Wine Sound System | Don Pasta, Candide e il Dolcetto di Dogliani

di Antonio Tomacelli

Un vino, una canzone. Ecco il nuovo gioco di Don Pasta. Cosa avrà bevuto Bob Dylan mentre inventava Like a Rolling Stone? Con che vino accompagnare l’emozione di vedere un concerto di Tom Waits? Possibile che bevendo negroamaro venga in mente solo il reggae? Entrare in Wine sound system significa lasciarsi andare alla emozione del vino, ai profumi e colori. Il gastrofilosofo Don Pasta racconterà, sulle pagine di Intravino, i vini, chi li produce e le storie da immaginare.

Wine sound system, Don Pasta e Candide
Ore 18,40. Vado a prendere Candide e la sua cassa di vino in stazione. Fari lasciati accesi. La macchina non parte. Di corsa in metro. Arrivo in ritardo. Ride. Siamo uomini dalla disgrazia facile. Ognuno tollera quella dell’altro. Carico a spalla la cassa dei vini che berremo il giorno dopo. Il primo sarà un Dolcetto di Dogliani. Inizio a preparare la cena. Rispettiamo la tradizione, la nostra, ovviamente. Con un vino piemontese preparo un piatto salentino. Senza esitazione. Focaccia di cicorie selvatiche, con la pasta fatta di farina e olio, senza lievito. E il companatico di tanti piccoli equilibri uniti dall’olio. Capperi, olive, cipolle, cicorie, pomodorini.

Candide: Vista la crisi abbiamo deciso un nuovo mestiere: degustatori di vinili.

Donpasta: O ascoltatori di bollicine. Come mai ricominciamo da un Dogliani? Ci sono miliardi di vini in Italia e riparliamo di un vino prodotto in cima ad una montagna nevosa. Ti ricordo che abbiamo rischiato la morte l’ultima volta che siamo andati a degustare un Dogliani.

C.: Quelle di Dogliani son colline.

D.: Avrò visto la neve cinque volte in vita mia. Su quelle colline ti assicuro che ho pensato stessimo ad un passo dal Monte Bianco. Ma questo vino nebbioleggia come tutti i piemontesi?

C.: Vogliamo un nebbiolo che dolcetta, piuttosto. Ho trovato una bottiglia che ne vale davvero la pena. Chi ha detto che il dolcetto è un vino semplice semplice che non può invecchiare? Cinque anni e pare ieri. I caratteri nervosi del dolcetto sono un po smussati ma non cancellati da un eccesso di concetrazione. Il vino è buono grazie al lavoro in vigna, logicamente bio.

D.: Aftermath degli Stones. Si affina con il tempo.

C.: Ha un che di classico. Johnny Cash o comunque un ballata.

D.: Non è così regolare. Ha un che di nervoso.

C.: Hai ragione, per una volta. È pieno ed un po’ ossidativo. I New Order.

D.: Se vuoi una ballata anni ’80, i PIL. This is not a love song. Leggermente psichedelica. Oppure Crowds dei Bauhaus.

C.: Madonna. Non è una Lacrima Christi. Qualcosa di più melodico. I primi Rem.

D.: Ti confesso una cosa. Avevo undici anni e mio fratello grande era a corto di soldi per arrivare all’ordine di dieci dischi a Sweet Music. Con dieci vinili non pagavi le spese di spedizione. Lo comprai io. In un certo senso è stato il mio primo disco.

C.: Sono come un po le lambrette. Hanno la rara capacità di essere grandiosi restando sempre un po’ identici.

D.: Li abbiamo amati per questo. C’erano grandi ballate, come Catapult o Perfect Circle. Però per questo vino mi piacerebbe cercare qualcos’altro. Di più recente. Tipo gli Screaming Trees.

C.: Li ascoltavate in due. Tu e mio cugino.

D.: Stai scherzando? Eravamo tre già a Otranto. E’ vero che mi sentii tradito dalla società contemporanea quando andai a vederli a Milano e scoprii che erano solo la spalla degli Alice in Chains. Quindi, direi che per questo vino può essere in omaggio ai suoni nervosi, le chitarre wah wah ed un po’ distorte, la voce classica alla Johnny Cash di Mark Lanegan. Dogliani e Butterfly.

Dolcetto di Dogliani. Cascina Corte. Sandro e Amalia che circa 10 anni fa hanno reinventato la loro vita. Hanno affrontato mille tempeste, una vera odissea. Ma Amelia e Sandro hanno la tranquillità dei giusti. Sono degli amici ed io ho seguito il loro cammino passo passo bevendo ogni annata e ascoltando Sandro interrogarsi. Fare vino è un cammino impervio che ti questiona nel profondo. I vini di Cascina Corte sono stati subito buoni, ma Sandro continuava a cercare la sua strada. Le prime bottiglie hanno conciso con l’esplosione delle bolle speculative e con la contrazione dei consumi anche di vino. In più le prime annate, 2002 e 2003, sono state tra le più difficili. Lo stile dei suoi vini è semplice ed elegante. Sandro è una persona serena ma non smette di interrogarsi, questa bottiglia esce dalla sua cantina, me l’ha fatta provare perché vista l’età non ne era più sicuro di commercializzarla. Invece questa bottiglia predice il futuro. L’età ne ha smussato gli angoli, regalandogli finezza. Ha una trama, è ancora vivo, è un vecchio dolcetto.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

12 Commenti

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kenray

circa 11 anni fa - Link

bob dylan più che bevuto qualcosa ha fumato qualcosa e bravo tomacelli, un poco di novità eno-musicale ci voleva su questo blog di parrucconi. io, mentre ascoltavo djavan, mi sono scolato una boccia di istrice e mangiato mezzo kg di pecorino della lunigiana mentre stavo broccolando una tipa che non ne voleva sapere di me. interessa?

