Caro Putin, oltre al lettone potevi anche regalarci dazi sull’export più bassi

di Alessandro Morichetti

La Russia è uno dei mercati emergenti per il vino italiano. Basta leggere I numeri del vino con i dati aggiornati a febbraio sulle esportazioni: “Riprendono forza anche le esportazioni di spumante, in crescita del 17% annuo. In questo caso il fattore trainante è la Russia (42 milioni annui sul totale di 455 milioni). […] Le esportazioni annue totali di vino in Russia hanno raggiunto i 112 milioni di euro. Rappresentano per l’Italia del vino il 60% della sigla BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). Nel segmento del vino imbottigliato ciò e meno vero ma è pur sempre evidente che la Russia è indiscutibilmente il numero uno con oltre 50 milioni di export annuo e soprattutto con un trend che sembra in accelerazione“.

Evvai, mi dico. La politica estera del Berlusca, a dosi massicce di bunga bunga, mandolino e Apicella sound ha dato i suoi effetti. Manco per il cacchio! Altro che Ecomunist, a dare la sveglia è quel terribile covo di cattocomunisti della stampa finanziaria italiana chiamato Il Sole 24 Ore: nuova imposizione fiscale fissata da Mosca a carico del vino italiano, prodotto simbolo del made in Italy. Un occhio di riguardo dai compagni russi, in effetti,c’è stato: il dazio per l’Italia, infatti, è molto maggiore di quello imposto alla Francia e alla Spagna. Grazie compagno Vladimir. Forse sono malato io ma vien proprio da pensare che, nel lettone dell’amico Vladimir, l’unica ad essere fottuta non sia stata solo Patrizia D’Addario.

[Collaborazione al testo di Enrico Nera]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

13 Commenti

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Stefano Menti

circa 10 anni fa - Link

Quando Sarcozy andò in visita ad Hong Kong, portò con lui più di 300 imprenditori. Silvio portò solo pochi amici, Lunardi ministro delle infrastrutture e proprietario di Impregilo (la più grande impresa edile italiana) compreso. Inoltre in tale occasione, grande battuta sui comunisti cinesi che si mangiavano i bambini. Dati riportati di persona dal console italiano ad Hong Kong dell'epoca. Viva l'Italia!

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enrico togni viticoltore di montagna

circa 10 anni fa - Link

mi fai pisciare addosso dalla risate

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ag

circa 10 anni fa - Link

Un'altra legge ad personam?

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Mario Crosta

circa 10 anni fa - Link

La questione non e' poi così semplice come sembra. Il problema nasce da alcuni riscontri effettuati dagli enti di controllo russi sulle vendite del vino italiano in quel Paese, che sono all'incirca raddoppiate vertiginosamente. Chiunque si sarebbe insospettito. Sembra che si siano riscontrate difformita' tra i valori dichiarati in alcune fatture (sui quali vengono calcolate le accise in percentuale) ed il prezzo reale, a differenza di altri Paesi le cui documentazioni sono risultate piu' corrette. Percio' le dogane russe, che ne hanno facolta', hanno calcato volutamente la mano su tutte le importazioni di vino italiano e non su quelle di altri Paesi. Sembra che per alcuni "furbi" ci debbano rimettere anche gli onesti. Ma della cosa si sta interessando piu' di una istituzione del nostro Paese e sicuramente si scoprira' la ragione che ha determinato questo giro di vite e si trovera' un accordo migliore per il rispetto delle leggi e della trasparenza dei mercati. I Russi sono severissimi con tutto, non soltanto con il vino. Hanno chiuso di colpo le importazioni di carni dalla Polonia perche' secondo i veterinari doganali la loro provenienza poteva "forse" provenire da altri Paesi dell'Est via Varsavia e la cosa e' durata mesi, un guerra diplomatica sfibrante cui l'Europa non ha dato sostegno piu' di tanto per paura di ritorsioni politiche in altri campi. La loro burocrazia e' velocissima, al contrario della nostra, in caso di qualsiasi dubbio e punisce indiscriminatamente tutti fino a chiarimenti acclarati. Non solo: a volte agisce anche chiaramente a scopo politico, anche se non lo dichiara. Infatti, a seconda delle divergenze politiche in certi momenti storici si punisce immediatamente sul piano del commercio estero il Paese con il quale queste insorgono, tra l'altro in modo plateale. Giusto dunque sollevare il problema, ma non e' che i torti stiano tutti da una parte sola e soprattutto quel "lettone" non c'entra proprio un bel niente, come erti giudizi sommari lasciano intendere. Mi spiace che in un blog del vino si cominci a parteggiare per una parte politica per denigrare l'altra. Per questo vi leggo molto ma ultimamente intervengo poco. L'informazione, almeno per quanto riguarda la passione prinipale che ho, il vino, non puo' essere asservita ad una o all'altra greppia e non si possono usare le notizie in modo superficiale o frammentario come avviene in politica. Altrimenti ditelo chiaramente che con la scusa di parlare di vino in realta' si fa della politica.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Mario, un "carriolone" in premio per quanto hai scritto! Anche a me spiace che Intravino abbia certe sbandate invece di mantenersi super partes. Riconosco però che questo blog lascia spazio anche a commenti contrari alla "linea" della redazione. Sarebbe comunque meglio che l'unica "linea" editoriale fosse l'amore per il mondo del vino e la voglia di scambiarsi esperienze e informazioni.

