La frase del giorno | I fatti superati dalle opinioni

di Antonio Tomacelli

Mettetemi pure alla gogna, se vi garba, ma a me  questa affermazione di Ian D’Agata proprio non va giù. Come può un giornalista nel pieno delle sue facoltà mentali dire che “I vini del sud Italia non possono ancora competere per prezzi e personalità con quelli del nuovo mondo”? Stiamo parlando forse dei sauvignon della Nuova Zelanda fatti con lo stampino o dei cabernet californiani tutti legno e distintivo? Lo speciale di Decanter sui vini del sud Italia è ormai di diritto nella classifica dei “10 worst articles on wine” per tutta una serie di ragioni che mi azzardo a definire “fatti incontrovertibili” (vini da GDO che scalzano monumenti all’enologia, approvvigionamento campioni ai limiti del misteriosofico, grandi assenti ingiustificati). D’Agata, per non essere da meno, ci ha messo un sigillo grande quanto un editoriale e ha sepolto l’etica professionale sotto un cumulo di giustificazioni che non hanno precedenti nel giornalismo (non ho partecipato alla degustazione, mi hanno chiesto un riassunto e non potevo rifiutare). Ma cosa pensare di una frase come questa pronunciata, oltretutto, cinque minuti dopo aver ritirato la medaglia d’oro che il Vinitaly assegna ai benemeriti dell’enologia italiana?

I fatti, per quanto mi riguarda, non sono più in discussione ma la sua opinione, signor D’Agata si, e ora è il momento di capire se lei ha torto o ragione. Funziona così: si chiede ai lettori se sono d’accordo con lei oppure no e si attendono con calma le risposte. È un calvario, lo so, ma noi che scriviamo sui blog ogni giorno rischiamo la croce, mentre lei, da buon giornalista, pensa solo a lavarsi le mani.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

97 Commenti

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marco

circa 10 anni fa - Link

a mio avviso dietro questa affermazione ci sono interessi economici che lo riguardano direttamente!!!

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Delle bagattelle Tomacelli-D'Agata m'importa punto. Suggerisco invece di prendere la frase di D'Agata "I vini del sud Italia non posson ancora competere per prezzi e personalità con quelli del nuovo mondo", e cambiarla in: "I vini del sud Italia non debbono assolutamente competere per prezzi e qualità con quelli del nuovo mondo" e farla scrivere sulla lavagna mille volte ai nostri vignaioli meridionali.

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Non male, Marossi, non male...

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gionni1979

circa 10 anni fa - Link

Concordo!!!!

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Teodoro Viola

circa 10 anni fa - Link

Sono d'accordo, bravo Marossi.

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ivan

circa 10 anni fa - Link

quando parla dei "prezzi" a quali si riferisce??certamente non a un fiano di CIRO o a un vino di GIANFRANCO FINO..a mio parere,la frase del sig. D'Agata non è giusta/sbagliata..ma completamente assurda! come si può fare questi "super-mega paragoni"..è così assurda che si fa fatica a controbattere se non con sarcasmo..

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enzopiet

circa 10 anni fa - Link

Come ti avevo gia scritto su feisbuc mi piacerebbe proprio approfondire il tema. Mi limito, molto pacatamente, a dire che trovo questa affermazione poco chiara. Sarebbe bello se il Sig.d'Agata la motivasse. Almeno per la parte relativa al prezzo. Sulle divergenze in tema di personalità ci sono pochi dubbi,grazie a Dio. ps. Agnello con patate e frittatina di asparagi di campo mi attendono. Peccato per lo Zinfandel californiano di grande personalità che al momento mi manca... Dici che qualcuno se la prende se apro un Polvanera 16 ?!?!?!?

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Passa la bottiglia, che in due la spersonalizziamo prima :-)

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Alberto G.

circa 10 anni fa - Link

Sig.D'Agata ,lei e tutti i commentatori filoanglo..qualcosa, ci faccia il piacere,ponga un po piu' di attenzione in quello che dice.Noi italiani siamo un po permalosi, e forse noi meridionali ancor di piu'. Ps. alla prossima cena faccia assaggiare una ventina dei nostri vinelli tra otto e dodici euri e li paragoni per prezzo e personalita'a tanti californiani,australiani ecc. ecc. Vediamo cosa compra a quel prezzo nella gdo di Londra,New York o Roma.Ma forse qualcosa di buono, chissa' lei riesce a consigliarmela. Kind regards Alberto.

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Fr@nk

circa 10 anni fa - Link

Non vedo l'ora di leggere altri commenti! ma come mi piacciono questi articoli sig. Tomacelli

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kenray

circa 10 anni fa - Link

non conosco questo signore e mi frega fino li sapere se è la pietra di paragone della critica enologica ma se mi tocca il milleunanotte son pronto a fare una crociata. tra l'altro ho scoperto di recente il nibbio grigio aglianico cantine di palma. alt(r)a categoria. (i cileni i napa-qualcosa e gli australiani li ho bevuti anch'io e in una scala di valori da 1 a 10 rispetto ai nostri vini terroni stanno a -1)

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Giovanni Solaroli

circa 10 anni fa - Link

hai bevuto poco. ma il succi dice che sei di giovane età, quindi aspetto. ciao.

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

Se il novello benemerito dell'enologia italiana si fosse limitato ad affermare: "I vini del sud Italia non possono ancora competere per prezzi con quelli del nuovo mondo”, la sua affermazione, seppure per certi versi discutibile e confutabile, avrebbe avuto un senso. Ma sostenere che "I vini del sud Italia non possono ancora competere per personalità con quelli del nuovo mondo” vuol dire o non avere le idee chiare e non conoscere i vini del Sud Italia, o averne un'idea distorta. E pericolosa.

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Alberto G.

circa 10 anni fa - Link

Mi ero collegato di nuovo pensando proprio a questa cosa dei prezzi.Stavo pensando, certo sui prezzi e' molto difficile competere,ma quella sulla personalita' se e' vera e' documentata e' una minchiata enorme. TIE'.

