Tutti dicono Verdicchio. Intravino-Bignami: tutto il Verdicchio in 10 bottiglie

Tutti dicono Verdicchio. Intravino-Bignami: tutto il Verdicchio in 10 bottiglie

di Simone Di Vito

Il mondo si divide in due grandi categorie: i lettori di Intravino e quelli che scelgono un vino “a orecchio”. A loro, al 99,9% degli italiani che una volta l’anno sbevazzano, sono dedicati questi post che a confronto Bignami ci spiccia casa. Perché lo facciamo? Perché mentre noi stiamo qui a cercare il pelo nella bottiglia di Romanée-Conti, fuori c’è gente che il Codice Da Vinci lo ha decifrato ma le differenze tra Chianti e Chianti Classico ancora no. Per loro, e solo per loro, Intravino fa scendere in campo una squadra di esperti che a confronto Robert Langdon ci ri-spiccia casa, uomini e donne che la mamma li ha trovati sotto una pianta di nebbiolo a piede franco, altro che cavoli e rose. E allora che negroamaro, Barolo e verdicchio siano, perché la ggente deve sapere. Oggi tocca a:

L’oro delle Marche si chiama Verdicchio.

1. Villa Bucci, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva “Villa Bucci”
Un must della denominazione e non solo, il più rappresentativo, oltre che il più blasonato. Vino straconsiderato anche fuori i confini nazionali e che ormai calca i palcoscenici dei migliori club d’Europa, benché in passato quando ancora sconosciuto, venne chiesto ad Ampelio Bucci addirittura di sostituire in etichetta il nome verdicchio con chardonnay da un importatore estero. È sempre una garanzia.

2. Fattoria San Lorenzo, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Campo delle Oche”
Territorialità e tradizione sono le armi a cui fa fede Natalino Crognaletti, in continuità con i dettami di nonno Enrico e del padre Gino sia in vigna che in cantina. Senza scomodare il suo San Lorenzo bianco, il Campo delle Oche rimarca appieno l’essenza dei vigneti di Montecarotto, espressivo, fine e profondo, l’ennesimo gran testimone di qualità della zona.

3. La Distesa, Marche igt “Gli Eremi”
Fiore all’occhiello dei vini de la Distesa, l’avatar di Corrado Dottori. Agricolo, spontaneo e mai scontato. A volte ci impiega del tempo per prepararsi, ma quando poi si presenta in ghingheri illumina la festa e non ce n’è per nessuno.

4. Fattoria Coroncino, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Gaiospino”
Lucio e Fiorella, sono le due anime di Fattoria Coroncino, un mix di dedizione e pazzia, che percepisci già quando arrivi e bussi alla loro porta.‘Ndo arivo metto ‘n segno è il loro motto in etichetta, e Gaiospino è il loro figlioccio più rappresentativo, in cui il verdicchio funge da tramite per il particolare e marnoso suolo di contrada Spescia.

5. Azienda agricola Cavalieri, Verdicchio di Matelica “Gegé”
Gabriele porta avanti la tradizione di famiglia con i suoi vini, apice di questi è il suo Gegé, uno splendido e concreto vino da sgrondo proveniente da una vecchia vigna di quasi sessant’anni, realizzato come papà Eugenio voleva. Anche Matelica sa dire la sua, e questo vino ne è la dimostrazione.

6. Pievalta, Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva “San Paolo”
Quando nel 2002 Silvano Brescianini decide di puntare su questa zona affida il tutto ad un giovane Alessandro Fenino, che dopo anni di duro lavoro e sperimentazione ha condotto Pievalta tra le migliori realtà della zona. Ne fa esempio il loro San Paolo, riserva che prende il nome dal comune di provenienza; classe, materia e profondità, che non teme confronti con i migliori vini della zona.

7. La Marca di San Michele, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva “Passolento”
Come da titolo ha bisogno di tempo per scrollarsi di dosso quel po’ di precocità e iniziare a correre a lunghe falcate rendendosi imprendibile. Un vino vero, morbido, di struttura ma fine, che esprime in modo autentico il terroir di contrada San Michele e la concretezza del lavoro di Daniela e Alessandro.

8. Collestefano, Verdicchio di Matelica 
Stacanovista di questa piccola denominazione, non fa in tempo a varcare la soglia della vendita che finisce in un lampo. Rapporto qualità prezzo ineccepibile per uno dei pochi vini che è garanzia di bevuta in ogni annata. Provatelo, sempre se riuscite a trovarlo…

9. Stefano Antonucci Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Santa Barbara”
Lungo e intenso è stato il corso Ais, in cui assaggi e scopri tanti vini, ma quando in una lezione pratica mi presentarono il Santa Barbara capii che ci sono vini e Vini. Agrumato, fresco, elegante, ennesima freccia di queste zone, impossibile non menzionarlo nella top ten.

