Signori, il mostro. Anzi, i mostri: Tavernello frizzante, Rosé e Bianco

di Fiorenzo Sartore

Attacchiamo subito con una sequela di disclaimer. Non sono stato ospitato da Caviro alle Maldive e manco a Rimini, non mi hanno pagato viaggi o ristoranti, non è nemmeno uno sponsor post (non ha la dicitura, il tag e tutto il resto). Non sono campioni donati da un rappresentante. Non è nemmeno la prima volta che succede. In sostanza ho preso un colpo di sole alla spiaggia, e qualche sera fa ho comprato, nel senso di pagato coi miei adorati euri, il Tavernello frizzante nella duplice cromìa Rosé e Bianco. Perché l’ho fatto, in definitiva? Ma per voi, miei piccoli lettori, per spirito di servizio, per citizen journalism, perché il maschio che soffre (con o senza apostrofo) è sexy. Insomma: boh. Comunque, ecco come sono usciti i due.

Tavernello Rosé frizzante. Tappo di sughero conglomerato, retroetichetta spericolata: “nato dalle migliori uve italiane (sic), e grazie ad una sapiente frizzantura (sic), Tavernello rosato frizzante è un vino particolarmente gradevole, dal colore tra il rosa tenue e il cerasuolo. Il bouquet è fine e fruttato. Il sapore è armonico e vivace, di una piacevole effervescenza. Ideale come aperitivo, si abbina ad ogni piatto, in particolare a base di pesce e pasta asciutta con sughi delicati”. Grado alcolico: 11% vol. Il termine “frizzantura” è nel vocabolario della lingua italiana, tuttavia è di una bruttezza formidabile.

Colore, in effetti, nemmeno male: ha una venatura di bella intensità, più cerasuolo che rosato. Effervescenza nel bicchiere tanto rilevante quanto veloce a tranquillizzarsi: spuma abbondante, ma non fateci troppo conto. Al naso appare molto sfuggente in apertura, chiuso, riottoso, resta tenue per tutto il tempo dell’assaggio: la difficoltà a trovare un descrittore è la cifra qualificante del corredo aromatico. Ricorda certe sensazioni di cantina, di ammostato, ma troppo poco intense per imporsi. Rilevo, per la verità, una nuance che richiama la cellulosa, il cartone: che sia effetto dei filtri? La delusione maggiore è in bocca, purtroppo, dove appare sfuggente, con punte metalliche e un amarore che insiste sul finale. Peccato, perché il piglio bollicinoso è saldo, ma finisce per enfatizzare questi elementi di durezza. E non soccorre un certo dosaggio zuccherino finale che dovrebbe renderlo più accattivante. Riassaggiato il giorno dopo, a bottiglia smezzata, (pura scuola porthosiana, modestamente) conferma il quadro ma avendo perso quasi ogni effervescenza in bocca lascia trasparire una nota vinosa in qualche modo consolante. 71/100. Abbinato su braciola di maiale ai ferri, l’abbinamento si è rivelato tragicamente disarmonico. Vero è che ho ceffato la reazione di Maillard.

Tavernello Bianco frizzante. Anche qui sughero conglomerato, e retroetichetta niente male: “nato dalle migliori uve italiane (aridaje) e fermentato naturalmente (apperò!) Tavernello bianco frizzante è un vino particolarmente gradevole, dal colore paglierino, il bouquet fine e fruttato, il sapore armonico e vivace. Ideale come aperitivo, si abbina ad ogni piatto, in particolare a base di pesce”. Grado alcolico: 11% vol. Dato che qui la fermentazione avviene naturalmente, e col Rosé era solo sapiente, vorrà dire qualcosa?

Colore paglierino scarichissimo, brillantissimo e quasi rilucente. Naso bitonale: banana, e mela. Ma con scarsa intensità, peccato. La spuma è delicata, l’effervescenza in effetti è gentile e non aggredisce, anzi, ha una sua gradevolezza sorprendente. Penalizzato solo dal corpo evanescente, che non consente di valutarne appieno la gradevolezza (di cui sopra) siccome questa sparisce con la velocità di un lampo. Invita a ribere, perlomeno in questo senso. Complessivamente meglio riuscito rispetto al Rosé, quindi 74/100. Abbinato su mozzarella fiordilatte e fagiolini bolliti, con buoni risultati.