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kenray

circa 10 anni fa - Link

guess who da un po' di tempo frequento un blog di bollicine che mi da spunti e idee io e il padrone del blog non siamo sintonizzati sulla terminologia enologica ne tantomeno sul tifo calcistico su una cosa mi sento vicino a questo critico. usa l'eleganza e la semplicità nel descrivere il vino. ecco un esempio. a voi capire di chi sto parlando, e non è difficile. Colore paglierino oro squillante, molto brillante e luminoso nel bicchiere (che io consiglio comunque di preferire alla scomoda e ormai desueta coppa) mostra una delicata presa di spuma e un perlage, non finissimo, di buona intensità. Decisamente aperto, fresco e vivo, con buona intensità di frutto – note di frutta gialla e agrumi – e soprattutto una spiccata fragranza floreale (note molto piacevoli e fresche di fiori bianchi, biancospino, fiori d’arancio e una vena di salvia) con notevole aromaticità e una spiccata dolcezza, ravvivata da una bella vena salata. Note positive anche passati all’assaggio, ma che dico, alla beva, con una bocca abbastanza ampia e succosa di buona cremosità freschezza e nerbo, un gusto dolce ma senza eccesso con una bella grana ampia e una buona lunghezza e persistenza e una spiccata vena agrumata, il tutto in una cornice di sicuro equilibrio e piacevolezza, con una chiusura fresca e sapida. mediti sig maroni, mediti.

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enzopiet

circa 10 anni fa - Link

Ken mi sa che hai sbagliato stanza! Qui stiamo parlando del sior Ian d'Agata e della sua galeotta frase sui vini terroni. Ho capito che il blogger in questione (ma chi è quello che degusta tanti Franciacorta e pochi Trento Doc e che tifa Inter ?!?!?!? :) http://geishagourmet.com/) ha scritto qui ma di Maroni parlavamo altrove... Vabbe ti perdono perchè stai ancora godendo dopo aver visto la conferenza stampa di Mou ! ps. Sign.Ziliani condivido pienamente il suo ragionamento. :)

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kenray

circa 10 anni fa - Link

ho sbagliato!!!! chiedo venia! ho sbagliato davvero, vabbè evidentemente bevo gli stessi vini di maroni

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Enrico

circa 10 anni fa - Link

La prima affermazione non ha un senso logico, mentre la seconda è semplicemente una...CAZZATA (scusate il francesismo)! ;)

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Enrico

circa 10 anni fa - Link

Dimenticavo: non vi fa pensare un po' a Leone di Lernia...:D? Ditemi se non è uguale? http://www.google.it/imgres?imgurl=http://blog.ilcarnevale.com/wp-content/uploads/2011/01/leone-di-lernia.jpg&imgrefurl=http://blog.ilcarnevale.com/2011/01/leone_di_lernia_carnevale_di_viareggio/&h=550&w=550&sz=56&tbnid=CFB4OG-wIHQ-rM:&tbnh=133&tbnw=133&prev=/search%3Fq%3Dleone%2Bdi%2Blernia%26tbm%3Disch%26tbo%3Du&zoom=1&q=leone+di+lernia&hl=it&usg=__F6gpL4VtPicUAh_d11cXvYzXMYU=&sa=X&ei=cWi5TZuwFMztOYPs2bQP&ved=0CEQQ9QEwAw

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Claudia Donegaglia

circa 10 anni fa - Link

Buonasera a tutti, secondo me i vini del Nuovo Mondo hanno la personalità della tecnica della cantina usata allo sfinimento che non è sicuramente personalità legata ad un determinato vitigno o territorio. Una domanda al Sign D'Agata : ' ci dia la sua definifizione di personalità di un vino ' poi possimao continuare a discutere fino allo sfinimento saluti a tutti claudia

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Enrico Nera

circa 10 anni fa - Link

Ci dovrebbe spiegare anche che cosa intende con "non possono ancora competere per prezzi..."...

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Klaus Di Giovanna

circa 10 anni fa - Link

buon giorno. Leggo di vino prodotto in Sicilia e mi preme scrivere qualcosa a riguardo. La produzione siciliana di vino e mosto in una annata normale, prendiamo il caso del 2006 assomma a 7 milioni di ettolitri, distinti nell’80% in vino e nel 20% in mosto. La produzione di vino così si ripartisce per tipologia: Vino in hl: Totale 5.580.000 IGT 1.460.000 DOC 250.000 da tavola 3.870.000 La produzione di vino per il 25% circa è assegnabile alle imprese singole e per il 75% alle imprese associative. La produzione confezionata ragguaglia con 1,4 milioni di ettolitri il 25% della totale produzione di vino regionale così distinta: Vino in hl : Totale 1.371.000 di cui : IGT 1.167.000 hl. DOC 204.000 hl. La produzione confezionata in Sicilia viene realizzata per circa l’82% dalle imprese singole e per il 18% dalle imprese associative . Questa produzione confezionata ha come destinazione per il 20% circa la esportazione, per altrettanta quantità il consumo siciliano e per il 60% la vendita in altre regioni italiane. La parte di vino non confezionato viene commercializzata allo stato sfuso in Sicilia,in altre regioni italiane, all’estero, nei seguenti quantitativi: IGT 293 mila hl, DOC 46 mila hl, vino da tavola quasi l’intera quantità, al netto della parte avviata alla distillazione. La parte esportata di vino sfuso, come già visto, nel 2007 è stata di 110 mila ettolitri, per cui la quantità di vino sfuso commercializzato in altre regioni dovrebbe assommare a 2,5- 3 milioni di ettolitri, al netto del vino da tavola, IGT e DOC (all’incirca 1 milione di ettolitri) consumato in Sicilia. Le imprese confezionatrici singole hanno un fatturato equivalente al 58% circa del totale a fronte di una produzione di vino equivalente al 25% del totale regionale; Le imprese associative hanno nel complesso un fatturato equivalente al 42% circa del fatturato totale regionale a fronte del 75% circa della produzione di vino regionale. Il fatturato delle imprese associative che confezionano assomma a 154,8 milioni di euro equivalente al 25% del valore totale, mentre le imprese che non confezionano ragguagliano con 101,4 milioni di euro il restante 16-17% del fatturato totale, nonostante la quantità di vino lavorato assommi ad oltre 3 milioni di ettolitri, a cui sono da aggiungere quasi i 2/3 della quantità di mosto regionale prodotto. CONCLUSIONI. 1)il confronto fra il valore medio del fatturato per ettolitro da una indicazione significativa della perdita (o del guadagno) di valore aggiunto , producendo qualità e confezione rispetto alla produzione di vino commercializzato sfuso. 2)a sostenere la crescita e lo sviluppo del sistema vitivinicolo siciliano ed a portarne avanti l’immagine e la cultura sono le imprese orientate al marketing. Fra queste a fare i grandi numeri del business sono un centinaio di imprese singole e pochissime imprese associative,tra cui spicca da sempre la Cantina Settesoli di Menfi. 3)fino a quando le altre cantine sociali, o più esattamente i loro amministratori e dirigenti, non maturano coscienza e non agiscono secondo le regole essenziali del marketing e della competitivita´internazionale, lo sviluppo economico e sociale del sistema vitivinicolo siciliano restera´ un desiderio per alcuni,una esigenza non soddisfatta per altri e una leva in piu´ per altri ancora.... 4)Una quota rilevante del vigneto siciliano è da riqualificare seguendo logiche di remunerazione del prodotto uva completamente opposte alle attuali . Oggi il prezzo delle uve o il mancato pagamento delle stesse mortifica il lavoro dei coltivatori/ soci e in tanti stanno abbandonando la coltura o temporeggiano compilando pratiche di Vendemmia Verde(!!) Il prezzo minimo delle uve da riconoscere ai soci che conferiscono alle cooperative oggi deve essere determinato in anticipo in modo da assicurare un reddito certo alle famiglie. Chi non e´in grado di assicurare cio´,lasci il timone e si occupi di altro. Scusate Grazie Cordiali saluti

