E venne il giorno del Giulio Ferrari Rosé 2006

E venne il giorno del Giulio Ferrari Rosé 2006

di Andrea Gori

A sancire l’ineluttabile conquista da parte dei rosati del mercato italiano di pari passo a quelli mondiali, ecco arrivare l’ultimo tassello mancante alla line-up dei pretendenti al titolo di miglior rosato spumante (o forse rosato tout court) del mondo del vino. La famiglia Lunelli e lo chef de cave Ruben Larentins hanno fatto le cose in grande, ma nel loro stile misurato e in punta di piedi che contraddistingue ogni mossa che ruota attorno al Giulio Ferrari. Un mito da maneggiare con i guanti, troppo alto il rischio di deludere appassionati e tifosi pronti a difenderlo contro qualsiasi altro spumante italiano o francese. Comunque la si pensi non esiste un vino con le bollicine italiane che abbia la costanza, il mito e la qualità costante di Giulio Ferrari e oggi questo rosé che diciamo subito non delude le aspettative, anzi molto probabilmente le sorpassa in termini di qualità e godimento palatale.

La cena di presentazione, in una splendida Villa Margon virata al rosa e coperta in ogni dove di rose, ha visto alternarsi momenti solenni e di celebrazione della storia della famiglia Lunelli con le ultime due generazioni al completo a intrattenere gli ospiti nel consueto stile della casa. La fortuna ci sorride e siamo al tavolo con il più geniale chef de cave italiano, ovvero, Ruben Larentis che ci racconta la genesi complicata e sfidante di questo rosé in terra di chardonnay, un controsenso che rischiava di vanificare anni di eccellenze al riparo di quasi ogni critica soprattutto quando si arrivava al “Giulio”. La sfida è tutta nel pinot nero, uva che in Trentino prospera e rischia sempre la (relativa) surmaturazione, il frutto pieno deciso e giuggiolone che appaga nell’immediato ma che fa perdere slancio e tensione alle cuvée.

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Questa scelta impone di rinunciare al “cru” e all’espressione di un maso e quindi i rosé nasce da una selezione dei più adatti pinot nero aziendali, vini che in passato fungevano come base per Perlé Rosé e Perlé Nero. Questa prima annata nasce tutta in legno nelle tre componenti all’incirca un 20% di chardonnay, 40% di pinot nero vinificato bianco e 40% di pinot nero vinificato rosato e nasce in annata ricca e polposa come la 2006, elemento che si fa sentire nella cuvèe e che marca in maniera distintiva il sorso senza alterarne l’eleganza.

Nella fastosa cena curata dallo chef stellato Alfio Ghezzi, in cui spiccavano dei magnifici “Ravioli di gallina burro e zafferano” e il “Porcino cotto in foglia di vite, crudo in insalata ed estratto da bere” i due Giulio Ferrari si sono alternati nei calici.
Momento intrigante per riassaggiare il classico Riserva 2007 che prosegue la marcia verso il pas dosé, con un 3gr/lt convincente e una tensione straordinaria. Difficile se non impossibile fare di meglio con la 2007 in Europa.

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Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2007
Naso piccante, fresco e fragrante, lampone bianco, pepe bianco e ginger, emozionante e tumultuoso di timo e sambuco. Sorso sapido e citrino con pompelmo, lime e torrefazione appena accennati, all’inizio di una lunga strada meravigliosa ma che svela appieno già la grandiosità del vino. 96+

Alfio Ghezzi mette in campo il “Capriolo rosalpina e pastinaca” ed è il momento del rosé tanto atteso, il vino che davvero chiude il cerchio della gamma Ferrari.

Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Rosé 2006
Colore splendido rubino Tiffany, note iniziali ammalianti e fresche di giaggiolo e rosa, arancio rosso, tamarindo e bergamotto in cui poi entrano liquirizia, alloro, mirto, e accenni di melograno, sale ed erbe officinali. Ancora tanto frutto rosso al confine dello scuro con fragole di bosco, ribes rosso e nero, tocco di resina. La bocca è splendida e aggraziata ma di una forza e ricchezza che richiamano Bouzy e la vinosità di Dizy con lunghezza impressionante e finale incantevole tra giuggiole, ginepro e aria di montagna. Tanta forza e passione, finezza e nitore, di arancio sanguinella e caffè, concentrazione e forza che abbisognano di un paio d’anni di vetro per esprimersi al meglio. 94+

Realisticamente, dove si pone nel panorama mondiale questa cuvée de prestige italiana? Secondo noi almeno al pari di moltissime cuvée rosé blasonate d’oltralpe, in una sfida coraggiosa che vede dei rischi ben calcolati di andare a inseguire Dom Perignon, Krug e Bollinger sul loro terreno di caccia. Il Giulio Ferrari Rosé, nonostante la latitudine e il grado di maturità del pinot nero, per adesso se la gioca ma siamo convinti che Ruben e la famiglia Lunelli nelle prossime edizioni riusciranno, complici alcune vendemmie più adatte, ad alzare ancora più l’asticella per una tipologia in cui (Cristal Rosé a parte) il campione universalmente riconosciuto non c’è.

