Gli enofighetti sono tremendi ma adesso ne dico quattro ai birrofighetti

di Marco Pion

Gli appassionati di birra sono una razza strana: talebani integralisti che assaporano il dolce nettare solo coi compagni di branco. Visti da fuori spesso sembrano enigmi incomprensibili se non degli emeriti folli. Chi non è della cricca, chi non sa che wit è solo un modo più rude per chiamare una blanche (birra di frumento del Belgio, ndr), per chi non conosce le Fiandre Occidentali come le sue tasche o pensa che il Pajottenland sia una delle Terre di Mezzo, questi soggetti sono incomprensibili. Non si dica in giro che esistono solo gli enofighetti, anzi. Ecco qualche indizio per riconoscere i birrofighetti più facili da incontrare. Perché parafrasando il Kuaska – al secolo Lorenzo Dabove – direi che “non esiste il birrofighetto, esistono i birrofighetti”. Ad ognuno abbiniamo una birra e… occhi aperti.

Birrifighetto arrabbiato | Tipologia di bevitore sempre pronto ad attaccare. Appena vede un nome sbagliato sulla lista di un pub, una recensione discutibile su blog o la descrizione di uno stile imprecisa sul sito di un birrificio gli sale la carogna. Non ce la fa e attacca, con irruenza, qualsiasi persona/cosa/animale che venga a turbare il suo stagno concettuale con un’onda anomala. Invidiabile per la passione, spesso la esterna però in modo “violento” e troppo pasionario. Birra da abbinare : Fantôme Saison (o altra dello stesso birrificio). Ideale perché Dany è così: inferno o paradiso nel bicchiere. Arrabbiatura sicura quando la bevi: se è buona ti girano perché le altre erano così così, se è così così ci si arrabbia perché, quando sono buone, sono buonissime.

Birrofighetto da invecchiamento | Lui non beve nulla che non sia scaduto. Se entra in un pub con 30 spine è quello che chiede la carta dei vintage. Lui quelle birre non scadute non le ha neanche mai provate; se non sente in bocca un’ossidazione sputa. E’ un maniaco che tiene in cantina casse di blond belga o di pils ceca per studiarne l’evoluzione. E’ il maestro della verticale, cerca la perfezione, che quasi sempre coinciderà con l’annata più vecchia. Sovente si becca delle ciofeche immani: salate o con sentori di fogna, ossidate o completamente piatte. Ma lui si diverte, e cerca di fare proseliti. Anche chi gli vende del marciume spesso si diverte. Birra da abbinare: Thomas Hardy’s Ale. Il più famoso e reperibile barley wine inglese spesso da il meglio di sé dopo qualche tempo in bottiglia. Sovente regala emozioni anche dopo 30 anni. Ormai pare che sia una birra estinta: qualcuno (io, ad esempio) ne ha un paio di casse in cantina. Il tempo ci darà il responso.

Birrofighetto “intervallo” | E’ il compagno di bevute peggiore che esista: non riesci mai a finire la tua frase perché lui ti interrompe sempre, con tono altezzoso e saccente. Qualsiasi sia l’argomento lui ne sa comunque di più e meglio, lui conosce tutti (e li chiama col nome di battesimo) e sa tutto. Se tu parli di una birra che ti è piaciuta, lui la stronca; se invece, con un eloquente giro di parole, dici che era una ciofeca, ti prendi del cretino. Si gira dall’altra parte con sdegno e tu fissi il tuo bicchiere, sentendoti tremendamente in colpa; ma per cosa, non lo sai. Unica salvezza: parlare bene dei suoi amici, con tono riverente. Annuirà con un mezzo sorriso e ti permetterà di offrirgli un’altra birra. Birra da abbinare: Super, Le Baladin. Una birra storica nel panorama italiano, offre sempre spunti di conversazione ai birrofighetti intervallo. Agli altri, bevitori occasionali, piacerà quasi sicuramente. Certo che una volta…

Birrofighetto da esportazione | Chiamatelo beer hunter alla moda di Michael Jackson,  please. Lui e la sua fida moleskine vissuta sono stati ovunque. E’ quello che, se lo incontri a una degustazione a Cinisello, ti dirà quanto bene si beve a Goteborg; se lo incontri in un pub della Bassa ti dice che a Tokio hanno un altro spessore. Mentre tu il sabato lavi la macchina e vai al pub sotto casa lui ha preso un low cost ed è schizzato a Aalborg per assaggiare una single hop col Riwaka. Solo che è triste perché a Tucson c’era una verticale di IRS che ha mancato per poche ore. Birra da abbinare: La Mummia, Montegioco. Sour Ale all’italiana, nata dal genio di uno dei migliori birrai al mondo e maturata in botte. Un mostro di bevibilità e di godimento che la rendono estremamente beverina, lunga e persistente tanto da doverne avere sempre il bicchiere pieno. Un raro esempio di sour-session-beer, termine che al nostro beer hunter piacerebbe moltissimo.