10. Andrea Felici, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva “Il Cantico della Figura”
Dal vecchio cru “vigna San Francesco” nel comune di Apiro, arriva questa riserva espressiva e territoriale, una vera chicca per gli appassionati e non, solitamente merita un po’ di attesa per esprimersi al meglio, ma quando lo fa è tanta roba.

Bonus Tracks:

  • Ca’Liptra, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Kypra”
  • La Staffa, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Riserva “Rincrocca”
  • Borgo Paglianetto, Verdicchio di Matelica Riserva “Jera”

 Tutto il Verdicchio d.o.c. lo trovi da Enosearcher

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Simone Di Vito

Sommelier Ais, ex bassista e batterista incallito, operaio di giorno, di notte invece si trasforma in un anomalo assaggiatore; appassionato di terroir, tipicità e di tutto ciò che è autentico nel mondo del vino. Coltiva il sogno di parcellizzare tutto quel che lo circonda, quartieri di Roma compresi...

14 Commenti

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Niki Seminara

circa 8 mesi fa - Link

Difficile non essere d'accordo con questa lista! Se posso permettermi, nel bonus track inserirei una bottiglia di Gini, magari il Salvarenza ?

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franco

circa 8 mesi fa - Link

Siamo un po' fuori zona però si, è un bianco!

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Gervasio

circa 8 mesi fa - Link

Ne aggiungo 5 davvero notevoli: San Sisto 05 Fazi Battaglia, 94. Serra Fiorese 07 Garofoli, 94. Mirum 07 La Monacesca, 95. Plenio 09 Umani Ronchi, 95. Misco 15 Tavignano, 94. Migliore in assoluto il Collestefano 06 che alla sua uscita fu un vero fulmine a ciel sereno, costava tra i 6 e i 7 euro allo scaffale, eccellente anche bevuto dopo 4-5 anni, tra i migliori bianchi italiani mai prodotti, voto 98.

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Niki Seminara

circa 8 mesi fa - Link

Sono proprio rincogl...io. Volevo intendete il Tenuta Balciana di Sartarelli. Gini ovviamente produce Soave!Mi scuso ancora!

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sabrina somigli

circa 8 mesi fa - Link

Balciana di Sartarelli vale un applauso

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Dp

circa 8 mesi fa - Link

Ergo di Mirizzi

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Anulu

circa 8 mesi fa - Link

Tra questi mi prendo: 01. Collestefano: qualità/prezzo non sbagli mai. 02. Andrea Felici: idem per il base. Lo compro da Vino & Design a botte da 36 bt. 03. Cavalieri: tutta la linea, forse il mio produttore preferito delle Marche intere, certamente di Matelica. E' su Pellegrini mi pare. 04. Ca'Liptra tra i giovani i più interessanti. 05. Se proprio devo un classicone, vado con alcune etichette di Garofoli: tra i BIG, i miei preferiti.

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Ruggero Romani

circa 8 mesi fa - Link

Se posso esprimere le mie preferenze: innanzi tutto direi Accadia, tutta la gamma ma soprattuttomCantori', anche io Garofoli, Serra Fiorese garanzia di longevità, per Matelica Bisci, Fogliano e soprattutto Senex, più longevo del San Lorenzo di Natalino.

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MM

circa 8 mesi fa - Link

Ok. Faccio una domanda a cui potete anche non rispondere, ma il Villa Bucci, qui giustamente inserito nel Bignami ( forse perché vende un sacco all'estero e quindi sti cazzi) non è il vino più noioso, troppo perfetto, anacronistico, stracarico di legno che ci sia sulla terra? Mio parere eh.. Strafelice di essere contraddetto.!

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Ruggero Romani

circa 8 mesi fa - Link

Se per carico di legno si intende affinato in barrique,no, perché il Villa Bucci è affinato in botte grande.

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sabrina somigli

circa 8 mesi fa - Link

Mi piace tanto anche Fattoria Nannì e di recente ho assaggiato La Giostra 2018 di Colle Onorato, proprio un bel vino.

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domenico

circa 7 mesi fa - Link

Giusto per discutere un attimo, secondo voi il rapporto qualità/prezzo di alcuni vini della lista (es: Villa Bucci riserva '16 che ho ri-bevuto ieri sera con piacere) è adeguato?

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David

circa 5 mesi fa - Link

Molti diranno pure Verdicchio, ma mi stupisco che nessuno nomini Col di Corte.

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