Weingut Lennard, il vino è il filo conduttore tra la Sicilia e il Reno

Weingut Lennard, il vino è il filo conduttore tra la Sicilia e il Reno

di Alberto Muscolino

Capita di essere attratti da cose e persone che, in qualche modo, hanno a che fare con noi, anche se inconsciamente. Questo vale anche per il vino e quando ce ne rendiamo conto sembra un’incredibile coincidenza e invece, forse, c’è un filo conduttore, chissà…

Il fatto è che durante questi lunghi mesi di confinamento, pressoché totale, nell’esiguo perimetro di casa si è bevuto lo stesso, eccome, e anzi si è provato pure a uscire dalla zona di comfort delle bottiglie sicure, quelle che non puoi sbagliare, perché sennò quel perimetro diventa sempre più stretto e la noia arriva prima.

Io ad esempio avevo voglia di conoscere meglio l’enologia teutonica, perchè va bene il riesling, ma il pinot nero? Com’è il pinot nero tedesco? Quesito enorme che aprirebbe vaste dissertazioni tra luminari, ma io volevo partire da una bottiglia, una sola, così da affidare la mia sorte al caso.

Cercando sui miei siti di riferimento sono stato attirato da una bottiglia da un’annata a me molto cara, la 2014, più che da tutto il resto, era l’unico pinot nero tedesco di quell’annata e l’ho preso senza troppi indugi, insieme a un riesling della stessa cantina e della stessa annata. Una scommessa senza tante pretese insomma, puro istinto messo a servizio della curiosità.

Adesso che le ho bevute entrambe viene il bello, e posso trarre le seguenti conclusioni: la 2014 è un’annata straordinaria! Difficile, diabolica, tremenda… tutto quello che volete, ma terribilmente affascinante. Certo non ho bevuto tutti i vini esistenti di quell’annata, non sono mica un fottuto androide, ma tutto ciò che mi è capitato sotto tiro aveva una verve elegantissima, esile e delicata, certo, ma molto charmante.

Volete un altro esempio? Brunello di Montalcino Vigna Soccorso Tiezzi 2014, e poi mi fate sapere…

Devo fidarmi di più dell’istinto! Perchè ho fatto colpo, in pieno, entrambi promossi. Il pinot nero “Ardesia” 2014 mi ha conquistato già al naso con quel sentore tipico di selvatico o animale che dir si voglia, misto ai frutti rossi, al pepe e ai fichi. In bocca era molto equilibrato e piacevole, la componente acida presente ma godibilissima così come il tannino molto levigato, il tutto in un corpo snello e beverino.

Il riesling Bacharach 2014 era ancora perfettamente teso in bocca, ma pieno e avvolgente di frutto maturo, al naso pesca e albicocca, agrumi e una delicata nota di idrocarburo. Molto lungo il finale e decisamente soddisfacente, una bellissima espressione tipica del vitigno che si dimostra essere, anche nelle versioni meno pretenziose, praticamente immortale.

Potevo mai immaginare che questa piccola cantina, di cui non vi ho ancora rivelato il nome, che ha sede nella valle del Medio Reno (Mittelrhein), una zona minuscola verso il confine ovest del paese, con vigneti quasi totalmente terrazzati e su terreni con forti pendenze, avesse una connessione con la Sicilia?

Ebbene sì, perchè la Weingut Lennard (questo è il nome) ha un pezzo di trinacria nel cuore, in quanto la titolare, Melanie Kneip, si divide tra Bacharach, Caltanissetta e Noto dove Lorenzo Naro, il suo compagno, gestisce un’altra cantina, la NaroNero (di cui però non so ancora nulla e non vedo l’ora di provare qualcosa!).

Insomma l’anima isolana in qualche modo ci ha messo lo zampino e ha creato una nuova connessione, adesso l’obiettivo sarà una visita in cantina!

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Alberto Muscolino

Classe '86, di origini sicule dell’entroterra, dove il mare non c’è, le montagne sono alte più di mille metri e dio solo sa come sono fatte le strade. Emigrato a Bologna ho fatto tutto ciò che andava fatto (negli anni Ottanta però!): teatro, canto, semiotica, vino, un paio di corsi al DAMS, vino, incontrare Umberto Eco, vino, lavoro, vino. Dato il numero di occorrenze della parola “vino” alla fine ho deciso di diventare sommelier.

2 Commenti

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Alvaro pavan

circa 3 mesi fa - Link

Concordo sulla 2014: grande annata per i bianchi , molto più complessa per i rossi dove è il terroir a fare la differenza senza mezzi termini.

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Massimiliano

circa 3 mesi fa - Link

Sottoscrivo in pieno! Amo e ho amato la 2014, annata difficile, scontrosa, da più parti indicata come di complicata gestione ma capace di far uscire vini godibili fin da subito ma capaci di inaspettate evoluzioni. Lungo l'elenco dei vini goduti di questa annata..

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