Rosso di Montalcino, cioè il secondo dei due fratelli Lumière (ma anche gli Abbagnale vanno bene)

Rosso di Montalcino, cioè il secondo dei due fratelli Lumière (ma anche gli Abbagnale vanno bene)

di Alice in Wonderland

Quando i due fratelli lavorano insieme le montagne si trasformano in oro. (Proverbio cinese)

Appurato che le definizioni del Rosso di Montalcino come “fratellino minore” e “vino cadetto” si trovano oramai solo in qualche sito di e-commerce, in cui l’editing forse passa per le mani di google translator, tutto sommato l’immagine dolciastra della parentela non mi dispiace. Ma mi piace di più così: e se brunello e rosso li immaginassimo, per esempio, come i fratelli Lumière? O come i fratelli Abbagnale? E gli Wright? E i fratelli Cohen?

Due distinti e distinguibili Uno-di-Due che partecipano in coppia al raggiungimento di una comune causa. Ecco, così me li figuro, i fratelli montalcinesi. In rigoroso disordine alfabetico, cronologico e di gradimento, dal Benvenuto Brunello 2016, questi sono Rosso di Montalcino:

UCCELLIERA 2014 – Teso e solare, sassoso e sapido. Sorso pieno e avvolgente. Presente senza pesare, bevibile e appetitoso senza mancare di serietà. Per me da gustare guardando Il palloncino bianco (J.Panhai)

FATTOI 2014 – Apre con un naso profondo e scuro. Bocca rotonda di susina matura bilanciata dal controcanto di acidità d’agrume dolce e fiori. Chiude con una lunga freschezza balsamica che sa di pulito. Il favoloso mondo di Amelie (JP Jeunet)

BARTOLI GIUSTI 2014 – Profondo e carnoso condito da qualcosa di vulcanico e fumé. Karkadè ed erbe in infusione. Freschezza boschiva in bocca e mallo di noce. Into the wild (S. Penn)

VASCO SASSETTI 2014 – Immediato e piacevole, morbido ma bilanciato dal sale e da una freschezza d’arancia rossa e bergamotto. A qualcuno piace caldo (B.Wilder)

SESTI 2014 – Naso da brunello, calore e snellezza che procedono insieme. Etereo e sostanzioso. Viola e nespolo. My fair Lady (G. Cukor)

LISINI 2014 – Tè, cerfoglio e camomilla. Erbe aromatiche, fiori bianchi. Poi, lentamente, fanno capolino frutti in infusione e una venatura ferrosa. Colazione da Tiffany (B. Edwards)

SAN CARLO 2013 – Cioccolato fondente in polvere, peonia. Bocca intensa, persistenza lunga, invita a bere ancora, generoso e saporito. Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato (T. Burton)

LE RAGNAIE 2014 – Serio, complesso, variopinto e ricco. L’equivalente di un’ora di attività fisica con dentro le orecchie musica classica. La leggenda del pianista sull’oceano (G. Tornatore)

CAPANNA 2014 – Gentile e pieno. Rosa tea e sali diversi. Avvolgenza bilanciata da piccantezza intrigante che rende ogni sorso diverso dall’altro. Il merlo maschio (P. Festa Campanile)

TENUTA CROCEDIMEZZO 2014 – Genuino e materico, sa di chicco d’uva fresca e di succo d’uva e di radici, piacevolmente bevibile e nient’affatto vuoto nel suo essere accessibile. Il Mago di Oz (V. Fleming)

CUPANO 2013 – Saliscendi con imbragatura di sicurezza. Divertimento senza incidenti. Si presentano, stratificati, come in una coreografia di danza moderna, una compagnia di frutti, un giardino di fiori, una compagine di bacche. Film d’amore e d’anarchia (L. Wertmueller)

ALBATRETI 2014 – Fiori rossi e frutta di bosco fresca, in bocca un bel viaggio, passeggia e prende bene centro e lati, accomodandosi senza spintoni. Forrest Gump (R. Zemeckis)

FORNACINA 2014 – Geranio, peonia, sale, tutto proferito con grazia e delicatezza. Struttura e gusto senza strafare. Dà un’idea di silenzio e riflessione. Camera con vista (J. Ivory)

