Mai più il cucchiaio di legno alle bollicine autoctone

di Danilo Ingannamorte

Quando si parla di Champagne, tutti sull’attenti. La nobile bollicina incassa sempre consensi unanimi. A differenza di Bordeaux e Borgogna, che invece dividono gli enoamatori in Democratici e Repubblicani. Il motivo è semplice: la Champagne è inimitabile. Eguagliare una zona così estrema, così vocata e leggendaria è difficile e nessuno ha mai pensato seriamente di fare concorrenza alle bollicine francesi. Al contrario, tutti provano a imitarle e nel nord Italia ci si riesce anche abbastanza bene, almeno nei due casi più noti: Franciacorta e Trento Metodo Classico.

Ma siamo sicuri sia necessario utilizzare sempre la magica coppia chardonnay-pinot? Perché non tentare con uve autoctone che hanno trovato una zona d’elezione da secoli? Questo il dubbio che mi tormenta da quando ho assaggiato i primi esperimenti di Monsieur Selosse in trasferta campana. L’originalità dei metodo classico da greco, falanghina e aglianico mi ha aperto un orizzonte nuovo e da allora, illuminato come i Blues Brothers in missione per conto di Dio, esploro la produzione nostrana per il piacere della scoperta, bramando di inciampare in veri e propri campioni nazionali dalle grandi potenzialità. Le delusioni non mancano – a partire dalle annate successive della stessa casa irpina – ma le belle sorprese ripagano di tutto.

Una cosa è certa: se penso a un generico Henry Smith che si scervella davanti ad uno scaffale pieno di bollicine nella sua enoteca preferita di Brooklyn, difficilmente lo vedo afferrare un Satèn bresciano tutto chardonnay, quando può bearsi con un Avize Grand Cru De Chateaubriand, mica scemo. Certo, la conquista del West a dorso di cavalli di razza un po’ incerta non è un tema all’ordine del giorno. Però, se vale il principio del “Vario è Bello”, non vedo obiezioni di sorta alla convinzione che se c’è qualcosa di interessante da scoprire, questo non può che venire fuori da un vino diverso alla base.

Se dovessi schierare una formazione per fronteggiare i cugini d’oltralpe, tenendo a mente che si tratta, per ora, più di una partita di rugby che di calcio, la mia seleção comprenderebbe sicuramente:

  • Erbaluce Metodo Classico Cuvée Tradizione millesimato, Orsolani – da uve erbaluce di Caluso
  • Garda Metodo Classico 100% Brut, San Giovanni da – uve groppello gentile
  • Etna Metodo Classico Noblesse, Benanti – da uve carricante
  • Brut Metodo Classico Riserva Ubaldo Rosi, Colonnara – da uve verdicchio
  • Brut Riserva Nobile millesimato, D’Araprì – da uve bombino bianco

E la vostra? Ben accette le segnalazioni di altri fuoriclasse sulla scia dei fratelli Bergamasco del rugby. E soprattutto, il cucchiaio di legno se lo pigliano i cava spagnoli a ‘sto giro?

34 Commenti

avatar

armando trecaffé

circa 11 anni fa - Link

Primo, primo primoooooooo....non ho un bel nulla da dire ma ho fottuto Kenray...Tié.....Saluti a tutti

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Beh, nonostante ritenga che tutto l'affaire "primo commento inserito" cominci a diventare noiso, devo ammettere che mi ha ifatto sbellicare dalle risate

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

vedrai che fine fa il prossimo... :-)

Rispondi

Danilo Ingannamorte

circa 11 anni fa - Link

Allora laggiù all'ultimo banco! Abbiamo finito di far baldoria? Guardate che vi ritiro l'iphone e vel ridò solo a fine anno!:))

Rispondi
avatar

Dan Lerner

circa 11 anni fa - Link

Come non essere d'accordo, Danilo?! Se è vero, come io credo, che il 90% dei vin de champagne sia più interessante del 90% dei vini spumanti italiani, è proprio quando si scoprono quelle poche eccellenze che si fanno ottime scoperte. Quella del Noblesse di Benanti, del resto, la devo proprio a te.

Rispondi
avatar

armando trecaffé

circa 11 anni fa - Link

Più seriamente adesso... un commento su Anselmo Selosse (vate del biodinamico di Champagne) che va a fare uno spumante in collaborazione con i Feudi di San Gregorio (cantina molto industriale) a me pare un vero ossimoro…(e Selosse mi ha veramente deluso)....Chissà quanto gli hanno dato? Mi sa tanto di operazione bassamente commerciale…Voi che ne pensate?

Rispondi
avatar

Kapakkio

circa 11 anni fa - Link

Ma gli spumanti dei Feudi li hai assaggiati? O parli solo perchè una cantina che produce milioni di bottiglie non può produrre vini di qualità?

Rispondi
avatar

Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

Io li ho assaggiati, onestamente è presto per dare un giudizio definitivo, visto che Selosse ha appena iniziato e lavorando con uve non sue. Il primo assaggio in assoluto, anche del Rosé mi ha lasciato molto perplesso, ma staremo a vedere...

