Contiene conservanti | Retroetichette dell’altro mondo

di Andrea Gori

In Italia, se ti azzardi a scrivere che il tuo vino contiene solo uva e zolfo, succede un putiferio. In altre parti del mondo trovi descrizioni così illuminanti che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io, ad esempio, vado pazzo per le etichette australiane dove si legge “Conservanti (E220) aggiunti” piuttosto che il politically correct “contiene solfiti”: il senso è lo stesso ma almeno non raccontiamoci che i solfiti sono amichetti simpatici: conservante E220, punto. Che dire, poi, di un vino dal nome Uvaggio Vermentino prodotto dalla californiana Lodi? Descrivere l’uva vermentino alle California girls presentandola come il risultato che si ottiene “quando il pinot grigio incontra il gruner veltliner” per noi sommelier precisini avrebbe qualcosa di sacrilego. Sarebbe come dire che i Paradise Lost sono “l’incontro di Metallica e Sister of Mercy” (cit.). A pensarci bene, però, sapremmo spiegare meglio il mix di mineralità, note balsamiche e fruttato di pesca che questo vitigno riesce a sprigionare? Mah, ho io miei dubbi.

Ecco un’altra retroetichetta da paura: “vino fresco e saporito con acidità limonosa ben bilanciata e buona mineralità con un finale di pesca”, tutta farina del sacco del produttore australiano Chalmers. Chissà cosa scriverà sul Sagrantino che producono. Niente che possa competere con “Uvaggio (il nome del vino nonch, ndr) fa rima con Bellagio o ancora “vino amico del cibo, ispirato da spensierati giornate estive e serate rilassanti” (Yalumba, la cantina a conduzione familiare più vecchia d’Australia). Non so voi, ma io un pò di sana invidia per chi parla di vino in libertà ce l’ho eccome.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

7 Commenti

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

aspetta pero', se sei allergico ai solfiti è piu' facile che tu sia messo in guardia se leggi: "contiene solfiti", piuttosto che "E220". E comunque sono amichetti simpatici, che ti hanno fatto mai? :)

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giulo

circa 9 anni fa - Link

anche perché per chi è allergico quello che conta è la presenza dei solfiti, che siano aggiunti piuttosto che prodotti dai lieviti durante la fermentazione cambia poco. g.

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Se proprio devo perdere ogni dignità al posto di “quando il pinot grigio incontra il gruner veltliner” metto "un vino che profuma di mare e di roccia, quella roccia frastagliata, sferzata da sole e vento, con cui l'uomo ha imparato a convivere coltivando nei nuraghe una sagezza che, a millenni di distaza, viene gelosamente custodita in questa bottiglia" (questo vale per il vermentino sardo... ovvio). Dai Andrea, ricorda che se si vuole "Italians do it better"...

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carolina

circa 9 anni fa - Link

io mi chiedo sempre come dovrei descrivere il mio Raboso.... che mi dai ripetizioni buon Andrea?

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

intanto mi dovrebbe piacere prima, il tuo raboso ;-)

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carolina

circa 9 anni fa - Link

senti qua che eresia! mica è colpa mia se è indomabile... sei tu forse che non sei abituato alla sua bontà, però per il tuo palato c'è sempre suo fratello rosato che tu chiami "rosatè"... come mangiare una big babol alla fragola... te ne darò una cassa... poi magari ti do il raboso supremo che ho nascosto, ma solo una goccia di assaggio, il resto non si vende!

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Luca Cravanzola

circa 9 anni fa - Link

" ma almeno non raccontiamoci che i solfiti sono amichetti simpatici: conservante E220, punto." e con questa ti meriti, a pieni voti, il mitico carciofino d'oro!!!

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