Una Mistress in enoteca è quel che ci vuole per soddisfare i tuoi desideri proibiti

Una Mistress in enoteca è quel che ci vuole per soddisfare i tuoi desideri proibiti

di Sara Boriosi

Finalmente posso dirlo, e scrivendo lo ufficializzo prima a me stessa che quasi non ci credo ancora, e poi al resto del mondo che sicuramente mi seguiva con il fiato sospeso: dopo aver ripreso gli studi dedicandomi anima cuore e coratella al vino, sono stata precettata per lavorare presso un’enoteca della città; una di quelle dove in teoria già figuro come socia di maggioranza se si considerano le donazioni effettuate in cambio di squisite bocce da sperimentare sul mio palato.

Certo, mettere me a gestire un’enoteca è come incaricare il sorcio di fare la guardia al formaggio ma, visto il rapporto d’amore che perdura – ricambiato – con il vino, credo che non esista persona più motivata a ricoprire questo ruolo.

Immagino sorgere i primi problemi quando i clienti non presteranno la dovuta attenzione durante la degustazione di un vino. In breve tempo diventerò la Mistress della Bottiglia; munita di tirebouchon sempre sull’attenti, sarò abile nel pungolare i fianchi dei clienti disattenti o non del tutto concentrati su quello che stanno assaggiando. Dispenserò nocchini correttivi e fastidio diffuso a coloro che con fare gradasso formuleranno richieste approssimative. Elargirò occhiate severe e giudicanti a chi chiede grandi vini lamentandosi del prezzo diverso da quello che immaginavano. Insomma non renderò la vita facile agli enocazzari. Ma sarò pronta a regalare i migliori sorrisoni, generose pacche sulle spalle e battute da gran cabaret a chi avrà la pazienza di sopportare le mie ripetute tirannie.

Del resto sono in missione per conto di Dio.

Per dire, in questa enoteca non ho ancora avuto modo di respirarci che già ho imposto i miei gusti ad un ignavo gruppo di timidi clienti. E mi è piaciuto. È stato come quando uscivo con un ragazzo molto più giovane di me: lì per lì la differenza di età che percepivo dallo sguardo giudicante degli altri mi faceva sentire sotto l’occhio impietoso dei riflettori; allo stesso modo il ruolo in enoteca mi carica di aspettative da parte dei clienti assetati, qualche volta esigenti, spesso impreparati. Poi però, rotto il fiato, clienti e chaperon si sono affidati alla mia conduzione, docili e remissivi sono stati guidati verso la mia scelta alla quale non si sono potuti opporre, fortunati loro.

Perché sono la Mistress della Bottiglia e svolgendo questo compito mi svuoterò di tutte le frustrazioni personali accumulate in anni di richieste non ascoltate, conversazioni a senso unico, liti stizzose senza soluzioni, e sarò autorevole come pochi, precisa e generosa, severa e accomodante come solo certe donnine di quel tipo di film sanno essere. E avrò la fortuna di osservare le debolezze umane da un punto di vista privilegiato. L’eonotecaria se la fa con il vino buono, e dietro c’è tutta una crestomazia di personaggi da descrivere. Male che vada, spenderò tutto quello che guadagno finanziando le casse del locale.

Di sicuro avrò molto da raccontare.

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Sara Boriosi

Vivo come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, il mio cuore appartiene al Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osservo il mondo, più dei vini mi piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo faccio nel mio blog Rosso di Sara ma soprattutto per Intravino. Gestisco con godimento la migliore enoteca della città, ma lo faccio piena di sensi di colpa.

8 Commenti

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vinogodi

circa 4 anni fa - Link

...quando passo da Roma mi fermo a trovarti...

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Soralella

circa 4 anni fa - Link

Se queste sono le premesse, ti manca solo il gatto a nove code. Solo clienti masochisti. Io no di sicuro.

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Sara

circa 4 anni fa - Link

Ciao Soralella, maifattoride maifatto. Purtroppo io sono solo chiacchiere e distintivo, se leggi il commento sopra il tuo capirai già che mi vie' l'ansia da prestazione e devo correre a ripassare la tabellina dell'8. Vieni pure a trovarmi!

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sergio

circa 4 anni fa - Link

L'enoteca non poteva fare scelta migliore. E raccontaci come vivi gli incontri con i futuri clienti. Che saranno felici di parlare con te: anzi alcuni verranno per te: il vino è una scusa.E non perché sono masochisti ma perché apprezzano l'intelligenza, l'originalità, la simpatia. . Penso ad un libro scritto da te e Cristiana Lauro,

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Toy-Boy

circa 4 anni fa - Link

Boriosa...! Nomen omen, senza appello. Però, se ti metti in latex e tacco 15... quasi quasi scendiamo a Roma in bottega ;)

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Sara

circa 4 anni fa - Link

Cognome cognomen Vai pure a Roma e salutami il Papa, io mica ho detto di stare là.

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El rebaton

circa 4 anni fa - Link

Dove si arriva quando non si sa più cosa scrivere di vino...Meglio il silenzio, bere vino in silenzio!

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sergio

circa 4 anni fa - Link

"quando non si sa più cosa scrivere di vino" . Sono molti gli aspetti del vino su cui scrivere. E molto lontani tra loro. E non tutti possono appassionare allo stesso modo. . Io penso che Sara Boriosi conosca molto bene il vino. In questo articolo ha parlato di vino, certo in un modo originale, che può anche non piacere. . E poi, per me, Sara Boriosi sa scrivere, mi piace come scrive: leggendo anche altri suoi post.

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