Ah, già, ultimo dettaglio: prezzo stimato in enoteca 185€, ovvero il più caro metodo classico italiano.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

40 Commenti

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Francesco Annibali

circa 3 mesi fa - Link

Andrea il vino mantiene quel filo di vena aromatica dei Trento bianchi buoni?

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

Ciao Francesco, spiegati meglio, cosa intendi per vena aromatica? di certo balsamico molto presenze, erbe officinali aromatiche a vagonate e soprattutto a colpire è la lunghezza disarmante

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Francesco Annibali

circa 3 mesi fa - Link

nota quasi aromatica di susina bianca dei TRenti bianchi buonibuoni

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

quella molto presente nel Giulio 2007 "bianco" e del resto credo sia proprio un marcatore dello chardonnay trentino, nel rosè, se c'era, era ben nascosta sotto gli strati di pinot nero!

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Francesco Annibali

circa 3 mesi fa - Link

Quella. Invece i Trento rosati in genere non mi fanno sdilinquiperire

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beonerosso

circa 3 mesi fa - Link

Al di là dei soliti noti che assaggiate seguendo le indicazioni delle guide francesi,quali e quanti rosè del 2006 avete assaggiato per stabilire che il Giulio sia il migliore d'Europa? Se la vs capacità di assaggio vale come per i vini "naturali"ciao Peppa.

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

Che bello si gioca a chi ce l'ha più lungo! mi pare di tornare alle medie, grazie mille "beonerosso" chiunque tu sia. Se leggi attentamente , ma si sa che l'analfabetismo funzionale è una piaga grossa, non c'è scritto che il rosè 2006 è il migliore di Europa . C'è scritto che il rosè 2006 se la gioca con i migliori europa, rosè 2006 che sono quasi tutti usciti (eccetto DP 2006) e che abbiamo assaggiato e recensito già mesi e anni fa in molti casi. Quanto alla 2007 in Champagne non è una grande annata in genere e a parte qualche RM (tipo Vazart-Coquart) e grandi maison (vedi articolo su Bollinger due giorni fa) non ci sono stati exploit memorabili per cui GF ha davvero lasciato il segno di chi lo ha assaggiato. Quanto alla nostra capacità di assaggio sui vini naturali ti posso assicurare che non esiste nessun sito nè guida cartacea che abbia l'esperienza del team di Intravino sui vini naturali. Siamo stati i primi a parlarne con passione e competenza (eccetto forse Sangiorgi) e non abbiamo mai smesso di premiare e sottolinearne i migliori esempi. E ovviamente condannarne gli eccessi quando era il caso.

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Stefano

circa 3 mesi fa - Link

Tu zitto Gori, che sei solo ambassadeur de Champagne. Che ne vuoi sapere di spumanti?

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

in effetti... ;-)

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Vincenzo Busiello

circa 3 mesi fa - Link

Bisogna tornare a bere con più cuore. E meno tecnicismi. E meno presunzione. Cerchiamo di volare più bassi. Stiamo parlando solo di vino. Mario soldati chissà cosa penserebbe di noi. E veronelli sta già pensando di aver creato dei mostri.

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

Non sono solo "vini"...altrimenti non ci sarebbe bisogno di presentarli così. Sono in molti casi molto di più. Tecnicismi non necessari non ne vedo... o preferisci che il Giulio Rosè o qualsiasi altro vino sia raccontato con due emoticon e 4 parole di cui 3 sono "gorgeous" "incredibile" e "fantastic"? Quanto a Mario Soldati vi ricordo che il suo libro Vino al Vino uscì a puntate sul Corsera con allegato il modulo d'ordine per acquistare i vini di cui parlava nei suoi viaggi...

