Scatti di Borgogna

di Francesca Ciancio

Chi da anni scarpina durante  Les Grands Jours De Bourgogne giura, a memoria d’uomo, di non aver mai trovato un tempo così bello. Sei giorni su sette di sole e caldo in Borgogna a fine marzo è già un evento nell’evento. Vai su e giù per le route, dalla Cote de Nuits alla Cote de Beaune e viceversa, con tagli di luce che ti fanno venir voglia di cercare le prime lacrime sui tralci potati. Oppure imitare Ansel Adams, il fotografo dei paesaggi e delle lunghe attese. Ho cercato anch’ io di tenere un taccuino delle degustazioni. Ma  il diario di bordo che vi propongo è fatto più di suggestioni fotografiche.

La morte e il santo patrono. I piccoli villaggi dai nomi mitici – Mersault, Gevrey Chambertin, Chassagne Montrachet, Volnay, Pommard – hanno tutti un piccolo cimitero tra le vigne. Forse sono le tombe più care del mondo. Chissà se le radici dello Chardonnay o del Pinot Noir affondano tra le croci. I vignerons di Borgogna hanno il loro santo protettore. Questa immagine l’ho vista un po’ ovunque.  Nella foto – ero in un’enoteca – è una statua, ma il volto del santo è ricomparso nelle cantine, nelle aziende, anche nelle case dei produttori.

Pure i francesi possono essere assai kitch. Peccato che il cognome  del proprietario del monopole rimandi a origini italiane. Bertagnà (alla francese) vanta il suo domaine nientepopodimenochè a Vougeot. Io, una insegna così l’avrei vista più a Capracotta: ” Trattoria dalla sora Peppa”, col biemmevvù piazzato all’entrata.

Eccolo lì, il romanzo di Gaetano Cappelli, “il Philip Roth italiano” secondo il critico letterario del Corriere della Sera D’Orrico. Tradotto in francese, il volume fa bella mostra di sè  nel tempio delle librerie dedicate al vino, l’Athenaeum de la vigne et du vin a Beaune. Una botta di campanilismo mi sia concessa, perchè sono arcisicura che i vitigni a bacca rossa davvero grandi al mondo si contano sulle dita di una sola mano. Tra questi c’è l’Aglianico.

Incantevole l’Athenaeum: non si contano gli oggetti futili legati al mondo del vino in vendita. Pensi: “Come ho potuto – io enostrippato a la page – fare a meno di un oggetto tanto indispensabile fino a ora?” È un portabottiglie da viaggio, per chi non lo avesse capito.

Alla fine della giornata la lingua somiglia a una carta abrasiva. C’hai strofinato su centinaia di tannini di vini che spesso  non hanno conosciuto il diraspamento. Un rimedio niente male è stappare dello champagne. In realtà questo è un rimedio che va bene per tante cose. Provatelo con i…FONZIES

Chiudo con i vini. Sennò che post sulla Borgogna sarebbe? Guizzi di meraviglia più che precise analisi degustative

Pommard Primeur Cru Clos des  Epeneaux 2008, Comte Armand: biodinamico di grande carattere ed eleganza

Corton Charlemagne Grand Cru 2008,  Domaine Bonneau du Martray: affilato come una lama

Corton Grand Cru ” Clos Rognet” 2008, Domaine Mèo-Camuzet: un vino con la stola di ermellino

Corton Grand Cru ” Clos Rognet” 2008, Maison Bertrand Ambroise: chiuso e austero ma che lascia intuire un lungo percorso

Corton Charlemagne 2008, Domaine Follin Arbelet: quando si dice la coerenza naso-bocca

Corton Bressandes Grand Cru 2008, Domaine Benoit Germain: schietto e anche un po’ rustico, ma vibra che è una bellezza

Volnay Premier Cru Champans 2008, Domaine d’Angerville: ancora un biodinamico che ti fa sentire la terra, ma anche rabarbaro e viola antica

Puligny Montrachet Premier Cru La Truffière 2008, Bruno Colin: in bocca la scala chimica, nel senso che il minerale non ti abbandona più

Richebourg Grand Cru 2008, Domaine Thibault Liger-Belair: un coup de coeur…ma lo avevo già detto.

….io mi fermo.

10 Commenti

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Gianluca Vis Robur

circa 12 anni fa - Link

ecco, brava, si fermi, per carità

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VignereiManonPosso

circa 12 anni fa - Link

intende?

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cheese and house

circa 12 anni fa - Link

finalmente un articolo senza enoparanoie. quando si vuole raccontare si dece sempre l'ultima complimenti

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AZ

circa 12 anni fa - Link

arguta, simpatica ...pure carina? stravagante l'abbinamento champagne-fonzies :-)

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pasfor

circa 12 anni fa - Link

Si molto ;) Brava Fra

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Stefano Ghisletta

circa 12 anni fa - Link

Claude Bertagna era un uomo d'affari algerino che diede origine negli anni '50 a quest'azienda. Dal 1982 l'azienda è di proprietä di Eva Reh-Siddle.

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VignereiManonPosso

circa 12 anni fa - Link

grazie mille per la nota biografica. avevo cercato ma non ero riuscita a risalire all'origine. le origini italiane erano solo una mia supposizione

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Luca Ferraro

circa 12 anni fa - Link

Stefano ma quante ne sai?

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Stefano Ghisletta

circa 12 anni fa - Link

Il domaine Bertagna è stata la prima azienda che abbiamo visitato in Borgogna

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Maria Enrica Repetto

circa 2 settimane fa - Link

Sono interessata a ricevere le vostre pubblicazioni sul vino.

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