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Simone e Zeta

circa 11 anni fa - Link

Assaggiato a Fornovo, direi molto buono!

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Nelle Nuvole

circa 11 anni fa - Link

Bob Dylan beveva bourbon, Wild Turkey.

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Danilo Ingannamorte

circa 11 anni fa - Link

Il vino e la musica sono due mondi paralleli con tante similitudini e parentele. Per spiegare a qualche profano come mai sono disposto a spendere certe cifre per una bottiglia faccio sempre l'esempio di quanto si è disposti a pagare per un concerto dal vivo del proprio mito musicale. Viva Don Pasta!

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Nic Marsèl

circa 11 anni fa - Link

Mi sono ritrovato fin troppo nei gusti musicali e di vino di wine sound system. Gli accostamenti sono opinabili e stanno assieme un pò con la colla, ma alla fine si tratta di una scusa e fondamentalmente di un gioco, giocato con passione e competenza. Però la ricetta della "caseula" grida vendetta :-)

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Nelle Nuvole

circa 11 anni fa - Link

Lo ammetto, sono retrò, anche agée, se volete "passatoccia", intendo come gusti musicali naturalmente. Però, però, avete presente i Pink Floyd, nello specifico "Shine on you crazy diamond"? Quando bisogna aspettare oltre il minuto nr. 8 prima di trovarsi senza accorgersene ad urlare a pieni polmoni in sintonia con Waters e Gilmour? Quando per qualche minuto due braccia invisibili ti portano su e giù per l'esplosione contemporaneamente melodica e psichedelica? Dopodiché saltando a pie' pari "Welcome to the machine" e "Have a cigar" si atterra dolcemente nella malinconia infinita di "I whish you were here"? No, no sto descrivendo "quello", bensì il piacere degustativo di un vino importante che potrebbe essere a scelta un Sangiovese o Nebbiolo ben maturi, ma anche tanti altri vini, a voi la scelta. E bravo Don Pasta, vedrò di aggiornarmi con il Wine Sound System, se riesci a trovarmi qualcosa di meglio dei Cream, Led Zeppelin o dei signori nominati sopra te ne sarò grata.

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kenray

circa 11 anni fa - Link

a tal proposito suggerisco una cover dei pearl jam di I whish you were here. accostatelo con un cileno tipo Clos Aapalta Carmenere Lapostolle (che è una specie cover di alcuni vini europei) tutto un altro mondo e un altra musica. try to trust

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audiodivino

circa 11 anni fa - Link

Cosa dire...per noi la musica è essenziale, certamente anche nella selezione dei pezzi, ma ancora di più nell'emozione dell'ascolto di una registrazione eccellente, le persone non sono apituate ad ASCOLTARE MUSICA, non sono abituate a distinguere i suoni in magnera nitida, è un pò quello che i grandi chef cercano di fare con i piatti che creano, la distinzione dei sapori, la ricerca delle materie prime, non è facile da ottenere, ma se si arriva al risultato prefissato è un pò come godere ascoltando un grande pezzo...la musica emoziona come la cucina e il vino ed è per questo che la portiamo in giro nei nostri eventi...!!!

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Mirco Mariotti

circa 11 anni fa - Link

Confermo! In questo Audiodivino, grazie ai suoi impianti valvolari, è il top!

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Nic Marsèl

circa 11 anni fa - Link

Due note e una domanda. Il libro Wine sound system è pieno di vini che, per capirci, vengono etichettati come "naturali", cosa che potrebbe turbare parte dei lettori del sito, così come le scelte musicali non sono esattamente mainstream. Nel volumetto però ricordavo citato come dolcetto di Dogliani quello di Anna Maria Abbona e non Cascina Corte. Ne deduco trattasi di una rubrica con pezzi inediti realizzata ad hoc per intravino, giusto?

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Fabio Ingrosso

circa 11 anni fa - Link

Non posso non segnalarvi questo mio incontro estivo con Don Pasta, con il quale siamo partiti dal cibo per abbinare un vino e una musica: pizza rustica con un Rosso Terrone della Comune di Urupia abbinato con la musica di ... http://tinyurl.com/352eywd

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Nic Marsèl

circa 11 anni fa - Link

Hey Don Pasta, prova ad abbinare un vino a questi se riesci http://www.youtube.com/watch?v=BMeU0xsmGnk&feature=related

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