Letture di vino. Gli imperdibili

di Francesca Ciancio

I libri sul vino? Carta straccia. Un post di Good Grape suona più o meno così e taccia di “dinosaurite” i vecchi e amati tomi.  Scrittore e lettore non si toccano quasi mai e il mezzo non convince più. Tutt’altra storia la community, luogo d’incontro in cui il fruitore diventa co-autore, e ti pare poco? A fare i sapientini, un bel “Roland Barthes l’aveva detto” ci sta tutto. Purtroppo per lui, nel 1975 Internet era ancora un miraggio. Stando a Good Grape, i libri aiutano a capire l’oggetto dell’interesse – il vino, per dirne uno – ma non il contesto. E allora che si fa, al rogo miliardi di pagine inchiostrate e tutti appresso a Santa Madre Rete? Non. Sia. Mai. Anzi, guai a vedere impolverati i miei libri preferiti. Ognuno divino, a suo modo. Eliminare un titolo? Impossibile. Tutt’al più, ho ancora un pò di spazio sullo scaffale.

  1. The Oxford Companion to Wine di Jancis Robinson | Come lei nessuno mai. Jancis Robinson è la vera Lady Wine. Con il suo pragmatismo british ha creato un dolce “mattone” di 840 pagine (ultima edizione 2006). Più di quattromila voci  legate al vino: dati tecnici, storici, aneddoti, piantine, elenco dei vitigni. Tutto in ordine alfabetico. Un mega vocabolario da tenere sul comodino per consultazioni veloci prima della nanna. Sogni d’oro garantiti.

  1. Atlante mondiale dei vini di Jancis Robinson e Hugh Johnson | Dopo la quinta e ultima edizione, il Washington Post scrisse: “È la miglior collaborazione di due Brits dai tempi di Lennon e McCartney”. L’idea alla base della pubblicazione è simile a quella del libro precedente: tanto spazio alle regioni vitivinicole, mappe, foto e testi che fanno viaggiare anche stando sul divano. Nel 1971, una cartografia viticola del genere fu rivoluzione allo stato puro.

Vino. Una cultura mondiale di Jens Priewe| Incrocio spesso Jens alle degustazioni. È un uomo riservato, anche lui dall’aspetto british. In realtà è tedesco e scrive per  la più importante rivista di settore in Germania, Wein Gourmet. Un vero stakanovista del calice: assaggia tanto e sempre con lo stesso rigore, poi fa il giro dei banchetti, parla con i produttori e prende nota. Ho letto il libro appena saputo della versione italiana. Gli somiglia, le pagine sono rigorose, puntuali, senza sofismi e termini da paraletteratura. Anche qui il taglio è enciclopedico. Il tempo speso in Italia si sente e, rispetto ai precedenti, il testo sembra più puntuale sui vini di casa nostra.

The Great Domaines of Burgundy di Remington Norman e Charles Taylor MW | Due Master of Wine (almeno fino al 2003) che scrivono un libro sulla regione  vitivinicola più snob del mondo. Cosa volete di più?  Aggiornato al 2010, presenta i 141 migliori domaines di Borgogna. Selezione ardua e risultato davvero encomiabile. Pagine su tre colonne, schede aziendali con una foto, al massimo due, appellazioni di riferimento, classificazioni, nome dell’eventuale cru, estensione della proprietà ed  età delle piante. La Borgogna non si può raccontare – andateci! – ma con questo libro figurone assicurato. Imperdibili le ultime 30 pagine, saggi così sulla viticoltura della Cote D’Or sono merce rara: scelta delle piante, biodinamica, uso del legno e descrizione delle annate dal 1971 al 2009. Una roba incredibile. Se la Borgogna avesse qualche segreto, qui in mezzo rischiate di trovarlo.

I volumi didattici dell’Associazione Italiana Sommelier  (tutti) | Sono il “male necessario”. Se vuoi superare  l’esame, da lì devi passare. Vanno studiati bene, magari anche un pò a memoria (caffè pagato a chi ricorda le sottozone del Sudafrica, senza sbirciare). Servono, sono propedeutici, pre-conoscenza, pre-passione, pre-emozione. Una volta letti, si inizia a fare sul serio. Onore al merito delle foto di copertina, nature morte che neanche Caravaggio sbronzo. “La degustazione” e ” Il mondo del sommelier” (i due tomi del primo livello) sono sempre utili. I testi sull’enografia nazionale (secondo livello) furono e sempre resteranno indigeribili. Mettiamola così: poca empatia e manco troppa simpatia.

Il piacere del vino – Slow Food Editore | Il testo che avrei voluto scrivere, un libro divertente  che insegna a partire dal titolo. Il vino è gioia, condivisione. Ci sono colore, tante foto, grafici, ipertesti, schede accessorie. Il sottotitolo di oggi – “Manuale per imparare a bere meglio” – fu il titolo della prima edizione. Troppo elitario, molto meglio “Il piacere del vino”. Quando leggo pubblicazioni della chiocciola penso sempre alla grande famiglia di fedelissimi, transfughi e collaboratori che in tanti anni ha lavorato a Bra e dintorni. Ad accomunarli, volontà e piacere di divulgare concetti ancora oggi inaccessibili ai più. Figurarsi 20 anni fa.

Elogio dell’invecchiamento di Andrea Scanzi | Si, ancora lui. Pensateci, questo libro è una furbata, anzi un irresistibile mix di egocentrismo letterario, talento narrativo, citazioni musical-cinematografiche e didattica della sommellerie. Ecco a voi i volumi dell’Associazione Italiana Sommelier in chiave cool. Scanzi sta al vino come Oldani alla cucina, entrambi amano il pop. Descrivere il pinot nero come vino Kiarostami è semplicemente geniale: il vitigno d’essai dà soddisfazione con il tempo, ma guai a dimenticare il primo pensiero dopo aver visto “Il sapore della ciliegia“. L’idea fantozziana della Corazzata Potemkin, al confronto, è uno zucchero. Dare tempo al tempo, sempre.