GIANNI BRUNELLI – LE CHIUSE DI SOTTO – Un cerchio di calore discreto e non urlante. Calore misurato, sapore di sali e di fiori eduli. Trama tannica snella, tannino croccante. Lezioni di Felicità (E.E. Schmitt)

CERBAIA 2014 – Curve e sinusoidi, una rincorsa tra violetta e tamarindo, aereo, leggiadro, gustoso. La dolce vita (F. Fellini)

TENUTA DI SESTA 2014 – Ciliegia sotto spirito e ibisco. Manciate di sale. Un connubio perfetto tra sapore e finezza. Mangiare, bere, uomo, donna (Ang Lee)

ALTESINO 2014 – Aperto e arioso senza risultare sfacciato. Sanguigno e carnoso, composto e definito. Serendipity (P. Chelsom)

SALICUTTI 2013 – Un altro rosso che sembra un brunello. Una sinfonia di sentori di varia natura, da quelli rossi a quelli verdi passando per lampi iodati blu. Colpiscono per la precisione e la compiutezza e la fresca gioventù con cui convivono. Barry Lyndon (S. Kubrik)

VAL DI CAVA 2013 – Volto terragno, deciso, dritto e pulito. Oliva, salamoia, semplicità e concisione senza noia. Ratatouille (B. Bird & altri)

TIEZZI 2014 – Polso pulsante e deciso e insieme finezza, ferro e fiori, gelatina di ciliegia e legno di sandalo. Acidità da acuto lirico ammorbidita da calore sanguigno. Sensuale senza essere sdolcinato, naturalmente muscoloso senza essere palestrato. Blade Runner (R. Scott)

LE POTAZZINE 2014 – E’ già bello quando si intuisce che la stoffa c’è e si può immaginare come sarà la fattura dell’abito. Quando l’abito è già pronto per essere indossato e cade bene sui fianchi e sul seno, meglio ancora, come in questo caso. Seta color ciliegia con chiusura lampo d’argento. Blow up (M. Antonioni)

POGGIO DI SOTTO – Accogliente e ben educato, composto ma non monastico. Naso invitante di guscio e mallo, frutta scura in infusione. Invita al riassaggio instillando curiosità e voglia di scoprire di più grazie alla presentazione lenta e sobria delle ricchezze contenute nel cilindro. Houdini – L’ultimo Mago (G. Armstrong)

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Alice in Wonderland

Nascere a Jesi è nascere a un bivio: fioretto o verdicchio? Sport è salute, per questo, con sacrifici e fatica, coltiva da anni le discipline dello stappo carpiato e del sollevamento magnum. Indecisa fra Borgogna e Champagne, dovesse portare una sola bottiglia sull’isola deserta azzarderebbe un blend. Nel tempo libero colleziona multe, legge sudamericani e fa volontariato in una comunità di recupero per astemi-vegani. Infrange quotidianamente l’articolo del codice penale sulla modica quantità: di carbonara.

16 Commenti

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Francesco Garzon

circa 2 anni fa - Link

...e i fratelli Taviani, toscani, di San Miniato....

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amedeo

circa 2 anni fa - Link

Cara Alice, hai assaggiato anche Castello Romitorio?

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Marco Vigano'

circa 2 anni fa - Link

Da sereno ignorante mi fidavo della DOP Denominazione di origine protetta fino a scoprire che è una GRAN BELLA FREGATURA! Un “esperto” mi aveva detto che è la nuova denominazione europea e sostituisce la DOC ed io ho comprato vini con questa “garanzia”. Un giorno a Cagliari ho comprato una bottiglia di CANNONAU di Sardegna DOP a meno di 3 euro. Pensai che sarebbe stato bello visitare le cantine in zona e ho incominciato a leggere l’etichetta ma .. ho scoperto una triste storia. Questo povero vinello, prodotto a pochi chilometri dal negozio, era stato invece caricato in autobotti ed imbarcato sul traghetto. Arrivato a Civitavecchia , l’autocisterna ha percorso mezza Italia fino a giungere a Bardolino dove è stato imbottigliato (nella stessa azienda vengono imbottigliati svariatissimi vini da tutta Italia) . Il mio vinello confezionato in bottiglie è stato quindi caricato su un camion che, percorrendo la strada inversa (magari passando per un centro di smistamento), è giunto fino a Civitavecchia per imbarcarsi di nuovo sul traghetto e giungere in Sardegna dove io, frescone, l’ho comprato. Tutto questo è dichiarato in etichetta e deduco quindi che siano rispettati i disciplinari per avere il marchio di Denominazione di Origine Protetta. Conclusione: la DOP non garantisce proprio nulla. Io ho deciso di non fidarmi più. Grazie per l'attenzione

