Tutti dicono Syrah. Intravino-Bignami: tutto il Syrah in 10 bottiglie

Tutti dicono Syrah. Intravino-Bignami: tutto il Syrah in 10 bottiglie

di Mauro Mattei

Il mondo si divide in due grandi categorie: i lettori di Intravino e quelli che scelgono un vino “a orecchio”. A loro, al 99,9% degli italiani che una volta l’anno sbevazzano, sono dedicati questi post che a confronto Bignami ci spiccia casa. Perché lo facciamo? Perché mentre noi stiamo qui a cercare il pelo nella bottiglia di Romanée-Conti, fuori c’è gente che il Codice Da Vinci lo ha decifrato ma le differenze tra Chianti e Chianti Classico ancora no. Per loro, e solo per loro, Intravino fa scendere in campo una squadra di esperti che a confronto Robert Langdon ci ri-spiccia casa, uomini e donne che la mamma li ha trovati sotto una pianta di nebbiolo a piede franco, altro che cavoli e rose. E allora che negroamaro, Barolo e verdicchio siano, perché la ggente deve sapere. Oggi tocca a:

La Syrah del Rodano è femmina.

Bizzosa, umorale, ha un andamento ondivago e si muove fra concentrazione e finezza, fra dinamismo e densità.
Alla stregua di poche altre varietà ha un legame viscerale con i terroirs che la generano e pur avendo viaggiato in maniera significativa per il globo, tanto da acclimatarsi idealmente nelle nostre teste come uva “tipica” in alcune aree del nuovo mondo (che danno i natali ad alcune celebri etichette), soffre in maniera importante la lontananza dalla Valle del Rodano, ed in particolare dalla sua appendice più settentrionale. È questa l’area che ci regala il modello, permettendoci di perfezionare idealmente il nesso fra territorio e varietà. Qui prende significato, dunque, parlare di tipicità, di denominazione e climats, alla stregua di altre aree geografiche che fanno dello sbriciolamento la loro forza espressiva (vedi Borgogna o Langhe) ed è questa spiccato senso d’appartenenza che ha incuriosito, incuriosisce ed incuriosirà chi ama scavare in fondo nel mondo del vino di qualità.

Guigal, Cote Rotie La Landonne – Cote Rotie La Mouline – Cote Rotie La Turque
Un vero e proprio impero, quello dei Guigal, in Rodano. Tra vigne di proprietà e negoce la produzione aziendale affonda interamente nel sistema delle Aoc regionali, proponendo una sequenza di vini varia ma sempre alta in termini qualitativi. Una menzione particolare è dovuta ai tre super Cote Rotie, ribattezzati dagli appassionati “La La’s” (La Landonne, La Mouline, La Turque), che raccolgono il favore dei collezionisti e dei più grandi conoscitori, inanellando sfilze di 100/100 nelle guide più rappresentative a livello internazionale. La Landonne, è la parcella da cui si ottiene il vino più austero ed è realizzata al 100% con uve Syrah, sin dal 1978; La Mouline è un appezzamento all’interno della Cote Blonde (vinificata a partire dal 1966), e si esprime in vini dal carattere floreale e sassoso; La Turque, dai terreni scistosi della Cote Brune, è stata vinificata per la prima volta nel 1985 ed è da considerare una sorta di crossover fra le due etichette precedenti in quanto a modalità espressiva: riesce ad essere scura e minerale, affumicata e ricca di note floreali. Una curiosità: come tradizione vuole le ultime due “La” prevedono un parco utilizzo di Viognier (dal 7 al 11%) accanto alla Syrah, allo scopo di stondarne le spigolosità e arrichirne la carica aromatica.

Jean Paul & Corinne Jamet, Cote Rotie Cote Brune 
Considerato da molti l’azienda vessillo della denominazione, rappresenta indubbiamente nei suoi vini il carattere “nordico” della varietà. Jean Paul, dopo il divorzio con il fratello Jean Luc con il quale cooperava dal 1991, continua a vinificare con spinta tradizionale gran parte delle vigne di famiglia idealmente suddivise in 25 parcelle collocate in 17 differenti lieux-dits. Esempio di austerità, coesione alla varietà (note di carne cruda, pepe, fiori viola, tapenade), durevolezza e potenza è la selezione dalla Cote Brune, rilasciata per la prima volta nel 1976 e ricavata da uve coltivate sui peculiari terreni di origine scistosa.

Chapoutier, Ermitage Le Meal – Ermitage Le Pavillon – Ermitage L’Ermite
I vini di Michel Chapoutier sono un punto di riferimento assoluto per tutto il Rodano settentrionale. La produzione, legata a vigne di proprietà e ad un’accurata attività di negoce, da vita ad un’estesa line up. I vini più rappresentativi rimangono quelli ancorati alle vigne di Tain L’Ermitage, dove è ubicata oltretutto la cantina.