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Klaus Di Giovanna

circa 10 anni fa - Link

Il Sig.D´Agata ha ragione, il rapporto qualita´prezzo dei vini meridionali non e´competitivo rispetto allo stesso rapporto offerto dalle Cantine del Nuovo Mondo. Perche´? 1) Forse perche´il costo di un operaio agricolo in Sicilia e´pari a 4 o 5 volte quello di un operaio cileno? 2)Forse perche´nel Nuovo Mondo non vigono le norme europee che impongono adeguamenti continui e onerosi nel rispetto della salvaguardia della salute dei consumatori? 3)Forse perche´nel Nuovo Mondo non vigono le norme europee che impongono adeguamenti continui e onerosi nel rispetto della sicurezza dei lavoratori? 4)Forse perche´nel Nuovo Mondo non vigono le norme europee che impongono adeguamenti continui e onerosi nel rispetto della salvaguardia dell´ambiente? 5)Forse perche´nel Nuovo Mondo i vitivinicoltori fanno solo il loro lavoro e non devono passare ogni giorno 4 o 5 ore per curare registri , pagare bollettini alla CCIAA,alla Dogana,all´ASP.,all´AUSL,all´Ispsl,ai VVFF,al Comune,redigere DAA telematici,preparare formulari da trasmettere Online,predisporre Piani di sicurezza,valutare il Rischio Chimico,controllare gli estintori,le cassette mediche,i registri manutenzione macchinari,i fumi della caldaia,la centrale frigo ed il Freon,il deposito bombole e il depuratore....e la lista ovviamente non e´esaustiva! 6)Forse perche´in Sicilia il costo del trasporto delle bottiglie le aziende lo pagano due volte ...dalle vetrerie...e verso gli snodi classici...Verona...Livorno.. 7)Concludendo, quando si parla di vini meridionali occorre preliminarmente fare un bel distinguo...tra vini provenienti allo stato sfuso dal meridione d´Italia e imbottigliati a Verona e venduti in GDO a 1,90 ´, fatto gia´scandaloso... ed i vini prodotti,affinati e confezionatinel sud da aziende singole o associate..... ...di sicuro la provocazione del Sig. D´Agata non si riferiva a questi ultimi prodotti. 8)....ma di sicuro ogni generalizzazione potrebbe involontariamente buttare fumo negli occhi della gente e potrebbe involontariamente ledere gli interessi legittimi di tanti in quanto potrebbe involontariamente influenzare la scelta di qualcuno stuzzicandone la curiosita´. Grazie Scusate Buon Giorno.

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kenray

circa 10 anni fa - Link

mi scusi klaus la prima parte non l'ho capita tanto. credo però di intuire che manca a livello istituzionale una seria politica agricola e si navighi a vista come spesso capita da noi. la seconda si e molto bene. è la stessa logica "cinese" per la quale molti nostri imprenditori "illuminati" delocalizzano le produzioni in paesi liberi da vincoli "inutili" quali sicurezza sul lavoro, diritti sindacali e sociali, contratti di lavoro e costi elevati di manodopera. ovviamente creando occupazione (altrove) guadagno elevato (ma solo dell'imprenditore illuminato) disoccupazione (interna) scarsa qualità (diffusa ma chissenefrega) ecc ecc. prima o poi quello che produrranno delocalizzando se lo compreranno solo loro e noi torneremo a occuparci di cose più serie tra cui il ritorno al '68 con annessa rivoluzione a colpi di p38. ora però una domanda continuerete a fare vino comunque e sempre? sa sono molto preoccupato per i miei syrah, nero d'avola e compagnia cantante.

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Klaus Di Giovanna

circa 10 anni fa - Link

Buon giorno ! Mi scuso per non essere stato chiaro.Forse sono tanti gli argomenti in pentola che dovrei metterli in fila ad uno ad uno e sciorinare per benino quanto penso e sento dopo tanti anni di attivita´in una terra bellissima e feconda ma difficile e lontana dai percorsi principali gia´tracciati con successo da grandi piemontesi , toscani e lombardi.Siamo arrivati in ritardo ma alla fine abbiamo realizzato anche noi grandi prodotti atti a diffondere nel mondo la qualita´indiscutibile del made in Italy. io sono un vitivinicoltore siciliano , ho 40 anni, e da 20 faccio la mia parte nell´azienda vitivinicola di famiglia . oggi sono all´estero per promuovere in Olanda e Germania i miei vini. Qui, come negli States, tutti i giorni mi trovo a competere con cileni,sudafricani e australiani e spesso vinco, grazie non solo al lavoro fatto in vigna e in cantina ma anche perche´riesco a trasmettere ai clienti finali la sensazione di acquistare un cofanetto e non una bottiglia...un mix fatto di lavoro,regole,genuinita,cultura,tradizione,innovazione,abbinamenti e rispetto.Rispetto per l´uomo,la terra,la natura. Il prezzo ovviamente e´importante ma se l´azienda riesce a proporsi in modo intelligente e far arrivare i prodotti sullo scaffale tra i 9/10 euro la sfida con il nuovo mondo che avanza e´sempre aperta. Noi imprenditori siciliani vitivinicoltori puri non ci fermeremo mai! Grazie cordiali saluti klaus

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Enrico Nera

circa 10 anni fa - Link

Ma Cosa si intendete per "Nuovo Mondo"? Ed aggiungo questa piccola riflessione: la "salvaguardia dell'ambiente" e la "sicurezza dei lavoratori" non hanno prezzo e credo non sia neanche giusto inserirle nella discussione......gli oneri per queste due voci ci sono perché è giusto che ci siano!

