Portarsi il vino al ristorante: il manuale, finalmente

di Enrico Nera

Il BYOB (Bring Your Own Bottle) nacque negli Stati Uniti intorno al 1950 (letteralmente: portati la bottiglia). In soldoni: ti invitavano ad una festa ma le bevande non erano fornite dal padrone di casa e quindi ognuno si portava la propria dose giornaliera di alcol. L’acronimo negli ultimi anni è stato invece utilizzato per identificare l’azione di portarsi il proprio vino al ristorante. Oggi oltre oceano la pratica sembra aver preso finalmente piede. Lentamente e fatte le dovute eccezioni: lo stato del Colorado, ad esempio, vieta alle persone di introdurre bottiglie private in un locale pubblico. Comunque c’è apertura. In Italia, invece, portarsi la propria bottiglia fuori a cena è sempre a rischio rogoallestreghe. Ma il futuro per essere tale deve avere sempre nel presente un precursore pazzo, quindi siate folli e armatevi della nostro “Manuale d’uso per eseguire un indolore BYOB“:

Prerequisiti fondamentali:

1. Non fatelo solo per risparmiare. Se opti per portare la tua bottiglia soltanto per salvare il portafoglio  da un sicuro attacco pesante, cambia aria!

2. Studia il campo. Prendi confidenza con il locale. Vai lì a cena un paio di volte. Studia il nemico. Cerca di capire se il “capo” è un tipo piuttosto suscettibile oppure è un uomo di larghe vedute.

3. Considera bene il prescelto. Una volta messo nel mirino l’obiettivo valuta bene la situazione. Poniti delle domande: Il bicchiere sarà mezzo pieno oppure sarà mezzo vuoto? Chi non beve mai vino ha veramente un segreto da nascondere? Ma soprattutto tieni in considerazione che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

4. Chiama in anticipo e chiedi se tutto ciò è opportuno. Mossa così tanto banale quanto decisiva per evitare figura da stoccafisso e venire cacciati a suon di parolacce.

Entrata in scena:

5. Porta qualcosa di veramente speciale. Evita di portare bottiglie comprate alla Coop un metro prima. Porta una bottiglia di un vino magari non inflazionato. Insomma no a Merlot, Cabernet e compagnia bella. Uno Champagne millesimato con la data della tua nascita. Una bottiglia di un certo valore, non soltanto simbolico. Ecco queste potrebbero essere delle scuse passepartout.

6. Cerca di essere discreto. Non attirate l’attenzione su di voi con ingressi trionfali come: Oh dai stappamo sta boccia! Ah pinguino portaci l’apribottiglie! Evitate. Ma evitate anche buste di plastica vistosamente di plastica.

Comportamento da adottare una volta seduti:

7. Bevi come aperitivo qualcosa del ristorante. Azione che ha due benefici: scalda la cavità orale e crea un clima favorevole con l’ambiente circostante.

8. Poca teatralità durante la prova. Che fai se non ti piace lo rimandi indietro? Fai poco lo sbruffone e annuisci velocemente al sommelier/cameriere. Ricordati: sei ancora in quella sottile linea rossa che divide un sicuro calcio in culo da una probabile svolta verso il futuro.

9. Offri un bicchiere al sommelier/cameriere/chef. Siamo quasi in dirittura di arrivo, cerchiamo di mantenere un buon clima intorno a noi. Chiedete la loro opinione sul vino. Rilassiamo il nemico.

10. Segui i suggerimenti del sommelier come se avessi acquistato la bottiglia nel locale. Sei un graziato da Dio. Un elefante (oltretutto alticcio) fatto gentilmente accomodare in un negozio di Murano. Muoviti con circospezione. Sii cordiale con il sommelier, non isolatelo, fatelo sentire importante ascoltando comunque i suoi consigli.