I tre Crus di Hermitage colpiscono per la profondità e l’originalità espressiva: Le Meal, frutto di una vigna con esposizione particolarmente mediterranea è caratterizzato da linee morbide ed è normalmente il più esplicito della triade; Le Pavillon è segnato dai terreni granitici del lieu-dit Bessard ed è tridimensionale, monolitico, con impressionanti rimandi alla frutta nera, impreziosito spesso da note fumè; L’Ermite, dalla vigna intorno alla cappella sul punto più alto della collina che sovrasta Tain, è quintessenziale, segnato anch’esso dall’influenza del granito.

Chave, Hermitage 
Celebre per i suoi vini bianchi oltre che per i suoi rossi, Chave, ha una visione radicalmente differente rispetto a quelli che hanno creduto nella vinificazione parcellare delle proprie vigne (vedi sopra). O meglio: qui si vinifica separatamente ma si assembla un unico vino (se non viene presa in considerazione la Cuvée Cathelin rilasciata solo nelle annate migliori), lavorando su un canovaccio prestabilito ma modulando l’assemblaggio in base al millesimo. Solo il cuore della produzione vede la luce mentre il resto delle uve vengono vendute ai negociants locali. L’Hermitage ha avvolgenza, consistenza e grande mineralità; sono vini che non perdono mai la loro finezza siano essi frutto di annate deboli che di vendemmie più ricche.

Allemand, Cornas Reynard
Allemand, cresciuto in un contesto familiare non legato alla vite o ala vinificazione, si è formato sponte sua alla corte di Robert Michel, acquisendo tutto quello che c’era da imparare riguardo varietà, territorio ed agricoltura non interventista, divenendo in poco più di 20 anni anch’egli un riferimento per la zona e per gli estimatori. Thierry ha avuto l’intelligenza di rilevare e rimettere in sesto delle parcelle semi abbandonate in alcuni dei lieux-dits più preziosi dell’appellazione comunale e attualmente il Domaine, articolato in una manciata di ettari, può disporre di vigne come Chaillot o Reynard, che vinifica in maniera “naturale” ed espressiva, limitando al minimo l’utilizzo della solforosa.

Clape, Cornas*
Produttore stilisticamente unico, Pierre-Marie Clape tira fuori dalla denominazione quanto di più affine al granito si posso pensare in versione liquida. Pochi sono gli ingredienti del successo: grandi vigne, terreni peculiari, botti vecchie e abilità nel gestire la carica espressiva dei differenti climats a disposizione confezionando vini dall’impressionante standard qualitativo. I vini colpiscono per la concentrazione, la veemenza olfattiva (ricordi di cassis si alternano all’incenso, al ferro e alle note ematiche, alla speziatura), per la tensione (normalmente Clape è fra i primi a vendemmiare per cercare giusta acidità e un’alcolicità mai sopra le righe). Sono bottiglie stratosferiche di appeal estremamente tradizionale, caratterizzate da una grande longevità, sanno essere affascinanti da giovani ma trovano la loro quadra con la giusta evoluzione in bottiglia.

Robert Michel, Cornas La Geynale
È considerato uno degli ispiratori della denominazione ed è stato il maestro di molti produttori ora considerati nel gotha da stampa internazionale e appassionati. Ha dato vita a vini mitici, basando tutto sull’espressività delle vigne vecchie; simbolo qualitativo della sua produzione è la vigna centenaria de La Geynale, enclave sudista all’interno del lieu dit Reynard. I vini figli di questo appezzamento sono di una concentrazione impressionante, cromatica e olfattiva, snelliti da tannini setosi e da acidità spesso martellanti. Vini pulsanti anche se monolitici in gioventù, hanno chance di imvecchiare per decenni. Michel, nel 2006, dopo una vita passata fra i filari e senza eredi diretti, ha preferito andare in pensione, cedendo parte delle vigne  – Geynale compresa – al giovane nipote Vincent Paris, considerato da Jeb Dunnuck (leggi: Dio del Rodano) uno degli astri nascenti di Cornas.

Renè Roistang, Cote Rotie La Landonne – Cote Rotie Cote Blonde
Rostaing è un classicista convinto, difensore dell’unicità  espressiva di Cote Rotie rispetto alle pur grandi espressioni di Hermitage e Cornas. Le prime acquisizioni di parcelle all’interno della denominazione risalgono al 1971 e tutt’ora sono alla base delle sue due etichette più rappresentative; a queste sono poi stati aggiunti una decina di ettari di vigne vecchie, tutti in zone vocate, ereditati dal suocero e dallo zio, ritiratisi entrambi negli anni 90. La Landonne è profonda, scura e speziata, e mostra vigore e profilo tannico; Cote Blonde, ha un’anima profondamente granitica, ha ricordi di frutta scura e un sottofondo ferroso ed affumicato.