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Klaus Di Giovanna

circa 10 anni fa - Link

Buon giorno sig. Nera. ....tengo a precisare che , in quanto concretamente impegnato sul tema ogni santo giorno che passo in Azienda, concordo ovviamente con Lei sul fatto che le voci di cui sopra siano sacrosante e imperative sia dal punto di vista normativo che morale. Dissento sul punto che non sarebbero inerenti la discussione...perche´ occorre far sapere ai consumatori quanto lavoro,fatica e regole ci stanno dietro una bottiglia di vino e occorre sensibilizzare i consumatori europei alla costante ricerca di prodotti nostrani ...anche perche´frutto di costante attenzione ad aspetti che altrove non tengono neppure in considerazione !:-) Grazie Cordiali saluti Klaus

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Klaus Di Giovanna

circa 10 anni fa - Link

....chiedo venia...dimenticavo di precisare che per portare avanti un´agricoltura in chiave ecosostenibile e sicura per gli operatori le aziende piu´attente devono sostenere costi molto importanti che non vanno assolutamente sottovalutati o peggio non considerati. Questo aspetto e´una leva molto importante per ricordare ai consumatori che non si puo´pretendere di bere uno Chardonnay siciliano prodotto secondo tutte le regole da una qualsiasi azienda che vinifica in proprio e paragonarlo ad un cileno o sudafricano dal punto di vista squisitamente del prezzo....oltre a quanto detto...c´e´da considerare anche la biodiversita´ che rende non ripetibile la nostra qualita´mediterranea...grazie cordiali saluti

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Tomaso Armento

circa 10 anni fa - Link

Mah, la competizione lasciamola decidere al mercato, che poi così scemo non è. Magari faticano (fatichiamo) ad essere distribuiti tutti, ma da li a fare certe affermazioni ci penserei. Poi nel nostro settore parlare di prezzi e basta è quantomai ridicolo, ci va attaccata una considerazione di qualità, no? Oppure paragoniamo yellow tail e cataratto incazzati per quanto costa il secondo rispetto al primo. Data l'esposizione degli avvenimenti avrei puntualizzato un minimo. Giusto per non svalutare la propria immagine. Pensavo che qualcuno ancora ci facesse caso a queste cose, sigh.

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RAMPAVIA

circa 10 anni fa - Link

Spero proprio che i commentatori che mi hanno preceduto abbiano una maggiore esperienza in vini del Nuovo Mondo (espressione credo impropria in quanto nella categoria si inseriscono vini dell'Australia, del Sud Africa etc.) di quanta ne abbia il sottoscritto. Devo anche credere che abbiano soggiornato per qualche tempo, faccio per dire in Nuova Zelanda od in Argentina), perchè altrimenti di quelle produzioni (sia a livello alto sia medio o basso) ben poco arriva in Italia. Giudizi così netti e definitivi implicano una esperienza che riconosco senz'altro a Franco Ziliani e che per gli altri devo concedere fiduciariamente. A tutti però vorrei chiedere: con quale metro di raffronto si arriva a questi giudizi? Mi spiego meglio: rispetto a 100 vini del Sud Italia (rossi, rosè, bianchi) quanti vini Neozelandesi o Cileni della stessa categoria e fascia di prezzo avete raffrontato?

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Sarebbe interessante sapere cosa scriverebbero sui nostri commenti gli appassionati frequentatori di 'Intrawine, another wine is possible', blog australiano del noto giornalista Anthony Tomax, che difende a spada tratta la qualità dei loro vini e ridicolizza i cosiddetti esperti d'oltreoceano, che conoscono la loro realtà solo attraverso quello che dicono riviste (prezzolate) e produttori di scarsa credibilità in patria ma ben distribuiti sul mercato globale.

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RAMPAVIA

circa 10 anni fa - Link

Ma dai! Non è possibile! Antonio Tomacelli (alias Anthony Tomax) scrive anche per una rivista partigiana australiana? Congratulations

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Giovanni Solaroli

circa 10 anni fa - Link

La frase "i vini del sud non possono competere per prezzi e personalità con quelli del nuovo mondo" è troppo generica per essere oggetto di discussione. Bisognerebbe capire cosa intende effettivamente dire ai suoi lettori Decanter. Un conto è paragonare che so un Prephylloxera Tenuta Terre Nere da 60 euro ad una bottiglia di Shiraz SE australia di Waitrose da 5 euro, ed un'altro è confrontare uno Shiraz siciliano di Feotto dello Jato da 6 euro ad uno Shiraz asutraliano di Henschke Hill of Grace da oltre 150 euro. Mi pare che, volendo, si possa dimostrare una tesi ma anche il suo opposto, innescando così una spirale che finirà per girare su se stessa senza aggiungere nulla di nuovo. Inoltre vorrei precisare a enzopiet che per nuovo mondo si intendono i paesi di Australia, Nuova Zelanda, Cile, Argentina, Sud-Africa ma non certamente la California, patria dello Zinfandel da lei citato. Personalmente poi trovo fuori luogo fare affermazioni di stampo "assolutistico" e chi le fa conferma, in quel campo, di non aver nulla da imparare, nulla di nuovo da aggiungere al proprio bagaglio,il chè mi sembra un tantinello esagerato a meno, naturalmente, di avere il dna di Berlusca.

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KLAUS DI GIOVANNA

circa 10 anni fa - Link

Condivido anche la punteggiatura.Grazie del commento.

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kenray

circa 10 anni fa - Link

Klaus mi dica quale vino e che produttore è vediamo se lei fa del buon vino giuro che dopo averlo comprato e assaggiato se fa schifo glielo dico. ma se è buono avrà trovato un affezionato cliente (suvvia approfitti di intravino per un poco di pubblicità gratuita)

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Fabio Italiano

circa 10 anni fa - Link

Ti aiuto io Kenray, Klaus Di Giovanna e' il titolare dell'omonima cantina siciliana http://www.digiovanna-vini.it/index.html, mai sentito parlare di motori di ricerca? Ho assaggiato i loro vini circa 5 anni fa, e ricordo un Nero d'Avola dal buon rapporto qualita' prezzo. Ora a distanza di anni non saprei dirti di piu'.

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kenray

circa 10 anni fa - Link

ho visto i prezzi del vino di klaus di giovanna (pensavo fosse un nick chiedo scusa, avendo inventato io google o quasi so cosa è un motore di ricerca, grazie) e i prezzi sono strabassissimi. siamo sicuri che sia un vino bevibile? sig. Klaus non s'incazzi ok? ma il suo listino mi ha impressionato. peccato che dalle mie parti non si trovi l'articolo.

