Due parole a chi non comprende il dramma della ristorazione per il coronavirus

Due parole a chi non comprende il dramma della ristorazione per il coronavirus

di Alessandro Morichetti

Di queste settimane apocalittiche – chiusi ermeticamente in casa con le funzioni vitali di una società ridotte al minimo – leggeremo purtroppo nei libri di storia ma è evidente che le proporzioni dell’emergenza, prima sanitaria poi economica, non siano chiare a tutti.

Ho appena rimosso dai miei contatti una persona che blaterava di ristoratori che si pavoneggiano di sacrificare il proprio business per il bene dei consumatori senza, evidentemente, rendersi conto che a volte è meglio stare zitti.

La situazione è senza precedenti e drammatica. Un mese forzato senza incassi e con tutte le spese per affitto, stipendi e oltre da sostenere metterà in ginocchio parecchie attività ma – e temo sia questo l’aspetto che sfugge – il peggio deve ancora venire e lo farà presto. Dal 4 aprile non saremo tutti in coda al ristorante e, quel che è peggio, tutte le località turistiche e non stanno già risentendo pesantemente di un’emorragia fisiologica di prenotazioni future.

Light Off

Per qualche giorno abbiamo genuinamente sperato nell’appello di Antonella De Santis sul Gambero Rosso – “Ristorazione in ginocchio in tutta Italia: andate a cena fuori!” poi riformulato con un ben più cauto “Coronavirus. Le conseguenze economiche sui ristoranti in Italia” – ma la realtà è ben peggiore degli incubi e non serve John Nash per capire che i contraccolpi diretti e indiretti sulle 330.000 attività ristorative in Italia – TRECENTOTRENTAMILA! – con annessi e connessi in termini di dipendenti e indotto, richiederanno misure straordinarie per evitare l’Armageddon.

 

Sale e Pepe

 

Ieri il nostro Andrea Gori – che Da Burde a Firenze è uno con le spalle più larghe di molti altri – scriveva ridendo per non piangere: “Oggi venduto un fegatello alle 17:15, mi sono sentito un eroe!”. Ben vengano asporti e quant’altro ottemperando il Dpcm 8 marzo 2020 ma sono e saranno solo cure palliative più per lo spirito che per il conto in banca.

La ricaduta a cascata di questo stop necessario sta già avendo ripercussioni pesanti su tutto il comparto vino perché immaginate bene da soli che se ristoranti, wine bar, enoteche, bar e mescite iniziano a non comprare più bottiglie inizieranno ad esserci magazzini pieni e liquidità scarse. Per non parlare poi di tutte le altre categorie, dall’industria dello spettacolo all’ospitalità, che in un batter d’occhi hanno visto cancellate prenotazioni e date per i prossimi sei mesi. Un cataclisma.

Parafrasando il Flaiano de “La situazione (politica) è grave ma non è seria” oggi verrebbe onestamente da dire che la situazione è seriamente grave. Teniamolo a mente col dovuto rispetto.

[Foto: Ristorante Consorzio, Torino; Light Off di Marta Passaseo, L’Imbuto a Lucca; Sale e Pepe, Orvieto]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

54 Commenti

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

Il virus sarà debellato, ma sarebbe carino se anche noi saltimbanchi (ovvero la varia umanità non dipendente, infante o pensionata) avessimo modo di sopravvivere.

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Paolo A.

circa 5 mesi fa - Link

I pensionati magari lasciamoli stare, visto quel che sta succedendo.

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Franco

circa 5 mesi fa - Link

Se non altro questo momento drammatico può servire da riflessione consapevole su che fare della propria attività, mettendo in conto che potrebbe anche non esserci un aiuto dall'alto, oggi e in futuro, dovesse anche ricapitare. Mi viene in mente Bill Gates che in tempi non sospetti disse che fra gli avvenimenti che più ci avrebbero messo in ginocchio come società ci sarebbero state le pandemie. Oggi le attività che adottano smart-working piuttosto che e-commerce, si trovano in una posizione di leggero vantaggio. Impossibile "delocalizzare" la ristorazione tutta : non mi viene in mente nulla. A voi ?

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Alessandro Morichetti

circa 5 mesi fa - Link

Franco, te lo dirò presto. Di sicuro lavorare in proprio, da solo, con un magazzino e a distanza, finché i corrieri potranno circolare potrebbe non essere la cosa peggiore. E no, una soluzione proprio non esiste almeno per il momento ma temo ben oltre.

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Accademia della Semola

circa 5 mesi fa - Link

Ma è così difficile usare in modo corretto il “ piuttosto che”?

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franco

circa 5 mesi fa - Link

Purtroppo non è possibile correggere. Il senso dell'intervento mi sembra chiaro... se ce l'hai con me per il contenuto, o per la cit. di bill gates... fatti avanti, passivo-aggressivo ;)

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Accademia della Semola

circa 5 mesi fa - Link

Non ce l’ho con nessuno, anzi sono d’accordo con quanto ha scritto anche se un uso più appropriato del piuttosto sarebbe stato apprezzabile.


Ci manca solo il grammar nazi pedante che puntualizza. I prossimi commenti nel merito, grazie. [a.m.]

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franco

circa 5 mesi fa - Link

Io ho gente che ancora è ferma a pultroppo e cortello... e tu mi vuoi fare le pulci perchè ho tradito la funzione congiuntiva del piuttosto che ? Ma vatti a lamentare con gilletti e i vari conduttori televisivi, i giornalisti e gli scrittori... confondere causa ed effetto(mancando completamente il punto della discussione andando off-topic), te lo sai fare molto bene ;)

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Giacomo

circa 5 mesi fa - Link

certo spariranno quelle belle sovrastrutture fuffa su cui campavano produttori di vino, ristoratori e parassitame di contorno
torneremo al ristorante per toglierci la fame, oltre che per ricreazione, ad un prezzo equo
torneremo a berci un bicchiere di vino conviviale, ad un prezzo equo
e qualche spocchietta tornerà a vendere in damigiana, a fare i giri col furgone a Torino
sopravviveranno tutti, pisceranno solo un po' più corto

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Giacomo

circa 5 mesi fa - Link

Dio della punteggiatura, perdonami

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Alessandro Morichetti

circa 5 mesi fa - Link

Abbi pazienza ma il tono del commento è abbastanza fuori luogo.
Certo non auguri il male ma... che bello infilare una serie di banalità un tanto al kilo, dal prezzo equo al resto, tutti salvati dal virus che libera dal male.
Ma non ti fai schifo a scrivere certa roba?