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Fonte: WSJ

49 Commenti

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esp

circa 8 anni fa - Link

Ma nei locali CON sommelier è il caso di portarsi il vino? Mahhh...io finora l' ho fatto in posti dove si mangia bene ma il vino non è all' altezza del cibo.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Il ristoratore non è un nemico :-) Portarsi una bottiglia è previsto dalle leggi italiane e dal Bon Ton. Il ristoratore può chiedere un "diritto di tappo", ovvero una cifra simbolica per ogni bottiglia non propria stappata (però onestamente non mi è mai capitato). Per non farmi notare io le nascondo sotto al passeggino di mia figlia. Se sono senza figli è un problema...

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serena

circa 8 anni fa - Link

potresti essere più preciso per favore: è previsto da quale legge?

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Le normative sulla ristorazione ed i regolamenti derivati. Le stesse norme che prevedono che il ristoratore non debba farsi pagare il 10% di servizio (anche se puntualmente ce lo ritroviamo sul conto). Per il bon ton credo che non ci sia bisogno di mie indicazioni: da monsignor Della Casa fino alle ultime edizioni "moderne", trovi tutto in libreria.

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Francesco Bonfio

circa 8 anni fa - Link

non è previsto da alcuna legge. Anzi, non solo la normativa vigente non lo contempla ma esistono anche dei possibili problemi legati alla normativa HACCP. Se ci si vuole attenere al rigido dettato legislativo si ipotizza che il byob sia possibile, una volta ottenuto il consenso del ristoratore, solo firmando una dichiarazione liberatoria.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Claro che si: il vino che porti potrebbe essere al metanolo e ucciderti (esagero) Recentemente un ristoratore si è rifiutato di farci bere le nostre bottiglie ma, ripensandoci aveva ragione: erano campioni di botte che dovevamo testare, quindi senza etichetta. Metti che in quel momento ti entrano i Nas...

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Non esiste alcun problema legato alla normativa HACCP (Regolamento CE 852/2004) perché le bottiglie sono sigillate. Altrimenti ogniqualvolta che in un locale pubblico mi apro una bottiglietta di minerale violerei la normativa HACCP! Viceversa la possibilità di consumare bevande sigillate di provenienza esterna è garantita dai decreti attuativi e dai regolamenti oprerativi della legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) del 1° giugno 2010. Crerdo che sia solo una questione di buonsenso e buona creanza (da ambo le parti).

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Antonio Lepore

circa 8 anni fa - Link

Potresti anche aver ragione ma per ora hai indicato una norma del Canton Ticino. Qualcosa di più facile applicazione da Sondrio in giù?

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Ooops. Era un link dal sito sulla normativa HACCP, chiedo scusa. La normativa italiana è regolata dalla legge 25 agosto 1991, n. 287 Pubblicata nella Gazz. Uff. 3 settembre 1991, n. 206.

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Antonio Lepore

circa 8 anni fa - Link

Scusami insisto, anche qui non vedo scritto nulla al riguardo. Fermo restando che la materia è normata anche dalle leggi regionali che in più parti potrebbero aver abrogato la legge che hai indicato. Se riesci a darmi l'indicazione di un articolo preciso te ne sarei grato.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Perdonami se insisto io, ma leggiti bene la normativa HACCP. Oltre al decreto attuativo interministeriale (Salute e Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) del 2006. Poi ci sono le normative regionali, ma non le conosco tutte.

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Fulvio

circa 8 anni fa - Link

Prima la normativa svizzera, poi una legge del 1991 che non affonta l'argomento, ora le norme della HACCP (perché poi dovrebbero regolare la possibilità di portarsi il vino da casa) nonché il decreto attuativo interministeriale (Salute e Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) del 2006. Manca il manuale delle Giovani Marmotte :-) Scherzi a parte se sai qual è la norma che regola questa possibilità diccela visto che pare che nessuno a parte te la conosca. Attendo fiducioso