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Klaus Di Giovanna

circa 10 anni fa - Link

Buona sera ! Caro Sig.Kenray non ho motivi per arrabbiarmi ;-) anzi, mi piacerebbe sapere dove abita per indicarLe la piu´vicina enoteca dove provare i nostri vini e dunque verificare la qualita´ , visto che per i prezzi ha gia´trovato da solo la via, immagino usando "weincc" o altri strumenti. Sono lusingato per l´interesse , magari se si trova a passare da Sambuca di Sicilia la porto a fare un giro in vigna e in cantina ...la prego di avvisarmi un giorno prima. Non so a che rapporti qualita´prezzo Lei abitualmente fa riferimento quando acquista una bottiglia , ma ritengo che tra i 18 prodotti della nostra gamma Lei trovera´di sicuro il suo favorito!...sono abbastanza soddisfatto da cio´che mi dicono i clienti abituali in giro per il mondo e dalle performnces nel canale Horeca estero e cosi non ho ancora pensato ad una distribuzione capillare in Italia. Cordiali saluti Klaus ...dimenticavo ´...l´Azienda e´certificata ISO 14001 e tutti i terreni,le colture ivi praticate ed i prodotti ( vini ed olio extravergine d´oliva) sono certificati Bio.

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Klaus Di Giovanna

circa 10 anni fa - Link

Buona sera Sig. Italiano ! rispetto a 5 anni fa ritengo che la qualita´ del nostro Nero d´Avola abbia fatto un passo avanti, grazie soprattutto all´esperienza in vigna che ci induce ogni anno a trovare la soluzione migliore nel rapporto tra pota verde,diradamento dei grappoli,sfogliature pre-vendemmiali e momento della raccolta. Il prezzo e´ sempre, ritengo ,intelligente. Se mi dice dove abita spero di poterLe indicare un ristorante dove assaggiare il 2009. Grazie Cordiali saluti Klaus

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andrea

circa 10 anni fa - Link

Ciao Klaus.. un giorno o l'altro approffittero dei tuoi inviti in cantina, .. stanne certo.! .. Posso solo confermare (anche se parte in causa!) che i tuoi vini hanno un ottimo rapporto qualità prezzo. .. Conoscendo la tua Sicilianità, sapevo che indicantodi questa discussione sui vini della tua terra avrei portato un punto di vista interessante sull'argomento.! ciao andrea

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Fabio Italiano

circa 10 anni fa - Link

Ciao Klaus, guarda che noi ci conosciamo già. Sei stato mio ospite nel ristorante della mia famiglia a Belmonte Mezzagno, e c'era anche tuo padre. Si vede che non siamo neppure nella TOP 1000 dei vostri migliori clienti ;)

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Klaus Di Giovanna

circa 10 anni fa - Link

...Hola Fabio....mi sa che hai conosciuto mio fratello Gunther ...in caso contrario a meno di 40 anni comincio a perdere colpi...!!:-) ....eppure sono andato sul vostro bellissimo sito e scorrrendo la lista dei vini ho notato che c´e´una bella pagina vuota ...che ne dici se la dedichiamo a questi vinacci da agricoltura biologica che sarebbero felici di essere stappati nel vostro presidio del buon gusto e dei sapori? Se sei d´accordo mandami una mail e ti autoinviti , sempre preavvisando il giorno prima,ad un tour in vigna e cantina...magari ti diverti pure!...porta chi vuoi!Cordiali saluti Klaus

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Fabio Italiano

circa 10 anni fa - Link

Oops, hai ragione tu, io ho conosciuto Gunther, avevo dimenticato che anche tu avevi un nome tedesco. Il piccolo ristorante della mia famiglia non ha una lista vini quello che hai visto è solo un piccolissimo esempio dei ricarichi che pratichiamo. Purtroppo vino in Olanda, e quindi è difficilissimo per me visitare le cantine. Grazie comunque dell'invito.

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gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

Sicilia + Puglia = 250.000 ettari di vigna. Australia 150.000 ettari. Non si parla di vini di nicchia da qualche centinaia di migliaia di bottiglie (o decine di migliaia). Qui c'e' un potenziale di oltre 1 Miliardo di bottiglie. E' pensabile che possano essere vendute a prezzi "alti"? No, ed infatti la strangrande maggioranza viene venduto sfuso a prezzi variabili tra 10-30 € ad ettolitro, ovvero 10-30 centesimi al litro. Detto cio' appare meno impensabile ragionare su bottiglie australiane, cilene, sudafricane, argentine, vendute a 1 euro a bottiglia. Di cosa stiamo parlando qui, di fantasie o di realta'? Quali sarebbero i concorrenti a livello globale di queste produzioni del sud italia, Borgogna oppure i cileni da 3.99 al supermercato?

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Giovanni Solaroli

circa 10 anni fa - Link

ben detto gianpaolo. molti sanno poco e dicono molto, molti altri sanno molto e dicono poco. e' uno scioglilingua per intravino.

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Gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

"These regions may not yet compete with the New World on price and personality, but individuality and interest is there from Pellagrello Nero, Nero Di Troia and Aglianico". "Puo' darsi che queste regioni (Sud Italia) non siano ancora in grado di competere con il nuovo mondo per prezzi e personalità, ma per quanto riguarda Pellagrello Nero, Nero di Troia e Aglianico c'e' individualita' ed interesse" Già messa così mi sembra meno tranchant.

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RAMPAVIA

circa 10 anni fa - Link

Mi sembra corretto e ho la netta sensazione che questo blog, per qualche oscuro motivo, abbia inquadrato D'Agata nel mirino. In ogni caso, una buona occasione per conoscere meglio i New World's Wines potrebbe essere il Decanter Fine Encounter di Sabato 14 maggio a Londra. Sono certo che parteciparenno gran parte di quelli che hanno espresso così precisi giudizi.

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

Interessante, siamo sicuri che la frase in lingua originale riportata da Gianpaolo, sia quella effettivamente presente nell'incriminato pezzo di Decanter ??? . Lo chiedo perchè darebbe un'interpretazione assai diversa a tutto l'articolo. . Ciao

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RAMPAVIA

circa 10 anni fa - Link

The quote is absolutely correct!!! pag. 109, Decanter May 2011: " These regions (Southern Italy) may not yet compete with New World on price and personality, but individualy and interest is there Pallagrello Nero, Nero di Troia and Aglianico". A te la palla.

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Enrico Nera

circa 10 anni fa - Link

Concordo ;)

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Giampaolo, sii onesto e non cercare scorciatoie per parare il culo agli altri: "May not yet compete" non puoi tradurlo con "Puo’ darsi che queste regioni (Sud Italia) non siano ancora in grado di competere" May not, Giancarlo, may not.

