Terroir Gaza

di Antonio Tomacelli

capt.photo_1255589501331-1-0Ci sono uomini che rischiano la vita per un bicchiere di vino e non sono degli enosboroni. Prendi per esempio Abu Mohammed. Vive nella Striscia di Gaza in Palestina, sotto il regime di Hamas. Vive per lui è già una parola grossa, diciamo che cerca di avere una vita normale e per lui questo vuol dire “un bicchiere di vino ogni tanto”. Intendiamoci, Mohammed è uno che farebbe salti di gioia davanti a una caraffa da trattoria, ma Hamas gli nega tutto ciò che è alcol. E Hamas non scherza quando vieta qualcosa. E allora il nostro enofilo si arrangia come può e pesta a mano grappoli d’uva sul tetto di una casa bombardata ricavando pochi litri di mosto ogni volta. Poi ci mette il lievito, per aiutare la fermentazione e dopo 40 giorni ottiene qualcosa che somiglia al vino, ma per lui è buono lo stesso. Al palato rivela, forte, il sentore di libertà.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

4 Commenti

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Luciano Pignataro

circa 11 anni fa - Link

Hai beccato proprio una bella storia.

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La linea dell'inutile (Mauro)

circa 11 anni fa - Link

i miei 2 cents in supporto alla DOCG Gaza

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Claudio Borroni

circa 11 anni fa - Link

Io penso che,pur di liberarsi della tirannia del regime sionista,che tratta i palestinesi come delle bestie,rinuncerebbe volentieri al suo vino.

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