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antonio

circa 2 anni fa - Link

Capisco la tua delusione Marco, ma la legislazione delle DOC/DOP è volutamente lacunosa proprio per lasciare spazio ai grandi imbottigliatori di realizzare vini a basso costo che finiscono spesso nel circuito della grande distribuzione o peggio nei discount. Per quanto invece riguarda le DOCG la legislazione è più restrittiva e prevede che tutto il processo, dalla produzione dell'uva all'imbottigliamento del vino avvenga in zona d'origine. Pertanto a scanso di equivoci, ti consiglio un ottimo Vermentino di Gallura DOCG :-)

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Ale

circa 2 anni fa - Link

guardate che all'articolo 5 del disciplinare di Cannonau di sadegna DOC, c'è scritto: Articolo 5 - Norme per la vinificazione Le operazioni di vinificazione, dei vini a denominazione di origine controllata “Cannonau di Sardegna” e con la specificazione “classico”, devono avvenire all’interno dei rispettivi territori di produzione delle uve così come delimitati all’Articolo 3." e art.3: Articolo 3 - Zona di produzione delle uve Le uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Cannonau di Sardegna” devono essere prodotte nell’ambito territoriale della regione Sardegna.

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Ale

circa 2 anni fa - Link

quindi senza andare a cercare dei docg basta cercarsi un classico

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Marco

circa 2 anni fa - Link

Ho dato un'occhiata al disciplinare e specifica chiaramente che l'uva deve provenire dalla Sardegna e che in Sardegna devono avvenire le operazione di vinificazione e l'invecchiamento. Mi stupisce che quindi che l'imbottigliamento sia avvenuto a Bardolino... molto più probabilmente a Bardolino è sita l'azienda per la quale le attività si sono svolte. Ciò detto a 3 euro è difficile trovare qualcosa di buono, ma aggiungendo pochi euro si comprano vini buonissimi (es. Sedilesu, Gabbas, o più in basso Cantina di Mogoro, etc)

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Ale

circa 2 anni fa - Link

vedi sopra, mi sa che si riferisce solo al "classsico"

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Ale

circa 2 anni fa - Link

come non detto scusa, letto meglio

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Hamlet

circa 2 anni fa - Link

Marco "Un giorno a Cagliari ho comprato una bottiglia di CANNONAU di Sardegna DOP a meno di 3 euro. Pensai che..." certo pure tu che compra una bottiglia a 3 euro cosa pensavi? Che potessi trovare la qualità????? Così te la vai a cercare ....

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amedeo

circa 2 anni fa - Link

Non ho capito cosa c'entri la Sardegna con un articolo sul Rosso di Montalcino...bah!

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Fiorenzo Sartore

circa 2 anni fa - Link

in effetti e' montata un'onda anomala di OT. adesso speriamo si calmi.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 2 anni fa - Link

Brunello e Rosso di Montalcino sono due vini che nascono dalla stessa uva e dallo stesso territorio, ma qui sono tutt'altro che unici. Puri sangiovesi di Montalcino sono anche molti IGT più un discreto numero di rosati e di vinsanti. C'é pure un brut piuttosto buono, lo fa Cosimi. Nessuno ha mai preso in considerazione l'idea di valutare tutto ciò che il Sangiovese fa a Montalcino, un migliaio di vini diversi ma non necessariamente inferiori. Con tutto il rispetto per sua maestà il Brunello, ovviamente. Perché non lo fate voi?

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Alessandro Morichetti

circa 2 anni fa - Link

Nun t'allarga adesso, eh! Eiswein niente niente? :D :D

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Stefano Cinelli Colombini

circa 2 anni fa - Link

Per ora no, ma presto alcuni dei nostri facoltosi nuovi produttori faranno delle apposite vigne bio-qualcosa refrigerate con energia solare verde per fare anche quelli.

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Sergio

circa 2 anni fa - Link

è OT se chiedo se si possono fare le stesse considerazioni per Vino Nobile/ Rosso di Montepulciano? o in quell'altra zona sono un po' più indietro?

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