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Ma mi prendi per i fondelli? O sei un ristoratore? La normativa HACCP l'ha citata Francesco Bonfio di enoteca piccolomini, ed a lui ho risposto. Per quanto persona in gamba questa volta si sbaglia: firmare una liberatoria per aprire una bottiglia di vino!!! Le bevande sigillate possono essere liberamente consumate in locali aperti al pubblico senza nessuna liberatoria! E mi pare una cosa abbastanza pacifica. La normativa citata dallo stesso Bonfio (non da me!) lo consente. E sarebbe veramente paradossale che per aprirmi una minerale da 500 ml portata da casa dovessi firmare una liberatoria. La legge che ti ho citato è quella che regola la somministrazione di alimenti e bevande, ed all'articolo 12 prevede il regolamento attuativo che ti ho pure citato. E' pur vero che ogni regione, specialmente quelle autonome, integra queste regolamentazioni, ma non pretenderai che conosca tutti i regolamenti emessi da tutte le regioni d'Italia! Infine ho detto che è questione di cortesia e buona creanza da ambo le parti. Non porto a ristorante bottiglie qualsiasi. L'ultima volta a capodanno, chiedendo la cortesia al proprietario, ho portato un Pergole Torte del 1998. Dubito, come ha scritto qualcuno, che il proprietario avrebbe potuto reperire la medesima bottiglia, e certamente non ce la aveva in carta (bottiglia praticamente introvabile). E ti assicuro che è stato felice di degustarla insieme a me. Mi ha pure ringraziato.

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Francesco Bonfio

circa 8 anni fa - Link

signor montes io credo che abbia letto male il mio intervento

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Antonio Lepore

circa 8 anni fa - Link

Montes, io non so se Fulvio la stia prendendo per i fondelli però le garantisco che è lo stesso sentimento che nutro io nei suoi confronti. Lei ha detto che "la possibilità di consumare di bevande sigillate di provenienza esterna è garantita..." Io continuo a chiederle dove posso trarre questa informazione. Vorrei anch'io come Fulvio un articolo e un numero di legge in cui tovare scritto che il consumo sia garantito. Ma a questo punto mi acconterei anche se parlasse semplicemente dell'argomento.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Lepore, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Se ne vada sul sito del ministero e si legga quello che le ho segnalato. Il consumo di bevande sigillate esterne è proibito? Chiedo a lei. Allora quando sono seduto al bar dell'aeroporto e tiro fuori una minerale dal mio zainetto devo firmare una liberatoria? Si diverta

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Antonio Lepore

circa 8 anni fa - Link

Montes temo che lei sia uno di quelli che vuol far credere di saperla lunga contando sul fatto che quasi nessuno dà particolare peso alle parole che legge. In questo caso lei ha scritto "Viceversa la possibilità di consumare bevande sigillate di provenienza esterna è garantita dai decreti attuativi e dai regolamenti oprerativi della legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) del 1° giugno 2010." Le ricordo che si parla di vino e non di acqua come ora, mischiando le carte, cerca di far credere, e le ricordo anche che non ha indicato un solo articolo che suffraghi quello che lei stava tentando di far credere. Io invece credo che NON esista nessuna norma, decreto, legge che GARANTISCA la possibilità di consumo di bevande di provenienza esterna. Garantire significa consentire a chi vuol farlo di consumare il proprio vino indipendentemente dal consenso del gestore. Se invece questa norma esiste me la indichi senza tirar fuori Haccp, e regolamenti che nulla c'entrano con la frase che le ho indicato e che da un paio di giorni sto cercando di farmi confermare.quindi, per cortesia, non giri la frittata chiedendo a me se il consumo è vietato, risponda se è garantito o meno. Per quanto riguarda il divertimento le assicuro che questi momenti passati con lei sono tra i più rilassanti della giornata.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

I nostri lettori capiscono molto più di quello che lei vuol far credere. E leggono anche i commenti precedenti, non si preoccupi. Prosit.

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Fulvio

circa 8 anni fa - Link

Lo penso anch'io. Ma questa è una cosa che tu non ti dovresti augurare.

