Sul lavoro non c’è un cazzo da ridere: USA e Italia a confronto

Sul lavoro non c’è un cazzo da ridere: USA e Italia a confronto

di Tommaso Ino Ciuffoletti

This is the dream job for you. We have a job that will instantaneously catapult you into the wine stratosphere” .

Se già l’attacco poteva far venire in mente l’intemerata di Carmelo Bene contro il lavoro, la chiusura con la catapulta verso la stratosfera ci proietta direttamente su orizzonti ammerigani anni ’80.

“Have you always wanted to live in breathtaking Sonoma Wine Country…with a $10,000 per month salary, and rent free for a year? Looking for a change in your career and to pursue your passion? Do words like Cabernet, Rosé, and Chardonnay just roll off your tongue?”

Ed ecco che infatti, siamo in California e i soldi vengono subito mostrati. 10k al mese per la tua voglia di cambiare vita. E l’altra cosa che ci viene ricordata è che per un americano il vino parla francese, con buona pace del da poco compianto Steven Spurrier.

“Tell us why you want A Really Goode Job. Start the first 90 days of your Really Goode Job shadowing winemaker Dave Ready Jr. and exploring all aspects of harvest. From there, we will work with you and your passions to help you choose your path in the wine business. The sky is your limit!”

Questo annuncio di lavoro ha dato vita ad un rimbalzo mediatico che ha generato migliaia di titoli in tutto il mondo, al grido di “Il lavoro della tua vita”. Soldi, vino e California.

Ed è superfluo far presente che più che di offerta di lavoro, trattasi di marketing brillantissimo.

L’annuncio è costruito come un comunicato stampa. Il payoff finale “Sky is the limit”, è ultrabusato, ma continua a funzionare come il “Just Do It” della Nike o il “I Want I Can” dell’Adidas anni ’90.

Chi ha preparato questa campagna per l’ azienda californiana Murphy Goode è un genio.

Ma c’è di più. Anche a voler considerare il cinismo, in un periodo come questo, di giocare sul sogno di un lavoro (che di questi tempi basta quello, più che un lavoro da sogno… e mi viene da pensare che anche questo gioco di rimandi non sia casuale nella costruzione del messaggio), rimane il fatto che l’azienda sistema benissimo il proprio marchio.

Un’azienda che – al netto dei toni al limite del parodistico – dice che scommette sui sogni, è disposta a pagare questa scommessa e pompa adrenalina da ottimismo in un momento in cui c’è n’è bisogno per tutto il settore e non solo.

Pensatene quel che volete. Per quel che vale c’è pure spazio per chi ama far mostra di vago sdegno verso certe (apparenti) ingenuità ammerigane.

Rimane il fatto che in quegli stessi giorni rimbalzava per i gruppi WhatsApp un altro annuncio di lavoro di un’impresa molto più piccola, italiana e… dalle prospettive assai diverse.

“Fattoria XXXXXX cerca addetto Social media/comunicazione e cameriere.

Azienda giovane e dinamica

Cerchiamo figura estremamente creativa e vitale.

Non cerchiamo classico lavoro da ufficio, il contesto di un agriturismo richiede la disponibilità a svolgere più mansioni, fra cui anche il lavoro di cameriere”.

Poche righe che già inquadrano la serietà di un annuncio che pare quasi giustificarsi per la propria richiesta (in modo peraltro piuttosto goffo).

Si cerca un social media manager che faccia anche il cameriere nel mentre che ci si presenta come un’azienda giovane e dinamica.

I livelli del cortocircuito comunicativo sono tanti che evidenziarli tutti potrebbe essere un gioco da Settimana Enigmistica.

“Mansioni:

commissioni di vario genere;

Social media manager;

produzione, editing e upload di materiale video e foto per social, canali di vendita e website della Fattoria;

scrittura di descrizioni creative e upload su social, canali di vendita e website;

piccoli lavori di grafica

corrispondenza con i clienti per vendita di prodotti via social ed email;

gestire campagne di sponsorizzazione a pagamento

check in e check out degli ospiti;

effettuare ed organizzare attività didattiche e ricreative per gli ospiti;

Mansioni di cameriere”

L’azienda giovane e dinamica scrive un mansionario da social media manager in cui manca solo la specifica del tipo di file da uploadare (jpeg o png?), per poi chiudere in bellezza con il check in e out degli ospiti, non meglio specificate attività didattiche per gli ospiti e mansioni di cameriere in chiusura.

… anche qui io provo a trovare un senso a tutto questo, ma la mente torna a quell’azienda che si era definita “giovane e dinamica” (pensa te se invece era di vecchia concezione padronale).