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gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

Io sono onesto. Ma se non ci credi, forse credi all'onesta' di questi: Concise Oxford Paravia Italian Dictionary © 2003 Oxford University Press: may v aux (expressing contingency) sempre al condizionale potere⇒ vtr poter darsi che vtr We may have to take a later flight. Potremmo dover prendere un volo più tardi. Può darsi che dovremo prendere un volo più tardi. may v aux (expressing possibility) sempre al condizionale potere⇒ vtr It may rain today. Potrebbe piovere oggi. may v aux (expressing opportunity) può darsi loc avv I may be able to go to the beach this week. Può darsi che riesca ad andare alla spiaggia questa settimana.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Tomax, you don't know what you are talking about! Tomax, you may not know what you are talking about! La traduzione di Gianpaolo non fa una piega, sul resto avrei tanto da aggiungere ma ho passato giorni persa nella campagna olandese e ora sono (di nuovo) in un aeroporto con un piede gia' nell'aereo. Ma questo argomento e' oltremodo succoso e avra' sicuramente un seguito, anzi due o tre.

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

E' un punto sul quale andrebbe fatta assoluta chiarezza. . Io non posso aiutare, la lingua della perfida albione mi è sempre stata antipatica e pur conoscendola abbastanza non sono in grado di andare così in profondità con sicurezza. . Ripeto, SE la traduzione è sbagliata il tono dell'articolo cambia decisamente. . Ciao

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Fabio Italiano

circa 10 anni fa - Link

Bella la campagna olandese, ci vivo gia' da anni!!!

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klausdigiovanna

circa 10 anni fa - Link

Ciao Fabio! Io sono spesso in Germania e Olanda per lavoro. Se mi scrivi in quale citta´abiti un giorno o l´altro ti passo a trovare. Giusto il 3 maggio mi trovavo vicino Utrecht ed il 4 vicino Amsterdam.Se vuoi darmi il numero di cell. ti chiamo io. Scrivimi una mail a : klausdigiovanna@gmail.com oppure mandami una richiesta di amicizia se anche tu perdi un po´di tempo su FB. Cari saluti Klaus

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Diciamo che la lingua inglese è ricca di sfumature, Tomacelli no.

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Soprattutto se rapportiamo la frase al contesto delle degustazioni, Marossi. Il giorno in cui Decanter dirà che un morellino da 2,50 euro è meglio del suo Capatosta da 30 vedrai come Giampaolo cambierà le sfumature ;-)

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Sara Porro

circa 10 anni fa - Link

Antonio, la traduzione di Gianpaolo è quella corretta. Al limite (ti getto una ciambella, va) "may not" può essere utilizzato al solo fine di "addolcire" la formulazione ma senza in realtà esprimere dubbio reale. Sul fatto che dal punto di vista linguistico la traduzione che compare nel post sia una forzatura di dubbi però ce ne sono pochi.

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

Sara, sei sicura ? Ho chiesto aiuto su Facebook e confermano la NON forma dubitativa. . Ciao

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

@Vigna Ce lo vuoi dire tu cosa ti hanno risposto o lo copiancolliamo noi qui? Il passaggio sul "might" è molto interessante....

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

Ho ottenuto due differenti ma univoche risposte alla domanda se la frase potesse assumere una traduzione corrispondente a quella proposta da Gianpaolo "fosse stata dubitativa avrebbe scritto "might", fosse stata assolutamenye tranciante avrebbe scritto can't, con may not si è tenuto un po' più basso. UN DEMOCRISTIANO, insomma..." e "Ti assicuro che nella frase di dubitativo non v'è nulla perchè in tal caso avrebbe scritto might" Ciao

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gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

se dovessi preoccuparmi ogni volta che succedono queste cose farei meglio a cambiare mestiere. E comunque non e' mia abitudine cambiare idea a seconda delle convenienze.

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

Beniamino D'Agostino mi ha proposto la traduzione da madrelingua: "Queste regioni potrebbero non essere competitive, al momento, con (i vini) del Nuovo Mondo per personalità e prezzo ma ci sono individualità di interesse lì come il Pelagrello nero, il Nero di Troia e l'aglianico" . Ciao

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Motown

circa 10 anni fa - Link

Sui prezzi avete già detto voi tutti. Volendo invece tentare di dare una interpretazione alle parole del mister, secondo me con "personality" voleva forse dire "appeal", perchè certamente a livello di mercato globale ha più richiamo un Cab di Napa che un Cirò calabro. Spero che il significato fosse questo, altrimenti è da ricovero immediato.

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schlaks

circa 10 anni fa - Link

non possono competere ecc. ecc. ma su quale/i mercato/i? perché farebbe una certa differenza saperlo prima di giungere a conclusioni: o no? thx all

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Gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

Visto che lo ha scritto su Decanter e' da pensare che si riferisse al mercato inglese in p

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fabrizio pagliardi

circa 10 anni fa - Link

Che fuori dell'Italia la gran parte dei selezionatori di vini per la grande distribuzione, concordino con Ian D'agata è di tutta evidenza, basta entrare in un supermercato a londra, a Amsterdam o a New York (ma anche a Parigi). La cosa preoccupante è che il sorpasso sta avvenendo anche nelle enoteche, lo spazio dedicato all'Italia nelle enoteche di Londra fa ridere.

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Secondo me il problema è tutto qua: a Intravino hanno il dente avvelenato con D'Agata perchè lo ritengono colpevole di 'intelligenza con il nemico'.

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kenray

circa 10 anni fa - Link

bene bene bene confermo che tomax ha preso una mezza cantonata la mia collega inglese è d'accordo con gianpaolo. la frase va intesa come lui ha tradotto. perdonatelo e solo chi non ha mai peccato scagli la prima pietra.

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

Penso che il mistero possa essere risolto usando il normale buon senso in vari modi: 1) Tomacelli telefona a D'Agata e gli chiede il senso, l'interpretazione autentica del suo scritto 2) Tomacelli contatta una persona terza che abbia solide conoscenze di lingua inglese tali da fugare ogni dubbio In entrambi i casi ne scrive le risultanze. Su queste noi faremo eventualmente le nostre valutazioni. Ciao

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Vinogodi

circa 10 anni fa - Link

... ma da queste parti non si commenta mai qualche bella verticale o ... orizzontale? ...