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

La preoccupazione è tanta. Difficile non pensare, alle ragazze e ai ragazzi che nella ristorazione lavorano in nero. Spero di no, ma temo che quando si apriranno gli ombrelli degli ammortizzatori sociali, loro saranno degli invisibili.
Speriamo di venirne fuori in piedi.

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Franco

circa 5 mesi fa - Link

Beh certo che saranno degli invisibili, non avendo mai pagato tasse e non solo per colpa loro.
Mi dispiace anche a me... chi fa lavorare sti ragazzi in nero è lo stesso che farebbe a meno dello stato, ma oggi, guarda caso, gli farebbe comodo proprio quest ultimo.
Finita la pandemia, mi ricorderei di questi "imprenditori" : e come lavoratore e come stato (se ho prestato denaro).
Un epilogo karmico (o simile al contrappasso dantesco se preferite): chi ha messo in regola i suoi dipendenti meriterebbe di sopravvivere come attività, chi non lo ha fatto, beh, che qualcosina ci rimetta proporzionalmente a quanto non versato per loro.
Talmente confortante questo pensiero(tanto quanto la divina provvidenza) che è impossibile che si realizzi .
Saranno tutti condonati, tutti prescritti... come sempre ;)
Scherzi e battute a parte, spiace per questi ragazzi. Ma occorre una riflessione sul perchè un imprenditore abbia il contesto giusto per muoversi in questo modo criminale...

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Lanegano

circa 5 mesi fa - Link

Questa situazione non porterà a niente di buono (non nomino nemmeno i lutti e i danni alla salute per una marea di gente, ovviamente) per una vasta categoria di lavoratori.
Chiaramente i più colpiti saranno coloro che operano nelle categorie meno 'essenziali' come enogastronomia, turismo, estetica e svaghi in genere, non certo la grande distribuzione, le banche o Amazon. Perdonate se dico meno essenziali, sono certo che nel benessere psicofisico degli individui (perlomeno nel primo mondo dove 'la micca' è garantita più o meno per tutti) gli svaghi e le sane passioni legate a cibo, vino e convivio vario siano aspetto fondamentale dell'esistenza nonostante non siano strettamente necessarie nella scala dei bisogni primari di sopravvivenza, come disse il compianto Bellotti 'con il grano si campa, col vino ci si diverte'.
Il danno economico conseguente a questa epidemia sarà purtroppo notevole e difficilmente riparabile in tempi brevi. L'unico aspetto che potrebbe in prospettiva avere un senso sarebbe, una volta passata l'emergenza, permetterci di aprire una serie di riflessioni sul nostro modo di vivere e agirle in senso collettivo e positivo ma temo che non accadrà o comunque pochi saranno coloro che avranno la saggezza necessaria. Detto ciò, un abbraccio solidale a tutte quelle piccole e medie realtà e ai loro lavoratori in questi tempi amari, oscuri e difficili.

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vinogodi

circa 5 mesi fa - Link

... si commentava tempo fa con un amico della fortuna della "generazione" che non ha visto guerre mondiali e dell'ineluttabilità ed ingiustizia ad essere "chiamato" a combattere e uccidere quando è contro ai propri principi . Ma anche la fortuna di non avere vissuto sconvolgimenti epocali dati da emergenze come questa , al confronto della quale i "sinistri" degli ultimi decenni sono poca cosa. Sto vivendo il paradosso che all'interno di una tragedia sociale non prevista , non solo legata al rischio igienico sanitario individuale , ma anche economico - sociale , c'è chi , nel comparto agroalimentare, fa fatica a star dietro alle commesse , almeno come "onda corta" (chi lavora per la Grande Distribuzione Organizzata oppure la GDO stessa) e chi ha lavoro azzerato , cioè chi lavora per la Ristorazione Tradizionale e la Ristorazione Tradizionale stessa , così come turismo e piccolo commercio in ginocchio e in rischio Deafault , con pochissime possibilità di risollevarsi , salvo i tempi di questa crisi non siano brevi ... pensavamo ad una medicina ormai invincibile , ad un sistema blindato con anticorpi efficacissimi verso conflitti globali e pandemie ... senz'altro le certezze acquisite vanno riviste e , sono convinto, nulla sarà come prima , inaspettatamente e improvvisamente ...

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vinogodi

circa 5 mesi fa - Link

...io spero ci si ricordi solo di una cosa , finito il tutto e speriamo sia presto:
- ... Dei vent'anni dove la medicina pubblica è stata massacrata per riduzione del personale in maniera incosciente, strategie di formazione deleterie (numero chiuso alle facoltà di medicina e dintorni ) , riduzione crescente della spesa legata alla formazione di una delle eccellenze assolute mondiali
- Del calo crescente dei finanziamenti strutturali della sanità pubblica
- Del ridicolo contributo allo sviluppo legato agli investimenti (sia privati che pubblici) vs Ricerca & Sviluppo , con depauperamento del fior dei cervelli che abbiamo avuto l'onore di dare alla luce ed oggi emigranti nelle aree dove hanno capito che non esiste crescita o sviluppo se non c'è Ricerca adeguata . Gente plurilaureati , con Q/I spaventosi , dalla genialità indiscussa , barcamenarsi a 1000 Euro al mese o precari sbeffeggiati da camionisti e camalli , turnisti o facchini (mi perdonino tutte queste categorie alle quali ho aderito ai tempi da studente universitario lavoratore) senza nessuna prospettiva di crescita ... in Italia...
PS: ...... ah certo , questi ultimi da considerare "secchioni" da penalizzare appartenenti a razza con poco senso pratico , con la testa fra le nuvole ... inevitabile uno scarsissimo riscontro di stima e valorizzazione da parte dei possessori del livello culturale generale dei nostri rappresentanti al Parlamento (anche ai vertici)... che sia solo invidia?

