La degustazione di Intravino alla BlogFest? Nei bicchieri di plastica

di Jacopo Cossater

Partiamo dall’ovvio, avevamo pensato. Per dire: avete mai provato ad assaggiare lo stesso vino in diversi bicchieri? Non so, magari iniziando con un bicchiere di plastica, poi di vetro per poi finire con il più tradizionale calice? Potrebbe sorprendervi. Eravamo a Riva del Garda, l’occasione era la BlogFest, l’annuale raduno che vede accendere i riflettori sui protagonisti dell’online e su tutte le tematiche più calde che interessano la rete.

Durante questa tre giorni l’agenda è fitta di appuntamenti, o camp, durante i quali confrontarsi e discutere. Banda larga ed editoria digitale i temi più caldi, allegramente affiancati da momenti più rilassati. Il FoodCamp, uno di questi. Un’intera mattinata dedicata al cibo in rete in diverse declinazioni e, a margine dello stesso, la già annunciata degustazione organizzata da Intravino.

Partiamo dall’ovvio e vediamo cosa succede, quindi. Proviamo ad assaggiare lo stesso vino in diversi bicchieri e confrontiamoci. Cioè, non è cosa ovvia e scontata che il primo assaggio, quello in plastica, fatichi ad esprimere il proprio potenziale olfattivo. Anzi, che ne risulti decisamente appiattito. E poi tutte quelle piccole sensazioni che derivano dal contatto delle labbra con il bordo del bicchiere. In tanti ci hanno ripetuto che i migliori sono in cristallo, adesso forse cominciamo ad intuirne il motivo. E poi che il calore delle nostre mani, alla lunga, inesorabilmente, alzerà di qualche grado la temperatura del vino. Solo che adesso ce ne siamo accorti.
Questo l’approccio quindi. Abbiamo sempre scritto della necessità di un linguaggio in un certo senso nuovo, nel parlare di vino. Abbiamo sempre pensato che l’autoreferenzialità sia quanto di più dannoso ci sia e che ci fosse bisogno di parole semplici e di un linguaggio chiaro. Pop, nella migliore accezione del termine. Ecco, abbiamo provato a tramutare questa idea  in un incontro, e la prima sensazione è che sia andata bene, eccome.

Poi certo, abbiamo fatto una breve introduzione alla degustazione e di come i nostri sensi percepiscano il vino. La vista, ovviamente l’olfatto ed il gusto. Ma anche l’udito ed il tatto cercando di capire come si crei dentro di noi l’idea di un vino. E poi perchè ci piaccia, quali siano le leve che ci portano ad amarlo. Cose così, pensieri in libertà. Nel primo bicchiere un Primitivo di Manduria capace di coniugare frutto, polpa e tensione. Il Mono 2008 di Soloperto. Nel secondo un blend a base di sangiovese appena più dolce, morbido senza dimenticare la struttura. Era il Prova d’Autore di Roccafiore, il 2007. E poi domande, sguardi, risate. Il decanter, per dire, è oggetto che è ancora circondato da una certa aurea di mistero, adesso ne abbiamo le prove. Ma almeno possiamo essere certi che chi era lì con noi non berrà più un vino dal bicchiere di plastica, la vita è troppo breve per volersi così male.

Partiamo dall’ovvio e divertiamoci. Magari chissà, anche l’anno prossimo.

Immagine di Labna

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Giornalista, su Intravino dal 2009.

15 Commenti

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KENRAY

circa 10 anni fa - Link

primo! (a commentare as usual) la prima cosa che ho imparato è: bere il vino nel bicchiere giusto. ovvio? non tanto. ho visto al vinitaly bere smodatamente pur di bere in bicchieri di ogni sorta vini pregiatissimi. ho visto cose che voi umani non frequentatori di catering aziendali da film dell'orrore. bere un sassicaia in bicchierone di carta. no dico. da mettere mano al mitragliatore. ebbene. si decanter (quando ce vò ce vò) soprattutto per vini molto strutturati e anzianotti si al bicchiere in cristallo ampio e capiente per esaltare il profumo dei rossi corposi. questo vale anche per cognac e rum invecchiati, naturalmente si al flute per gli spumanti. vietare per legge la palstica e la carta. bersani aiutaci tu. poi ci sono i personaggi naif che bevono vino direttamente a collo bottiglia. ma questo è un altro film.

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Gabriele

circa 10 anni fa - Link

Nooo il flute per le bollicine nooo!!! non dico che è un crimine contro l'umanità come il Sassicaia nei bicchieri di platica, ma poco ci manca. Si vede bene il perlage, ma non si apre al naso!!! Ma non hai visto che bicchieri usava il tuo mito Gori per il Dom '96: http://www.intravino.com/assaggi/dom-pierre-perignon-1996-champagne-aoc-in-ferie/

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Rino Polacco

circa 10 anni fa - Link

concordo pienamente... c'è ancora questa mania ad usare il flute che di peggio non si può! Soprattutto per il Prosecco...

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KENRAY

circa 10 anni fa - Link

gabriele dissento assolutamente il flute non si cambia. le bollicine sprigionano sentori fortissimi che devono arrivare direttamente al cervello e questi devono passare compressi in un tubo-cannone. il flute aprire il tutto con un boccione significa dispersione per un vino che deve essere sparato in gola come un freccia rossa. andrea gori cosa vuoi che capisca. è un dilettante. e chi la pensa come lui un lecchino.

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Rino Polacco

circa 10 anni fa - Link

ma che sta' a di'? "le bollicine sprigionano sentori fortissimi che devono arrivare direttamente al cervello" ? ma daaai... Fai la prova con 2 bicchieri, uno tipo flute, l'altro tipo bordeaux e poi mi saprai dire dove senti meglio i profumi... è evidente che si sprigionano meglio in quello più ampio anche se poi tendono a svanire - questo sì - più velocemente. Ma per me non è un problema, invece se sei lento a bere (dal bicchiere) allora ti do ragione. Eppoi l'uso del flute è un fattore puramente estetico, per via del perlage...

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kenray

circa 10 anni fa - Link

rino secondo te non ho mai provato? meglio il flute, per me.

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Rino Polacco

circa 10 anni fa - Link

De gustibus...

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KENRAY

circa 10 anni fa - Link

messaggio di servizio l'andra gori di cui parla gabriele è il fratello gemello del mio Vate. non vorrei che qualche mente debole travisasse.

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Gabriele

circa 10 anni fa - Link

Chiedo venia per il marchiano errore!!! vorrà dire che ti offrirò da bere se ci incrociamo da Peck!!!! Però li le bollicine non le servono nel tubo-cannone!!

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nicola a.

circa 10 anni fa - Link

Per uno champagnino al limete va bene il fluttino, ma per me, per della roba buona datemi un bicchiere-pitale, per un grande champagne è un grande vino.

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Fabio Cagnetti

circa 10 anni fa - Link

io in generale mi trovo bene con questi (che non sono esattamente delle flute, viste le dimensioni). E solo per qualche Champagne molto vecchio (diciamo dai trent'anni in su) passo a questi.

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Rino Polacco

circa 10 anni fa - Link

sì è un bel compromesso...

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Jasmine

circa 10 anni fa - Link

Io c'ero, e prometto solennemente che dopo le spiegazioni di Jacopo non berrò mai più vino da un bicchiere di plastica! Ovviamente cercherò anche di salvare dall'errore chi si apprestasse a farlo! Jaz

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Grande Jasmine, sono felicissimo di questo tuo commento! :)

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Farinetti

circa 7 anni fa - Link

Quante menate...se un vino è buono...è buono...punto.

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