Le dieci birre aromatizzate che non dovrebbero esistere

di Antonio Tomacelli

Alla sfrenata fantasia di chi produce birra il mondo vinicolo può opporre giusto qualche Barolo chinato e tutto il resto è noia. La varietà delle “cose che si possono infilare in una birra” è veramente straordinaria, quasi ai limiti del patologico. Provate a gugolare la parola birra + qualunque altra cazzata mi passa per la mente e poi ditemi se non ho ragione. Io l’ho fatto e Google si è arreso solo quando ho inserito birra + salotto di mia zia. Ecco, cari i miei brassicoli, vi ho appena dato uno spunto prezioso per la vostra prossima creazione. Non mi ringraziate, è free copyright.


Iniziamo con qualcosa di forte. Molto forte. La Rocky Mountain Oyster Stout della Wynkoop Brewing Company è prodotta con i testicoli di toro, una prelibatezza per gli amanti del genere. C’è anche la versione al latte di mucca per le mammolette.


Il verde molto irlandese della Rye Wit è ricavato dalla Spirulina, un’alga commestibile di colore verde azzurro. Il sapore finale è fruttato e l’alga pare abbia proprietà benefiche. Ideale per il St. Patrick’s Day, Hulk Day o se vi chiamate Shrek delle Paludi.


La Sweet Baby Jesus è la birra ideale per voi piccoli blasfemi. Dentro c’è il peggio che una mamma dieteticamente agnostica  può propinare al suo bimbo: burro di noccioline e cioccolata. Insomma, bamboccioni, come la Nutella ma più grassa e non si spalma.


Prima la brutta notizia: la birra di Hello Kitty esiste davvero ed è disponibile in varie profumazioni, pardon, aromatizzazioni, tra le quali limone, pesca, banana e frutto della passione. Ora la buona notizia: la birra con l’odioso gattino si vende, per ora, solo in Cina. Auguriamoci un embargo, nel caso.


Capitolo lieviti selezionati: il mastro birraio John Maier i suoi li coltiva nella folta barba. Quando arriva il momento di far partire la fermentazione si affaccia sulla vasca, dà una bella scrollatina alla peluria ed è fatta. Ne abbiamo parlato tempo fa qui ed ora è finalmente realtà. Ho detto finalmente?


Sapete come funziona tra fighetti di ogni genere, no? Io per fare l’originale mi invento la birra al bacon e c’è subito qualcuno che rilancia: “Si, ma il bacon di quale razza di maiali?”. E fu così che scoprimmo la cinta senese, il nero casertano e adesso il mangalica, ovvero, il porco dei Balcani. La Right Brain Brewery ne utilizza solo la testa e le ossa. Più gastro/birrofighetti di così si muore.


A proposito di gastrofighetti: poteva mancare la birra aromatizzata al costosissimo e introvabile caffè Kopi Luwak? Certo che no. I chicchi vengono amorevolmente raccolti tra le feci dello zibetto delle palme, un simpatico animaletto che vive nelle foreste tropicali dell’Asia. Di cosa sa questa birra prodotta dalla Mikkeller? Non. Voglio. Saperlo.


La cicoria nella birra? Si, la cicoria, che poi in questa lista sarebbe il meno strano degli ingredienti. La Zia Ale è prodotta dal Birrificio del Borgo in collaborazione con la Coldiretti e questo spiega un sacco di cose. Buona con le Puntarelle romane e l’abbacchio al forno nelle serate in cui vi sentite un po’ “magnaccioni”.


Fino ad ora la Mor Braz è l’unica birra prodotta con una quanto mai generica “acqua di mare” ma vedrete che presto vedranno la luce le versioni fighette che specificano il luogo di raccolta della materia prima, tipo “Maldive beach” o “Lido Mariuccia”. Perchè se non è di Bronte, mioddio, che Pistacchio è?


Per voi che avete sempre e solo bevuto birra SULLA pizza (e non sapete cosa vi perdete!) ora c’è la pizza NELLA birra. MammaMia è, infatti, la geniale invenzione di una coppia di pizzaioli che non sapevano come utilizzare gli avanzi del giorno. Detto, fatto: li si lasciano a macerare come la camomilla nell’intruglio e…dio, che schifo! I particolari leggeteli voi.

 

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

6 Commenti

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silvia

circa 7 anni fa - Link

ah beh, e io che mi aspettavo la banalissima desperados aromatizzata alla tequila...... che pivella sono! con queste birre potrebbe passarmi la voglia di consumarne....

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Leonardo Fi

circa 7 anni fa - Link

Io sapevo che la storia dei testicoli di toro nella Rocky Mountain Oyster Stout era un pesce d'aprile dei produttori stessi. In generale farei una differenza fra le birre aromatizzate nel vero senso della parola, ossia io faccio la birra e poi ci aggiungo qualcos'altro per dare aroma e poi le birre fatte con ingredienti aggiuntivi diversi da malto, luppolo, acqua e lieviti. Di questa categoria fanno parte le framboise e le kriek belghe che vengono fatte aggiungendo la frutta durante la fermentazione (lampone o ciliegie). Di questa categoria dovrebbero far parte la birra alla cicoria e la Rye Wit. Per le birre fatte in questo modo io direi che vale la pena la prova dell'assaggio perchè spesso sono meno banali di quello che sembrano. Sul resto sorvoliamo.

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Antonio Tomacelli

circa 7 anni fa - Link

L'assurdo è proprio questo: era un pesce d'Aprile, ne hanno fatto una birra :-) http://www.wynkoop.com/beer-blog/item/150-wynkoop-to-release-ballsiest-beer-ever

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clarissa

circa 7 anni fa - Link

Mamma aiuto!!!! Non sono invitanti per niente. La peggiore penso sia quella di Hello Kitty. Anzi ne sono certa. Comuque complimenti per l'articolo, molto divertente !!!

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Marco

circa 7 anni fa - Link

E di questa? http://www.italiaatavola.net/articolo.aspx?id=31168 con ostriche e finocchio marino

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franca

circa 5 anni fa - Link

ci vuole del coraggio chiamarle birre!!! forse dovrebbero chiamarle bevande....

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