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Francesco Bonfio

circa 8 anni fa - Link

per il signor Fulvio. Le trascrivo la risposta dell'Ufficio Legale di Confcommercio Nazionale sul quesito relativo al diritto di tappo: 1)se il ristoratore decide di consentire l’uso di vino non fornito dal ristorante, allora evidenziare eventuale costo del cosiddetto diritto di tappo; 2) in questo caso annotare sul proprio manuale haccp che il tal giorno in tale occasione è stato somministrato vino “non fornito dal ristorante “ e annotarne etichetta e lotto di produzione . (serve a tutela di eventuali disguidi e intossicazioni , a giustificare la presenza di vino che non rientra in quelli acquistati dal ristorante etc.etc..) 3) in caso contrario dire che non è consentito introdurre vino o quant’altro non sia fornito dalla casa.

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Fulvio

circa 8 anni fa - Link

Francesco grazie, conosco la posizione di Confcommercio e l'interpretazione che dà di questa problematica e la condivido quantomeno a livello teorico. La risposta è peraltro estensibile a qualsivoglia alimento portato dall'esterno in consumazione nel pubblico esercizio. E' evidente che siamo difronte a una situazione di difficile attuazione, ma è altrettanto evidente che nel caso si verificassero dei malori da parte dei clienti, il non aver fatto firmare delle liberatorie esporrebbe l'esercente a una difficile difesa. Ero incuriosito dalla posizione di Montes che pensavo potesse basarsi su qualche norma di cui non ero a conoscenza e che magari veramente garantisse la possibilità ai clienti di portare un vino da casa senza autorizzazione dell'esercente. La norma non c'è per cui tutto è come sapevamo già. Comunque grazie ancora della risposta.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Fulvio o Lepore (o Bonfio? Attenti all'IP) La norma è quella che ho citato sopra. Regolamenta la somministrazione di bevande ed alimenti (Bevande: tutte, dall'acqua al vino!). Ci sono i regolamenti attuativi ministeriali e quelli regionali (che conosco solo in parte). "Garantire" non significa come faziosamente interpretate "indipendentemente dal consenso del gestore". Per garantire intendo che non proibiscono esplicitamente il consumo di bevande esterne. Certamente nessuno si sognerebbe di farlo "indipendentemente dal consenso del gestore". Infine l'esempio della minerale aperta al bar dell'aeroporto non è peregrino, è perfettamente consono perché la legge parla genericamente di "bevande". Non distingue tra vino ed acqua (altrimenti ditemi voi in quale paragrafo ed in quale comma). Serve chiaramente a fare vedere l'assurdità della pretesa di fare firmare una liberatoria. E ditelo invece che è una pratica che vi sta sulle palle! Senza girarci tanto intorno! Bere una buona bottiglia con un ristoratore è un gesto di condivisione ed amicizia, non un'imposizione. E' un gesto che certamente non farei mai con persone come voi. O con chi lo vivesse come un'imposizione.

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Fulvio

circa 8 anni fa - Link

Questo è l'ultimo stadio. Sei in difficoltà e cerchi di far credere a chi legge che sei vittima di cloni. Mannaggia povero Montes. Comunque finiamola qui, tanto la norma non esiste. Ci saranno 4/5 post in cui ti si chiede di indicarla e continui a dire che l'hai detta sopra. Sopra ne hai dette 10. Ci vorrebbe tanto poco Art.lo x legge Y del.... Se poi contesti addirittura il significato delle parole allora c'è veramente poco da fare. Bevi da solo Montes che è meglio, su questo sono d'accordo con te.

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Angelo Di Costanzo

circa 8 anni fa - Link

Quoto. Anche tutto il resto postato di seguito.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

grazie

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davide

circa 8 anni fa - Link

Questo post capita con un tempismo perfetto. Sto giusto organizzando di portarmi un paio di bottiglie in una delle mie osterie preferite, da bere rigorosamente assieme all'oste :) Credo che in italia il BYOB non sia impossibile da fare, tutto sta a trovare i posti giusti. Ciao Davide

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Alessandro

circa 8 anni fa - Link

Lo trovo comprensibile all'estero dove il vino costa molto di più rispetto a noi, ma qui in Italia mi limiterei soltanto a bottiglie particolari e a occasioni speciali.

