Tagadà la tocca piano: “Terre avvelenate per i vitigni del Prosecco”

Tagadà la tocca piano: “Terre avvelenate per i vitigni del Prosecco”

di Fiorenzo Sartore

Se appartenete al gruppo di coloro che non sopportano i talk show in televisione, è possibile che vi siate persi la puntata di Tagadà dello scorso 4 febbraio, su La7. Il fatto che si parlasse di apericena, all’inizio, può aver contribuito in maniera decisiva al vostro zapping. Fate quindi un piccolo sforzo, perché nella puntata un servizio aveva come titolo “Terre avvelenate per i vitigni del Prosecco”. Ho la vostra attenzione, adesso? L’estratto che vedete qua sotto spiega meglio.

Si tratta dell’annosa questione dell’abuso di fitofarmaci nelle aree vitate a prosecco, che sono prossime alle abitazioni. La conduttrice taglia corto: meglio che fitofarmaci, è il caso di chiamarli pesticidi. Dato che gli enti pubblici sono i primi a dirci di chiudere le finestre e non uscire di casa durante l’uso di tali sostanze, possiamo serenamente dire che queste sono pericolose, senza timore di essere complottisti.

Prima che si trovi una soluzione normativa, un modo per salvare capra e cavoli, io annoto che ad oggi c’è solo una via praticabile che appare utile: la coltivazione rispettosa del territorio. Che si può chiamare biologica, biodinamica, naturale, ma che è la sola in grado di dare risposte a breve. Molte aziende che conosciamo sono bio, molte sono in conversione, e per quel che mi riguarda quasi tutte quelle che incrocio nel mio lavoro si stanno dimostrando responsabili, nel senso di sensibili.

La trasmissione, alquanto lunga, si intrattiene sul vino nella prima mezz’ora, e non ha visto sempre interventi brillantissimi (sa il cielo quanto io ami gli eufemismi). Per fare un rapido estratto, Alessandra Mussolini: “La Francia… questi sono contenti che facciamo questi servizi, loro fanno tre volte peggio”. Mario Capanna: “il Prosecco ha fottuto (sic) lo Champagne per quanto riguarda le esportazioni mondiali”. Ci sarebbe quindi da dire qualcosa sulla narrazione del nostro amato vino in tivvù, ma ho anche esaurito le energie.

[Immagine: Wikipedia]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

12 Commenti

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Riccardo

circa 3 anni fa - Link

Scusate la mia limitata capacità di comprendere, ma non riesco a capire quale connessione, ci sia tra chi beve il vino di questa zona e il rischio di contrarre le malattie che vengono riportate in questo servizio. Ovviamente intendo quantità ragionevoli, non 2 litri al giorno vita natural durante. Qualcuno mi spiega qualcosa?

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gianluca

circa 3 anni fa - Link

Torniamo sempre sullo stesso discorso, NON si può piantare dove pendenze clima e terreni non permettono la coltivazione della vite. Bisogna smettere di pontificare le pendenze estreme come luogo migliore per fare Prosecco, poi per risparmiare e piangere nei confronti di zone dove si può lavorare con il trattore si giustificano l'uso dell'elicottero per spargere prodotti con l'aggiunta di piombo per non disperdere i fitofarmaci nell'aria. Forse è tutto questo piombo sparso negli anni che fa male ? Chi lavora terreni idonei usa macchine a recupero per i fitofarmaci perché ti fanno risparmiare prodotto ed un uomo può lavorare molti ettari; noi in pianura utilizziamo circa il 30% dei prodotti usati in collina e con ottimi risultati.

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vinogodi

circa 3 anni fa - Link

... "...le sostanze deputate ad inibire la vita di esseri viventi, siano esseri unicellulari che pluricellulari , sia in medicina che agricoltura, bene non fanno (Esimio Prof Casolari , Stazione Sperimentale Conserve Alimentari Parma , 1981)

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Maurizio

circa 3 anni fa - Link

Vietare la coltivazione in una fascia di rispetto dalle abitazioni e in una seconda fascia buffer obbligare a utilizzare macchine a recupero oppure ugelli antideriva e schermatura con siepi, ed eventualmente maggiori limitazioni sui prodotti ammessi (non necessariamente biologici, perché non sempre sono meno inquinanti, fatevi un aerosol di zolfo in polvere e poi mi dite). Il problema dell'inquinamento ambientale in viticoltura è molto più serio del rischio di residui nel vino (che praticamente è irrilevante).

