Vini naturali a Vinitaly: parlano gli espositori del Vivit
Le cronache di un successo non annunciato ma di certo meritato si sprecano nell’eno-blogosfera. A due settimane dalla sua chiusura, Vivit, il primo salone dedicato ai vini da agricoltura biologica e biodinamica all’interno del Vinitaly, ha conquistato il pass per l’edizione 2013 a pieni voti. Ha fatto contenti proprio tutti: produttori, visitatori, trader, Veronafiere. Per essere franca fin dalla terza riga, vi dico che non ho assaggiato alcun vino in occasione della mia visita. Le notizie che mi arrivavano dalla sala del Palaexpo non erano molto invitanti: gran caciara, code all’entrata, bicchieri simil-flute, caldo.
Armata di un cavalletto leggero, di una fotocamera in modalità movie e di un paio di Adidas nuove di zecca, il 28 marzo – ultimo giorno di Fiera – ho preso coraggio e sono entrata nel micromondo “Vigne Viagnaioli e Terroir”. Ho fatto quella che in gergo si chiama una “partenza intelligente”. In effetti il caos si era dileguato, le code erano terminate e la temperatura era calata. Tasto ON sulla ghiera della Canon e via con le interviste.
Questi volti e questi vini sono noti un po’ a tutti. Sono volti e vini che abbiamo imparato a conoscere a Cerea, a Villa Favorita, ma anche ad Agazzano come a Terra Trema, a Villa Boschi. Non sono certo i nuovi antagonisti degli antagonisti. Tutti confemano la loro presenza all’eventuale Vivit 2013 e sperano di essere molti di più l’anno prossimo. Erano contenti di questa quattro giorni in fiera. Non credono più tanto nelle divisioni e nella parcellizzazione degli eventi sul territorio veronese, ma rimangono convinti dell’utilità delle esperienze passate fatte extra moenia. Vivit è un ulteriore mattoncino della casa eco-enologica. Perché in un prossimo futuro non lontano la parola magica non sarà più tanto biologico o biodinamico, ma sostenibilità.
- essere riuscita a non assaggiare alcun vino nonostante le tentazioni
- aver avuto il coraggio di indossare adidas quando gran parte del comparto femminile oscillava su tacchi fra l’8 e il 12 o papereggiava all’interno di ballerine. Tanto lei è molto femminile comunque.
- aver filmato bene senza altre colonne sonore che i rumori autentici di sottofondo al Vivit. Niente marcette simil rock-jazz-cancan-country-folk.
- testo di accompagnamento stringato e sincero.
Peccato solo che la scelta dei produttori sia così ristretta. Bravi comunque ad articolare il loro eno-pensiero in meno di un minuto.
Peccato anche che questo post sia in coda dopo altri bio-natu-alternativo-fiera-compatibili. Sconta la digestione post-pasuale e un certo torpore dei commentatori più agguerriti.
Gentilissima Francesca, parlando di vini nautrli, non capisco se il mettere la foto di una coccinella arlecchino sia segno di ironia o ignoranza; mi svela l’arcano?
ps
sulla cartellonistica di Grom, ho pochi dubbi, invece.
ne’ ironia ne’ altro. piaceva la foto. cosa non va? [f.s.]
grazie per la segnalazione. la prossima volta photoshoppo la pic con una varieta’ autoctona di coccinella, e meno aggressiva. l’entomologia, scienza misconosciuta ma ricca di fascino.
Complimentoni a Francesca Ciancio per
- essere riuscita a non assaggiare alcun vino nonostante le tentazioni
- aver avuto il coraggio di indossare adidas quando gran parte del comparto femminile oscillava su tacchi fra l’8 e il 12 o papereggiava all’interno di ballerine. Tanto lei è molto femminile comunque.
- aver filmato bene senza altre colonne sonore che i rumori autentici di sottofondo al Vivit. Niente marcette simil rock-jazz-cancan-country-folk.
- testo di accompagnamento stringato e sincero.
Peccato solo che la scelta dei produttori sia così ristretta. Bravi comunque ad articolare il loro eno-pensiero in meno di un minuto.
Peccato anche che questo post sia in coda dopo altri bio-natu-alternativo-fiera-compatibili. Sconta la digestione post-pasuale e un certo torpore dei commentatori più agguerriti.
Cara NN
la colpa del ritardo è tutta mia e anche quella dei pochi produttori. avevo i minuti contati ( as usual)
Francesca Ciancio ma nella foto hai barba e baffi ?
Gentilissima Francesca, parlando di vini nautrli, non capisco se il mettere la foto di una coccinella arlecchino sia segno di ironia o ignoranza; mi svela l’arcano?
ps
sulla cartellonistica di Grom, ho pochi dubbi, invece.
ne’ ironia ne’ altro. piaceva la foto. cosa non va? [f.s.]
una scelta dell’editor. svela a me l’arcano?
E’ la piaga dei vigneti…
poco più di quanto meno naturale esista: coccinella asiatica introdotta, si mangia con particolare piacere quelle europee.
grazie per la segnalazione. la prossima volta photoshoppo la pic con una varieta’ autoctona di coccinella, e meno aggressiva. l’entomologia, scienza misconosciuta ma ricca di fascino.
scusate: introdotta dall’uomo
un puntiglio: se non sei cresciuto con una console in mano o a Milano, che sia perlomeno una coccinella mutante lo noti…
Facciamo che 4 commenti per una coccinella sono sufficienti, ok?
[ale]
Brava Francesca, e bravo Paraschos per l’atteggiamento pratico. E non mi dispiacciono nemmeno le utopie di Elena. Senza di quelle che saremmo?
Finalmente ho capito il senso del blog.
Complimenti.