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kenray

circa 10 anni fa - Link

orizzontale tutta la vita

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Caro Vignadelmar, hai proprio la fissa delle telefonate chiarificatrici, tu. In ogni caso, sono d'accordo con te sul fatto che non sarebbe difficile evitare certi qui pro quo dando retta ai tuoi suggerimenti. Tuttavia, credo che le polemiche su Intravino non nascano per errori umani in fase di argomentazione, ma per volontà 'politica'. Penso insomma che I.V. abbia il suo core business, che lo distingue da altre realtà enofile, proprio nella polemica enologica. Benché io propenda per un diverso modus operandi, mi pare ineccepile che il loro funzioni egregiamente. Spesso, poi, si rivela interessante e coinvolgente. Anche per me e per te, bisogna ammetterlo. Un saluto cordiale

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

Mah, non sono daccordo. Secondo me una notizia va data sempre chiara. Il commento può e deve essere di parte e rivelare l'opinione di chi lo scrive. Le polemiche io le adoro, ma quelle chiare, de visu, motivate; non forzate e/o volutamente cercate/create. . Tanto per mettere i piedi nel piatto di questo post: è nata una diatriba sull'interpretazione da dare ad uno scritto di un giornalista. Interpretazione fondante del post stesso. Fossi stato io l'autore avrei subito richiesto il contributo di un luminare in lingua inglese e ne avrei scritto il risultato. Poi, a risultato ottenuto, avrei tratto le mie ulteriori considerazioni, siano esse a me positive o a me negative. . Con i tempi del web un chiarimento ufficiale di questo tipo sarebbe dovuto arrivare dopo 5 minuti, invece....... Cioè ci riempiamo la bocca del web solo in senso per noi positivo. . Certo, a volte è interessante e quando lo è intervengo volentieri. Solo che leggere sempre di polemiche alla fine a me stanca ed allora spesso passo oltre. . Ciao

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Io non vedo il disaccordo, sul punto. Anche io non condivido 'questo' tipo di polemiche. Noto solo che io e te siamo qui a 'fare numero' nel novero degli interventi, proprio in seguito a 'queste polemiche'(soprattutto io, che mi sto affezionando). Perciò dico che, da un punto di vista commerciale (in senso lato) hanno pienamente ragione loro. E lo dico senza scandalo alcuno. Basta che tu vada a vederti il numero di commenti ai vari post. Gli articoli di I.V. a vocazione chiaramente polemica si beccano dai 50/60 commenti, fino a sfondare ampiamente quota 100. I post di analisi enologica è tanto se superano le dieci risposte (con picco negativo di uno, lo riscrivo: un commento). Non ci vuole un analista del Pentagono per arrivare alle mie conclusioni. Ciao

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

La tua analisi è giustissima, le conclusione reciproche sono diametralmente opposte. Tu ti affezioni, io mi allontano. . Commercialmente avranno anche ragione, ma il commercio non è tutto. . Ciao

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Alberto G.

circa 10 anni fa - Link

Il dubbio sull'interpretazione resta.Per me non e' un dubbio. E' la una forma garbata ( anche per pararsi un po di critiche in Italia,visto che ci lavora) di dire quello che oltre i nostri confini pensano dei vini made in Italy e (South Italy).Chi lo pensa? Alcuni e ripeto, senza generalizzare alcuni dei loro famosi wine writers e comunicatori vari,pendenti dalle labbra e forse dai portafogli di grossi,enormi, importatori di vino non italiano.Questo per gli oeratori meno "attenti" e piu' veniali,ma poiche' ci sara' sicuramente chi pensa in buona fede e con convinzione che i nostri vini non possano realmente competere per una qualsiai ragione,allora ben vengano anche queste opinioni a stimolare i produttori seri e di valore ad unirsi, a lavorare insieme per meglio promuovere i nostri prodotti,che secondo tanti di noi, possono Sicuramente competere soprattutto, per personalita' e qualita' e varita'e,e, e. Probabilmente lo stesso D'Agata la pensa cosi'visto quanto afferma anche a proposito del pallagrello,aglianico ,primitivo ecc.ecc.Certo e' che dovrebbe affermarlo con piu' convinzione anche oltreconfine senza timore (non so che altro termine usare al momento) di inimicarsi qualcuno dei suddetti.Questa e' solo la mia opinione,in base a quello che e'stata la mia esperienza personale (anche a Londra) forse un po campanilistica come per altri,ma non certo per puro amore della polemica.Almeno per quel che mi riguarda. Fossi un produttore queste cose mi stimolerebbero ancora di piu',telefonerei ad una decina di miei colleghi che parteciapano alla prossima London wine fair di maggio e cercherei di organizzare seminari e degustazioni anche a costo di rimetterci due lire.Cercherei di coinvolgere alcuni nostri sommelier sul posto e poi...E poi e' lavoro vostro e saprete farlo meglio.Un saluto a tutti.

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gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

Quello che non piace sentirsi dire qui e' che il vino italiano all'estero soffre di problemi di immagine, di conoscenza e di distribuzione. Non credo che Ian d'Agata intendesse dire che i vini pugliesi sono la feccia del mondo e che e' meglio bere australia e argentina a gogo. Io credo che volesse portare l'attenzione su alcuni fatti: 1) tra i vini del sud Italia c'e' un po' di tutto 2) i piu' ineteressanti sembrano essere quelli con i vitigni migliori, che lui cita 3) il modello del vino del sud molto alcolico, molto frutto e molto legno e' perdente (e' nel suo articolo 4)al momento la competizione con i vini del nuovo mondo la stanno vincendo gli altri, e' un fatto. Il fatto, che ha scandalizzato Tomacelli e qualcun altro, oltre che aver in una certa misura sopreso lo stesso Ian d'Agata, che ne da conto nel suo articolo, che un panel di esperti, tra cui figurano un sommelier italiano importante a Londra, Rosemary George Master of Wine con esperienza specifica sull'Italia, e altri (dovrei andare a prendere l'articolo, ma non e' questo il punto), e' semplicemente questo: un fatto. Vuoi per mancanza di conoscenza approfondita sulle tipologie, vuoi perche' il gusto internazionale e' tarato su certe tipologie, spesso i vini italiani non vengono compresi, e non vengono valutati e apprezzati come vorremmo. Che vuol dire questo? Che dobbiamo fare i vini come loro se li aspettano? Che dobbiamo seguire "il gusto internazionale"? Assolutamente no. Vuol dire invece un altra cosa: se vogliamo che i vini vengano capiti dobbiamo darci da fare per farli conoscere, dobbiamo creare un "gusto italiano", che venga riconosciuto e apprezzato in quanto tale, e non in rapporto a "x" (sostituire X con "vini francesi", "vini del nuovo mondo", ecc). Di questo potrebbe essere interessante parlare, ma e' su internet qualcuno pensa che convenga comportarsi alla stessa stregua delle copertine di Panorama, l'importante e' fare audience.

