Tutto quello che è successo alla presentazione dei 3 Bicchieri 2015 (oltre Cotarella) lo trovate qui

di Giovanni Corazzol

Le cronache riportano che il palco della Leopolda sia stato allestito come un garage, un garage pieno di oggetti a far da scenografico fondale alla performance teatrale di Matteo Renzi. Dicono ci siano stati video emozional-evocativi per mostrare, a quattro anni dalla prima edizione, quanta strada sia stata fatta, quanta bella gioventù, quanta fresca energia, quante belle prospettive, quali straordinarie possibilità.

Lo spettacolo che ho scelto di vedere io invece si è svolto all’Auditorium del Massimo all’EUR, a Roma. Titolo: Vini d’Italia 2015. Premiazione Tre Bicchieri. Lo recita un duo: Paolo Cuccia, Presidente della Gambero Rosso Holding S.p.A., e Gianluca Semprini, giornalista di punta di Sky, già straordinario co-protagonista di una delle trasmissioni televisive più divertenti degli ultimi anni: le primarie PD del 2012, quelle recitate dalla compagnia Renzi-Vendola-Tabacci-Puppato-Bersani, quelle in cui Bersani disse che Papa Giovanni XXIII era il proprio personaggio storico di riferimento.

Il duo Cuccia/Semprini introdotto dal trio dumasiano dei curatori Sabellico, Guerini, Fabrizio, completato dal vice curatore Carrus-D’artagnan, mena le danze muovendosi agile su un palco più serioso di quello fiorentino ma non meno evocativo, rosso tinteggiato, ben illuminato, in puro stile Sky News.

L’ideona, il cuore dello spettacolo, che dovrebbe rappresentare il momento pubblico di riconoscimento dei produttori premiati con gli agognati tre bicchieri, consiste nell’associare un rappresentante politico-istituzionale-giornalistico-chi c’è c’è, proveniente da Paesi importanti per l’export del vino italiano (il Messico? la Turchia?), ad una o più regioni italiane tribicchierate e ad uno dei nove premi speciali. Avete presente una cosa tipo Sanremo con gli abbinamenti dei cantanti stranieri a quelli italiani? Ray Charles con Toto Cutugno, Roby Ferrante con Paul Anka, Nikka Costa con Amedeo Minghi e Mietta? Ecco, una cosa un po’ così.

– “Invito ora a raggiungerci Sua Eminenza Kathleen Doherty, Vice Capo Missione dell’Ambasciata USA in Italia” dichiara un Semprini perfettamente a suo agio nel ruolo di conduttore.
– “Il premio speciale Cantina dell’anno va a … Tenuta Sette Ponti, consegna il premio Greg Lambrecht, chairman di Coravin.”
– “Allora Sua Eminenza…”
– “No Gianluca – corregge garbatamente Paolo – non Sua Eminenza, ma Sua Eccellenza.”
– “Ah ah ah, sì che sbadato, sono rimasto ancora alla beatificazione di Paolo VI, ah ah ah. Allora Sua Eccellenza…”

Segue amabile conversazione con snocciolamento di numeri impressionanti sull’export verso gli USA, la straordinaria occasione dell’Expo, il grande amore degli USA verso l’Italia e le sue eccellenze enogastronomiche, spassosissimo aneddoto su un Brunello del 1990, perfida sfida alla lettura di alcuni vini premiati con conseguente, leggero, rispettoso brusio divertito del pubblico.

Su questa falsariga si svilupperanno le tre ore della matinée del Massimo. Paolo Cuccia supplirà alla scarsa confidenza con l’inglese dello pseudo-vaticanista Semprini, sfoggiandone uno leggermente amatriciano, evocando tutte le globalizzate attività del GR e sfiorando temi di geopolitica alta (per noi la Turchia dovrebbe essere in Europa, un mercato interessantissimo…). Semprini invece si cimenterà in un campionato di lettura veloce di tutti gli oltre 400 vini premiati, sbagliando un accento su cinque ma tenendo nel complesso ben viva una rappresentazione ad altissimo rischio sbadiglio. A proposito, ecco tutti gli abbinamenti Ospite straniero – Regione – Premio Speciale:

Costanze Reusher (GER), corrispondente per l’Italia di Die Welt (Semprini: “non è che sei tifosa del bayern eh?”), sposata con un siciliano (sic) – Sicilia, Basilicata, Calabria – Premio speciale Viticoltore dell’anno: Giuseppe Gabbas.

Kathleen Doherty (USA), Vice Capo Missione dell’Ambasciata USA in Italia – Toscana 1 – Premio speciale Cantina dell’anno: Tenuta Sette Ponti.

Hideo Fukushima (JAP), Vice Capo Missione dell’Ambasciata Giapponese in Italia – Toscana 2, Lazio, Umbria – Premio speciale Vino dolce dell’anno: Vin Santo di Carmignano riserva 2007, Tenuta di Capezzana.