Conclusioni: se il Rosé sconta qualche piccola imperfezione, tutto sommato perdonabile, il bianco centra alla grande l’obbiettivo di essere preferibile alla Peroni. Complimenti. Prezzi, come da scontrino, che mettono finalmente tutti d’accordo sui ricarichi eccessivi del vino. Prossima fermata, il Socialismo Reale. Li ricomprerei? No. Sono a dieta.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

39 Commenti

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Alessio Pietrobattista

circa 7 anni fa - Link

Lo dico sempre che alla fine tra le bolle i rosé sono sempre deludenti... :-D

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Simone e Zeta

circa 7 anni fa - Link

Io voto per la fiordilatte e fagiolini bolliti.

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Pietro Caputo

circa 7 anni fa - Link

chiamatemi quando fate una verticale che son curioso... io porto le uova di lompo per il bianco.

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Fiorenzo Sartore

circa 7 anni fa - Link

ma è sans année

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Pietro Caputo

circa 7 anni fa - Link

codice a barre.. una data di produzione ci deve essere :)

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Fiorenzo Sartore

circa 7 anni fa - Link

ecco a lei. for your information. la sua soddisfazione è il nostro miglior premio. (etc) [img]http://i.minus.com/j7tsdjkItnt2Y.JPG[/img]

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Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

Che assaggio è senza la variante nel cartone. Ti perdi tutta la mineralità...

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Vignadelmar

circa 7 anni fa - Link

Anche ne "Il mio vino" sono usi pubblicare lo scontrino d'acquisto dei vini...... ;-) Ciao

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Sir Panzy

circa 7 anni fa - Link

Ma possono scrivere sulla retro: "dalle migliori uve italiane" ? Per non parlare di quel "fermentato naturalmente" ?

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Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

Sulla linea del possono/non possono si erige quella strana cosa chiamata Italia. Tante regole, molta fantasia, infinite variazioni sul tema

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Fiorenzo Sartore

circa 7 anni fa - Link

Anfatti. Se scrivi "naturale" arriva la Delta Force, se usi l'avverbio tutto bene, pare.

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Gionni Bonistalli

circa 7 anni fa - Link

Tristezza infinita...

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Gianni Ruggiero

circa 7 anni fa - Link

Fiorenzo te anetu fin a Pegi pe cata' u vin bun,a Sestri nu ghe ninte!

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armando trecaffé

circa 7 anni fa - Link

niente male...mi sa che sarà il mio vino dell'estate!

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

L'hai pagato troppo caro.

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luca ferraro

circa 7 anni fa - Link

Non credo che alla caviro usino filtri di cartone.

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Remo Pàntano

circa 7 anni fa - Link

...packaging fresco, frizzante e persistente! Comunque, complimenti, è giusto valutare tutte le realtà presenti sul mercato, per il bene dell'informazione!

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Kyle Phillips

circa 7 anni fa - Link

Cosa dire? Parrebbero meglio di questi: http://bumwine.com/ Kyle

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pragmatist

circa 7 anni fa - Link

Kyle, i "vini" che ci indichi ci fanno capire a che livello le cose possono spingersi !! in fondo i Tavernello sono, dei vini naturali e quasi, quasi, viene da considerarli con benevolenza... solo dopo aver visto i "bum" wine però. Ma li hai mai assaggiati di persona ?

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Tommaso Farina

circa 7 anni fa - Link

Fiorenzo re del mondo.

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Alessandro

circa 7 anni fa - Link

Rispetto al bianco frizzante, ha un colore più intenso la sprite.

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Andrea

circa 7 anni fa - Link

azz.. il bianco sembra davvero...Bianco! ;)

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gp

circa 7 anni fa - Link

La nota di cellulosa/cartone del rosé potrebbe venire da qui: Regolamento (CE) N. 606/2009 della commissione del 10 luglio 2009 modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le categorie di prodotti vitivinicoli, le pratiche enologiche e le relative restrizioni ALLEGATO I A PRATICHE E TRATTAMENTI ENOLOGICI AUTORIZZATI (…) 42 | Aggiunta di carbossimetilcellulosa (gomme di cellulosa) ai vini per garantirne la stabilizzazione tartarica | Soltanto per il vino e per tutte le categorie di vini spumanti e di vini frizzanti | Limite massimo di 100 mg/l | Mi chiedo anche a che livello di solfiti possono stare questi vini: per stabilirlo ci vorrebbe un "canarino da miniera" (soggetto particolarmente sensibile alla sostanza, forse non è il caso del nostro Sartore) o ancora meglio un'analisi di laboratorio.