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Gianni

circa 2 mesi fa - Link

quella su Soldati potevi anche risparmiartela…

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Michele

circa 3 mesi fa - Link

Caro Andrea, grazie delle interessanti descrizioni. La mia domanda esce dalla sfera sensoriale della degustazione ed entra in quella più polverosa del marketing del vino. La scelta di casa Lunelli è coraggiosa: affiancare al mito Giulio Ferrari, vino che (come lei stesso scrive) per costanza qualitativa è ormai diventato un vero prodotto-impresa oltre che un'icona per appassionati ed eno-patrioti, un NUOVISSIMO prodotto nato dall'indubbia maestria di un grande Chef de Cave e da una (sicuramente) ben definita strategia di marketing. Tuttavia mi rimane una perplessità: qualche appassionato non storcerà il naso di fronte a un vino che, per quanto in grado di superare le aspettative, ha la pretesa di indossare (quasi usurpare) un nome sinonimo di anni di vendemmie, tentativi e miglioramenti, ovvero una tradizione aziendale che ha reso lo stesso nome Giulio Ferrari quello che è oggi? Grazie

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

Ho avuto la fortuna di seguirne la gestazione e ti posso rivelare che il prodotto era praticamente già sul mercato da 4 anni, ovvero è stato già prodotto in quattro annate che sono state buttate perchè non all'altezza del nome GF. Con la 2006 l'azienda e soprattutto Ruben si sono sentiti pronti a lanciarlo. L'idea di fondo è di fare con il pinot nero quanto GF bianco ha fatto con lo chardonnay. Ma è molto più difficile trovare pinot nero adatto allo scopo che chardonnay...

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BT

circa 3 mesi fa - Link

ahahah eno patriota mi piace. in effetti io spesso bevo metodi classici italiani per dire a mè stesso e agli altri che non abbiamo nulla di meno dei francesi! certo poi bevo pure quelli. io sostengo peraltro che a 22 Euro il perlè 2006 e poi 2008 e 2011 era uno dei migliori MC per qualità/prezzo di sempre. devo dire che però piccoli RM di champagne (e.g.: Josè Ardinat) riescono ad essere, a prità di prezzo, altrettanto soddisfacenti. certo il giulio non so come faccia qualcuno a berlo così spesso, come pur sento, posto che ha un prezzo davvero importante per una persona normale. e poi mi domando, ma Gori beve davvero o assaggia (e appunta) e basta? "tecnicamente" mi pare sia impossibile stargli dietro sia per qualità ma anche per quantità!

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Roberto P.

circa 3 mesi fa - Link

Sono un grande amante del GF. Per quando è prevista l'uscita in commercio? grazie

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

nelle prossime settimane dovresti già trovarlo in enoteca, i rappresentanti già giravano da un po' a raccogliere prenotazioni

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Simcor

circa 3 mesi fa - Link

Non è ancora uscito e già parlate di prezzi, la politica aziendale di vendita é una delle più restrittive e selezionate e mettete fuori dei prezzi che faranno solo confusione e pregiudizi.

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

Ho comunicato il prezzo come riferitomi come "prezzo consigliato" dalla rete vendita. E in realtà penso che tutte le discussioni sul prezzo del Giulio Ferrari Rosè alla fine aiuteranno non poco gli enotecari a scegliere il prezzo migliore...

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Simcor

circa 3 mesi fa - Link

Il prezzo comunicatogli da chi? Adesso lo staff della Ferrari consiglia anche il prezzo di vendita al pubblico? Ma per piacere. E tanto per sapere con tutto il casino di prezzi che ci sono in giro quale sarebbe la percentuale che bisognerebbe calcolare di guadagno? Lo sa che per regolamento ufficiale ne danno 1 a cliente? Lo sa che in alcune provincie d'Italia (è non le più piccole ma quelle dove il consumo Ferrari è alto) arrivano solo 10 bottiglie? Lo sa che è già iniziata la fobia del Giulio Rosé ancora prima che esca visto che sono 10 anni che lo si aspetta? Lo sa che sono già iniziati sotterfugi e giri strani per possedere una bottiglia di Giulio Rosé? Forse sa già tutto questo e forse lo sanno anche tante altre persone e quando sarà il momento di acquistare una bottiglia sarà sempre la stessa storia, lei dice "c'è chi fa la gara a chi lo ha più grosso", come al solito si farà a gara a chi lo ha pagato di meno e per finire con qualcuno che verrà denigrato e accusato di speculazione non tenendo conto che il prezzo che ha pubblicato è troppo basso rispetto a dei margini decenti. Inoltre come da lettere ufficiale Ferrari il prodotto è destinato alla alta ristorazione e qualche enoteca di prestigio dove in quel caso i margini di ricarico sono molto ma molto più alti di quello che vuole fare credere. Io non ce l'ho con lei, ma con quelli che scrivono cose solo per sciacquarsi la bocca, l'articolo è stupendo e mi complimento con lei se ha fatto parte dei pochi fortunati presenti alla presentazione, ma se lei è del settore, se conosce Bene i prezzi quello che ha pubblicato è nettamente al di sotto del costo di vendita finale e se anche le é stato comunicato si limiti solo ad annuire con la testa. Non si diventa ricchi con la vendita di 1 bottiglia, ma si rischia di essere crocefissi per niente grazie a chi come lei si sente in dovere di divulgare informazioni per il bene dell'umanità.

