Tutto può accadere lì dove Perugia sembra un po’ capitale europea: alla Società Anonima di Antonio Boco

Tutto può accadere lì dove Perugia sembra un po’ capitale europea: alla Società Anonima di Antonio Boco

di Sara Boriosi

“La vita è governata dal caos!”: questo è ciò che afferma con voce stentorea il mio fidanzato, ogni volta che si trova a riflettere circa i motivi che lo hanno portato a me.

Però un po’ di ragione il mio uomo deve averla, se capita che io esca di casa con tutti i chackra aperti, un taglio di capelli nuovo, il soprabito che svolazza e la primavera munita di petardi che aizza gli ormoni maschili contro quelli femminili, e mi accorga di sentirmi osservata con insistenza.

Un momento: ma quello che mi sta facendo lo screening è un mio ex che non mi ha riconosciuta? E mi sta lanciando uno di quegli sguardi che regalava alle altre quando era al mio fianco? Quegli sguardi madidi di spermatozoi che mi facevano morire un po’ ogni volta?

Fortunatamente tutto questo dura pochi secondi; giusto il tempo per lui di riconoscermi e passare oltre. Ho una nuova identità e questo mi fa sentire anonima, perché ancora non mi riconosco con questa faccia e questi colori. Il mondo è mio, posso perfino far finta di commettere errori nuovi.

Percorro a gran falcate il centro storico, forte di questa défaillance che mi ha fatto guadagnare il jackpot annuale dell’autostima, solitamente diluito nei 365 giorni. Pochi metri ancora e mi ritrovo in una via difficilmente percorribile con i tacchi, vista la pendenza. Una faccia amica mi fa ciao ciao con la mano, è Antonio Boco senza barba che mi saluta con la sua proverbiale cortesia e mi fa entrare nel suo locale, Società Anonima, aperto da poco.

Improvvisamente non sono più nella mia città. Sono seduta su di un alto sgabello stranamente comodo, davanti a un bancone nero, perfettamente a mio agio mentre saluto tante facce note che so che non mi conoscono affatto. Sto bene, mi sento forte e mi concedo una bottiglia di Muscadet Sèvre et Maine “Granite” 2014 – Domaine de l’Ècu, e mi ci è voluto più a scriverlo che a berlo. Antonio è soddisfatto della carta dei vini che ha preparato per questo mese, e mi regala una degustazione privata dove sintetizza in pochi aggettivi la potenza di questo vino salato. Anche io sono giusta di sale questa sera. Mi sento proprio tonica e abbasso le difese; il personale è accorto ma non affettato, in cucina gli chef scambiano volentieri due chiacchiere sui piatti in uscita, se si domanda loro qualcosa.

Paolo, il socio di Antonio, è più sorridente di quanto ricordassi e scambia volentieri due battute nonostante la fama di personaggio dalla vis caustica lo preceda. Posso garantire che non è affatto così, oppure è il Muscadet che fa l’amore con il baccalà in pastella che ho nel piatto e che pilucco con le mani; stasera sono anonima e nessuno può sondare chi sono e cosa ho fatto fino ad ora, perché questo locale non si trova a Perugia ma in una grande capitale europea, in uno di quei quartieri vivaci dove a tratti sembra di vivere in un paesone perché di vista ci si conosce tutti.

Prendo congedo e torno a casa leggera, il tempo di telefonare al mio compagno e raccontargli di queste due ore dove sono stata un’altra persona, in un’altra città.

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Sara Boriosi

Vivo come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, il mio cuore appartiene al Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osservo il mondo, più dei vini mi piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo faccio nel mio blog Rosso di Sara ma soprattutto per Intravino. Gestisco con godimento la migliore enoteca della città, ma lo faccio piena di sensi di colpa.

1 Commento

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david

circa 3 anni fa - Link

Tutto sto papiro per parlare di 1 vino. :) Ma chi l'ha scritto sto articolo?..una donna?

Tutto sto commento per mostrare che non leggi il nome di chi firma un post. (faccina pure io). [F.]

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