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Giovanni Solaroli

circa 7 anni fa - Link

-:))

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Green Manalishi

circa 7 anni fa - Link

Sarà anche triste, ma la cosa interessante è che stiamo parlando dei vini più venduti in Italia, e che evidentemente, vuoi per una ragione di prezzo, vuoi di accessibilità (li trovi ovunque), vuoi di immutabilità o, alla peggio, di alcolismo, risultano essere quelli che vendono più bottiglie. Sono vini che hanno un mercato: non li berrei mai, ma finchè sono batteriologicamente e chimicamente inoffensivi, hanno ragione di esistere. Evidentemente.

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armando trecaffé

circa 7 anni fa - Link

tristemente....ma secondo te sono vino?

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Green Manalishi

circa 7 anni fa - Link

E' un pò come chiedere se il prosciutto del Lidl e quello di D'Osvaldo di Cormons sono entrambi tali... ed entrambi possono dire di esserlo. Poi, ci sono altri fattori che differenziano il tutto... Ripeto: i tavernelli sono insignificanti (74 e 71, come voto, mi sembrano uno sproposito) ma hanno un loro mercato. Piuttosto, mi domanderei perchè nessuno, in Italia, vende come loro.

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armando trecaffé

circa 7 anni fa - Link

no scusa...io dicevo proprio che se li bevi senza che ti dicano che è Tavernello uno riesce a dire che è vino...ti giuro che ho un dubbio...

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Manilo

circa 7 anni fa - Link

Armando se non è Tavernello è Rubicone oppure Ronco (:-

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Pietro Palma

circa 7 anni fa - Link

Fiorenzo candidato al Premio Pulitzer, con questo atto di coraggio ha rischiato più degli inviati di guerra.

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la terra trema

circa 7 anni fa - Link

NO TAV NO TAVERNELLO laterratrema.org

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rampollo

circa 7 anni fa - Link

aaaaa che ricordi con il tavernello sommelier (solo di nome , ahimè) di lungo corso che alla cieca lo scambiano per un borgogna studenti che alla terza lezione di primo livello esclamano "se provate a fregarmi ancora servendomi il tavernello vi brucio la sede" quanto ridere assaggiati entrambi a una grigliata giorni fa , ho sperimentato la variante bianco con foglie di menta tipo mojito...ci poteva stare!

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Claudio

circa 7 anni fa - Link

Due considerazioni: 1- Se dei vini così mal considerati prendono 71 e 74 o non sono cosi male o vorrei capire a cosa viene assegnato un 50 un 30 o un 20. 2- Io ho visitato la Caviro per ragioni professionali non vinicole (mi occupo di IT) e ho chiesto per curiosità di visitare la produzione: vino è vino, fatto con le uve conferite dai vari produttori. L'attività più interessante che ho notato è quella dei vari "sommelier" per arrivare all'"assemblaggio" che permetta di avere lotti con caratteristiche organolettiche similari.

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Fiorenzo Sartore

circa 7 anni fa - Link

71 non è un punteggio di cui gloriarsi. Tieni presente che è stato dato dopo l'assaggio del secondo giorno, altrimenti se ne stava lietamente sotto i 70. Il bianco ha strappato punti in più perché ha qualche tipo di decenza. Considera che questi sono punteggi che si possono dare a vini definibili, tecnicamente, come "esenti da difetti". I punteggi 50-30-20 nella pratica non esistono: configurano vini così pesantemente difettosi da non passare l'analisi visiva. O olfattiva. All'analisi gustativa nemmeno ci arrivano. Come assaggiatore, qui, io sono perennemente sbertucciato perché do punti troppo bassi. Che nemesi, per me, ora ;)

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Claudio

circa 7 anni fa - Link

Quindi di fatto tanto varrebbe esprimerli in 30mi. ;)

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Letizia

circa 7 anni fa - Link

E' da tempo che vi leggo, ma oggi non ho potuto resistere al desiderio di rispondere. ... perchè al tuo "ho ceffato la reazione di Maillard" ....m'hai fatto così ridere che mi si è sbavato anche il mascara !! Stasera ho una degustazione (vera)e me la rivendo di sicuro....

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ubert

circa 6 anni fa - Link

st'articolo mi ha fatto lo stesso effetto di sgarbi che recensisce i disegni di mio nipote di 5 anni. Totalmente esilarante

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Francesco

circa 2 anni fa - Link

Comunque dite ciò che volete,Il bianco per me è superiore al rosé che non è male,vini che accompagnano tutti i pasti gradevolmente e importante non inciuchiscono e soprattutto non fanno male.!!!

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