Le mucche non saranno mai delle grandi sommelier

di Elena Di Luigi

THE TELEGRAPH. Vinbovin non è l’etichetta di un nuovo vino ma quella di un tipo di carne ottenuta da una vacca  allevata con il vino. L’idea è del francese Jean-Charles Tastavy il quale  un anno fa ha iniziato a nutrire due esemplari di razza Angus e uno di Camargue con un mix di vino, orzo, fieno e uva. Ha notato subito che le tre vacche erano molto contente e che in qualche modo la loro felicità si ritrovava nelle succulente bistecche che hanno prodotto. L’esperimento continua e si pensa di utilizzare diverse varietà di uva tra cui il Muscat da cui ci si aspetta una carne dal sapore muschiato. Voi quale uva suggerireste? Ditelo a Intracarne

THE STATE JOURNAL REGISTER. Si può iniziare da un premio e poi diventare produttori. É quello che conta di fare il dottor Godwin Meniru che si è già aggiudicato il premio di Winemaker of the Year all’edizione del 2012 di Amateur Wine Competition, una gara organizzata dalla Cornell University di New York e dedicata ai winemakers che fanno il vino in casa. Il dottor Meniru produce l’idromele che secondo testimonizanze storiche, sarebbe il primo “vino” prodotto dall’uomo. Secondo Meniru la produzione potrebbe essere iniziata in modo casuale, per esempio dopo avere notato che l’acqua piovana rimasta intrappolata in un favo dava inizio alla fermentazione. Per chi si volesse cimentare la ricetta è semplicissima, miele, acqua e lievito.

NEW YORK DAILY NEWS. Per il 30% dei consumatori il vino rosso provoca delle reazioni allergiche anche se consumato con moderazione, e queste si manifestano con rossore in viso, mal di testa, nausea e palpitazioni. In sostanza questi soggetti non riescono a metabolizzare l’alcol. La British Columbia University ha reso noto che presto i winemakers potranno scegliere di fermentare il rosso con un nuovo lievito geneticamente modificato, capace di distruggere le tossine responsabili dell’intolleranza. Resterà da vedere quali paesi ne consentiranno l’uso, per esempio il Sud Africa dice no ai lieviti modificati mentre il Canada e USA sono favorevoli.

NEWS.COM. La coppia australiana Graig McGill e Sue Elliott, entrambi appassionati di vino, dopo tante visite alle cantine, si sono accorti che in tutte le foto scattate c’era sempre un cane ad accoglierli. É nata così l’idea di raccogliere queste foto in un libro dedicato ai cani dei winemakes intitolato Wine Dogs. L’hobby è poi diventato un lavoro a tempo pieno e oggi oltre a scrivere del cane Rusty dal pelo color shiraz, pubblicano libri di fotografia, calendari e cartoline. La collana comprende Wine Dogs USA, Italy e New Zealand e dicono che solo i winemakers australiani sono pronti ad ammettere che il loro fedelissimi combinano anche tanti guai.

THE DRINKS BUSINESS. Secondo i ben informati il manager del Manchester United, Sir Alex Ferguson, ha annegato le delusioni del campionato stappando un rosso di cui è un appassionato. Sembra anche che Ferguson brindi spesso in compagnia di colleghi di squadre avversarie. Chissà se da vero sportivo abbia fatto lo stesso con Mancini del Manchester City. Questa passione per il vino rosso viene sfruttata dallo sponsor cileno Concha y Toro che è presente a tutte le attività del MU. Lo stesso Sir Ferguson dice che con la cantina condivide il rispetto per la tradizione e lo spirito innovativo, anche se ammette che gli piacciono di più i vini delVecchio Mondo.

1 Commento

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Gianpaolo Paglia

circa 8 anni fa - Link

Tra i dogs of wine Italy c'e' anche la mia cockerina Daisy, ormai non piu' con noi aime'. Bellissima inziativa e aussies sempre grandi.

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