Questo è il solito post su Vinitaly che ormai va bene ogni anno

Questo è il solito post su Vinitaly che ormai va bene ogni anno

di Fiorenzo Sartore

Questa cosa era stata scritta per essere pubblicata dopo Vinitaly, tipo coccodrillo, ma siccome abbiamo un buco nella programmazione quotidiana va in onda adesso, tanto è uguale.

Si è appena conclusa l’edizione 2017 di Vinitaly, la cinquantunesima della serie. Afflussi oceanici anche quest’anno e quindi tutti contenti. Molti visitatori stranieri, qualcuno ha fatto buoni affari qualcun altro no, e quelli del secondo gruppo si lagnano. Si registrano inoltre fatti nuovi e problemi irrisolti.

1. Non si trova parcheggio. Perlomeno gratis, e davanti alla porta principale: anche quest’anno ho piazzato di traverso l’auto sulle strisce pedonali davanti alla porta Cangrande, e niente, una vigilessa m’ha cacciato via in malo modo. La municipalità veronese è chiaramente inospitale. Comunque il park lì vicino costa venticinque euri al giorno ma quando esci, tardi, siccome c’è il solito ingorgo fantozziano, gli addetti alle uscite non controllano il tagliando, quindi quelli un po’ scaltri con 25 euro si sono fatti 4 giorni comodi. Qualcun altro invece l’hanno beccato, chiamando la vigilessa di cui sopra, che dopo una giornata di traffico immaginati come stava messa. I park distanti hanno registrato prezzi più popolari anche a causa dei nove chilometri a piedi necessari per raggiungere la fiera. Anche quest’anno la malavita ha svaligiato auto, smontato volanti e sedili, e la vigilessa di cui sopra non è intervenuta perché troppo impegnata a menarmi col manganello.

2. La toilette croce e delizia. Come saprete a Vinitaly si beve, pure troppo. I profescional bevono soprattutto tantissima acqua tra un assaggio e l’altro, i dilettanti bevono vino (che non si dovrebbe, ma vaglielo a spiegare). Sia come sia l’effetto è identico per tutti, alle dieci di mattina ti scappa una pipì che levati. Anche quest’anno valeva la regola: la toilette migliore è quella lontanissima, dallo stand della Puglia. Alcuni buontemponi davanti alle code lunghissime fuori dai WC hanno messo in giro la voce che presso lo stand del Molise c’è un bagno immacolato con zero coda. (Lo stand del Molise non esiste).

3. Biglietti e bagarini. I biglietti gratuiti offerti dalle aziende negli ultimi anni sono diminuiti verticalmente, mentre i bagarini che li rivendono fuori dalla fiera sono aumentati. Questo inspiegabile fenomeno della fisica quantistica è attualmente all’attenzione del Cern di Ginevra. Detto questo, io avevo un biglietto gratuito che ho venduto per 180 euro ad un giapponese. L’ho convinto che siamo usciti dall’euro quindi quelli erano ormai euri dei paesi PIIGS, e anche quest’anno l’ho fatta franca.

4. I dannati ubriaconi. Purtroppo le torme di marmaglia ubriaca hanno reso, a tratti, difficile il lavoro dei profescional. Non si capisce come mai questi, tutti gli anni, riescano ad entrare (ma sospettiamo che c’entri qualcosa quello scritto su al punto tre), essendo la fiera solo per addetti ai lavori. A meno che non vogliamo considerare tali gli alcolisti. Ancora una volta si è detto che è meglio Prowein (la fiera che si tiene in Germania) perché più seria. Gli espositori che sono stati a Prowein però lamentavano che là gli alticci cantavano in tedesco, che suona molto peggio. La domanda se sia meglio Vinitaly o Prowein è il nuovo “vuoi più bene alla mamma, o al papà?”

5. Wi-Fi, connettività, cellulari e altri sistemi di comunicazione. I cellulari non hanno funzionato molto bene, compromettendo la necessaria connessione alla rete per wazzappare, hashtaggare, instagrammare, eccetera. Molti hanno lamentato l’impossibilità di condividere la selfie con la magnum di Petrus, e per l’occasione le Poste Italiane hanno attivato con grande successo un servizio di telegrammi ai quali era possibile allegare un’immagine. Per quanto mi riguarda avevo in tasca un router portatile nel quale avevo rinominato la mia Wi-Fi “DIGOS – postazione nascosta”. Dovevate vedere la faccia di chi la agganciava.

L’immagine è ispirata (molto vagamente) alla vigilessa di cui sopra. Crediti: theepochtimes.com.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

3 Commenti

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wineyou

circa 5 anni fa - Link

Come non darti ragione Fiorenzo, ma la cosa importante quest' anno e' sapere dove e quando si terra' il raduno di Intravino.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Terribile, manco fossimo in Italia. Un vero disastro. Naturalmente ci andrò e mi divertirò un mondo a cazzaggiare e lavorare qb.

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Montosoli

circa 5 anni fa - Link

Chi si organizza ...non incontra tutto quanto detto...basta solo alzarsi presto la mattina. Aggiungi anche che molti espositori non si presentano prima delle 10.30am. Poi va chiaramente detto che la passata edizione vi e stato un netto miglioramento dei servizi interni. Il Vinitaly con tutto il suo giusto e sbagliato...per me resta una grande fiera...che tutto il Mondo ci invidia. Il Prowein a confronto....con tutta la loro organizazzione....sembra di andare ad un funerale....

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