Vini Veri 2019, prima del Vinitaly ma più comodo e naturale

Vini Veri 2019, prima del Vinitaly ma più comodo e naturale

di Angela Mion

Ad aprire le danze del weekend più ricco di kermesse vinicole dell’anno è Cerea (Vr) con Vini Veri, sedicesima edizione dedicata al vino secondo natura, in memoria del vignaiolo Beppe Rinaldi.

Ci sono andata e devo dire che queste manifestazioni sono meno stressanti di altre perché gli espositori sono raccolti tutti in un unico spazio, niente stand con luci sparate, niente gadget, niente tacchi, trovi parcheggio e riesci a non pestarti i piedi. Poi non devi destreggiarti a cercare tra la massa il produttore che ti interessa perché li di massa non ce n’è; certo, quello che ti deve interessare è il vino che il consorzio Vini Veri definisce vino secondo natura.

Da Cerea sono tornata, felice ovviamente, e con una serie di considerazioni e colpi di fulmine per alcuni produttori che vi segnalo perché a mio avviso meritano.

Tre arrivano dalla Slovenia e se non ti piacciono le macerazioni e le mineralità passa al paese successivo.

1. Aci Urbajs, piccolissimo produttore, padre e figlio giovanissimo, servivano il vino con un tralcio di vite forato al posto del comune tappo dosatore, il loro marchio è Organic Anarchy, centratissimi lo chardonnay e il pinot grigio.
2. Mlečnik, un signore molto distinto che raccontava di come non sia lui a scandire le regole del suo vino. Vini molto eleganti, una ribolla notevole. Grande espressione del territorio.
3. Slavek, ecco, vero colpo di fulmine per il pinot grigio 2015 da spodestarne altri molto più conosciuti, ribolla anche qua meravigliosa di carattere come la signora che ce li dava in degustazione, senza parole di troppo.

Una menzione non posso non farla ad Esencia Rural, Bruno Ruiz, Spagna, regione Castilla – La Mancha. L’azienda non è tra le più piccole perché lavorano in biodinamica 53 ha ed in Italia ha parecchio mercato. Però le etichette De Sol a Sol, sia i due orange vitigno Airen che il rosso macerato Velasco, sono davvero davvero buoni, di quelli che non fai un plissé.

Italia: ho notato poca presenza del Trentino – Alto Adige, riflessione così di petto che chiudo qua, per il resto in giro per lo stivale di interessante c’era molto, ne riporto alcuni.

Valter Mattoni, lui un personaggio davvero di quelli che il vino lo sanno fare, Piceno, Marche, 3 ha con dei grandi vini, Trebbiano in primis (qualità prezzo top).

Nei Colli Tortonesi si va col Derthona, Timorasso, vitigno che deve essere conosciuto di più perché interessantissimo, il vignaiolo è Andrea Tirelli e con l’Archetipo lo esprime con eleganza e una bevuta non troppo austera; segnalo anche la barbera Terra Pura.

E del Monastero Trappiste di Vitorchiano non vogliamo parlarne? Siamo in Tuscia, Lazio, 2,5 ha. 80 suore che lavorano la terra e producono senza aggiungere nulla: uve malvasia, trebbiano, grechetto e verdicchio per il macerato Coenobium Ruscum, davvero curioso, ben fatto, sostanza, da bere; poi un rosso il Benedic da uve ciliegiolo e sangiovese. Ora et labora!

In Campania, Alta Irpinia 750m slm, Fiano d’Avellino, il Don Chisciotte della famiglia Zampaglione, tre annate in degustazione e cogli come cambia il frutto e il corpo in base alla stagione. Bevute diverse ma tutte e tre pulite ed eleganti.

Sicilia, Il Censo, Monti Sicani nell’entroterra: mi sono piaciuti i loro vini, non estremi, non fruttoni, molto equilibrati, garbati e con una grande beva. Il rosso, vitigno Perricone e il bianco da uve Catarrato, il Nero D’Avola un di più.

L’assalto era al banchetto di Philippe Pacalet, Borgogna Cote d’Or, dove sono arrivata in tempo per assaggiare lo chardonnay – Meursault  2017, eh! – assalto giustificato e quella cosa che il legno non lo senti, freschezza e lunghezza. Del pinot noir di Corton neanche i tappi ho trovato.

A questo punto ho appoggiato il bicchiere e sono tornata a casa.

 

4 Commenti

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Samuele

circa 2 settimane fa - Link

A Vini Veri mi sono divertito, ho potuto salutare tanti amici produttori ed assaggiare vini veramente buoni. Poca gente ai banchetti, forse troppo poca per la riuscita della manifestazione ma non certo per noi avventori. Sono passato anche io da Pacalet perchè ero molto curioso ma io invece ho trovato il legno troppo invasivo. Comuqnue tornerò!

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carolain cats

circa 2 settimane fa - Link

se a voi sembrava poca gente, devo dire che a me è sembrata molta di più degli altri anni, anche a vedere cosa si sono bevuti pur dando piccole dosi... io non mi sono mai spostata dal banchetto sia il venerdì che il sabato, la domenica è stata vivibile ma sempre pienotta direi

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Nic Marsél

circa 2 settimane fa - Link

Certo che se il trebbiano di Valter Mattoni (di cui ignoravo l'esistenza fino ad ora) viene prima del supermarchigian "arshura" e del kupra-like "rossobordò" allora sto garagista è un fuoriclasse ;-)

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arnaldo

circa 1 settimana fa - Link

Ciao Angela. diciamo che stanno mancando alla rassegna qualche piccolo importatore o produttore straniero (come negli anni scorsi) che potrebbe richiamare maggior pubblico. Pure qualche italiano si è spostato al Vivit e quindi la rassegna perde un po d'interesse. Da un lato bene come dici, dall altro se perde ancora qualcun altro diventa un grosso problema. Interessante sempre il gruppo di Sloveni (molto buona la ribolla ris di Slavcek, e il tocai di Mlecnik,come pure l Ribolla di Klinec) meravigliosi i vini de LA CASTELLADA con menzione speciale x il Bianco 13, poi solito appeal x Oasi degli Angeli, Walter Mattoni,Clara Marcelli e GIUSEPPE RINALDI con assalto in enoteca fin dai primi secondi dell apertura per accaparrarsi le poche bt in vendita (e stiamo parlando di RINALDI....non di Romanee Conti) A presto Arnaldo

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