scusa. A lui piace un tipo di vino, che devo dire piace anche a me, ma senza gridare al miracolo come fa lui: rispetto i suoi gusti, lui non rispetta i miei ma vabbè, ognuno si comporta come crede…sei incorreggibile!

  7. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    Tutti a lamentarsi…ed io l’unico Pirla con la bottiglia difettosa…

  8. Franco Ziliani commenta:

    #@ Leonardo: scrivendo “Perchè fai sempre il gioco di Franco, che scrive i post in tono volutamente polemico in maniera che siano ripresi?”, mi spiace ma hai scritto un’emerita bischerata…
    Il mio stile, piaccia o non piaccia, é naturalmente polemico e scrivo così perché ci credo e per mio estro e non andando alla ricerca di citazioni…
    @ un carneade: io non mi sento “professore” e non mi atteggio a tale, ma conosco la differenza tra chi sa e chi non sa, tra chi ha cose da dire (e viene ascoltato e magari fa opinione) e chi invece… Lasciamo perdere, per umana pietas…

  9. Franco Ziliani commenta:

    @ Arturo Dori: il “carneade” cui facevo riferimento non é A.G., che non é certo un carneade ed é abbastanza conosciuto, nell’ambiente dell’A.I.S. e del vino toscano

  10. Laura Rangoni Laura Rangoni commenta:

    Siete fortissimi!!! A leggervi, anche quando “sparlacchiate” di un vino, vien comunque voglia di berlo per poi farsi una propria opinione. Simone e Zeta, se hai una bottiglia che ti cresce, stappiamola insieme!

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