Bollicine immorali | Sorseggiare champagne aspettando la rivoluzione è di sinistra?

di Antonio Tomacelli

Gli scontri di Arcore hanno mandanti precisi che si guardano bene dallo sporcarsi le mani o rischiare in piazza una manganellata. Sono i signori che sabato hanno aizzato la piazza contro Berlusconi al caldo del Palasharp di Milano e che hanno assistito alle cariche nelle loro case lussuose, sorseggiando champagne servito da filippini sottopagati e in molti casi in nero“. Non c’è niente da fa’, quando ti serve una botta di populismo in contanti Mortimer Sallusti è un bancomat ideale. Questa volta, dalle pagine de Il Giornale, il direttore se la piglia con Carlo De Benedetti, colpevole a suo dire del finanziamento più o meno occulto dei raduni antiberlusconiani, come quello che si è tenuto domenica scorsa al Palasharp di Milano.

Per attirare lo sdegno del lettore, Mortimer non usa più il calzino azzurro ma lo champagne, l’esecrabile bevanda francese, segno distintivo del male e della corruzione. Curioso il Sallusti-pensiero ma, diciamo la verità, il pregiudizio è duro a morire: chi beve champagne è chiaramente un depravato mentre i redenti bevono solo spumante italiano. Certo la storia non aiuta le bolle francesi e la ghigliottina ne sa più di noi, ma vuoi mettere come suonerebbe stonata la frase di Madame Pompadour a proposito di champagne? Ok, ingurgitiamo l’amaro calice: “Lo spumante è l’unico vino che rende le donne belle anche dopo averlo bevuto”. E vogliamo metterci tutta la mitologia sulla coppa, modellata sul seno di Maria Antonietta? Preferisco vivere.

Insomma, gli indizi a carico del sospettato ci sarebbero tutti ma non puoi dirmi che Selosse è il “male” solo perchè nel tuo curriculum c’è scritto “somiglia molto a Girolamo Savonarola” e poi da che pulpito arriva la predica! Io te lo dico Sallusti: se devo scegliermi un predicatore di riferimento, meglio allora una Ruby Rubacuori qualunque che, nel dubbio tra sorseggiare champagne e tracannare spumante, si schiera fermamente nel campo di Estiqaatsi (vedi foto).

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

10 Commenti

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Marossi

circa 9 anni fa - Link

Ignoro la parte politica dell'intervento (sai com'è, se vengo su "Intravino" è per leggere di vino), e firmo volentieri invece qualsiasi dichiarazione contro gli champagne. Viva il prosecco.

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kenray

circa 9 anni fa - Link

finalmente un compagno di merende. finalmente ci stiamo aggregando. bravo Marossi. viva il prosecco. sempre sti cavolo di francesi hanno rotto i maroni con le loro bollicine. vabbè la cultura del vino o il marketing o il terroir o cel'abbiamodurosolonoi ma pagare un malvasia francese 100 euro a bottiglia che magari è pure svaporato colma definitivamente la misura.

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vittorio b.

circa 9 anni fa - Link

...ok..i nostri spumanti hanno raggiunto livelli di eccellenza, i Franciacorta, i Trento metodo classico (talento), gli Oltrepò Pavese pinot nero, gli Alta Langa e perchè no anche il Prosecco, che secondo me non è corretto paragonare allo Champagne....tutti prodotti eccelsi, a seconda del produttore anche strepitosi..MA..secondo voi lo Champagne vale forse meno...i francesi stanno sulle balle anche a me, e lo dico con cognizione di causa..fidanzato per 5 anni con una parigina...ma dico non scherziamo..ok i prezzi sono più alti dei nostri...ma ci sono bottiglie da mal di testa.....e non voglio elencare altrimenti non finisco più.........ciao

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

"spumanti" i Franciacorta Docg ed i TrentoDoc? Suvvia Vittorio b, lei definisce forse vin mousseux lo Champagne? Abituiamoci a chiamare i metodo classico italiani a denominazione d'origine con il loro nome! Quasi quasi m'invento un nuovo blog per ricordare queste evidenze...

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vittorio b.

circa 9 anni fa - Link

...è vero mi sono lasciato prendere dalla foga, chiedo venia...Franco Ziliani ha ovviamente ragione: ad esempio il termine Franciacorta sottintende implicitamente che si è in presenza di un metodo classico e il termine "spumante" non può essere menzionato in etichetta...richiedo scusa ma ribadisco che non capisco tanta avversità verso lo Champagne (non dal Sig. Ziliani peraltro), io personalmente sono goloso di bottiglie come (ad esempio) il Valentino brut Zero, il cuvee Anna Maria Clementi, il Giulio Ferrari riserva, il Manificentia di Uberti...ma ci sono centinaia di Champagne a dir poco commoventi...recentemente ho apprezzato il Premier cru rosè Pascal Doquet, il Drappier senza solfiti, S di Salon '96 (WOW), il Thienot 2000...e tanti altri..io penso che in Italia siamo ad un livello eccellente, ma se in Francia fanno sul serio specialmente con il top della Maison....sono dolori..ma dolori bellissimi...ho detto anche troppo..ciao

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calacalatrinchetto

circa 9 anni fa - Link

beh,anche Sallusti a volte dice la verità....questa è una di quelle volte.

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fiorini54

circa 9 anni fa - Link

Sallusti non dice mai la verità, nemmeno quando scrive le sue generalità, figuriamoci quando scrive sul giornale. Ha detto una cosa palesemente falsa e offensiva per chi manifestava per sua volontà.

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Nic Marsèl

circa 9 anni fa - Link

Per dirla alla Nanni Moretti il metodo classico o champenoise è sicuramente di destra, martinotti è democristiano, la sinistra è rappresentata dalla rifermentazione in bottiglia senza degorgement

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

ringrazio Nic Marsèl che mi ha consentito di capire, una volta di più, perché sono "di destra" e non sarò mai democristiano...

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Rino Polacco

circa 9 anni fa - Link

mi aggrego: meglio il Prosecco! (anche perchè lo produco ah-ah) ma non disdegno assolutamente i Champagne, soprattutto i blanc de blanc, ce ne sono in circolazione di ottimi e meno conosciuti. L'ultimo che ho assaggiato era un Le Nombre d'Or Sablé Blanc de Blancs 2003 di L. AUBRY FILS... niente male! (non conoscevo fra l'altro il termine "Sablé", sarebbe il nostro "Saten" che sono quelli che preferisco)

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