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Franco

circa 5 mesi fa - Link

Concordo. Aggiungo che sarebbe un successo riuscire anche ad avere gli stessi costi tra asl del nord e del sud. C'è sempre qualcuno che prende la polpetta, sulla salute nostra.
Cioè la spesa pubblica nel ss non è calata dal 2000... giocano un ruolo importante le differenze di prezzi di acquisto tra asl del nord e asl del sud.
Finchè il posto letto, o la mascherina, o il detersivo per lavare i pavimenti non avranno un costo uguale in tutta italia, sarà difficile se non impossibile ripensare le strategie di formazione x i nuovi medici, restituire dignità ai ricercatori facendo della ricerca il fulcro fondamentale per lo sviluppo della società. Grandi banalità? Forse. Ma finchè non avremo prezzi di acquisto fra le diverse asl che si discostino di poco dalla media... avremo sempre qualcuno che succhia parte delle risorse investite rendendo di fatto gli investimenti di un 100 di mld inefficaci.

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Fustigatore

circa 5 mesi fa - Link

I ristoratori...

ah sì, quelli dell'evasione ("non prendo la carta di credito", "eh, sa non funziona la macchinetta", "lo scontrino? dai, le faccio uno sconto!) e del lavoro nero ("come faccio ad assumere tutti, non sono mica una fabbrica...", "i sindacati? sarai mica comunista?", "l'Adecco? Ma fammi ridere, quelli che usa Farinetti, l'amico di Renzi, ah ah!")

Ben gli sta.

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Alessandro Morichetti

circa 5 mesi fa - Link

Qualunquismo e superficialità ne abbiamo?

Ben gli sta a gente che andrà del culo come fossero tutti ladri? Irricevibile

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marcow

circa 5 mesi fa - Link

Non esiste attualmente un food blog italiano dove si è sviluppato un dibattito con la profondità di questi commenti.

Questa emergenza, che sarà debellata, può stimolare la nostra razionalità su molti aspetti: e i commentatori ne hanno trattati alcuni con argomentazioni che io codivido.

Abbiamo detto, in vari dibattiti, che generalizzare è sbagliato:
anche in questo caso i ristoratori italiani non sono tutti uguali.
Pensate a quelli che non hanno smesso, nemmeno in questa seria vicenda, di mettersi in mostra, di farsi pubblicità.
Non sono spariti per qualche giorno, almeno fino a quando l'emergenza sarà finita, sfruttando ogni occasione per rimanere sul palcoscenico della visibilità mediatica.
Non fatemi dire cosa penso di questi personaggi mediatici della ristorazione italiana.

Per concludere
vorrei soffermarmi su questo passaggio del commento di Lanegano:
"una volta passata l'emergenza, permetterci di aprire una serie di RIFLESSIONI sul nostro MODO DI VIVERE e agirle in senso collettivo e positivo ma temo che non accadrà o comunque pochi saranno coloro che avranno la saggezza necessaria" (Lanegano)
La penso, purtroppo, come Lanegano. Sarà un'occasione mancata per riflettere su questioni fondamentali e yper cambiare in meglio la società in cui viviamo.
Anche se l'emergenza colpisce TUTTI, chi più chi meno, prevale, in generale, secondo me, l'individualismo perché già da tempo il senso di comunità e di solidarietà si è affievolito nella società italiana.

Secondo me, dopo aver vinto il virus, rimarrà, comunque, nell'animo di molti italiani, un'accresciuta insicurezza (già esistente da tempo): la PAURA che tutto possa ripetersi, vista la facilità con cui si possono modificare geneticamente in laboraratorio dei microrganismi altamente patogeni.
Signori, è la prima volta che un virus, un virus!, sta fermando il mondo e stiamo vivendo come se fossimo in guerra.
Penso che si stiano facendo (ANCHE) LE PROVE GENERALI per mantere sotto controllo interi popoli con le vere e grandi emergenze che tra qualche anno il mondo dovrà affrontare: quella ambientale e quella dell'esplosione demografica.

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Vinogodi

circa 5 mesi fa - Link

...paradossalmente, la criminalizzazione della biologia rispetto all' inefficenza e colpe del genere umano, mi lascia più sbigottito che perplesso. Il virus sta facendo il suo dovere , onorando lo spartito genetico di selezione. Il potenziale per ridurne gli effetti sull' umanità esiste ma non viene sfruttato a dovere perché in altre faccende affaccendati. Come ribadito in altro post, un bel mea culpa e incrociamo le dita: poi il particolarismo della tragedia della ristorazione, a cui sono legatissimo per tante amicizie e lavoro, sarà uno dei tasselli di un puzzle assai più complesso da ricomporre...

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

C'è stato in questi anni un disegno politico trasversale ai partiti parlamentari, finalizzato ad impoverire le strutture pubbliche per alimentare il business della sanità privata. Pensate ad esempio, alle strutture private accreditate con il sistema sanitario nazionale. Le prestazioni e gli esami vengono rimborsate, dallo Stato attraverso le Regioni, fino a 3 volte il loro costo. Cioè, in media Le Regioni rimborsano ad una clinica convenzionata, tre volte la tariffa applicata da una normale clinica privata. Si tratta di una gallina dalle uova d'oro per una fetta dell'imprenditoria nostrana, che ha macinato profitti, succhiando soldi dalle casse pubbliche, chiedendo rimborsi con tassi da strozzino. Dall'altra parte "Pantalone" per limite i danni, non poteva fare altro che aumentare i ticket sanitari. Robin Hood al contrario insomna.
Il sistema sanitario nazionale era ai limiti del collasso già prima del maledetto Coronavirus.Come un pugile suonato sta affrontando questa emergenza, con il dramma che chi soffre altre patologie, si trova nella condizione di malato di serie B Un altro modello di sviluppo è necessario. Bisogna gridarlo ad alta voce

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

Forse uno degli insegnamenti di questi tempi di quarantena potrebbe essere anche di evitare di gridare ad alta voce delle falsità: le Regioni hanno un tabellario dettagliato che riguarda ogni intervento sanitario, e rimborsano le strutture pubbliche e quelle private esattamente allo stesso modo. Inoltre, in un momento in cui tutti i medici stanno dando tutto il loro impegno (sia che lavorino nel pubblico che nel privato) è folle attaccare delle strutture che stanno combattendo per noi. Chiedere il passaporto di "purezza ideologica" pubblica a chi ti sta curando è privo di senso.