“Durata contratto 5/6 mesi

Durata contratto: 5 mesi

Orari part-time: 25/40 a settimana

Contratto di lavoro: Tempo pieno, Part-time, Tempo determinato

Disponibilità:

Turni

Turno diurno

Turno notturno

Weekend

Retribuzione supplementare:

Premio di produzione”

Se finora potevo pure aver voglia di sorridere, adesso è dove la cosa smette di essere solo grottesca e fa sorgere, davvero, la domanda di come si possa pubblicare un annuncio di lavoro di questo tipo. C’è innanzitutto una, (forse voluta?), poca chiarezza relativa al tipo di contratto di lavoro (è a tempo pieno o part-time?) che mi pare grave anche da parte del portale che ha pubblicato l’annuncio. Ci sono poi delle specifiche piuttosto curiose sui vari turni e la menzione di un affascinante premio produzione (invece che la menzione di straordinari che pure quei turni diurni, notturni e weekend farebbero venire in mente).

Il tutto per un contratto a tempo determinato nella giovane e dinamica azienda.

Qua più che Carmelo Bene, viene in mente Elio e la scopa per ramazzare la stanza inserita in luoghi posteriori.

Ma questo farebbe ridere, mentre per dirla chiara, qua non c’è un cazzo da ridere.

L’annuncio dell’azienda giovane e dinamica, sul portale che l’ha pubblicato, viene accompagnato dalla nota “Molti candidati”.

Credo che questo annuncio e quella dicitura “molti candidati” dicano di questo paese più di mille editoriali del Corriere della Sera.

 

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Tommaso Ino Ciuffoletti

Ha fatto la sua prima vendemmia a 8 anni nella vigna di famiglia, ha scritto di mercato agricolo per un quotidiano economico nazionale, fatto l'editorialista per la spalla toscana del Corriere della Sera, curato per anni la comunicazione di un importante gruppo vinicolo, superato il terzo livello del Wset e scritto qualcos'altro qua e là. Oggi è content manager di una società che pianta alberi in giro per il mondo, scrive storie alcoliche per una rivista fiorentina, vende libri, ma soprattutto produce vino clandestinamente per salvare se stesso e un intero paese.

10 Commenti

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Stefano

circa 3 mesi fa - Link

Davvero credi che con gli attuali contratti di lavoro ci siano diritti a maggiorazioni per i turni del week-end? (chiedere in un qualsiasi supermercato...) ammesso che ci sia un contratto, e non un tirocinio! Nell'annuncio manca solo un "richiesta esperienza"; strano non ci sia invece la conoscenza della lingua inglese, visto che il loro sito è appunto in Inglese. Tommaso, che angoscia il tuo pezzo! grazie per la tua indignazione: speriamo sia utile

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Tommaso

circa 3 mesi fa - Link

Grazie a te Stefano!

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Nelle Nuvole

circa 3 mesi fa - Link

Tralascio di commentare l'annuncio italiano dell'azienda giovane e dinamica e mi soffermo su quello californiano. compilato benissimo, chissà quanto sarà stata pagata la società di comunicazione. A me sembra un caso di sfruttamento simile a quello italiano con l'aggravante che negli USA si è assai meno tutelati che in Italia e quindi dall'oggi al domani ti danno un calcio nel sedere e tanti saluti. 10.000 dollari mensili e nessun affitto da pagare sono certamente appetibili, ma la cifra è lorda? Dove ti mettono a dormire? Le tue mansioni i primi tre mesi sono di fare lo schiavetto all'enologo e in vigna poi esplorerai tutti i possibili aspetti del mondo del vino, il cielo è il tuo limite, ma la quantità di ore giornaliere e settimanali? La grandissima differenza, come sottolineato dall'autore del post è nel "modo di porgersi". Detto questo, se fossi giovane, e statunitense , io manderei il curriculum di corsa.

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Stefano

circa 3 mesi fa - Link

Negli USA ovviamente la questione netto/lordo non si pone; strano però che l'offerta sia mensile, mentre normalmente ragionano su salario annuo. Il problema è che se io avessi 20 anni, manderei il curriculum di corsa anche all'azienda italiana; ma lo avrebbe fatto anche il me 20enne di trent'anni fa? quando in 4 mesi ebbi a disposizione 3 impieghi nell'enogastronomia, di cui due col contratto "formazione e lavoro", che garantiva in pratica l'assunzione a tempo indeterminato (come poi infatti è stato) e retribuzione da CCNL? se non c'è salario minimo di Biden che possa trasformare il mercato del lavoro oltreoceano, ci sono molte leggi che ormai hanno proiettato noi verso quel sistema. Forse è inevitabile, però a questo punto spingerò i miei figli ad andare direttamente a San Francisco, piuttosto che restare in Italia.