Rispondi

Danilo Ingannamorte

circa 11 anni fa - Link

Come ho accennato nel post, le creature ibride selosse-feudi mi sono piaciute assai. Il problema è che ho riscontrato delle differenze enormi da annata a annata. Non so se sia dovuto al fatto che la consulenza del geniaccio francese sia stata una tantum o che i vini abbiano bisogno di maturare un pochino in bottiglia. Mi riservo di chiudere il giudizio tra qualche mese quando mi ristappo un dubl. Una cosa è certa: se è vero che un nome così li ha aiutati a vendere, è anche vero che solo un'azienda come la loro poteva permettersi una mossa del genere. E il vantaggio comune per tutti (almeno nel mio caso) è stato quello di dimostrare che la base c'è, che si possono fare degli ottimi "sciampagn". Ci vuole il manico, certo, ma intanto l'uva c'è e quella non è di esclusiva di feudi.

Rispondi
avatar

Kapakkio

circa 11 anni fa - Link

A me sono piaciuti più aglianico e falanghina che il greco.

Rispondi

Danilo Ingannamorte

circa 11 anni fa - Link

Concordo. Sono sicuramente più espessivi. L'aglianico in particolare secondo me ha delle grandi potenzialità. Una cosa non è venuta fuori: per ora la tendenza è quella di fare versioni monovitigno. Ma forse i tagli con basi da uve diverse, come per i cugini maggiori pinot e chardonnay, possono aprire nuove strade. In questo senso, la campania ancora una volta sarebbe un laboratorio perfetto con le uve che si ritrova!

Rispondi
avatar

kenray

circa 11 anni fa - Link

ado controcorrente lo champagne ha stufato quest'anno li ho bevuti tutti dal krug al Dom al Taittinegr più altri semisconosciuti ma comprati a prezzo di bulgari la sentenza è: meglio i nostri so di farmi dei nemici. chissenefrega se la tengano i francesi questa malvasia per parvenu

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

se la chiami malvasia per parvenu mi sa che hai assaggiato tirage troppo zuccherini. Ma va bene così. Il cucchiaio di legno lo lasciamo agli spagnoli da almeno 10 anni secondo me. Quanto al cucchiaio d'oro, mi sa che i Francesi ancora hanno un distacco abissale. Basti pensare, senza andare allo champagne, a una buona blanquette de limoux che compri a 8/10 euro....

Rispondi
avatar

armando trecaffé

circa 11 anni fa - Link

@ Kapakkio....no, non li ho assaggiati e per questo che chiedevo una opinione a chi ne sapesse più di me...senza nessun intento polemico... @ kenray, t'ho fottuto stamattina eh? Hai tirato tardi ieri sera? Cmq: Il lambrusco è uno dei vini migliori al mondo...ri-tié....

Rispondi
avatar

kenray

circa 11 anni fa - Link

francesco voi mi odierete da oggi. lo so. ma ti assicuro su quello che ho di più caro al mondo (la mia moto) che gli champagne mi hanno davvero stancato. troppo uguali troppo lievitati troppo monotoni. un Dom e un Krug non si discostano granchè e mi lasciano in bocca un senso di incompiutezza. un bollinger un ruinart un cristal non mi danno "emozioni" parlo della fascia da 100 a 200 euros. quelli che costan di più non li compro e nemmeno li voglio assaggiare. addendum trecaffè...mannaggia a te, si ho fatto tardi, ma non perchè ho bevuto lambro. te possino..

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Beh, io pensavo a Selosse, Egly Ouriet, Jacques Beaufort, David Leclapart, Bruno paillard reserve 1996, RD e similia...... DAI, Stacchiamoci dai soliti noti!!!

Rispondi
avatar

Fiorenzo Sartore

circa 11 anni fa - Link

porcapaletta se a kenray non gli piace neppure egly ouriet dobbiamo abbatterlo (soffre troppo) *faccina*

Rispondi
avatar

Gabriele

circa 11 anni fa - Link

E' che li beve nel bicchiere sbagliato :-) http://www.intravino.com/assaggi/la-degustazione-di-intravino-alla-blogfest-nei-bicchieri-di-plastica/ Comunque se la prossima volta che stappi un Krug dopo un po' sei stanco, fai un fischio che ti aiuto io a terminare il lavoro!!!!

Rispondi
avatar

armando trecaffé

circa 11 anni fa - Link

@ Fabretti... caro Francesco - premetto che ti stimo molto per la qualità dei tuoi interventi- che ne pensi dell'accoppiata Selosse - Feudi?