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Vada a leggersi il report di Milena Gabanelli con i dati dettagliati dei soldi dati dalle regioni alle strutture accreditate, pubblicato il 2 febbraio 2018 dal Corriere della Sera.
Poi se vuole ne riparliamo.

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Il dato oggettivo è che lo Stato paga ad imprenditori privati convenzionati, a parità di prestazioni, il triplo del costo richiesto in una qualsiasi struttura privata di livello. In questo modo arricchisce una fetta di imprenditoria privata, fornendogli risorse che invece andrebbero investite negli ospedali pubblici. È il risultato di precise scelte politiche, che Lei evidentemente condivide. Io le mie idee politiche non le nascondo. Faccia altrettanto, se ci riesce.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

Se desidera parlare di idee politiche, sono sempre stato un liberale socialdemocratico, e non l’ho mai nascosto. Non ho mai nascosto neppure il mio nome, a differenza sua. Ma questo non c’entra nulla con il tema, la realtà è realtà è la Gabanelli ha perso molte cause per falso per cui come fonte non è attendibile. Il report a cui lei si riferisce non l’ho letto, ma conosco benissimo la legge regionale Toscana sulla salute che sul tema dei rimborsi è analoga a quella lombarda. C’é lo stesso identico rimborso per le prestazioni fatte dal servizio pubblico e da quello privato. Punto. Le chiacchiere stanno a zero, c’é una legge scritta.

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Non faccia il furbo. Mi chiamo Simone Nannurelli e non ho alcun problema a scrivere il mio nome e il mio cognome. L'oggetto del mio intervento, riguardava la distrazione di risorse a favore delle strutture private convenzionate, le quali a parità di prestazione, ricevono mediamente il triplo di quanto richiesto ai pazienti in analoghe cliniche private. La diffusione delle strutture private convenzionate, è andata di pari passo con i tagli alla sanità pubblica. Non è una mia idea, è la realtà. Se scendesse dal piedistallo e andasse a leggere il dataroom della Gabanelli (ma ce ne sono tanti altri) se ne renderebbe conto facilmente. È un fatto, non sono chiacchiere. Potrei ricordarle gli scandali e le vergogne del Santa Rita, che hanno testimoniato le nefandezze cui questo sistema può arrivare, ma mi limito a farle notare che è al servizio sanitario nazionale, che è stato chiesto di fronteggiare l'emergenza Coronavirus. Lombardia e Veneto, sono l' emblema di come nonostante la massiccia iniezione di risorse a favore della sanità privata, quest'ultima fino ad ora si sia mostrata completamente estranea al concetto di tutela collettiva. Sono gli effetti nefasti della regionalizzazione del sistema sanitario, che rischiano con il progetto di autonomia differenziata, di essere amplificati. È tempo, invece che il SSN, torni ad essere competenza esclusiva dello Stato, unico in grado di gestire emergenze di carattere nazionali, come quella che stiamo drammaticamente vivendo. Che lei la pensa diversamente, lo abbiamo capito. Non c'è alcun bisogno di buttarla in caciara. Detto questo, non avendo niente altro da dirle, la lascio volentieri alla Sua arroganza.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

Gentile signor Nannurelli, io non sono d'accoro con lei, ma questo non vuol dire che sono arrogante o faccio il furbo. Semplicemente, non sono d'accordo con lei. La sanità pubblica e privata di Lombardia e Veneto sta fronteggiando una situazione che sarebbe da incubo per qualsiasi sistema sanitario, e lo sta facendo senza abbandonare nessuno. Lei avrà certo sentito, come ho sentito io, numerosi intervistatori che hanno chiesto ad ogni primario pubblico se le strutture private stavano aiutando, e tutti hanno risposto di si. Nessuno, ripeto nessuno, ha detto il contrario. Cosa altro si può chiedere? A lei un sistema misto pubblico-privato non piace per motivi ideologici, e questo è un'opinione personale pienamente rispettabile. Ma non può dire che questa emergenza dimostra che non funziona, perché non è vero. Hanno un carico di malati immenso, e lo stanno curando. Quanto poi alle sue affermazioni sul fatto che le Regioni stanno pagando tre volte di più il privato rispetto al pubblico per la stessa prestazione, mi limito ad invitarla ad una banale osservazione: se lo facessero davvero sarebbe un reato, distrazione di fondi pubblici, ma non ci sono processi. Come mai? Non mi venga a dire che i giudici sono collusi, perché è una palese assurdità pensare che in tutto il nord Italia tutti i giudici sono collusi. E' impossibile. Questa non è arroganza, è solo un'opinione diversa dalla sua.