Birrofighetto estremo | Sotto ai trenta, spesso universitario di lungo corso, è uno che, se non è strana, non la beve. Si vuole asfaltare il palato con IBU e caramello, tostature Tyson e ingredienti assurdi. È quello del “Che c’hai di nuovo?” perché lui le birre le beve una, due volte massimo in vita sua e poi ne vuole una diversa. Potete dargli del gasolio in bottiglia (di Mikkeller preferibilmente) e lui, sicuramente, vi dirà “epperò!”: il difetto diventa pregio, il disequilibrio diventa fulcro, il cdc alla Renè Ferretti diventa arte… A volte è homebrewer: se lo vedete con una bottiglia delle sue, scappate! Birra da abbinare: Tipopils, Birrificio Italiano. Altro monolite della scena artigianale italiana, il nostro birrofighetto la evita come Tomba tra i paletti dello slalom. Troppo easy, troppo normale. Troppo equilibrata e troppo bevibile. Troppo elegante e troppo birra. Lui non la conosce, noi cerchiamo di impararla, magari anche con delle ripetizioni.

Birrofighetto abbinato | Lui non beve: abbina. Non sceglie cosa gli piace (mangiare o bere) ma cosa, nella sua mente, fa scopa di gusti. Per lui il problema è il cibo: che siano noccioline in barattolo o nouvelle cuisine da 300 euro, lui deve abbinare. E quindi ti tempesta con i suoi “senti come stanno da dio insieme questo formaggio e questa oud bruin” e poi “assapora la poesia di questo salume e questa geuze”. Beve poco e mangia poco (scusate, “abbina”) ed è felice se trova la quadratura del cerchio. Unico problema: l’abbinamento spesso è personale e quindi i suoi arditi incastri di gusti possono non essere assoluti. Ma tanto è alla costante ricerca dell’abbinamento perfetto. Birra da abbinare: Rochefort 10. Trappista di razza e facile da reperire si sposa bene, per assonanza, ai dolci a base di cioccolato e magari con le pere (al naso, il lievito ricorda la pera), anche grazie al suo tenore alcolico elevato che “sgrassa”. Oppure potremmo tentare di trovare un formaggio “spesso” che le si adatti. O, meglio ancora, bercela così, nella sua coppa, e sentendoci un po’ più spirituali del solito.

Non vorrei aver dimenticato qualcuno, nel caso nessun birrofighetto si senta offeso. Lo spazio per ovviare alle mancanze o iniziare una lista di aneddoti e racconti sul tema non manca di certo.

20 Commenti

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stefania

circa 8 anni fa - Link

ottimo lavoro posso solo dire di essere uscita una sera con un birrompi, che dopo essersi "invasivamente" introdotto nella mia scelta mi ha anche guidata nel sorseggiare: quando, quanto e a che distanza un sorso dall'altro.... Diciamo che quando bevo birra penso a qualcosa che mi disseti e che mi lasci una sensazione di piacevolezza in bocca che sia ai frutti, al fiori, al malto, ai lieviti sono assolutamente ben disposta e curiosa ma non rompetemi con tutto questo "intelletualizzare" che si sta creando intorno ad una cosa semplice (anche se complessa) come una birretta.. ps. il birrrompi degusta da solo ed io bevo le birette che trovo in circolazione , per esempio al 420 a Roma, dove non grava questa aria da filosofi, nonostante la passione e la ricerca che i ragazzi emanano..

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Tyrser

circa 8 anni fa - Link

@Stefania Probabilmente sei incappata nel Birrofighetto casanova, quello che cerca di sedurre con la sua cultura birraria/degustativa. Spesso bastano due minuti per capire che l'unico essere femminile che gli interessa è la birra che sta per ordinare. La prossima volta che vai al 4:20 chiedi la lista vintage oppure ordina una Hitachino, così, solo per vedere l'effetto che fa ;-)

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SR

circa 8 anni fa - Link

Birrofighetto kamikaze | Il più subdolo perché si presenta come un neofita accondiscendente e reverente. il più letale perché dietro alla maschera si cela il mostro: l'alcolista sofisticato, pronto ad immolarsi per un paradiso da 120 spine a rotazione

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Filippo Garavaglia

circa 8 anni fa - Link

azz m'avvicino anche a questo :( sono su una brutta strada?