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esperio

circa 8 anni fa - Link

Portarsi il vino da casa al ristorante, di solito, e' un azione da buzzurri, insensibili e antipatici. Bisogna sempre ricordarsi che il ristorante e' un attivita' commerciale e che dai beveraggi esso trae buona parte dei profitti che servono a far andare avanti la baracca. A parte il pagamento del cosidetto tappo, per il ristoratore la sua carta dei vini rappresenta la sua professionalita' e quindi un punto d' orgoglio. Il bifolco che arriva con la sua brava bottiglia non e' mai visto di buon occhio anche se al ristorante sfoggiano sorrisi da orecchio ad orecchio.

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Carema86

circa 8 anni fa - Link

Ahimè, quoto.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

E' un'azione da bifolchi portarsi a casa gli avanzi (tipo scatola per il cane). Portare a ristorante una bottiglia di vino è previsto dal Galateo (o meglio dai moderni bon ton). Di solito si fa per bottiglie particolari, non presenti nella carta dei vini del ristorante, o per ricorrenze particolari. E' buona norma fare assaggiare il vino al proprietario ed al dipendente che si occupa della mescita. Stai tranquillo che se apri una bottiglia rara o un'annata particolare il ristoratore non pensa male: si incuriosisce e casomai si offende se non fai assaggiare ;-)

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Jade

circa 8 anni fa - Link

"da bifolchi portarsi a casa gli avanzi"? e perché mai? solo in Italia siamo così provinciali. io lo trovo innanzitutto un segno di apprezzamento, e poi un modo per evitare lo spreco. a Roma in molti posti, specie cinesi e thai, le porzioni sono enormi e se non si finisce lo si porta a casa senza sentirsi morti di fame. anzi!

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Jade

circa 8 anni fa - Link

scusate il semi-OT, ma dovevo ribattere.

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Carema86

circa 8 anni fa - Link

Non mi permetto di giudicare chi si porta il vino da casa come un "buzzurro, insensibile, antipatico" e chi più ne ha più ne metta... personalmente credo che qualsiasi ristoratore che abbia una carta vini decente e sulla quale ha investito soldi e denaro, non veda di buon occhio questo comportamento. Paragone eccessivo, ma credo nessuno di noi si porti a ristorante il branzino che è andato a scegliere al porto la mattina, o il cinghiale che gli ha ragalato un amico cacciatore. E poi, cosa c' è di più bello che cucinare ciò che ti piace, scendere in cantina e scegliere quella bottiglia che ti aspettava da anni...

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Olimarox

circa 8 anni fa - Link

'I moderni bon ton'? I MODERNI BON TON? O signur.

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Alessio Pietrobattista

circa 8 anni fa - Link

E' ormai una mia piacevole abitudine, grazie soprattutto al fatto che conosco ristoratori davvero disponibili. Una volta portai delle bottiglie anche in un ristorante dove non ero mai andato, previa ovviamente telefonata. Appurata la gentile disponibilità dello staff, ho scelto un paio di mostri in cantina e sono andato. Non porto di solito bocce solo e solamente nel caso in cui la cena al ristorante fosse inserita in un viaggio o in un week-end fuori: a quel punto meglio ordinare dalla carta un prodotto che non abbia subito gli shakeramenti del viaggio.

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esperio

circa 8 anni fa - Link

Si puo' facilmente immagginare l'immensa gioia che pervade i propretari nel rinnovarsi di questa pratica.

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Armando Trecaffé

circa 8 anni fa - Link

immaginare semmai...

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

:-)

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Alessio Pietrobattista

circa 8 anni fa - Link

Gioia no ma per alcuni è una pratica consolidata scritta anche sul sito, quindi non porto il vino solo io. Altri invece permettono questa pratica a me e forse pochi altri. In ogni caso trattasi di amici. :-)

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Pietro Caputo

circa 8 anni fa - Link

A Padova il pioniere Bastioni del Mori già fa il servizio (5 euro di diritto) così come se si ordina una bottiglia importante e non la si finisce (presumo per un malessere visto che non mi è mai capitato) automaticamente la tappano e te la consegnano un un pratico portabottiglia a fine cena. Un paio di volte ho portato da casa (soprattutto bollicine importanti per occasioni speciali) incontrando anche l'apprezzamento del proprietario. Spero prenda piede anche in altri ristoranti.