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Paolo A:

circa 3 anni fa - Link

Ma con vitigni nel titolo si intende vigneti, vero?

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Andrea

circa 3 anni fa - Link

I fitofarmaci, e non pesticidi (traduzione errata dall'inglese), hanno subito nel corso del tempo numerose migliorie e regolamentazioni. Inoltre l'utilizzo di sistemici è sempre più ridotto, e questo incide in maniera preponderante sull'impatto ambientale . Nonostante ci siano più vigneti, la tossicità è ridotta rispetto a decenni fa. Comunque il servizio è a dir poco scandaloso, viene data voce solamente a persone capaci di muovere critiche soggettive e prive di fondamento, probabilmente mosse dall'invidia di non avere una parcella di Prosecco. D'altronde, siamo in Italia.

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Paolo

circa 3 anni fa - Link

"...hanno subito nel corso del tempo numerose migliorie e regolamentazioni. Inoltre l’utilizzo di sistemici è sempre più ridotto..." Perdona, ma devo dirlo: la stessa cosa si diceva venti anni fa dei prodotti impiegati vent'anni prima. Posso a buon diritto immaginare che identicamente si dirà tra vent'anni dei prodotti di oggi. Davvero: 'non è più come una volta, oggi si che tutto va bene madama la marchesa' non mi sembra un punto convincente nella discussione in oggetto.

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Paolo

circa 3 anni fa - Link

"...hanno subito nel corso del tempo numerose migliorie e regolamentazioni. Inoltre l’utilizzo di sistemici è sempre più ridotto..." Perdona, ma devo dirlo: la stessa cosa si diceva venti anni fa dei prodotti impiegati vent'anni prima. Posso a buon diritto immaginare che identicamente si dirà tra vent'anni dei prodotti di oggi.. Davvero: 'non è più come una volta, oggi si che tutto va bene madama la marchesa' non mi sembra un punto convincente nella discussione in oggetto.

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Fiorenzo Sartore

circa 3 anni fa - Link

Per carità Andrea, va tutto bene, ma la cosa "invidia di non avere una parcella" no, per pietà. (Io poi sogno sempre di vedere la fine dell'utilizzo di un argomento così fallace ma capisco che sia un problema mio). Tra i soggettivi privi di fondamento, inoltre, bisogna mettere anche gli enti pubblici che consigliano alla gente di tenere le finestre chiuse.

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Andrea

circa 3 anni fa - Link

Potrebbe essere un argomento fallace e banale, ma purtroppo è la verità. Il prosecco al momento è il vino che ha più valore, venendo pagato fino a 2,7 euro al litro, per non parlare del prezzo delle uve. I prosecchisti stanno vivendo un momento d'oro, ed è normale che ci siano dei detrattori che si appigliano a qualunque balzello pur di tentare di arrestare questo inesorabile successo. Bisogna inoltre ricordare l'indotto generato da tale escalation, che comprende non solo gli agricoltori e gli imbottigliatori, ma anche tutte quelle strutture ricettive che attraggono turisti e permettono un forte movimento turistico contribuendo ad apportare ricchezza. In ultima analisi, la zona del Prosecco è solamente una delle tante in Italia in cui viene coltivata la vita, ma essendo quella che al momento rappresenta il maggior valore, concentra ed evidenzia su di se tutte le critiche. I problemi di inquinamento e tossicità dei fitofarmaci non riguardano solo le zone in cui viene prodotto il prosecco, ma anche altre regioni e coltivazioni differenti dalla vite. Perché non si sente mai parlare di criticità relative a tali zone? Per quanto riguarda invece lo sviluppo dei fitofarmaci, ciò è innegabile. Le regolamentazioni sono sempre più serrate e la ricerca porta inevitabilmente al loro sviluppo, così come i macchinari impiegati per la distribuzione, a recupero di prodotto o con sensori GPS atti a seguire la vigoria della pianta per distribuirne in quantità proporzionali. Non mi pare che tali tecnologie fossero presenti 20 anni fa!

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Hamlet

circa 3 anni fa - Link

Andrea ha scritto "Il prosecco al momento è il vino che ha più valore, venendo pagato fino a 2,7 euro al litro" Ma cosa vuol dire? Secondo te il prosecco ha un valore superiore al Brunello di Montalcino, al Barolo o all'Amarone??? Potresti spiegare meglio cosa intendevi?

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Andrea

circa 3 anni fa - Link

Hai ragione mi sono espresso male, mi riferisco al prezzo di vendita del vino sfuso, che riveste una notevole importanza come volumi di vendita.

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