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Gentile Signor Cinelli Colombini, Come si fa a mettere sullo stesso piano, gli sforzi e i turni di lavoro massacranti, che gli operatori del sistema sanitario nazionale stanno facendo in queste settimane, con quanto accade nelle strutture private, che per la stragrande maggioranza non hanno né pronto soccorso, né reparti di terapia intensiva? Le faccio presente che per smuovere la sanità privata, è stata necessaria una delibera della regione Lombardia. Quanto al resto, che una miriade di ambulatori convenzionati e piccole cliniche più o meno improvvisate, che fanno solamente Tac, ecografie e risonanze, senza offrire alcun altro servizio, debbano incassare quanto un ospedale pubblico che si accolla servizi estremamente onerosi e in perdita, ma necessari per la collettività, come pronto soccorso, cura dei tumori, reparto rianimazione ecc, mi indigna profondamente. Prima di tutto come essere umano e come lavoratore. Per rimanere in Lombardia, Le ricordo episodi drammatici come quello della clinica accreditata Santa Rita, dove hanno falsificato cartelle cliniche, hanno fatto interventi inutili e dannosi che hanno provocato lesioni a circa 90 persone, al fine di intascare più soldi dal SSN. Polmoni asportati per tubercolosi, asportazione di mammelle per la presenza di noduli; una anziana di 88 anni operata di tumore tre volte in tre mesi, per ottenere un rimborso più alto, quando sarebbe bastato una volta. Solo in Lombardia, alla sanità privata vanno 7 miliardi sul totale di 17 miliardi stanziati. Non vi è nulla di illecito in questa distribuzione dei fondi. È il legislatore che ha portato a questa situazione, per favorire interessi particolari anziché l'interesse generale. È stata semplicemente una scelta politica. Una scelta politica, che ha prodotto i disastri che sono sotto gli occhi di tutti.

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hakluyt

circa 5 mesi fa - Link

Formigoni docet...

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Sisto

circa 5 mesi fa - Link

Si giusto, come la ex governatrice PD dell'Umbria e il suo assessore alla sanità (sempre PD), arrestato. Ma è solo un esempio dei tanti.

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hakluyt

circa 5 mesi fa - Link

Io l'avevo messa sul politico ma a quanto pare non ti sei lasciato scappare l'occasione per metterla sul partitico...

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Sisto

circa 5 mesi fa - Link

Abbia pazienza: a parte discussioni di altissimo livello filosofico (e non è questo il caso), politico = partitico. Bastava citare 2 casi, uno di dx (tra i tanti di dx) e uno di sn (tra i tanti di sn), non solo 1 (di dx). Così, ora c'è equilibrio.

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Sisto

circa 5 mesi fa - Link

@ Sancho P. Giusto per aggiungere un altro parere: a me non garba che io abbia parte delle tasse che pago obbligatoriamente e automaticamente devolute al SSN. Vorrei, come nelle nazioni liberali e che vedono lo stato sociale imposto per legge come forma subdola di socialismo, decidere di non versare e quindi, giustamente, di non usufruire del SSN pubblico (regionale o privato accreditato che sia). Idem per i versamenti per la pensione pubblica "imposta" e il resto. Anche perché molto di queste risorse obbligatoriamente prelevate se ne vanno in corruzione, mantenimento della casta politica e dei burocrati, sprechi, posti di lavoro clientelari, etc. In pratica, a me piacerebbe come negli USA (ma sono tante altre le nazioni così): prelievo fiscale/contributivo bassissimo (quindi stipendio lordo = stipendio netto, ricavi-costi quasi uguale al netto d'impresa) e ognuno poi decide cosa fare e con chi, con i propri soldi. Si può anche decidere di spenderli tutti e quindi non avere né pensione (privata) né sanità (privata) quando servissero. Io non uso mai nessuna struttura/servizio sanitario pubblico : perché devo per forza avere un prelievo (molto alto, non 2 soldi) per un servizio che non utilizzo? Se mi risponde che è "per gli altri", posto che non sono d'accordo sul principio comunque, ma perché non facciamo decidere a tutti, democraticamente? Obama aveva imposto alle assicurazioni di avere anche polizze sanitarie "low cost". Trump, nella campagna elettorale, disse che avrebbe eliminata immediatamente questa legge: ha vinto le elezioni e lo ho fatto.

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Il Suo punto di vista è legittimo. Mi lasci solo dire che il socialismo è cosa diversa dallo stato sociale, e che non ha nulla a che fare con le politiche keynesiane che lei contesta. Sulla questione sanità, basterebbe solo ragionare in termini di efficienza e di risparmio, astraendo anche da ogni altra considerazione, per comprendere che l'uscita dalla regionalizzazione del sistema sanitario è una necessità. Non mi voglio ripetere per non annoiare. Come reagirà il sistema sanitario americano al coronavirus, sinceramente mi preoccupa. L'unica certezza è che molti eviteranno di sottoporsi ad assistenza medica per paura di pagarne il prezzo. Semplicemente perché non potranno permetterselo. A meno che, con misure che a lei potrebbero non piacere, Trump stanzi dei fondi pubblici, che consentano di controllare e curare i malati. A prescindere dalle franchigie previste nelle polizze sanitarie individuali. Chissà ,se così fosse, magari qualcuno darà a Trump del socialista (come fecero con Obama). Altra questione. Oggi molti di noi(me compreso-sono un qualsiasi liquidatore di sinistri) sono in ferie forzate. Negli USA, i datori di lavoro non sono obbligati a garantire ferie pagate ai lavoratori. Nel migliore dei casi, ogni unità produttiva concorda con il lavoratore singolo i giorni di ferie. Ma sono casi rari e le eventuali ferie pagate non raggiungono mai i nostri livelli. Ecco, immagini il contraccolpo per chi lavora in quel paese, per una situazione da "tutti a casa" Molti lavoratori, non potrebbero neanche andare forzatamente in ferie, semplicemente perché non ne avrebbero diritto. Rimarrebbero senza lavoro e non pagati. A meno che, anche qui, Trump, stanziasse dei fondi pubblici per supportare chi si troverebbe in difficoltà, rischiando nuovamente di vedersi affibbiare(impropriamente) l'etichetta di socialista. Auguriamoci che non si debba arrivare a questo. Buona Domenica a tutti.