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SR

circa 8 anni fa - Link

se te la fai a piedi no

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Filippo Garavaglia

circa 8 anni fa - Link

ahahah infatti quando mi hai conosciuto "in servizio" allo Sherwood non ho toccato una goccia. Ma quando si beve faccio schifo, litigo pur di non usare la macchina :D

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Filippo Garavaglia

circa 8 anni fa - Link

ahahah faccio dell'autocritica e mi avvicino al birrofighetto estremo... ma ho una scusante, sono "nel giro" da poco, ho molto da provare e pochi "euri" in tasca. Non sono homebrewer per evitare figure barbine ma ogni tanto qualche "ripetizione" di birre (anche classiconi) la apprezzo :D Sempre articoli stupendi :D

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

il cdc alla Renè Ferretti diventa arte.... che bella citazione, grande!

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Andrea Turco

circa 8 anni fa - Link

Birrofighetto nostalgico | Qualunque birra ti piaccia, è inutile: lui ti dirà che "era meglio due anni fa" e se ne andrà via con fare schifato. Poco importa se magari due anni fa quel birrificio ancora non esisteva... Ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale ;)

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Tyrser

circa 8 anni fa - Link

Birra da abbinare: Ovviamente la BiBock del Birrificio Italiano, la vera birra dei nostalgici. Quelli duri e puri hanno ancora in mente la Rossoscura....

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Gian

circa 8 anni fa - Link

Per completare il quadro, anche se è ben conosciuto, direi che ci sta bene il link ad un analogo articolo di Schigi... http://www.beerpassion.it/downloads/I%20nuovi%20mostri.pdf

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giuseppebarretta

circa 8 anni fa - Link

Bè credo che per non cadere in una magra figura di enofighetti della birra, ma anche nel mondo del vino, grazie al cielo il mondo dell'extravergine di oliva per ora vive di casi sporadici, dicevo aiuta molto un approccio multidiscipinare al mondo della degustazione, fatto non solo di assaggi, ma anche di un pò di chimica e sopratutto passare spesso ed agevolmente dalla degustazione attenta del prodotto e rispettosa del lavoro di chi c'è dietro il prodotto, dalla Birra al Vino all'olio, per tornare al vino e passare alla birra. Più che birra-vino-fighetti che al limite strappano un sorriso di compassione, temo di più i mono-passionari, cioè amo la birra, e non capisco cosa trovino (gli altri) nel vino, sicuramente si è tronchi di qualcosa, sicuramente se si vuol avere un grande bagaglio sensoriale.

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Raffaele Pingue

circa 8 anni fa - Link

mi sa tanto il nome di un gruppo dei Simpson...

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Ivan Borsato Birraio

circa 8 anni fa - Link

L'articolo è fantastico ... sofisticato e pungente ... bravo davvero, lo linko al mio blog. Unico problema ... io non ci sono nella lista, penso di essere un BIRROFIGHETTO ANARCHICO-IGNORANTE-PATRIOTA ossia, 1. bevo solo birra di altri birrifici italiani perchè secondo la mia bacata mente noi sappiamo fare bene la birra anche se abbiamo cominciato solo ieri; 2. Le mie birre sono logicamente buone, non le migliori, ma più che dignitose, i soliti saccenti che sentono, puzzette, diacetile e compagnia cantante, di norma vanno a casa a piedi perchè gli buco di nasconsto le gomme della macchina; 3. conosco meno del 40% delle birre che hai elencato; 4. sono passato da estratto a homebrewer a produttore più velocemente di come cambia colore un calameonte incazzato; complimenti ancora!!!!

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Tyrser

circa 8 anni fa - Link

Grazie Ivan. Spero di provare presto le tue birre; comunque devi bere di più e colmare quel 60% che ti manca... ;-)

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ninkasi

circa 8 anni fa - Link

Ma il primo birrofighetto, quello arrabbiato, è Schigi!!!

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ninkasi

circa 8 anni fa - Link

... E quello da intervallo è l'autore del post... Riconosco anche Polli in un paio di categorie... Tutte ispirazioni reali eh?

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