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Hamlet

circa 8 anni fa - Link

mah .... visto che un ristorante guadagna anche (ovviamente non solo) con i vini, che senso ha portarsi vino da casa?? (oltre all'ovvia ragione di risparmiare!) qualcuno dirà: per portare un vino speciale; io aggiungo "il ristoratore, nel caso in cui andiate al 100%, può procurare quel vino speciale per voi!" consiglio i seguenti temi: - si può andare al bar col caffè fatto a casa? - si può andare dal meccanico con attrezzi portati da casa (e chiedere lo sconto)? - si può andare al pub con la birra portata da casa?

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she-wolf practical etiquette

circa 8 anni fa - Link

Essendo di genìa cafona, rozza e incolta, non ci trovo niente di male - a portare una o due bottiglie al ristorante. Seguendo i dettami sopra illustrati da Enrico Nera. Mai incontrato un ristoratore che non fosse gentile e premuroso nell'accettare le bottiglie e anche diponibile ad assaggiare i vini in esse contenuti. - a portarmi via la famosa doggy bag. Che non consiste in ossa spolpate, ma in generose porzioni di cibo che faranno felici i miei cuccioli. Faccio presente che in alcuni ristoranti, al dilà del mare, è possibile non solo portarsi le bottiglie, ma anche i bicchieri acconci, nel caso non fossero forniti dal locale. Il ristoratore è comunque contento che qualcuno apprezzi la sua cusina e ci vada a mangiare, lasciando anche mance generose. A volte, i vini assaggiati, poi vengono comprati e messi in lista successivamente.

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Alessandro

circa 8 anni fa - Link

Doggy bag d'obbligo!!!! puo' "sembrare" anche cafone a qualcuno ma in realtà non lo è proprio. E' comunque questione di abitudine, in altri posti (ad es. in Cina) è normalissimo portarsi via cio' che non si è consumato. E ancor più del cibo se non si finisce la bottiglia, correttissimo chiedere gentilmente il tappo e portarsela via

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Olimarox

circa 8 anni fa - Link

Si comincia portandosi il vino, si prosegue portandosi via il cibo, si finisce portandosi a letto i propri parenti.

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Giampaolo Venica

circa 8 anni fa - Link

Bel post, molto attuale! da produttore bevo sempre il vino degli altri e non porto ne ordino mie bottiglie a meno che non sia con clienti che specificamente lo desiderino... l'unica maniera per non irritare il sommelier è condividere un pò di spirito "divino" è portare al ristorante delle bottiglie non comprate il giorno prima in enoteca, quindi vino che si possa trovare facilmente sulla carta del ristorante o di altre. Non serve spendere tanto ma incuriosire anche il sommelier con un vino che magari in lista c'è ma che però ha un'evoluzione di 5 anni o più, è la maniera migliore per aggiungere valore anche al rapporto con il sommelier e alla situazione! Salute! G

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Renato

circa 8 anni fa - Link

Si parla di portarsi il vino da casa quando ancora è difficile portarsi via ciò che si è ordinato e non si è consumato completamente. Qualche volta mi capito che andando al ristorante con moglie e figli resti qualcosa delle 1 o 2 bottiglie di vino che ordino. Purtroppo qualche volta, per fortuna raramente, mi è stato fatta notare la cosa. Un ristorante della provincia di Roma blaterandomi leggi ed approfitando della mia non conoscenza in materia mi ha detto che non potevo portare via la bottiglia.... non ho voluto fare polemica e trattandosi di una importante bottiglia di vino rosso pagata come spesso accade nella ristorazione con ricarichi esagereti... mi sono nuovamente seduto e... l'ho terminata. Ho dovuto solo sovvertire l'ordine di servizio perchè avevo concluso il pranzo con un distillato.

