Le avventure di Margherita: la cena al Clandestino di Moreno Cedroni

Le avventure di Margherita: la cena al Clandestino di Moreno Cedroni

di Signorina Margherita

Venerdì 10 luglio 2020, ore 20.00 una strada di polvere e sabbia finiva al Clandestino, una balera sul mare, un chiosco bianco e azzurro sospeso tra la sabbia e l’orizzonte il ristorante di Moreno Cedroni nella baia di Portonovo.

Di Margherita e un suo croccante amico a cena, di poca educata fastidiosa liturgia enogastronomica leggerete. Che capita ogni tanto ma non poi così spesso di vivere una serata al ristorante alquanto straordinaria.

Lo so che vorreste dettagli sul perché l’amico era croccante, non abbiate fretta, la serata è appena iniziata.

Il tavolino guarda il mare e la panchina è per due, seduti accanto. Che col sole ancora alto sul mare delle otto della sera di luglio all’improvviso nemmeno ti accorgi che è già buio e la luna si riflette sulle onde fino a portarla a riva.

I sei piatti ordinati scandirono questa serata. Margherita poco avvezza ai menù, troppi gusti mettono confusione e l’amico concorde ma non poteva essere altrimenti.

Mirum 2016 La Monascesca – Verdicchio di Matelica, un esercizio di stile, tutto quello che desidereresti trovare in quel momento lì nel tuo bicchiere. Passione su eleganza di corpo ed anima. Terra e mare. Sole e sale. Il sorso è svelto ed inebriante di calore, scioglie i pensieri, ravviva i gusti e avvicina i sentimenti.

Ma andiamo avanti. La serata va in picchiata, se si guarda l’orologio è per tornare ad avere una cognizione del tempo nella speranza che sia ancora prestissimo.

– Ehi, a cosa pensi? – Penso che non penso e non capita mai. 

L’orata: Poseidone – 2020 | salsa tzatziki, acqua di cetriolo fermentato, mela e olio al basilico. Stuzzicante intuitiva acidità. Sferzante inaspettato piacere.

Sarda a beccafico: Atena – 2020 | salsa di olive verdi, foglie di senape e indivia. Si mangiano con le mani, per poi leccarsi le dita e sporcare il calice di impronte di piacere.

Baccalà – 2019 | salsa di peperoni arrostiti, melanzane, malva, cipolla agrodolce, polvere di cucunci, mandorle e uvetta. Questo piatto è la sigla della cena: il viaggio. Umiltà che incontra e sposa libertà.

Libertà, ingrediente poco usato, un allergene per molti focalizzati a tenere l’alta cucina prigioniera di sterili giudizi e formalità.

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Ma tutto non parte e nemmeno inizia da qui. Ma da ben più distante. Erano mesi che pensavo ad un aggettivo che non riuscivo più ad attaccare a nulla. A nessun piatto, a nessun vino, a nessuna situazione non calcolata. Avendone perso il ritmo ed il suo sapore nei nostri giorni.

Romantico [ro-màn-ti-co]

Chef Cedroni già lo saprà che il Clandestino ha del bello e del buono. Ma non lo darei per così scontato di saper maritare bello e buono. Le riconosco qualcosa di virtuoso nell’aver dato vita ad un luogo che perde il tempo e sveglia i sensi. Un luogo che soffia via la polvere che sbianca troppo spesso l’alta cucina e la sommellerie. Un luogo che rende omaggio al romanticismo, all’eros e lo risveglia lasciandosi assaporare in ogni istante nei suoi piatti, in ogni sorso di vino, nella tovaglia bianca, nella sabbia sotto ai piedi.

Una cassata all’italiana – di cassata italiana aveva poco; grande assente la ricotta sostituita dalla meringa all’italiana che gratificava l’occhio ma tradiva il palato. Aletheia. (Margherita romantica ma non troppo).

Pagato il conto € 210,00 ore 23.00.

Ci si prende per mano, davanti una strada di polvere e sabbia taglia la notte nella pineta del ritorno.

Un po’ uomini, un po’ clandestini dell’avvenire.

 

3 Commenti

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Eugenio Amato

circa 3 mesi fa - Link

Sono stato l'anno scorso. Che bella esperienza.

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Andrea

circa 3 mesi fa - Link

Bello sarebbe, uscire a cena con chi scrive, di piacere, con questa poesia! Sole e sale.

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Ferretti

circa 3 mesi fa - Link

Signorina Margherita sta (finalmente) svecchiando le noise recensioni che si leggono ancora troppo in giro

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