Sciovinismi | La tua cantina è come una moglie: costa un sacco di soldi, occupa spazio, invecchia

di Emanuele Giannone

Nel mese di marzo del 2012 The Huffington Post pubblica nella rubrica Kitchen Daily un articolo di tendenza, nobilitato dal contributo di Tyler Colman, alias Dr. Vino: un anodino tentativo di dissuasione, rivolto a enofili e collezionisti, dal dotarsi una di cantina domestica a meno che non si risieda in una craie rémoise o nel Castello Orsini Odescalchi con annessi sotterranei. Secondo Colman, i vitivinicoltori sanno che non viviamo in manieri e producono in maggioranza vini pronti, senza aspirazioni di maturità o invecchiamento.

Sarà che l’esigenza di rendere il testo accessibile al pubblico medio di un blog liberal-generalista lo ha banalizzato; sarà che il bisogno, molto americano, di prontuari e riduzioni a bullet points ha svilito uno spunto plausibile a spento articoletto da rotocalco; sia come sia, il risultato è il proverbiale parto della montagna. Una sinossi mediamente ovvia, di dubbia utilità, redatta in uno stile pulito, con qualche tentativo poco riuscito di frase a effetto. L’alterità rispetto alla vita reale degli entusiasti e malaccorti collezionisti si rivela, tra l’altro, nell’omissione dai Biggest Mistakes To Avoid dell’abitudine di conservare le bottiglie in prossimità della Land Rover o dei pecorini di fossa.

Di fatto il contributo di Colman avrebbe potuto limitarsi a una piccola grande verità, lasciando ai redattori di THP il compito di vestirla in abiti provocanti, peparla, condirla in salsa piccante: il fatto che un vino non migliori le sue caratteristiche per il fatto di invecchiare in casa. Più a lungo lo si conserva, maggiori sono le possibilità che all’apertura lo si trovi esausto e sclerotico. “Comprate il vino – dice Dr Vino – solo quando vi serve e bevetelo al più presto”. Grazie.

Nei panni di un redattore, magari di uno che immagino stevensoniano, il cripto-sciovinista che in società si manifesta liberal, non mi sarei lasciato sfuggire l’atout: l’articolo si presta a un’interpretazione ardita ma non implausibile da parte di quanti – siamo noi, siamo tanti – barcollano sul ciglio della crisi coniugale a causa della destinazione di spazi crescenti alla conservazione delle bottiglie. In questo senso, il pezzo è un monito ai lettori della categoria maschio-sotto-assedio ed enofilo in procinto di ammettere una femmina in casa: sceglietela come scegliereste un vino da consumare tra le mura domestiche. Perché – sarebbe questa la versione del redattore – la donna e la cantina condividono il miraggio del mantenimento nel tempo e il vizio increscioso dell’obsolescenza. Fatta eccezione per questa biasimevole comunanza di destini, in ambito domestico donne e cantine sono in realtà su due piani diversi (anche sotto il profilo architettonico) e sovente conflittuali: ché la prima, a torto o a ragione, mal sopporta le scelte del maschio in merito all’allocazione del tempo e del denaro, vergognosamente sperequata a vantaggio della seconda.

Chiarita la possibilità di una versione cripto-sciovinista, possiamo finalmente leggere i consigli di Tyler Colman sotto una nuova luce.

– Avere una donna in casa può sembrare prestigioso per i più abbienti, ma per i più non è pratico, specialmente se non si hanno le risorse per far fronte ai suoi bisogni di conservazione negli anni a venire. La questione non tocca evidentemente i chirurghi estetici.

– All’atto di varcare la soglia della vostra casa, la donna media ha già superato da almeno due anni la sua età più florida.

– Le donne capaci di reggere l’invecchiamento sono pochissime. Verosimilmente non avrete mai occasione di invitarle a casa, ma se così anche fosse vi resteranno assai poco e risulteranno estremamente dispendiose.

– Il 98% delle donne non è concepito per reggere l’invecchiamento, bensì per il consumo immediato. Molti uomini commettono l’errore di tenersele troppo a lungo, o di tenerle in posti e condizioni che promuovono una senescenza anticipata.

– Se non fosse abbastanza chiaro, cercatevi una donna solo quando ne avete bisogno e  consumate al più presto.

– In merito al penultimo punto, Colman ricorda che le donne non vanno tenute:

1) sopra o in prossimità di frigoriferi, fornelli o forni a microonde;
2) sopra o vicino a radiatori, stufe o altre fonti di calore;
3) in locali soleggiati;
4)  in presenza di fonti luminose a incandescenza;
5)  in luoghi sottoposti a frequenti ed ampie variazioni della temperatura.