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

premetto che quello inizialmente pubblicato era inferiore di 20 euro a quanto corretto, mi sono limitato a applicare un ricarico medio del 30% sul prezzo ivato. Ovvio che su certi vini ci sia un minimo di speculazione e che le pochissime enoteche che lo avranno lo piazzeranno forse ad un prezzo maggiore, giustificato dal fatto che per avere Giulio di certo avranno sostenuto investimenti importanti anche in altri prodotti del gruppo dove la marginalità è inferiore. Ma dato che prima di ottobre il prezzo definitivo non lo sapremo, dal punto di vista giornalistico mi pareva importante comunicarlo. Tant'è che già 185 euro hanno fatto gridare allo scandalo mezzo web.

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giulio andreoti

circa 3 mesi fa - Link

bravo,finalmente pane al pane oltre che vino al vino,a frequentare salotti troppo chic si perde il contatto con la realtà.fate un articolo sulle bolle dell'oltrepo' pavese o siciliane ,dai dai avete rotto il disco

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

Signor Simcor, vorrei sottoporre alla sua attenzione questo prezzo del Giulio Ferrari Rosè se non lo trova offensivo https://www.tannico.it/trento-rose-doc-giulio-ferrari-riserva-del-fondatore-rose-2006-ferrari-astuccio.html Cosa diceva in merito? "se conosce bene i prezzi quello che ha pubblicato è nettamente al di sotto del costo di vendita finale e se anche le é stato comunicato si limiti solo ad annuire con la testa"

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Simcor

circa 3 mesi fa - Link

Non riesco a capire perché insiste a dire cose non vere! O le cose le sa altrimenti non le dica! Come molti giornalisti approssimativi, blogger e chiunque si creda che possa scrivere qualsiasi cosa e dare giudizi. Ripeto per quanto mi riguarda l'articolo che ha scritto è stupendo, ma dice un 30%!!!! Magari!!!! O le cose le sa oppure non faccia finta di saperle e scrivere cose solo per fare odience, le dico chiaramente che lei non è arrivato nemmeno al 20% dal prezzo di listino e se ne è al corrente deve smettere di dire fanzogne. Lei non è micca un ristoratore? Gli studi di settore non li ha mai avuti? Sa cosa sono? Per essere congruo con quei parametri cosa deve inventarsi non ufficialmente? Oppure non facendo più parte della ristorazione si sente in diritto di essere il supremo e dire quello che vuole? Quello che a lei può sembrare opportuno é soltanto confusionale, come molti dei suoi colleghi fanno creano soltanto disagio e sospetto. Parlando proprio di aziende così blasonate dove il prodotto è persino contingentato bisognerebbe andare con i piedi di velluto non fare affermazioni solo perché si è stati partecipi di una bella serata. Umiltà, serietà, vera conoscenza sono le cose che rendono credibili le situazioni e aiutano a fare crescere anche he un mercato. I Lunelli come lei li conosce sono una macchina da guerra, qualsiasi cosa toccano diventa Oro e l'ammirazione e stima per loro è tanta e fortunatamente siamo in buoni rapporti lavorativi ma quello che Voi artisti della penna magica fate dovrebbe essere più pensato soprattutto quando scrivete o parlate di cose che non dovrebbero nemmeno riguardarvi. Il Giulio Rosé 2006 è senza dubbio un prodotto atteso, il primo, ci sarà la ricerca disperata da parte di alcuni e chissà cosa qualcuno sarà costretto a fare e a pagare e qui mettete prezzi a casaccio senza pensare alle conseguenze, a volte come dicevano i nonni "il buon tacer non fu mai scritto". I grandi personaggi non hanno bisogno di vantare la propria ricchezza, (in questo caso il sapere frivole notizie), solamente i mediocri e i narcisisti ostentano il loro poco avere(sapere).Ovviamente non è personale e la invito a riflettere, magari assieme a qualche suo collega.