Wang Xingqiao (CHI), Xinhua News Agency – Veneto e Trentino – Premio speciale Rapporto qualità/prezzo: Custoza Superiore Cà del Magro 2012, Monte del Frà.

Bernard Bedarida (FRA), TF1 – Piemonte 1 – Premio speciale Vino rosso dell’anno: Barolo Villero Riserva 2007, Vietti.

Miguel Ruiz-Cabañas Izquierdo (MEX), Ambasciatore del Messico in Italia – Piemonte 2, Valle d’Aosta, Liguria – Premio speciale Vitivinicoltura sostenibile: Barone Pizzini.

Yasemin Taskin, corrispondente da Roma per la televisione statale turca Trt – Campania, Puglia, Molise, Abruzzo – Premio speciale Vino bianco dell’ anno: Trebbiano d’Abruzzo, Vigna di Capestrano 2012, Valle Reale.

Doug Trappett, Ambasciata australiana – Lombardia, Emilia Romagna, Marche – Premio speciale Bollicine dell’anno: Brut Classico Nature, Monsupello.

Jerzy Boczkowski, Ambasciata polacca – Alto Adige e Friuli Venezia Giulia – Premio speciale Cantina emergente: Tiare di Roberto Snidarcig.

Ecco, finito. Ci si alza, applausi, si esce, saluti, finito. Finito, ecco sì, finito dai. Finito ho detto! Finito perché non ho proprio voglia di dirvi che all’inizio, prima di tutto questo sciabolio di eccellenze o eminenze, s’è esibito un quartetto, uno di quelli che aprono i concerti che sinnò ci si annoia ad aspettare e basta.

No dai, fate grazia, che dirvi del saluto del Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Raffaele Borriello che parla di Expo e del padiglione tutto per il vino mi pesa; dirvi di Domenico Zonin, Presidente dell’Unione Italiana Vini che dice cose interessanti, molto, moltiss…zzzzz; posso dirvi financo che ha parlato e bene il professor Lorenzo Zanni docente dell’Università di Siena il quale ha spiegato in cosa consiste il progetto Forum per la sostenibilità del vino (www.vinosostenibile.org) e posso anche aggiungere che credo d’aver capito che questo progetto sia sostenuto da UIV e Gambero Rosso, che ha coinvolto oltre 500 aziende vitivinicole, 31 tra Università e Centri di Ricerca, 10 associazioni ed istituzioni governative, e che l’obiettivo sia “arrivare a definire un quadro di parametri ufficiali, condivisi e riconosciuti a livello governativo che permettano la valutazione e, quindi, la riconoscibilità garantita dei prodotti e delle imprese sostenibili”. Qualunque cosa significhi.

Ecco, l’ho fatto, controvoglia se devo dirlo, però l’ho fatto. Invece non dirò manco sotto tortura che per completare i 2 + 2 di Nora Orlandi ai tre sopra citati manca Riccardo Cotarella, l’uomo-incarico, l’uomo per cui è stato inventato il concetto di “comitato scientifico”. Non lo dirò perché mi annoia, e mi annoia da pazzi scrivere che l’ossessione di Ric contro il vino naturale ed i suoi comunicatori, espressa oramai quasi ad ogni intervento pubblico, sembra stia raggiungendo livelli d’allarme evacuazione.

“Basta con vignaioli che si fanno i selfie con la vigna alle spalle, stop a queste ideologie, ideologie pericolose, atteggiamenti radical-chic! Questo lavoro sulla sostenibilità (il Forum per la sostenibilità) contriburà a togliere di mezzo la cultura antiscientfica che si è radicata in Italia. Un produttore mi chiama per una vigna devastata dalla peronospera: ho fatto 18 trattamenti – mi dice – ho usato la poltiglia bordolese che fa meno danni alle piante perché l’ho letto su internet. Capite il danno che fanno questi qua? Oppure l’uso della solforosa. Supportati da critici del vino che non conoscono la materia, vignaioli anche bravi si sono resi vittime delle ideologie e si sono semplicemente rifiutati di usarla senza fare nessuna ricerca scientifica. La battaglia contro la solforosa è una falsa battaglia. La scienza ci dice che per fare vini senza solforosa si possono usare l’argon o l’ozono.”

E quindi il coup de théâtre: “Josko Gravner, un uomo che fa di tutto per sostenere l’ambiente, lui stesso, voleva fare vini senza solforosa, ma poi ha riconosciuto che era impossibile e ha rinunciato”. Applausi. Nel foyer pacche sulle spalle e capannelli, manco fosse Piazza San Giovanni.

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Giovanni Corazzol

Membro del Partito del progresso moderato nei limiti della legge sostiene da tempo che il radicalismo è dannoso e che il sano progresso si può raggiungere solo nell'obbedienza.

