“Ce l’ho, ce l’ho, mi manca” | Il Baratto Wine Day

di Davide Cocco

beccalossiAll’asilo e alle elementari, negli anni settanta, non giravano telefonini, Nintendo DS ed elettrochincaglierie varie. Era il periodo delle figurine. Le più famose ritraevano i giocatori di calcio del campionato italiano, come dimenticarle? Io, per la verità, già al tempo preferivo gli album di animali e cartoni animati, Jeeg in primis.
Ma la figurina valeva ben più di un’istantanea, era merce di scambio e status symbol al tempo stesso. E passava di mano molto spesso: si giocava a “specchio” o a “sopra”, con abili colpi di polso e blocco dell’avambraccio. Oppure si barattava, sviluppando sin da bambini uno spiccato senso del commercio e della contrattazione. Le figurine si compravano, alla cieca, in pacchettini da 4 o 5, per 100 o 200 lire. Scartarli era emozionante, grande la gioia di trovarne di inedite, come grande la delusione di trovare dei doppioni, che venivano subito riconosciuti grazie a una memoria che ancora funzionava a dovere. I doppioni finivano quindi in un mucchietto a parte, tenuto assieme da elastici più o meno di fortuna, che veniva sfoderato per giocare o per scambiare.

C’è una strana analogia che lega le figurine al vino, soprattutto se consideriamo gli acquisti fatti direttamente alla fonte, dal produttore, dal contadino. Nel senso che vai, visiti l’azienda, conosci l’amico che si smazza per farti bere il vino, e se trovi un vino che ti piace è difficile andarsene con meno di un cartone da sei. Quindi ti ritrovi in cantina sei bottiglie uguali, anche se, magari, te ne sarebbero bastate due o tre. Perché hai in mente di visitare qualche altro produttore in zona, già che ci sei, e arrivi a casa con la macchina colma di bottiglie che non berrai mai per vari motivi: hai la moglie astemia che brontola ogni volta che prendi in mano il cavatappi, non sei mai a casa a mangiare, i tuoi amici pasteggiano a Coca Cola. E allora fai di necessità virtù, cerchi di inventarti un modo per dare un po’ di rotazione alla cantina e per assaggiare cose nuove.

Il mio è stato quello di organizzare, assieme al balsamico Andrea Bezzecchi, un giorno dedicato al libero scambio di bottiglie di vino: la prima edizione del Baratto Wine Day si è svolta domenica 29 novembre 2009 all’ombra della Rocca di Reggiolo. Le regole? Poche e semplici. Ingresso con minimo un cartone da 6 bottiglie, nessun utilizzo di denaro e nessuna responsabilità dell’organizzazione sulla qualità dei vini scambiati. Nessuna costrizione, tutto lasciato all’abilità dei partecipanti e alla loro capacità di bloccare il polso. Uno scambio finalmente basato sul valore percepito del vino e non su quello monetario. Per dire, ho visto barattare il Soave classico superiore Monte di Fice dell’azienda I Stefanini con un Vermentino Colli di Luni di Terenzuola ma anche un Le grand A d’Arguti Rouge 2005 del Domaine Arguti con il Neroduva di Storchi (non ancora in commercio, ricevuto proprio dalle mani del produttore). Roba mica male, ve l’assicuro.

Una genialata? Una stronzata? Più divertente comprare senza troppi fronzoli o divertirsi a contrattare bottiglie in allegria?

7 Commenti

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Gianni Lovato

circa 10 anni fa - Link

Un'idea veramente geniale e simpatica, che penso verrà imitata frequentemente e da molti nel futuro. Pur essendo personalmente limitato a poterla seguire solo "molto alla lontana" (via fotografie e rapporti frammentari), mi sono trovato a fantasticare su quali bottiglie avrei portate e quali avrei cercato di ottenere. Vi assicuro che l'atmosfera di amichevole competizione, della "joie de vivre" ed i profumi del "Bel Paese" di questo originale avvenimento hanno attraversato l'Oceano intatti, materializzandosi sul mio schermo e nei miei sensi, quasi come se fossi stato là in carne ed ossa. Grazie. (e non lasciatevi rovinare le cose dai pedanti linguistici. ah-ah!)

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Lizzy

circa 10 anni fa - Link

"Non sei mai a casa a mangiare, i tuoi amici pasteggiano a Coca Cola". Sostituisci la parola "parenti" alla parola "amici" e il sostantivo "acqua" alla Coca Cola ed è la mia situazione. Io la domenica non mi posso proprio muovere (se non con famiglia al seguito, cosa che richiede lunghissime ed estenuanti trattative con marito e figli, al confronto delle quali quelle del Consiglio di Sicurezza dell'Onu fanno sorridere), quindi non ho potuto partecipare. Però immagino che sia stata, innanzitutto, una cosa divertente: vi avrei partecipato portando qualche bottiglia (seria, autentica, e vintage, non garage wine, I mean) e lasciandola al primo fortunato. Non posso scambiare, in cantina non ho più posto. Tu che sei bravo a fare queste cose, Davide, mi organizzi un'asta? :) L.

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Andrea Bezzecchi

circa 10 anni fa - Link

Sempre un po' di corsa, sempre un po' mai esattamente come vorremmo, insomma come si dice dalle mie parti, sempre un po' "a straccio", siamo riusciti a realizzare questa prima edizione di BWD. Poca gente, quello si. L'averla organizzata di corsa ha fatto sì che in realtà venissero gli amici. Che ringrazio veramente di cuore. Anche se dicendo allA Sindaco che ci ha dato il patrocinio (un ringraziamento ufficiale anche al Comune di Reggiolo) che c'erano persone da Torino, Genova, Ferrara, Verona, abbiamo raggiunto livelli di stima ed ammirazione infiniti. Un punto altissimo e' stato sicuramente il pranzo con i produttori. Un punto che vedrei fermo in eventuali altre edizioni. Anche e soprattutto come formula di conoscenza e approccio ai vini (pranzo-informale-col-vignaiolo & bottiglia-libera-in-tavola). Che un po' di comunicazione ci sia stata è scientificamente provato dalla comparsa del pensionato con la fantomatica bottiglia di Brunello d'annata (con etichetta scritta a macchina) che gli avrebbero valutato 450 euro/cad. Semplicemente fantastico. Il Baratto in sè ha una forza strepitosa, fatto in un contesto di maggior pubblico può avere grandi successi. Ne sono sicuro. Me lo immagino in un Terroir Vino o altra manifestazione, opportunamente pubblicizzato. Saranno moltissime le persone che malediranno il fatto di non aver portato con sè le bottiglie della propria scorta. Occhio perche' il problema del trasporto potrebbe essere un limite. Dalle 6 bottiglie in su, se la macchina e' lontana e' un casino. Grazie ancora a chi ha partecipato, e chi ha permesso la realizzazione in particolare Davide che mi ha coperto le prime ore del mattino durante il mio recupero post-nottata :-)

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Il Fermentatore

circa 10 anni fa - Link

Bella idea, da ripetere anche in altre location

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