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

Non ho una conoscenza così grande del mondo del vino, sono "solo" un ristoratore da 117 anni con una famiglia che vende vino da quattro generazioni a Firenze. Se avessi l'opportunità di comprarlo al prezzo +iva comunicatemi dal mio agente Ferrari lo metterei a 185 euro nella mia enoteca di periferia guadagnandoci benino e non temendo la concorrenza di Tannico o altri. Se lo mettessi in carta in trattoria, dove opero ricarichi in linea con gli studi di settore, lo metterei a circa 300€. Le va bene così?

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Simcor

circa 3 mesi fa - Link

Sta diventando permaloso adesso? Deve ribadire chi è e da dove viene? Non le basta metterlo sul suo profilo e in ogni link che scrive? Sta dando sempre più conferma che ha bisogno di fare sapere chi è, pensa che allora per questo quello che dice sia vangelo. Umiltà zero. Si sente attaccato (cosa che non è) e deve ribadire lo status symbol. Le sto solo dicendo impari un po' di più ad avere un profilo più discreto e umile. Lo scenario che descrive adesso è ben diverso da quello iniziale, impari a farlo prima. E anche se ho solo 100 anni di attività qualcosa ne capisco, solo che non ho bisogno di avere follower che mi dicano soltanto quanto sono bravo e accetto critiche senza arrizare i peli e soprattutto non sparo minchiate a caso solo per il consenso dei seguaci del web. E comunque anche lei usa il motto "io ce l'ho più grosso". Predica bene ma razzola male.

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

io non ho scritto nessuna bischerata e quello che ha attaccato dicendo di sapere come si fa questo mestiere è lei. A proposito visto che di me sa tutto, si può sapere lei cosa fa nella vita e come venderà o venderebbe il GF rosè?

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Simcor

circa 3 mesi fa - Link

Allora, ripeto, l'articolo è ben stilato, il finale no! Rilegga tutta la conversazione e si renderà conto che mai le ho consigliato di come fare il lavoro, dico solamente di essere certi delle informazioni e non sparare numeri a vanvera, lei stesso ha ammesso altri prezzi a seguito. Io so tutto di lei come dei suoi colleghi perché voi vi rendete pubblici, voi ci tenete a fare notorietà e mondanità, io come altre migliaia di persone guardiamo incuriosite, a volte anche per imparare qualcosa, ma spesso ridiamo, ci vergognamo e discutiamo quello che è stato scritto confermando con la realtà se é vero e a volte lo é, ma a volte no! Non ho bisogno di mettermi in piazza, di essere valutato, recensito, adorato, quello che dovevo fare nella mia vita l'ho fatto, quello che dovrò fare lo farò. Ho abbastanza esperienza per potere affermare tutto ciò e esponendomi troverei soltanto ad essere giudicato in termini di chi conosco, quanto fatturo quanto sono bello, quante belle donne ho al mio fianco e la notorietà che ho, dico no grazie. Alla fine sarebbe ancora "il mio é più grosso del tuo" cosa che lei critica gli altri ma mi sembra che la applichi molto volentieri. Franco Lunelli gira con una vecchia Fiat Panda sgangherata e se per caso lo incontri per strada se non sai che é lui risulta un comunissimo anziano che magari pensi che non sia nemmeno capace di guidare, eppure.......devo continuare? Umiltà, umiltà, umiltà. Delle centinaia di persone che leggeranno questa parodia molte condivideranno la sua versione, specialmente amici, chi pensa che la Ristorazione e le Enoteche hanno ricarichi troppo alti e qualche altro, ma d'altra parte ci saranno anche persone che condividono a pieno quello che le sto dicendo e saranno quelle persone che non metteranno commento a riguardo, leggono ridono e voltano pagina. Concludo (perché mi sto anche stancando) dicendo che lei legge e risponde solo a quello che vuole lei, tanto ho capito che fa le orecchie da mercante quando sarebbe bastato ammettere la svista all'inizio. Le auguro buona vita e un proficuo futuro per le prossime generazione delle sue attività. P. S. Il "consiglio" che le do é quello di avere più accuratezza nel riportare informazioni che possano, anche se solo parzialmente, creare disagio a dei suoi cosí detti colleghi. Altrimenti come detto si farà sempre a chi "c'è l'ha più grosso"!