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Mario Crosta

circa 10 anni fa - Link

Grazie, Nelle Nuvole, ero certo che avresti centrato il problema. Infatti mi piacciono moltissimo gli articoli, la competenza, la passione, il buonsenso di tutti gli autori di questo blog, anche di quelli che sono manifestamente simpatizzanti di questa o di quella parte politica, quando parlano di vino. Sono i luoghi comuni (le sbandate che dici tu, o meglio le sbandatine, visto che non diminuiscono la mia stima nei loro confronti) che a volte infiorettano qua e la' le tematiche a limitare la discussione favorendolo piuttosto lo schierarsi dei commentatori piu' per ragioni di simpatia politica che non una serena discussione di merito sui contenuti. A Mosca il commercio di vino italiano sta superando i 100 milioni di Euro, non e' uno scherzo e una notizia allarmistica come quella, se non la si verifica nelle sue ragioni di fondo, non fa capire il nocciolo della questione che non e' nel "lettone" sbeffeggiato tanto facilmente, ma nel comportamento scorretto di alcuni furbastri italiani, anzi italioti, che per aggirare le regole hanno dichiarato in fattura prezzi molto diversi dal reale. Cosa pensavano questi maneggioni che probabilmente faranno i furbi anche nel nostro Paese? Che in Russia i controlli non li avrebbero fatti scrupolosamente come impone il loro fiscalissimo e inflessibile codice di comportamento? Adesso le cooperative, le grandi firme, il ministero, l'ICE e tante altre istituzioni italiane dovranno faticare non poco per riportare ad un'equita' perduta quel lavoro lungo di anni che pochi furbastri hanno inficiato per mero interesse personale, comportandosi da evasori. E' la mentalita' dei nostri commercianti che va educata al rispetto delle regole, visto che tra di loro molti le seguono onestamente e poi sono costretti pure loro a pagare il fio per scorretti comportamenti di pochi altri. I Russi hanno fatto in fretta a fare di ogni erba un fascio: per loro e' molto piu' semplice lanciare la patata bollente al Paese che l'ha riscaldata e che ci pensi quel Paese a mettere ordine fra i suoi esportatori, poi se ne potra' riparlare. Non ci si nasconda dietro un dito, facendo dell'ironia politica in una materia che con la politica non c'entra proprio. Andiamo a vedere piuttosto come si comportano certi nostri personaggi del commercio all'estero, che fanno piu' male all'immagine del nostro Paese di chi ci governa o di chi fa opposizione.

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Alessandro Morichetti

circa 10 anni fa - Link

Le "sbandatine", come le chiamate voi, sono talvolta solo semplici pretesti per affrontare argomenti in maniera più colorata. Ad essere un filo critico è già l'articolo de Il Sole 24 Ore linkato. Per favore, basta con la retorica berlusconiana del fare politica parlando di argomenti che non c'entrano. Sparare sulla sinistra più disastrata del mondo sarebbe vile, e poi che c'entra.. i bunga bunga piacciono a tutti ;-).