Rispondi
avatar

Kapakkio

circa 11 anni fa - Link

Sono in una fascia di prezzo troppo bassa per le papille di Fabbretti! :-P

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

In parte è vero, ma è solo per una questione di frequenza: partecipando a 2 degustazioni di media a settimana, sorseggiando un goccino almeno un altro paio di volte a settimana con i clienti in negozio per accompagnarli nelle loro scelte, quando torno a casa la sera non ho molta voglia di pasteggiare a vino purchè sia. tutti i soldini risparmiati nell'arco della settimana li concentro su una bella boccia con cui mi premio la domenica a pranzo affiancandola a un menù altrettanto interessante. Ecco svelato l'arcano delle mie spese "importanti" ;-)

Rispondi
avatar

Kapakkio

circa 11 anni fa - Link

Per carità, mica c'era bisogno di giustificarsi. A potermelo permettere farei lo stesso, era solo invidia!! :-)

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Caro Armando, assaggiai la prima uscita di DUBL due anni fa e non mi piacque affatto. Confesso di non essere tornato sul pezzo successivamente per cui non so darti un'opinione di come il progetto sia evoluto.

Rispondi
avatar

Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

ecco appunto, io mi ero fermato alla prima uscita e sono rimasto piuttosto interdetto. Se riavrò occasione con le nuove annate valuterò meglio se è stato un normale processo di "affinamento tecnico".

Rispondi
avatar

kenray

circa 11 anni fa - Link

tieni presente che io sono un piccolo ignorantello che beve per diletto quando compro uno champagne chiedo all'enotecaro. se lui mi vende un ruinart e non un selosse, ammesso che sappia cos'è e che lo abbia, al posto di un krug non posso far altro che abbozzare. comunque per sopra i 100 euro io preferisco un ca del bosco mauro zanella. sarò pirla? si ma a me piace di più

Rispondi
avatar

kenray

circa 11 anni fa - Link

pardon mauro zanella è il rosso (bbbonoo!!!) comunque ci siamo capiti

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

mai pensato di cambiare enoteca nella tua città? cmq ti sparo un consiglio a gratis: provati un filetto con crema di castelmagno in fondue (non è difficile sciogliere un po' di Castelmagno!!!) su un letto di finferli appena scottati, abbinandolo a un Jacques e André Beaufort Rosè Ambonnay Gran Cru ..... tranquillo, resti sotto i 100 euri ;-)

Rispondi
avatar

Stefano

circa 11 anni fa - Link

e dell'extra brut di Murgo (Nerello Mascalese) che ne pensate? l'ho bevuto una volta e non mi è dispiaciuto...

Rispondi

Danilo Ingannamorte

circa 11 anni fa - Link

Non è male! A me piace. Forse un pochino caro, ma non per ingordigia, dato che si tratta di vigne davvero eroiche. Il problema di questi vini meno conosciuti è che a volte partono un po' in difetto con il piazzamento sul mercato. Spesso si tratta di vini di montagna in quanto l'altitudine sopperisce alla latitudine. Ad esempio l'altro etneo che ho citato di Benanti (addirittura qui le vigne sono a 1200 m e sono in buona parte a piede franco!) Fino all'anno scorso usciva con un prezzo al risotratore di quasi 20 euro più iva. Da quest'anno hanno deciso di scendere sotto i 15, per far conoscere di più il prodotto, che merita davvero secondo me. Non so se altrimenti l'avrei preso...

Rispondi
avatar

carolina

circa 11 anni fa - Link

kenray se mi paghi un bichhiere di buon lambrusco te lo porto io uno champagne coi contro ca@@i, poi vediamo se ti piace.

Rispondi
avatar

kenray

circa 11 anni fa - Link

io ti compro una cantina di lambrusco se vuoi poi assieme le diamo fuoco.

Rispondi
avatar

enofaber

circa 11 anni fa - Link

Magari sarò monotematico, ma perchè non "convocare" anche un paio di valdostani? Il metodo classico brut (Prié Blanc a piede franco) de la Cave de Morgex et de la Salle o il metodo classico rosé pas dosé "Caronte" (a base Petit Rouge)? Che ne dici Danilo? E per il Canavese non dimenticherei il Calliope e il San Giorgio di Cieck o il Berenice de le Baccanti, tutti a base Erbaluce. Inoltre tra poco dovrebbero uscire i metodi classici a base Picotendro de La Kiuva (sempre VdA) e se ho ben intenso (ma devo verificare, quindi magari sto per scrivere una castroneria) anche un metodo classico prodotto dalla Cantina Cooperativa dei Produttori di Carema, ovviamente base Nebbiolo...

Rispondi

Danilo Ingannamorte

circa 11 anni fa - Link

Guarda enofaber, sfondi una porta aperta! I valdostani mi piacciono molto e quelli che hai citato li ho tutti in carta al ristorante. Il Cieck invece mi convince meno, preferisco orsolani o ferrando a pari merito. Per le nuove uscite tienici informati! Non vedo l'ora di assaggiarle. A proposito di nebbiolo, hai provato il rosè di Rainoldi, Valtellina?

Rispondi
avatar

Pigigres

circa 11 anni fa - Link

Pensiero tutt'altro che scontato e in larga parte condiviso. Segnalerei anche il Millesimato La Scolca per il Cortese, il Brut Grotta del Sole per l'Asprinio e l'Extra Brut Murgo per il Nerello.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.