Alain Graillot, Crozes-Hermitage La Guiraude*
Se questa denominazione potesse incarnare in un personaggio la sua rinascita, questi sarebbe Alain Graillot. Approdato alla vite alla fine degli anni 80, dopo un passato da ingegnere nell’industria agrochimica, ha sposato i crismi di una viticoltura sostenibile.
Realizza vini tesi a raccontare le caratteristiche di un terroir originale dal punto di vista pedologico, rispetto alle denominazioni limitrofe: qui non c’è granito e i terreni sono di origine alluvionale, con una buona presenza di sabbia. Tali ingredienti veicolano  sensazioni meno verticali e si traducono in note di immediata voluttuosità e leggibilità. Graillot, non usa legni nuovi per l’affinamento delle sue Syrah ed è solito non diraspare; La Guirade, un Crozes-Hermitage di rara concentrazione, è una selezione da botte e viene immessa nel mercato in piccolissime quantità solo nelle annate di riferimento.

Matthieu Barret, Cornas Gore
Produttore solo apparentemente outsider, se paragonato ai mostri sacri presi in considerazione nelle righe precedenti. In realtà, Matthieu, giovane e convinto sostenitore dell’approccio naturale in vigna ed in cantina, confeziona vini di rara potenza e dinamismo. Un bicchiere denso, pulito (se si visita la cantina al contrario si può rimanere interdetti) e scattante, quello che ci propone questo Domaine che alla giovane fondazione associa la proprietà di appezzamenti in alcuni ricercati climats. Degno di nota è il Cornas Gore, una selezione da vigna resa unica da ceppi molto vecchi poggiate sul granito puro, rilasciata solo in magnum (ad un costo non proprio popolare, a dirla tutta) e che stupisce per la concentrazione del colore, per le note di grafite, pelle e cassis, senza mai perdere tono e freschezza di sorso. Una wild card che va seguita molto da vicino.

Bonus track tutta italiana:
Le Macchiole, Scrio
Les Cretes, Coteau La Tour
Stefano Amerighi, Cortona Syrah Apice

* Disclaimer: l’autore ha rapporti commerciali con queste aziende.

Mauro Mattei

Sommelier multitasking (quasi ciociaro, piemontese d'adozione, siculo acquisito), si muove in rete con lo stesso tasso alcolico della vita reale.

11 Commenti

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andrea

circa 3 anni fa - Link

Condivido la frase del Gori "per ogni 10 che metti ce ne sono 10 che lasci fuori" ma francamente l'assenza di d'Ampuis, Marc Sorrel, Jean-Michel Gerin, Grillet, Francois Villard, Yves Gangloff, e perché no, Gonnon, lascia un grande vuoto.....

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camillako

circa 3 anni fa - Link

Tutti mostri sacri. Ma grandi syrah oltre a francia e italia niente?

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Montosoli

circa 3 anni fa - Link

Paso Robles in California e terra di grandi Syrah.....spesso blend it con Grenache Per una frazione di costo.....Petite Syrah del Chile....grande vino....pochi soldi

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Raffaele

circa 3 anni fa - Link

La Landonne è nella Cote Brune.

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Nicolas Herbin

circa 3 anni fa - Link

"Il Landonne" non era marrone né bionda, lei è "Landonne". "Côte Blonde" e "Cote Brune" sono definiti località sulla città di Ampuis, non le due metà meridionale e settentrionale della DOCG. René Rostaing è molto severa su questo nome e ha ragione. La prova: http://3.bp.blogspot.com/-dHmV2JIbl50/T6kms-rLlII/AAAAAAAAA6E/bTtMgxQ0C34/s1600/Capture+d%E2%80%99e%CC%81cran+2012-05-08+a%CC%80+13.30.27.png René Rostaing prodotto 3 Côte Rôtie: -Ampodium: Assemblea delle 13 località: -Landonne; -Côte Blonde; E basta!