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Sisto

circa 5 mesi fa - Link

Va bene. Però, ogni tanto ricordiamo anche che la disoccupazione negli USA è il 3,4%, la paga oraria media è 30 $ (che, come noto, è praticamente netta), il carico fiscale è il 24 %, il PIL è il primo al mondo e in costante aumento da dopo la crisi del 2008 e, the last but not the least, la burocrazia federale/statale pressoché inesistente, l'evasione a livelli fisiologici, la banda larga ad alta velocità diffusa come l'acqua corrente, dulcis in fundo io e lei potremmo fare i giornalisti quando volessimo, in Italia occorre iscriversi ad un albo obbligatorio, creato da S.E. cav. Mussolini, direttori di giornali. Poi, aborro 100 cose delle abitudini USA, ma i numeri sono impietosi se li si confronta all'UE per non parlare dell'Italia. Bisognerebbe mettere insieme la storia e il vivere in Italia con il sistema economico/politico USA.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

Signor Nannurelli, premetto che trovo giusto che esista il SSN e non mi sono mai lamentato di quanto mi costa ( davvero molto, mi creda), ma non capisco il suo ragionamento. Di certo esistono distorsioni del sistema, anche perché in Italia ogni sistema ha distorsioni. Ne ha il pubblico, con responsabili nominati politicamente che fanno di tutto. Ne ha il privato con il caso lombardo che lei cita e altri. Ma ha un senso buttare il bambino con l'acqua sporca? Secondo me questo casino che stiamo vivendo dovrebbe portare ad un ragionamento pacato e di buon senso. La coesistenza di due sistemi porta vantaggio ad entrambi. Sono stato ricoverato per interventi purtroppo gravi sia nel sistema pubblico toscano che in quello privato lombardo, e mi hanno curato bene in entrambi. In entrambi non ho pagato, ero coperto dal SSN. Perché non dovrebbe rimanere questa possibilità di scelta? Lo Stato ha un tabellario, e rimborsa le prestazioni in modo uguale (o deve farlo) dovunque uno le fruisce. Ovviamente lo Stato deve pagare molto per pronto soccorso e rianimazione, che fa solo il SSN. Non è da reprimere il privato, va ben gestito il pubblico (basta con amministratori politici, inefficienze e sprechi) ma perché mia madre venti anni fa si è dovuta per forza far riaggiustare una gamba all'ortopedico del SSN di Siena che notoriamente faceva danni? C'era solo quello, e lei ha dovuto rifarsi l'operazione perché avevano sbagliato. Quello che deve essere fatto è cercare di avere una santità più efficiente e reattiva, usando ciò che funziona senza pregiudizi ideologici. E tenendo sotto controllo tutto, pubblico e privato se convenzionato.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

Ah, dimenticavo. La sanità lombarda è mista, pubblico e privato. Come lei fa notare spende 10 milioni per il SSN e 7 per il privato. Quel sistema misto sta reggendo in maniera spettacolare all'urto di una epidemia devastante. Voglio sperare che i sistemi totalmente pubblici di Campania o Toscana avrebbero retto ugualmente bene, ma non so. Evidentemente il misto funziona. Poi va da se che cose devastanti come il S.Anna vanno represse duramente.

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Buongiorno, Se lei avesse usato questo tono e fatto questo ragionamento nel suo intervento di risposta al mio post, non avrei neanche replicato probabilmente. Provi a rileggerlo per cortesia. È vero che le nomine politiche, dettate dagli interessi di clientele, annidate nei partiti parlamentari, sono un tumore che andrebbe estirpato. Detto questo, ricordo che ci sono delle cliniche private non convenzionate, che per esami e prestazioni, richiedono al paziente un terzo di quanto lo Stato paga alle strutture convenzionate. È un privato in salute, funziona e fa legittimamente un profitto. Nessuno lo mette in discussione. Io mi riferivo alle strutture private convenzionate. Il problema qui sono proprio le tabelle regionali. Premesso che ogni regione è libera di ritoccarle all'insù, come scrivevo, lo stato non può erogare lo stesso importo all'ambulatorio privato che fa solo radiografie, tac e risonanze, e alle strutture pubbliche che per tutelare la collettività si sobbarcano pronto soccorso, rianimazione, terapia intensiva, ecc . Reparti che non danno profitti, ma sono indispensabili per la collettività. Il sistema che ha aperto la strada alla diffusione delle strutture convenzionate, ha creato una distorsione ed uno squilibrio che è una delle cause delle difficoltà che stiamo affrontando: da una parte si sono moltiplicati i centri che fanno risonanze e radiografie, dall'altra pronto soccorsi e reparti di terapia intensiva e rianimazione, sono stati tagliati. Perché sono in perdita per definizione. Questo è il punto e su questa dinamica, a mio avviso bisognerebbe intervenire politicamente. Lo stesso governatore della Lombardia, se ne è reso conto, e ha più volte affermato che il modello Formigoni andrà rivisto. Mi auguro che lo scambio dialettico tra me, lei e Sisto sia stato interessante per chi ha avuto la pazienza di leggerlo. Saluti a tutti.

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Sisto

circa 5 mesi fa - Link

@ Stefano Cinelli Colombini Comunque (anche se sembrerà paradossale che lo dica io, attese le mie posizioni sopra esposte) non trovo giusto che i privati possano fare a meno di fare pronto soccorso, rianimazione, etc. Sono un iper liberista ma in tutti i sensi: se vuoi guadagnarci (tu privato) ok, ti sostengo ma ti becchi tutto il pacco, non solo dove si fanno i soldi, e la m. la lasci al pubblico. Troppo comodo.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

Mi sono riletto il mio intervento, e sono anche andato a cercare il report della Gabbanelli. Ho poco da lavorare oltre a fare il professore a mio figlio, per cui ho tempo di farlo. La Gabbanelli dice una cosa diversa da quello che afferma lei, sostiene che le cliniche private in alcuni casi offrono lo stesso servizio a un terzo del prezzo pagato dalle Regioni. Ovvero che la Regione rimborsa sia al SSN che alle cliniche private un prezzo che è troppo alto. Questo non vuol dire che il privato sia un ladro, vuol dire che il SSN è inefficiente. Secondo me il punto dolens è che le Regioni dovrebbero rimborsare di più il pronto soccorso e la rianimazione, e meno le prestazioni normali che evidentemente sono sopra pagate. Però, ancora una volta, questo è diverso da quello che afferma lei. Con il massimo rispetto per le sue posizioni politiche, è oggettivo che un sistema che non ha parametri di riferimento perde il senso di come si fanno le cose. Una sanità solo privata è inefficiente non per cattiva volontà o furti, o almeno non solo, ma soprattutto perché non ha riferimenti di costi e qualità di prestazioni. Un sistema dove esiste un possibile raffronto, e dove politici oculati usano quel confronto per contenere i costi ed avere un buon servizio per tutti, è l'ideale.

