Ottimismo | Yquem, Cheval Blanc and friends: base d’asta 2 milioni di dollari. Offerte?

di Fiorenzo Sartore

Esiste una letteratura vinosa dedicata ai vini dei ricchi-e-famosi. Il sottocapitolo più divertente è quello delle aste – tipicamente Christie’s, Sotheby’s, le conoscete (chi non frequenta Sotheby’s, del resto). Normalmente queste notizie dal bel mondo hanno, su di me, un notevole effetto respingente. E invece, oggi, sai la novità? Ho deciso che le aste milionarie narrate da Bloomberg mi danno una botta d’ottimismo. Chiudo gli occhi, e sogno. Poi vado a riporre i bag-in-box sullo scaffale, ma questo non ve lo dico.

Certo, leggendo Bloomberg si capisce che pure in mezzo ai trafficanti di auction wines le cose non vanno benissimo, c’è attenzione agli effetti della crisi globale. Personalmente, mi colpisce il dettaglio dell’asta di Yquem e Cheval Blanc provenienti dalla cantina (passatemi il termine) di Bernard Arnault, proprietario di LVMH (Louis Vuitton Moet Hennessy). E’ arrivato il momento di vendere i gioielli di famiglia? Preferisco non pensarci, appunto: lasciatemi sognare.

[Crediti | Immagini: Bloomberg.com]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

4 Commenti

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Stefano Cinelli Colombini

circa 10 anni fa - Link

Negli anni novanta (non al tempo di Cavour) si poteva bere un Romaneé Conti senza fare un mutuo, e un Lafite costava poco piú di sei bottiglie di Brunello nostro. Poi qualcosa é girato. Nel 2011 l'hanno venduto en primeur a seicento dollari a boccia, e se anche quest'anno dicono che caleranno del venti per cento sempre restano numeri di un altro mondo. Mah, prima noi e loro facevamo il vino, ora non é che si gioca in campionati diversi, è proprio un altro sport.

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esperio

circa 10 anni fa - Link

MI permetto di condividere la sua analisi, e vorrei aggiungere che si e' passati nel surreale dei prezzi, da quando gli asiatici, i nuovi arricchiti, hanno incominciato a tracannare. Comunque e' doveroso rendere merito ai francesi per aver saputo cavalcare l'opportunita commerciale presentatasi.

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Rossano Ferrazzano

circa 10 anni fa - Link

Non è questione di oppportunità commerciale. E' semplicemente che qui ci si rende conto concretamente del fatto che l'Italia non è più primo mondo, che siamo diventati poveri. Quale spiegazione dare al fenomeno, quali prescrizioni augurarsi per affrontarlo, ognuno può immaginarlo secondo la propria inclinazione. Però partiamo dal dato di fatto concreto ed inaggirabile: siamo diventati poveri.

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zoeromeo

circa 10 anni fa - Link

io però non mi arrendo. sarò diventato povero? si è vero lo sono. ma se non sogno se non uso tutto il mio potenziale umano per sognare di bere un giorno queste bottiglie cosa campo a fare? voi mi date ogni post la possibilità di imparare qualcosa e di arricchirmi culturalmente, magari da oggi a quando morirò potrò bere solo una bottiglia di queste, ma sogno di poterlo fare

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