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Mario Crosta

circa 10 anni fa - Link

Retorica berlusconiana? Sinistra piu' disastrata del mondo? I bunga bunga piacciono a tutti? Morichetti, meno male che non fai il postino, perche' con gli indirizzi sbaglieresti un po' di piu' delle Poste Italiane... Sono d'accordo con te che in un certo modo le "sbandatine" possano colorare alcuni argomenti, infatti non me sono mai lamentato fin qui proprio perche' capisco che fra compagni si possa (anzi si debba...) scherzare un po', altrimenti da ridere non ci sarebbe mai. Non e' con questo che ce l'ho, ci mancherebbe altro! Un blog dove non si fa ironia sarebbe anche noioso e stancherebbe i lettori. A muovere la mia tastiera (che ultimamente si era un po' impolverata) e' stato piuttosto quel ricondurre con sarcasmo (non ironia) al "lettone" in chiave antiberlusconiana una questione che non e' per nulla da ridere, anzi e' della massima importanza per il nostro vino e per il nostro commercio estero in genere verso un Paese che ha bisogno di maggior liberta' e di meno autoritarismo per crescere e che in questo e' stato ed e' aiutato molto dalle nostre autorita' sia di Roma che di Mosca, indipendentemente dal governo. Anche prima forse tu non sai che Fassino e Fini (due personaggi politici antitetici, ma che sono stati ministri non certo scaldasedie) sono stati decine di volte a Mosca e hanno lavorato concretamente in quella direzione e ti posso assicurare che c'e' una continuita' impressionante tra la politica estera dei governi Prodi e D'Alema e quella dei governi Berlusconi per quanto riguarda la Santa Madre. Il successo del made in Italy in quel Paese e' da ascrivere a tutti coloro che si sono impegnati (senza "sbandatine") in un lavoro coscienzioso, difficile, lungo, per sfondare lassu'. Non e' cambiato nulla con il "lettone", se non ancora in meglio (ma non fraintendermi: non e' stato per merito del cavaliere o del suo schieramento politico, ma grazie appunto alla scelta delle autorita' italiane, compresi loro, di una continuita' per lo sviluppo delle relazioni reciproche). Il fatto grave e' che all'impegno degli esportatori onesti, delle grandi firme, delle cooperative, delle istituzioni che hanno realizzato accordi o prassi favorevoli non e' seguito un comportamento sempre trasparente di alcuni furbetti che sono usi fottersene delle regole non soltanto in Russia ma anche in Italia e che sono da sempre fra i responsabili del disastro economico da cui stiamo faticosamente uscendo (evasione delle tasse, dell'IVA, contabilita' aziendali falsate, societa' di comodo eccetera eccetera). I Russi non sono mica scemi. L'epoca della corruzione non e' ancora finita, ma quel periodo in cui lo Stato era assente e dominavano i signori con le bande armate e' finito proprio con Putin e Miedviediev sta consolidando una ricostruzione in modo evidentissimo anche ai ciechi. Le loro istituzioni di controllo adesso funzionano perfettamente, meglio che all'epoca del KGB (farebbero scuola alla nostra GdF se non fosse che alcuni dei loro funzionari sono stati a scuola proprio in casa nostra, senza gridarlo ai quattro venti) e la decisione che hanno preso, verso cui e' giusto opporsi concretamente, ma impegnandosi a prevenire e reprimere le scorrettezze, e' stata la conseguenza di questo, non del "lettone". Ti ricordo, caro Morichetti i cui scritti mi sono sempre piaciuti e continuano a piacermi, che in quel Paese l'italiano stava scrollandosi di dosso finalmente la nomea di mafioso, di puttaniere, di maneggione che ha sempre avuto purtroppo a causa di qualche connazionale di cui sicuramente ti vergogneresti anche tu. Quella decisione grave rischia di riportare indietro di decenni l'opinione pubblica di quel Paese nei nostri confronti, che di Berlusconi sa anche ridere adesso come prima rideva di Prodi o di Massimo della Pena o del compianto anche da me Enrico Berlinguer (le barzellette sul cavaliere, ma in genere sui politici sono la passione dei moscoviti fin dalla morte di Beria), ma che non scherza con le etichette appioppate a chi cerca di fottere la loro patria. I Russi sono molto patrioti, un sentimento che da noi fa ancora fatica ad essere di massa a causa delle guerre volute dai Savoia e dal fascismo in nome del tricolore, che in realta' hanno prodotto nel nostro popolo un sentimento di ripulsa dai valori (anche quelli buoni come l'amore (o perlomeno il rispetto) verso la nostra terra che forzatamente hanno cercato di imporci per giustificarle. Ti ringrazio per aver posto il problema, ma viste le prime reazioni suscitate ho preferito intervenire per cercare di riportarlo nell'ambito della discussione nel merito e non in quello del sarcasmo politico, una piega che stava scioccamente prendendo. Sono certo che ci siamo capiti meglio. Ciao!