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Assolutamente no. Torna sempre sulle mie posizioni politiche, quando io ho fatto un ragionamento oggettivo, e non partigiano.Che poi non le vadano a genio certe posizioni politiche lo abbiamo capito.Pazienza. Ce ne faremo una ragione. Tornando a noi, io non ho mai scritto che i privati sono dei ladri: ho altresì evidenziato citando la Gabanelli, le storture di questo sistema, che con l'esplosione del Coronavirus sono emerse chiare a tutti. Anzi, a quasi tutti. La Gabanelli scrive esplicitamente , dati alla mano, che l'ultima riforma del sistema sanitario, centrata sulla figura delle strutture private convenzionate, oltre a produrre interminabili attese per una prestazione è fonte di grande spreco di denaro pubblico. Cita dati precisi ed indica l'ammontare del possibile risparmio per le casse pubbliche, se si uscisse fuori da questo sistema. Chi ci legge, se ne ha voglia, può andare a consultare, il Dataroom del 2 Febbraio 2018 CDS. Faccio mio il ragionamento della Gabanelli e le chiedo: le sembra normale che un impresa privata convenzionata, riceva a parità di prestazione, circa il triplo di una sua concorrente privata non convenzionata? Le sembra normale che ambulatori privati convenzionati ricevano, sempre a parità di prestazione, lo stesso importo destinato alle strutture pubbliche che come ho già scritto, sono gravate da reparti economicamente in perdita, ma che salvano la nostra vita e quella dei nostri cari? Non crede che bisognerebbe tornare ad investire su pronto soccorso, terapie intensive, rianimazioni, ecc, cioè su reparti che la sanità convenzionata che Lei ama tanto, non ha alcuna intenzione di accollarsi? Potrei continuare a lungo , ma a questo punto mi sembra veramente inutile.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

Non mi sembra affatto normale che due strutture vengano pagate in maniera diversa per la stessa prestazione, siano pubbliche o private. Non è giusto e non deve accadere. Ma non credo che passando tutto al pubblico risparmieremmo, qui in Toscana è tutto pubblico e spendiamo di più che in Lombardia sia pro capite che per operazione, ma non abbiamo né servizi migliori né tempi di attesa più corti. È evidente che dovremmo spendere molto di più per il pronto soccorso e la terapia d'urgenza, ma non credo che nessuno lo metta in dubbio. E le faccio notare che questa spesa è scarsa ovunque in Italia, sia dove la sanità è solo pubblica sia dove è mista. È un errore nazionale, sono strutture che costano care e le abbiamo tagliate sciaguratamente ovunque. Io vorrei una sanità mista ben controllata (non come ora), con prestazioni pagate in modo uguale a pubblico e a privato e in tutta Italia (non come è ora) più i servizi di urgenza abbondanti e ben finanziati a spese pubbliche, perché servono a tutti noi. Il sistema tutto pubblico lo abbiamo già avuto e non era soddisfacente, troppe clientele, troppa politica e troppo spreco. Il sistema solo privato è pericoloso, e gli USA lo dimostrano. Il buon senso vorrebbe un sistema misto ben controllato, e nazionale. Perché venti repubbliche che curano in modo diverso è una cosa non accettabile.

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Franco

circa 5 mesi fa - Link

@sisto : Ecco, parlavo proprio di questa mentalità più su:
a quelli come lei, in questi casi di emergenza, negherei qualunque sostegno economico. Ma sa quanti ne abbiamo di "imprenditori" con la sua mentalità che oggi piangono miseria perchè non hanno 1 entrata?
Da liberale mi sembra giusto che si becchi tutta la torta e non solo la fetta che piace a lei.
Le auguro di non trovarsi mai nella condizione di dover ricevere un sussidio.

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Sisto

circa 5 mesi fa - Link

@ Franco.

Le confermo che sarebbe molto giusto quello che lei formula nell'ipotesi, ci mancherebbe.

Però, ribadisco, contemporanemante che quello che non va bene è che io non possa decidere di avere lo stipendio/fatturato lordo, nessun sostituto d'imposta non stabilito da me, non avere l' imposizione fiscale al 20%, e poi decidere io se e a chi dare le mie risorse per sanità, previdenza, servizi, ecc. . Siccome, invece, non accade così allora potrò sempre reclamare la montagna di tasse/contributi che pago, non trova?

Comunque, al di là dei nostri rispettabili pareri, come dicevo, i numeri sono numeri, basta paragonare i 6-7 indicatori chiave delle varie nazioni e formulare delle ipotesi sul futuro dell'Italia.

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l'ottimista

circa 5 mesi fa - Link

Pazienza
se a fine giornata
avrò venduto
solo un misero
fegatello...
Son sicuro che mi rifarò
con un bel brunello
o con un tignanello
o magari
most of all
con l' amato
tavernello
ed il tempo volge
subito al bello...

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Giacomo

circa 5 mesi fa - Link

https://i.postimg.cc/c12mjGnr/89470271-3556556781085821-8466373592689410048-n.jpg Raffinatezza, garbo e stile in questa proposta alternativa di ristorazione. In tempo di pandemia....