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

Le ripeto anche io un concetto. Quando vengo invitato ad un evento come questo non sono un ristoratore ma un giornalista che ha come riferimento il pubblico e il pubblico il prezzo lo vuole sapere. Quindi prendo il telefono, chiedo ad un agente e pubblico il prezzo secondo un ricarico standard. Ma non rispondo a nessun altro suo commento se continua a rifiutarsi di dirmi cosa fa di mestiere. Se lei acquista e rivende bottiglie rare per specularci è ovvio che la mia nota le dia fastidio...

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Simcor

circa 3 mesi fa - Link

Questo è quello che succede quando ci si espone, in oltre dimostra che non regge il confronto, può solo fare supposizioni offensive,accusando di essere speculatori quando fin dall'inizio sto proteggendo altro. Coerenza, serietà e un onesto mercato. 25€ di margine su una bottiglia simile é da pazzi!!! Come venderla a 300€é da usurai!!! Il giusto, solo quello si chiede. E adesso mi tira dentro anche il pubblico. Il pubblico è rincoglionito grazie a tutti quei fantomatici scrittori che vogliono fare della propria ideologia uno stile di vita per tutti. Buona vita e chiudiamola qui.

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

ok se pensa che il pubblico sia "rincoglionito" direi che possiamo davvero chiuderla qui. Ci faccia sapere quando ci guadagnerà lei.

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giulio andreoti

circa 3 mesi fa - Link

bravo,ormai l'umiltà è una merce rara,wlf

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

... io dico solo che dopo questo siparietto, Krug , Dom Perignon e Selosse (ma anche , in parte , Roederer ) se la stanno facendo sotto ...

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

LOL! ;-)

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Simcor

circa 3 mesi fa - Link

Lei manipola le frasi. Complimenti. Ma solo perché è abituato a scrivere. Buona vita.

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Claudio

circa 3 mesi fa - Link

Avevo 10 minuti liberi e ho riletto i commenti di simcor due volte ma non ho capito dove vuole andare a parare.....pensa se legge la recensione di Lupetti uscita oggi! :-D

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Roberto P.

circa 3 mesi fa - Link

A dir la verità anch’io non l’ho capito.. eheheh Anche perché il prezzo è quello (€185) e non penso che siano sufficienti 20 euro di “errore” su questo tipo di prodotti per poter creare tutta questa disquisizione. Poi non credo che un qualsiasi utente possa pensare di trovare lo stesso prezzo in enoteca ed al ristorante, se no queste pagine non le legge proprio. Ed in ultimo, simcor, solitamente ci si presenta quando ci si confronta. Ancora non sappiamo il suo nome… Ps: i problemi con la burocrazia ce li abbiamo tutti, specie noi che lavoriamo in proprio…capisco benissimo ciò che dice e concordo in pieno, ma non è assolutamente questo il luogo ne il contesto per parlarne…non è cmq colpa di A.G. che da quanto ho capito fa indicativamente il suo stesso mestiere o almeno ha familiari nella sua stessa posizione. ✌🏼

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Simcor

circa 3 mesi fa - Link

Roberto p. Il prezzo segnalato nell'articolo è stato modificato rispetto a quello originario, in oltre sono solo che d'accordo con lei. Arrivare a questi punti è troppo, ma quando le risposte sono solo una presa in giro tutto diventa ridicolo. In oltre il mio nome non è così importante come avere un mercato del vino più sano, coerente e rispettoso di tutti.

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Antonio Tomacelli

circa 3 mesi fa - Link

Simcor, qui di ridicolo c'è solo la sua pesantezza, come se il Mercato Universale Del Vino dipendesse dal prezzo di 5.000 bottiglie di spumante (per quanto buono). Si tranquillizzi, Andrea Gori è solo ristoratore, sommelier, Ambassadeur du Champagne, giornalista e blogger, cosa vuole che ne sappia di spumanti e prezzi? Fortuna avere lettori come lei che si scaldano su questioni di primaria importanza, però adesso si riposi, altrimenti dovremo fare a meno della sua preziosissima collaborazione. Ah....buona vita.

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Simeone Lo Stilita

circa 3 mesi fa - Link

Spero di riuscire ad assaggiarlo prima o poi, so dove rimediarlo in caso. Unico appunto: il Metodo Classico italiano all'estero non sanno neanche cosa sia, tantomeno quello Rosè (il cui consumo, in versione champenoise, è in picchiata in Italia rispetto ad anni fa)

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