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Giammarco Di Loreto

circa 2 mesi fa - Link

Cominciamo con una serie di brevi premesse; 1) gli americani con il marketing sono leggermente avanti, gli annunci di lavoro italiani pare vengano scritti da qualcuno che ha appena imparato a mettere le stanghette sulle t e i puntini sulle i. 2) l'annuncio social media "manager" ( e qui viene gia' da sghignazzare) con funzioni da cameriere, check in e check out degli ospiti.......qui ho l'impressione che se ti avanza del tempo ti tocca sfoltire le siepi e gestire anche i fornitori......non so l'azienda ma tu dovrai essere per forza giovane (senno' schiatti prima della fine della stagione) e soprattutto MOLTO dinamico. 3) Non so' dove le avete viste tutte queste tutele in Italia, fra job act ,Fornero e Confindustria che sorvola come un avvoltoio non mi sembra che ci sia molto da stare allegri.........la leggera differenza fra l'Italia e il Nordamerica (io vivo in Canada) e' che qui si non hai molte tutele MA 1) lavoro se ne trova sempre e sei se bravo a costruirti una rete di networking, puoi ambire a posizioni molto alte perche' si va molto per meritocrazia, se vali ok, se non vali, puoi continuare ad insistere, studiare e ritentare piu' in la', non lavori perche' conosci , lavori perche' ti fai conoscere ed apprezzare. 2) la situazione e' molto dinamica (ovviamente dipende dalle citta', dal tipo di ristorante o di azienda, etc) ma lavorare nella ristorazione ti permette per esempio di avere un buon tenore di vita, perche' i Nordamericani lasciano le mance (o le tips, come le chiamiamo qui) a diffreneza dei pezzenti Italiani ( quando capitano, molto raramente, nei ristoranti qui tutti cercano di evitarli perche' si sa che non guadagni una lira con loro) . 4) Naturalmente c'e da farsi un culo (visto che siamo su Intravino) come un cerchio di una botte ( lavorato come manager 12/13 ore al giorno) ma NESSUNO ti pianta le grane che sei troppo vecchio, che potresti rimanere incinta, etc e ripeto puoi lavorare e studiare e migliorare il tuo bagaglio tecnico e di esperienza......un cameriere full time con mance e diaria arriva a prendere 5000 dollari abbondanti, io come sommelier in una fantastica steakhouse sono arrivato a prendere 300 dollari a serata di mance, se poi sei disposto a viaggiare e a fare esperienza, il mondo e' li per te 5) La bellezza di lavorare all'estero e' che ti entra aria fresca nel cervello perche' la mente si apre, conosci persone di tutto il mondo, scopri e perfezioni le tue potenzialita' e rischi purtroppo, tristemente, di capire che l'Italia e' un paese meraviglioso.........ma solo per le vacanze. Saluti

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Anulu

circa 3 mesi fa - Link

"negli USA si è assai meno tutelati che in Italia e quindi dall'oggi al domani ti danno un calcio nel sedere e tanti saluti. " può darsi, ma dopo 5 minuti trovi un altro lavoro se sei qualificato. E' un mercato del lavoro molto differente.

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Giacomo

circa 3 mesi fa - Link

L’annuncio di Murphy a me pare un fior di supercazzola. L’unico requisito richiesto è la passione per il vino, loro ti danno dieci pali al mese e alloggio e ti mandano nella stratosfera del vino alla Herbert Ballerina, “come una catapulta!” E cosa fai fare a questo entusiasta inetto? In vigna oltre alla vendemmia e, forse, destachè a sarmanta, niente; sulla vite serve un minimo di esperienza. In cantina, più che tirar gomme e mettergli una scopa in mano credo che mister Ready Jr. non si arrischierebbe. Il secondo annuncio se non altro è chiaro, cercano un tuttofare che manlevi i titolari dallo sbattersi nei festivi. Mi evoca i tanti agriturismi più o meno apocrifi qui in langa. Roba tirata su con sovvenzioni pubbliche (lo Stato è nemico perché chiede tasse*, ma quando c’è da prendere va bene), magari per metterci dentro la figlia o il figlio poco dotato, però van tenuti aperti nei festivi. E i figlioli ci han punto voglia. Prendi la rumena che cambi le lenzuola e carichi i caffè. Qui si cerca solo una figura più presentabile per i check in. *Ecco, sul regime di tassazione di certe “aziende agricole” con bottiglie da qualche centinaia di euro potrebbe uscirci un buon articolo, Morichetti non dovrebbe nemmeno fare troppa strada.

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Rolando

circa 3 mesi fa - Link

Intanto che pensi all'inquadratura del prossimo video, porta il rigatone al tavolo 4, oh, dopo fatte un selfie col tipo del 2 e mettilo sul social

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Tommaso

circa 3 mesi fa - Link

ahahah! geniale!!

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Invernomuto

circa 2 mesi fa - Link

E' quello che succede quando un settore diventa di moda a livello mondiale. Si stava meglio 15 anni fa, poco da dire

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