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Questa epidemia ha mostrato la centralità della sanità pubblica, l'unica a dare risposta a tutte le patologie e a tutti i cittadini, senza distinzione di reddito e classe sociale, e i limiti della sanità privata accreditata, non in grado di fornire un adeguato contributo all'attuale emergenza. Come ha scritto M.G. " il privato convenzionato programma la sua attività per fare soltanto, o principalmente, le prestazioni molto remunerative e le altre come le visite per esempio che vengono pagate poco, sono sbolognate al pubblico" A questo punto punto, benvenga il privato vero, che investe e fa profitto senza ciucciare soldi dalle casse pubbliche alle stesse tariffe dei nostri ospedali. Qui, non si tratta di tornare ai tempi di De Lorenzo, contro cui scendevo in piazza, già quando avevo 16 anni, né bisogna accettare un sistema in cui le clientele parlamentari vadano a nominare dirigenti e ad assumere parenti. Intanto, Bisognerebbe uscire fuori dalla regionalizzazione ed attivare i controlli del ministero della Salute per verificare prestazioni e rimborsi. Ma non è questa la sede per approfondire come dovrebbe essere riorganizzato il SSN. Quelle che lei si rifiuta di vedere è che lo squilibrio attuale è il frutto di determinate scelte politiche in campo sanitario, che hanno avuto il consenso e l'assenso pusillanime(PD) di tutte le forze dell'arco parlamentare. Non è un complotto. È una lotta tra interessi e quelli particolari hanno prevalso su quelli generali. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Purtroppo. E su questo mi taccio.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

Certo che l’epidemia ha dimostrato la importanza della sanità pubblica, quando c’é una guerra mica si usano le guardie private! Serve l’esercito, e l’unico esercito possibile è quello dello Stato. Ma questo non vuol dire che anche le guardie private non abbiano la loro utilità, e non siamo sempre in guerra. Io non rifiuto di vedere alcunché, è che il passato è passato. Per definizione. Sono d’accordo con lei nel condannare ogni stortura, ogni furto e ogni speculazione, ma sono fatti storici e non ho modo di cambiare quello che è già accaduto. Vorrei fare meglio per domani, tutto qui. E non trovo che il meglio sia solo sanità pubblica. Sono certo che serve un’ottimo servizio pubblico di pronto soccorso, di medicina d’urgenza e rianimazione, molto più vasto e meglio attrezzato di quello attuale. E serve su base nazionale, perché se mi sento male a Vibo Valenzia voglio avere le stesse possibilità di vita che avrò a Milano. Ma riparate un mio osso rotto è una cosa diversa, a parità di costi per lo Stato perché non può farlo un privato? L’unico modo realistico per costringere il SSN a essere efficiente e per abbatterne le clientele è costringerlo a confrontarsi ad armi pari (ripeto, ad armi assolutamente pari) con qualcosa di diverso. Però deve essere osso rotto contro osso rotto, senza i gravami dei costi del pronto soccorso o della rianimazione. Questo per me è un sistema soddisfacente. Non mi va di vedere incapaci pagati centinaia di migliaia di Euro a capo di sanità regionali solo grazie alla loro tessera, che poi tagliano indispensabili posti in rianimazione per coprire le spese dei loro stipendi (perfettamente legittimi, per cui legalmente inattaccabili) e simili. Ma l’uomo è imperfetto e il politico pure di più, per cui è un’illusione pensare che il puro amore per il bene comune possa impedire simili sconci. Che peraltro sono perfettamente legali, per cui neppure la magistratura può reprimerli. l’unico modo per eliminarli è costringerli a coesistere con un sistema diverso, la competizione con il privato può essere un potente stimolo a eliminare i peggiori sconci. Non so immagnate altri rimedi.

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Alessandro De Meo

circa 5 mesi fa - Link

Che dire, uno dei dibattiti più interessanti che abbia letto su Intravino.
Bene.

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marcow

circa 5 mesi fa - Link

Condivido l'opinione di Alessandro De Meo.
L'avevo già scritto nel mio primo commento: non esiste attualmente un food blog con la profondità dei dibattiti di Intravino.
Sancho P si preoccupava in un commento, invece insieme a Sisto e S. Cinelli Colombini avete innalzato il livello del confronto.

Un piccolo appunto a Sisto.
Premetto che a me piacciono molti suoi interventi sul vino e, potete leggerlo, ho addirittura riportato interamente il suo metodo di degustazione in un altro dibattito.
Un iper liberista, come lui stesso si definisce ha diritto di esprimere le sue opinioni e la simpatia per Trump.
Non mi è piaciuto l'elogio di Mussolini che non c'entrava nulla con il discorso.

Nessuno si è alzato, nemmeno io per farlo notare.
Saluti a tutti.

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Sisto

circa 5 mesi fa - Link

@ marcow

Guardi che ha compreso, mio malgrado, esattamente, il contrario: intendevo dire che una delle tante pastoie italiane, incomprensibili all'estero, deriva da Mussolini (che, tra i tanti titoli, aveva quelli che ho riportato pedissaquemente dai testi, ma forse si è perso il senso ironico) che guarda caso faceva il giornalista.

Non mi è simpatico Trump, tutt'altro: ho detto che è stato coerente con una delle sue promesse elettorali. Comportamento sconosciuto ai politici italiani (tutti). Invece, mi piace parecchio il sistema USA come quello francese: qualcuno che comandi sul serio , 100 contrappesi, e poi il popolo (non i partiti) decide con elezioni che siano elezioni vere, non una barzelletta.

Sul vino: troppo buono, mi batto solo contro le frasi fatte, i rituali e soprattutto le dicerie non comprovate. Mi sto autoimponendo di parlare molto di vino normale a gente normale, è arduo ma aiuta molto. A parlare/scrivere di vini sopra i 30 € a gente preparata son capaci tutti (i preparati).

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marcow

circa 5 mesi fa - Link

Sisto, mi fa molto piacere che mi sia sbagliato.
A nuovi confronti appassionati.

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hakluyt

circa 5 mesi fa - Link

Eh sì, perchè le elezioni negli USA sono "elezioni vere, non una barzelletta"...

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