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FaceTruck

circa 7 anni fa - Link

Ciao a tutti, mi sono letto tutti i post precedenti riguardanti il portarsi il vino da casa. Ammetto che mi è venuto in mente di informarmi in seguito ad una discussione con qualche collega di lavoro. A me è capitato un paio di volte; una volta, ad una cena a base ci carne, ho portato un Barbaresco del 2006 limited edition bottiglia n.136 di 436 (se ben ricordo la numerazione). E ad una cena di pesce portai un Dom Perignon Vintage 2000. In quest'ultimo caso il ristoratore si è anche scusato del fatto che non tenesse tale bottiglia nella sua cantina. Comunque in ambo i casi i ristoratori, che nonostante i locali rinomati non avevano tali bottiglie, non si sono dimostrati scocciati e hanno stappato la bottiglia portandomi anche il secchiello per il Dom Perignon. Ovviamente, senza conoscere a mena dito le regole del bon ton ma munito solo del mio buon senso, in ambo i casi ho offerto un assaggio del vino e sul conto finale non venne considerato nemmeno il diritto di tappo. Detto questo, non che io sia un abitudinario nel portarmi il vino da casa, però se ho qualche bottiglia di un certo livello nella mia cantina (regalatami o comprata che sia) perché dovrei sprecarla per una cucina "mediocre" quale è quella di casa mia a confronto di quella di un ottimo ristorante rinomato? Se tutti a casa cucinassimo "da ristorante" non esisterebbero i ristoranti. Quindi mi devo bere il Barbaresco in casa con un piatto di tortellini panna e speack e a seguire una fiorintina mal cotta? Io vorrei accompagnare al mio vino pregiato un altrettanto pranzo/cena degna. Daltronde non dimentichiamo che la principale arte di un ristorante dovrebbe essere quella culinaria e quindi "il cucinare" non il dare da bere; per questo esistono le enoteche. Diverso sarebbe infatti se io andassi in una enoteca oppure in una birreria (che si presume abbiano tutti i tipi di birra) e mi portassi la birra o vino da casa. Concludendo voglio solo dire che, leggi o non leggi, portarsi il Tavernello da casa è una cosa, ma portarsi una bottiglia pregiata che manco ha il ristorante e di un certo valore economico è un altro. Infondo non mi porto del Dom Perignon Vintage 2000 e ordino un atipasto freddo da 11€ e poi me ne vado. Ma spendo ben 85€ a testa nel menù degustazione, e il ristoratore dovrebbe solo ringraziare che in tempi di crisi qualcuno che voleva bersi una bottiglia porta da casa ha scelto il suo ristorante per spendere 180€ .....e senza bottiglia!....e che faceva, mi mandava via perché tenevo in mano una bottiglia da 120/130€?:-) Buon senso gente, buon senso in tutte le cose e da parte di tutti. Ciao.

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elisa

circa 7 anni fa - Link

ciao a tutti, io vorrei sottopèorvi un argomento simile... sabato sono stata a cena in discoteca con le mie migliori amiche per festeggiare un compleanno ed un addio al nubilato. Chiamando,mi era stato dett che potevo portare il vino da casa. Una volta arrivata, invece, non mi hanno permesso di berlo ed abbiamo dovuto bere quello della casa che ci hanno portato in bottiglie già stappate. Le mie due amiche sono rimaste intossicate dal vino (io non ho bevuto niente per chè guidavo)ed ora sono entrambe in pronto soccorso. cosa posso fare? esiste un obbligo di servire vini tappati?? grazie mille

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massimo

circa 7 anni fa - Link

Ciao a tutti.Sono un sommelier e ,senza presunzione alcuna,credo che portare una bottiglia di vino(pregiato!!!)a ristorante da casa non sia cosi' scandaloso!!!io lo faccio sempre previa richiesta al ristoratore.Ovviamente vi sono delle regole(non scritte)da osservare:bere anke ,ad esempio,un loro passito a fine pasto o un aperitivo ;invitare alla degustazione il sommelier (nel caso vi sia)a degustare il Vs nettare e ,comunque,cercare di coinvolgere chi vi serve anche con una piacevole conversazione sui vini in genere.Vedrete che sara' apprezzata la Vs competenza non dimenticando di esaltare ,nel giusto ,la cucina

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