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Nicolas Herbin

circa 3 anni fa - Link

Buona sera a tutti. Se posso, due "bémols" : - Non ho mai avuto alcuna emozione con un vino Guigal: un'etichetta, troppo legnoso, non è abbastanza divertente, troppo caro ... anche nel 1989, 1990 e 1991 ... ultra deludente ... - Matthieu Barret: troppo costoso, irregolari, troppo volatili, anche Brettanomyces, produttore disonesto, talento ma non abbastanza affidabili ... e io lo conosco molto bene ... Si posso, vorrei aggiungere in classifica, da nord a sud: -Côte Rôtie Pierre Bénétière, il più grande produttore di vino "sconosciuto" della denominazione, grande "coup de coeur"; -Côte Rôtie Gangloff: il miglior enologo della denominazione per 15 anni con Jamet; -Côte Rôtie Ogier: il miglior modernista con Stéphane Montez, suo amico; -Côte Rôtie Vernay: i migliori vini del sud della DOCG per almeno dieci anni; -Crozes Hermitage David Reynaud: il miglior produttore delle giovani generazioni; -Crozes Hermitage Laurent Combier: i migliori vini per l'invecchiamento! -Crozes Dard e Ribo: le migliori offerte di Crozes-Hermitage "nature"; -Crozes Hermitage Alain Graillot: il meglio degli "classico"; -Hermitage Marc Sorrel: fantastico vini di frutta e piacere, molto sottovalutato; -Saint Joseph Pierre Gonon: la più grande produttore di DOCG, con Chave; -Saint Joseph Coursodon: meglio modernista, in costante progresso; -Saint Joseph Monier-Perreol: il migliore "biologico" per 20 anni; -Saint Joseph Jean-Claude Marsanne "il" grande enologo sconosciuto di Mauves; -Cornas Guillaume Gilles: il futuro "Robert Michel" della denominazione; -Cornas Lionnet - Terre Brûlée : il futuro "Robert Michel" BIS! -Cornas Vincent Paris: ha la Geynale "Bob Michel!" Già ottimi vini ... -Cornas Franck Balthazar : il meglio Cornas "natura", con Thierry Allemand; -Cornas Stephane Robert, Domaine du Tunnel: le migliore modernisto; Bonus track : -Costières Nimes dei Terre des Chardons : il miglior syrah del sud con Fonsalette! Ci scusiamo per l'italiano made in Google ;-)

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Raffaele

circa 3 anni fa - Link

Hi Nicolas, Condivido quello Che Rostaing dice Sulla Landonne definendolo un Lieux dit a se. Quindi non incluso nella Cote Brune il sito americano/importatore Rare wine & co lo spiega molto bene in una video intervista. In termini Didadittici sta sul lato della Cote de brune era solo questa la mia osservazione. Poi la cote rotie soffre un po' della classica coflittualitá tra vinificare i singoli cru o blend. Il vecchio Marius Gentax buonanima vinificava come Cote Rotie, Patrick Jasmine lo stesso... Per me la CR è forse una delle denominazioni più difficili da interpretare e comprendere lo stile Bourgogne della Syrah qui è paradossale a differenza delle concentrazioni del Cornas o Hermitage. Credo che l'articolo qui sopra riporta molto bene le diverse sfaccettature della parte nord del Rodano. D'accordossimo con Guillame Gilles in Cornas grandi vini... Poi lo spettro dei naturalisti come Dard & Ribo ha volte sfocia in vini che sembrano non rispettare la linea dell'articolo altrimenti dovremmo inserire Hirotaki Ooka nella tua lista.. Non condivido il Balthazar non mi ha mai emozionato.. Aggiungerei alla tua lista Gilles Barge.. Good Stuff mate

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Gianluca Zucco

circa 3 anni fa - Link

Nelle rare occasioni in cui ho avuto l'opportunità di assaggiarne qualcuno cileno, nota di merito per quelli di Errazuriz.

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Nicolas Herbin

circa 3 anni fa - Link

Raffaele Buonasera, grazie per le risposte. Noi capiamo e sullo sfondo, abbiamo accordi. Vini di Côte Rôtie: quando si rimuove il vino diluito, troppo legnoso, fenolo, cara, semplice, ecc ... non c'è quasi nulla di più! Vado alla Fiera di Ampuis per 10 anni ... no sorpresa per 10 anni! Una forma di rendita economica, in realtà ... Una nota: a volte interessanti vini a Clusel Roch ... Bonserine è poco conosciuto, ma può anche fare cose buone. Annate recenti sono molto bene! Infine, un grande tradionnaliste irregolare ma in grado di fare grandi vini: http://www.coterotielevet.fr/ Quando è successo e non troppo "cassis" (SIC), è quasi al livello dei migliori vini di Robert Michel! Buona sera a tutti.

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Raffaele

circa 3 anni fa - Link

Merci Nicolas Superb Thanks for the tips definitely a producer I wasn't aware and I'll watch out

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Marco Vercesi

circa 2 anni fa - Link

Grandissimi per eleganza gli Hermitage di Marc Sorrel, strepitosi per struttura i Cote-Rotie di Clusel-Roch. Due espressioni di Syrah diverse che esprimono in maniera netta le caratteristiche dei due diversi terroirs.

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