Arriviamo quindi al primo di due punti particolarmente controversi: se proprio avete i mezzi per iniziare a collezionar donne, Colman consiglia di provare quelle prescelte presso uno specialty retailer (!) e solo in visione gratuita con facoltà di reso, così da testare senza rischi il vostro gradimento. Se dopo questa prova vi siete convinti che la donna durevole vi piace, sappiate comunque che la sua resistenza alle insidie del tempo presuppone la sua acidità e astringenza;

Per concludere, un precetto con incipit sessista ed esito misterico-contemplativo: le donne non devono assolutamente esser conservate in posizione verticale, bensì distesa. In nessun caso vanno mosse o scosse: la vibrazione non giova loro.

Emanuele Giannone

(alias Eleutherius Grootjans). Romano con due quarti di marchigianità, uno siculo e uno toscano. Non laureato in Bacco, baccalaureato aziendalista. Bevo per dimenticare le matrici di portafoglio, i business plan, i cantieri navali, Susanna Tamaro, il gol di Turone, la ruota di Ann Noble e la legge morale dentro di me.

16 Commenti

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she-wolf loves real men

circa 10 anni fa - Link

Post biecamente maschilista che scivola pericolosamente sul baratro del qualunquismo anti-femminista prima di finirci dentro a capofitto. Inutile dire che mi è piaciuto moltissimo! Complimenti a tua moglie che ti ha saputo scegliere in mezzo a tanti altri crus dozzinali. Perché ovviamente è stata lei a scegliere.

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Armando Castagno

circa 10 anni fa - Link

Doctor Vinoooo? :)))))

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Luca Cravanzola

circa 10 anni fa - Link

Ottimo! Già condiviso!!

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Emanuele

circa 10 anni fa - Link

Posso confermare. Fu lei a dichiarare me atto a divenire.

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pietro

circa 10 anni fa - Link

Purtroppo nella bellissima analogia mi sfugge un dettaglio: come scegliere una splendida Jeroboam che altre ad invecchiare bene sia atta a generare magnum e bordolesi?

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Eleutherius Grootjans

circa 10 anni fa - Link

Mi coglie del tutto impreparato. Pensando allo scopo cui lei allude, e a come perseguirlo in modalità diverse da quella meramente meccanicistica, potrei tutt'al più raccomandarle di orientarsi verso una Brut Sauvage.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Se il commento della Lupa non fosse stato sufficiente ci metto del mio partendo dalla fine del post: Le vibrazioni alle donne giovano assai, anche in verticale. Ignorantone di un Dr Vino! Aria di primavera in giro per i blog, dopo Winesurf di Carlo Macchi, anche l'algido e raffinato Emanuele Giannone ha intinto la sua penna mitteleuropea nell'inchiostro della prurigine. E' un'epidemia!

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Pietro Palma

circa 10 anni fa - Link

E' la primavera che smuove gli ormoni eno-giornalistici!

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Elena

circa 10 anni fa - Link

Che Dr. Vino abbia avuto Tafazziani incontri col gentil sesso? Quasi una certezza ma che razza di incontri avrà avuto con la bevanda di Bacco????

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Eleutherius Grootjans

circa 10 anni fa - Link

Un'azienda della Val di Cornia fa un vino di nome Martellino degli Incontri. Stranamente non era sulla lista di cui al post di qualche giorno fa.

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Elena

circa 10 anni fa - Link

Fantastico ora lo voglio assolutamente comprare , merita a prescindere!

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Manilo

circa 10 anni fa - Link

Una volta erano donne e motori, poi si evolve in donne e vino, un vino giovane se invecchia da il mejo di se, una donna giovane è inesperta ha acidità squilibrata si rifermenta alla minima sollecitazione, mentre dopo i fatidici dieci anni, con la longevità da il mejo di se, come un ottimo sangiovese, comunque io apprezzo tutti i tipi di vino non più di trentanni dopo la sboccatura,(:-.

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Rossano Ferrazzano

circa 10 anni fa - Link

Dall'autorevole Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/sciovinismo/ sciovinismo: Nazionalismo esclusivo, esaltato e spesso fanatico, che si risolve in un’aprioristica negazione dei valori e dei diritti degli altri popoli e nazioni. Il termine, usato polemicamente dalla pubblicistica francese di lì passato ad altre nazioni, deriva dal nome dell’ufficiale N. Chauvin, fanatico seguace di Napoleone.

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Eleutherio temporaneamente Losangeleno

circa 10 anni fa - Link

Caro Ferrazzano, La ringrazio per la Sua precisazione cruscanteggiante. Non perda tempo con me, non val la pena: sono così spudoratamente xenofilo da usare il termine nella stessa valenza che ha, ad esempio, nei paesi anglofoni e nel Deutsches Sprachraum, ignorando volutamente i testi e i nomi più sacri.

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Eleutherio temporaneamente Losangeleno

circa 10 anni fa - Link

pardon, dimenticavo: = prejudiced belief in the superiority of one's own gender, group, or kind

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Eleutherio t.L.

circa 10 anni fa - Link

errata corrige: DeutscheR Sprachraum

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