Le parole della terra | Manuale per enodissidenti e gastroribelli di Luigi Veronelli e Pablo Echaurren | L’ultimo Veronelli – quello del carteggio sulla rivista Carta con Pablo Echaurren, riscopre la profonda vena anarchica, gli studi su Proudhon bagnati nel vino e impastati in cucina. Sono gli ” Scritti corsari” di Pierpaolo Pasolini in chiave enogastronomica. In queste pagine capisci che cibo e vino possono essere potenti mezzi di comunicazione per dire altro. Sono forme di resistenza per mettere a nudo le disuguaglianze. E come risponde Echaurren a Gino: “meglio un giorno da Squacquerone che cento da Galbanino”.

Vino al vino di Mario Soldati | Un altro grande italiano, come Luigi Veronelli, come Gianni Brera. Li si ricorda spesso come scrittori prestati ad altro. “Ad altro cosa? ” mi chiedo sempre. Se scrivevano di un piatto e di una bottiglia raccontavano la vita. Che altro dovrebbe fare uno scrittore? L’Italia del vino disegnata da Soldati è lontana anni luce. Un viaggio compiuto tra il ’68 e il ’75 con l’urgenza di raccogliere il più possibile, perchè tutto andava scomparendo e lui lo aveva capito.  Un itinerario enologico diventa così uno spaccato di antropologia, sociologia e anche poesia. Il vino come metafora del genius loci. Io lo proporrei come testo scolastico.

14 Commenti

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Grande post Francesca. Tra l'altro non conoscevo (tra gli altri) il volume sulla Borgogna, e, a prima vista, sembra una di quelle cose *fondamentali*. ;)

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babe

circa 10 anni fa - Link

Grazissime! ottimo post concordo, utilissimo. Condivido il giudizio su "Il piacere del vino" di Slowfood, che mi ha instillato una curiosita' che e' poi diventata "insana" passione. Anche io trovo ottimi i testi didattici di AIS del primo livello.

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AZ

circa 10 anni fa - Link

condivido.

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pablo echaurren

circa 10 anni fa - Link

Cara Francesca, mi imbatto in queste tue note e scopro che qualcuno ricorda il nostro (di Veronelli e mio) carteggio. Te ne sono grato e lo è anche Gino. Ma lui non può dirtelo. Magari tra un sorso e l'altro si paleserà pure lui. Un abbracc-io Pablo Echaurren

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francesca ciancio

circa 10 anni fa - Link

grazie mille. spero tanto che il buon gino abbia un sorriso per me.....

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Riccardo Margheri

circa 10 anni fa - Link

L'Oxford Companion è imperdibile, e ci faccio spessissimo riferimento; ho un unico dubbio: mi sembra di notare una certa parzialità nella trattazione delle regioni italiane (le cui voci ho letto per curiosità) nel senso di preconcetti tipo vino italiano bombolone/o troppo tecnico/o vittima di una vinificazione non abbastanza precisa, oltre ad una certa quals sufficienza nella trattazione di certi vitigni; certe valutazioni mi sembra derivino da una conoscenza non così accurata come avrei sperato. Ergo, come si fa non essere sicuri che non valga lo stesso anche per le voci relative ad altre regioni vinicole di cui sappiamo molto meno? Peraltro, temo che questa insufficiente conoscenza dell'Italia del Vino sia difetto comune a più di un Master of Wine... Concordo sul testo dello Slow Food, che non manco di consigliare a chi non sa un piffero di vino (non che io ne sappia di più, beninteso): anche qualcuno digiuno al 100% delle più diverse problematiche se lo legge con attenzione si fa un'idea.

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carolina

circa 10 anni fa - Link

5 su 9.per me utilissimo quello di slow food ai tempi delle superiori per integrare le dispense.

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Letico

circa 10 anni fa - Link

Io sono fiero di possedere quello che credo sia un libro raro: Il Grande Atlante illustrato dei Vini d'Italia, di Burton Anderson - Mediolanum Editori Associati, 1990. Interessante vedere la lungimiranza dell'autore nell'individuare quelle aziende che poi si sarebbero affermate.

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carolina

circa 10 anni fa - Link

ho anche questo ehehhehehhehhe :)

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Bernardo Conticelli

circa 10 anni fa - Link

Per gli amanti e studiosi della Borgogna segnalo il libro "The Wines of Burgundy" di Clive Coates (MW). E' decisamente il definitive book sulla Borgogna, un malloppetto di circa 400 pagine dove viene studiata e analizzata tutta la regionw vitivinicola da nord a sud e AOC per AOC, senza tralasciarne alcuna dalle più conosciute alle più sconosciute. Qualsiasi bottiglia di Bourgogne avrete davanti, potete consultare il libro e state certi che trovere informazioni al riguardo: ma non "informazioni" che vi diranno se il vino è buono o meno (quello fatelo decidere al vostro palato) bensì informazioni sulla storia del produttore, sulle parcelle sulle quale lavora e sui metodi di produzione. Consigliato vivamente!

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Bernardo Conticelli

circa 10 anni fa - Link

Scusate correggo...ero stato fin troppo magnanime: il malloppetto di cui sopra consta di oltre 850 pagine!

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carolina

circa 10 anni fa - Link

e bravo bernardo!!! :) fortuna che ci sei te a dirmi di questi libri! vedem se lo trovo!

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