Le Loro Maestà | Borgogna e Piemonte insieme appassionatamente sono proprio imperdibili

di Intravino

Pinot nero e Nebbiolo, Borgogna e Piemonte. Poche storie, i veri e autentici reali colorati di rosso sono loro! E per un giorno, domenica 10 febbraio, a Pollenzo (CN) ben 50 vignaioli (25 borgognoni e 25 piemontesi) saranno tutti insieme con i loro vini in degustazione a Le loro Maestà. Il parterre è di quelli imperdibili. Qualche nome? Partiamo dalla Borgogna. Prestigiosi domaines come Bonneau du Martray, Domaine des Lambrays e Comtes Lafon. Vignerons autentici e sanguigni come Confuron-Cotetidot ed Eric de Suremain. Giovani emergenti dal futuro luminoso come Naudin-Ferrand, Arlaud e Emmanuel Giboulot. Grandi classici come De Courcel, Chantal Remy e Chandon de Briailles. Ce n’è per tutti i gusti. E nemmeno sul versante piemontese si scherza in materia di classici inossidabili: Cavallotto, Brezza e Giacomo Fenocchio. Senza dimenticare Burlotto e Marchesi di Gresy. Ma poi ancora Massolino, Vietti, Sottimano, Germano Ettore, Conterno Fantino, Vajra: quando ricapita di trovarli tutti insieme?

Una cosa è certa: si tratta di una degustazione davvero unica in Italia. Sia per la qualità dei vini sia per la presenza di tanta Borgogna tutta insieme. Noi di Intravino non mancheremo di partecipare per raccontare il meglio; affrettatevi, vale proprio la pena esserci.

[Per informazioni e prenotazioni: www.leloromaesta.it. Post sponsorizzato da Artevino. Foto: Maurizio Gjivovich]

3 Commenti

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luciano ramella

circa 7 anni fa - Link

Spiace rilevare che un appuntamento così interessante non abbia ricevuto commenti. Non vorrei che l'eccessiva pomposità nel presentare l'evento abbia intimidito gli appassionati. A mio modo di vedere, con l'esperienza della prima edizione delle Loro Maestà, questa è un'ottima occasione per conoscere soprattutto i Pinot Noir della borgogna, presentati forse in versione un poco troppo giovane per apprezzarne la loro complessità ma pur sempre meritevoli di un attento assaggio. La mia sensazione è che i borgogna (soprattutto rossi) siano ancora pochissimo conosciuti in Italia anche dagli appassionati. Il costo elevato e la loro dipendenza dalle annate (alcune grandissime altre medie o mediocri) rendono difficile l'approccio. Questa rimane comunque una delle rarissime occasioni per avvicinarsi alla soavità del principe dei vini.

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Mocchi Massimo

circa 7 anni fa - Link

peccato di domenica.......da ristoratore ed amante di Piemonte e Borgogna!!

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andrea d

circa 7 anni fa - Link

E' stata, come prometteva, un'esperienza sublime, possibilità quasi unica di avere davanti, insieme, più di 20 produttori di Borgogna, oltre ad altrettanti campioni del Barolo. Ovvio, per chi, come me, era della zona, prediligere il versante pinot nero, se non altro perchè i Baroli si frequentano più spesso. Splendido perdersi tra le delicatezze innovative e "fuori zona" di Naudin-Ferrand, un Cotes de Nuits Viola Odorata 2011 dal naso splendido, restando sulle delicatezze sfumate c'era anche Bruno colin con il suo Chassagne-Montrachet 1er cru La Maltroie 2010, ma anche Sauvigny-Les-Beaune 1er cru Aux Clous 2010 di Louis Chenu. I grandi classici di eleganza non mancavano, su tutti uno splendido Grand Cru Clos de la Roche 2002 della luminosa e seducente Chantal Remy. Personalmente mi ha steso il 1er cru Les Suchots Vosne-Romanee di Confuron-Cotetidot 2009, dalla complessità articolata, cipria, spezie, una bellezza. Sempre altissimo il Clos de Vougeot Vielles Vignes 2008 di Chateau de la Tour e classicamente "franco" il Clos de Lambrays Grand Cru 2008... Troppa grazia!

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