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

Ogni due o tre giorni ci tocca leggere il commento di qualcuno che ci spiega di cosa dovremmo e non dovremmo scrivere, e del tono che dovremmo tenere. Il magister vitae del giorno è Mario Crosta, domani sarà un altro. Lasciate che vi spieghi come funziona qui (e quasi in ogni altro blog, temo): noi scriviamo un po' quel che ci pare nel modo che ci piace. I commenti, tra l'altro, possono integrare il messaggio generale contenuto nel post: per esempio, leggendo le lenzuolate di Mario (menomale che avevamo la tastiera impolverata, eh?) apprendiamo un dato di notevole interesse, cioè che i dazi aumentati dai russi sono dovuti, presumibilmente, a comportamenti illeciti di nostri esportatori. Per dire questo, che sta in tre righe, deve aggiungere quel che evidentemente gli sta più a cuore, cioè che il lettone di Putin è un argomento non adatto a voi, pubblico di enofili, sarebbe meglio che lo dimenticassimo tutti quanti. Ma nemmeno per scherzo, ne dovremmo parlare. Nuovamente: Mario, non funziona così. Spero che ora sia chiaro almeno a te. Spiace solo che dopodomani arriverà un altro Mario Crosta che ci spiegherà compunto cosa dovremmo scrivere, e come. Avanti il prossimo. Nei commenti di Mario mi ha sorpreso molto l'ammirazione che ha per la politica commerciale russa. Mah.

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Mario Crosta

circa 10 anni fa - Link

Caro Sartore, la ringrazio per avermi avermi spiegato così in poche righe la sua nuova collocazione su l'Unita' e di appiopparmi anche un'ammirazione che non ho per la politica commerciale russa e una presumibilita' alle mie fonti d'informazione sul posto. Per quanto riguarda l'Unita' sono convinto che i lettori di quel giornale disastrato dalla De Gregorio ci guadagneranno di certo, perche' di una persona sincera e competente come lei in fatto di vino (ammiro molto e da anni Diario Enotecario) ne avevano bisogno. Per quanto riguarda la politica russa nei confronti della Georgia io non ho mai fatto ironia, ma ho sempre appoggiato nei fatti e non a parole la diaspora georgiana (come ben sanno il mio amico Gamsetlidze e sua moglie) in Polonia dove vivo stabilmente da due decenni come non mi risulta si sia mai fatto invece Italia dove vive stabilmente lei. Le ripeto che e' fin troppo facile fare del sarcasmo antiberlusconiano (paga sempre in termini di audience, vero?) da lontano. Nell'Est si sta vivendo una trasformazione irreversibile che ha smesso soltanto da poco di soffrire di tragicita' vere, non inventate, gli eccessi di un potere che si richiamava al socialismo in cui crede lei ma che era una dittatura poliziesca esattamente come quella nazista. Non smettero' le lenzuolate, stia pur certo. Quando ce vo', ce vo'. Ma termino qui ogni mio intervento in questo thread, in modo da lasciare la mia presunta presumibilita' alla voglia di approfondimento in proprio di altri lettori ben piu' validi, affidabili, seri del sottoscritto. Lei mi ha semplicemente tappato la bocca. In bocca al lupo, percio', con gli altri "avanti il prossimo".

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Gabriele Succi

circa 10 anni fa - Link

Ragazzi, voi siete ink@#ati con Putin, Berlusca..... Ma non avete ancora capito che la causa dei dazi imposti è stata la D'Addario....si vede che l'ex agente del KGB è rimasto poco soddisfatto..... :lol: :lol:

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Fiore di Genova e Moricchio, piantatela di fare i permalosi! Fa bene l'astuto Tomax a defilarsi dietro il barbone. L'abbiamo capito da mo' che Intravino é casa vostra e che voi ci scrivete quel che vi pare e come vi pare. Ma siete pur contenti di avere tanti ospiti, linguacciuti o silenti. Allora se invitate gente in casa dovete accettare i diversi commenti su il cibo ed il vino offerto. Ad un'espressione garbata di dissenso, ad un approfondimento "lenzuolato" non c'é bisogno di inalberarsi e tirare fuori l'accusa di "retorica berlusconiana". Per milioni di motivi non vedo l'ora che il Nostro Mister B. si tolga dalla poltica, non ultimo perché così potrete usare un linguaggio più vario nel ribattere a chi non é d'accordo con voi. Nel caso specifico di questo post, le informazioni fornite da Mario Crosta hanno completato ed approfondito l'opinione di partenza. Cosa a me gradita, e spero non solo a me. Non si trova un Mario Crosta ad ogni angolo di strada, Fiore, stai tranquillo che "il prossimo" non avrà lo stesso valore.

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Mario Crosta

circa 10 anni fa - Link

Sono in bambola, gente! Mai avuto un avvocato tanto appassionato! Fiore di Genova e Moricchio... tie'!!! (detto fra noi, se invece vorrete insistere con la permalosita'... a me non dispiacerebbe proprio, visto che potrei anche sperare in un'altra delle famose arringhe della mia principessa del foro, che non finira' mai di incantarmi)

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