7 Commenti

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Emanuele

circa 5 anni fa - Link

Complimenti per la festa. http://www.youtube.com/watch?v=gjnM3x82Nds

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Isabella Maricchiolo

circa 5 anni fa - Link

Un unica precisazione doverosa, e non la faccio per difendere Cotarella. Egli non ha raccontato una "storiella" di Josko Gravner, ma ha ripetuto una sua citazione ufficiale fatta su di un libro. Non l'ha detto Cotarella, l'ha detto Gravner.

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francesca ciancio

circa 5 anni fa - Link

azoto ragazzi, azoto, non ozono

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Giovanni Corazzol

circa 5 anni fa - Link

può essere, avrebbe una sua logica, e potrei aver sentito e scritto male. Nel qual caso mi scuso. sembrerebbe comunque un errore poco rilevante, non certo per la deontologia professionale a cui sei giustamente assai attenta, ma perché l'ozono viene in effetti utilizzato per produrre vini senza solfiti. In particolare viene utilizzato nel metodo Purovino © (http://www.purovino.it) che pare essere il risultato di una collaborazione tra aziende private e un'università che sento spesso nominare quando si parla di vino (l'Università della Tuscia) ed in particolare di un dipartimento (il DIBAF) di cui credo proprio faccia parte Riccardo Cotarella, così come il prof. Fabio Mencarelli (citato quale responsabile del progetto Purovino © per il DIBAF) che con Cotarella sta però anche seguendo il progetto del vino senza solfiti detto Wine Reasearch Team (ohibò che coincidenza!), quello presentato a maggio dell'anno scorso da F.M. Ricci. Grazie alla trascrizione che ne fece Gallello di Porthos (http://www.porthos.it/index.php/rubriche-mainmenu-401/noi-c-eravamo/778-wine-research-team-i-vini-senza-solfiti-e-non-solo?limitstart=0) si possono leggere tanto i contenuti di quella presentazione che i nomi dei relatori: Cotarella appunto, poi Mencarelli ed anche Cesare Catelli. Catelli che non solo collabora sul progetto Wine Research Team, ma anche in Purovino © e lo fa essendo il titolare di PC Engineering Srl, azienda comasca, specializzata nell'uso dell'ozono, che quel metodo (Purovino ©) ha brevettato. Tra l'altro ne puoi leggere qui: http://med.gamberorosso.it/media/2011/11/298630.pdf Se inseguire tutti i collegamenti che riporto risultasse un po' pesantuccio, direi che questo video potrebbe già aiutare un bel po' (http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2012/20120326_video_15161438/00001788-vinitaly-il-vino-amico-dellambiente-ozono-al-posto-di-solfiti.php) Da questo io ricavo tre considerazioni: 1) che potrei anche aver sentito bene io 2) che se avessi sentito male non mi sarei tanto allontanato dal vero 3) che il sarcasmo bisogna saperlo padroneggiare.

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Francesca Ciancio

circa 5 anni fa - Link

Spesso il sarcasmo è nella testa di chi legge. Per quanto mi riguarda ho imparato cose nuove. Grazie

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Luigi

circa 5 anni fa - Link

Ed era effettivamente ozono, come argomenta con precisione quasi maniacale Giovanni Corazzol. Sarebbe bene imparare a resistere agli impulsi che ci fanno intervenire prima ancora di aver pensato. L'istinto è animale e noi ci distinguiamo dal regno animale, compresi i mammiferi, per la capacità di pensiero e di astrazione. Con l'evoluzione della specie abbiamo acquisito il telencefalo, la corteccia cerebrale, perché ci serviva, ne avevamo bisogno e Darwin l'ha spiegato bene molto prima di me. Cercando di farne uso, riusciamo ad evitare interventi inopportuni che ci espongono a brutte figure, che in rete non si cancellano. Riccardo Angela Cotarella detto Quark che legge (come giustamente precisa Isabella) Gravner, riguardo ai solfiti, andrebbe analizzato fuori dal punto di vista istituzionale degli organizzatori e di Cotarella stesso, figura istituzionale per antonomasia, che piace molto a persone che fra loro non si piacciono per niente e mette d'accordo la moglie con l'amante, soprattutto in vista di Expo 2015. E già che si investe un po' di tempo in questa analisi, sarebbe bene ricordare (riesumare) un siparietto di pochi anni fa su Radio 24, trasmissione Il Gastronauta, condotta da Davide Paolini, quando il nostro, trattò in maniera tutt'altro che urbana, il produttore di Massa Vecchia. Egli osava sostenere di produrre vini senza solfiti. Se non ricordo male un altro ospite della trasmissione fu Valentini, Buona serata. Luigi.

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Francesca Ciancio

circa 5 anni fa - Link

Le dirò luigi, io mi sento sufficientemente un animale, una lupa, se posso scegliere ( anche se con scarsa capacità di pensiero come lei ha sottolineato )

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