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

Secondo me questi problemi di immagine i vini del sud li hanno anche in altre regioni d'Italia, senza dover per forza andare a cadere oltre Manica o oltralpe. . Io sono un marchigiano che da oltre dieci anni vive in Puglia. Posso tranquillamente dire che, ad esempio, il Primitivo nelle mie zone era quasi completamente sconosciuto. Adesso le cose sono forse un po' cambiate ma non credo tanto. Basterebbe chiedere ai nostri amici produttori quanta parte della propria produzione il centro nord italia riesca ad assorbire. Vuoi per le grandi differenze gusto-olfattive, vuoi anche per una difficoltà a capirli ed interpretarli, molte vendite rimangono al palo. . Come sempre, chi si salva, chi riesce a mettere fuori la testa, è chi produce un vino fortissimamente caratterizzato, anche territorialmente e spende parte delle proprie energie nel fare su e giù per la penisola ad incontrare potenziali consumatori. . Se questo è il problema, dare addosso a chi, nonostante tutto, propone, scrive, studia le nostre produzioni trovo sia a dir poco controproducente e fortemente autolesionista. . Ben altri risultati potrebbe portare un intavolare con lui un discorso, un ragionamento. Per capirsi, per discutere, per provare a trovare una soluzione. . Forse l'audience sarebbe minore, ma sarebbe sicuramente il male minore. Ciao

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Uhhh! che noia tutte queste palle sull'audience! Qui tutte anime belle, eh! La verità è che qui abbiamo poco rispetto dei tromboni e di chi si auto-proclama "il più grande esperto di vino del mondo" chiunque egli sia, punto. Se poi qualcuno a bella posta e SENZA ALCUNA necessità fa dei paragoni astrusi tra i vini del nuovo mondo e i vini del sud italia (chi glielo ha chiesto a D'Agata, eh?) e cioè fra i due competitors principali sui mercati mondiali, permettete che sollevi qualche obiezione? @Giampaolo La favoletta del sud-Cenerentola non attacca più: i vini che hanno i maggiori indici di crescita sono i vitigni del sud e in particolare Negroamaro e Primitivo. Il sud, lo ripeto, è un competitor molto attivo ultimamente e questo immagino non faccia piacere a qualche importatore o multinazionale Australiana (capiscimiammè). Non ho trovato, per motivi di tempo, dati sull'export in Inghilterra ma leggiti cosa dice Locascio a proposito del mercato americano e poi ne riparliamo: http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Dati/Vino-positivo-export-italiano-2010-valore-a-+98-sul-2009_311846211434.html Ora, per tutti, ricapitoliamo come fossimo Nero Wolfe: qui abbiamo A) una serie di bottiglie scelte "ad capocchiam" e ancora oggi D'Agata, così solerte nel giustificare tutto, non ci ha detto quali sono stati i criteri di scelta. B) Una serie di risultati che non hanno né capo nè coda e, tra i vincitori, c'è pure qualche perfetto debuttante. Le migliori bottiglie – starei per dire le bandiere dell'enologia del sud – sono in fondo alla classifica senza se e senza ma. C) Il riassunto di giornalista "esperto di vini italiani" che, pur non avendo partecipato alla degu, dichiara che "forse, probabilmente, chissà forse un giorno i vini del sud e blablaba" invece di prendere per il colletto questi quattro incompetenti e dire loro "Non avete capito un cazzo, e io non ci metto la mia faccia" Perla finale, butta lì una frase maliziosa che li mette in confronto con i vini del nuovo mondo senza che nessuno glielo abbia chiesto. La conclusione? Fate voi, ma se accusate Intravino (che non smuove due soldi) di "politiche commerciali", cosa devo pensare io di Decanter e dei suoi risultati? Che sono al soldo degli importatori australiani? :-)

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gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

ecche due palle te con tutto questo complottismo, ma che hai scoperto, l'acqua calda? I risultati a te sembrano strani perche' i vini a loro paiono cosi', punto e basta. I vini del Sud Italia in UK li trovi poco, o nulla, e godono di scarsa cosiderazione. E' tutto un complotto? Secondo me si, e sai di chi? Di chi si piagne sempre addosso perche' non lo capiscono, ma poi non fa una mazza per farsi capire.

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

E chi si piagne addosso? Ti sto dicendo che i vini del Sud Italia sono in gran spolvero e che a qualcuno questo può dare fastidio. Poi tu lo chiami complotto, io che sono più pragmatico la chiamo "strategia commerciale" ma qui sta il cuore del problema: da una parte c'è la Foster, che da sola possiede mezza Australia e tutta la Nuova Zelanda, dall'altra ci sono centinaia di piccole cantine italiane. Chi credi avrà più forza contrattuale nei confronti di Decanter?

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Gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

La cosa peggiore che puoi fare e' accusare, tra l'altro senza uno straccio di prova, chi critica alcuni vini, oppure semplicemente non ha la tua opinione, di essere corrotti. E' questa attitudine di spostare sempre sugli altri tutte le cose che non piacciono. I miei vini sono criticati? La colpa e' di chi li critica, anzi, ancora meglio, lo fanno perché qualcuno li paga. Vaglielo a spiegare tu ai milioni di persone nel mondo che bevono, che ne so, Jacob's Creek, che lo fanno perché e' in corso un complotto ai danni della Puglia, altrimenti starebbero bevendo un Negroamaro. Questo vuol dire mettere la testa nella sabbia, caro Tomacelli, un atteggiamento che fa maggiori danni di un articolo fatto male, perché e' consolatorio, induce a pensare che e' inutile cambiare o migliorare, perché tutto e' corrotto. E' sempre colpa degli altri.

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Vignadelmar

circa 10 anni fa - Link

Sottoscrivo convintamente anche le virgole. . Inoltre resto in attesa di sapere se la famosa traduzione che è alla base di molto del nostro argomentare sia o meno corretta. . Ciao

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Giovanni Solaroli

circa 10 anni fa - Link

oh yes. i totally agree.

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Bravo.

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Francescas

circa 10 anni fa - Link

Ma questo è scemo veramente o ci fa? Io ho provato tre volte, e mi bastano, dei vini stranieri: un californiano costosissimo che non mi è piaciuto per niente, un neozelandese di nessuna importanza e un cileno discreto. Anzi, anni fa anche uno di Betlemme, ed era buono (forse perchè era 'vin santo'). I francesi reggono qualsiasi paragone, anche se qui da noi costano cari, ma il resto... Anzi, oserei dire che iniziano a essere buoni quanto i piemontesi e gli altoatesini. Purtroppo, di solito sono un po' forti. D'Agata: zitto e dormi!

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Giovanni Solaroli

circa 10 anni fa - Link

I vini del nuovo mondo non piacciono a nessuno, oltre a Ian d’Agata ed alla sua cricca? Ecco un paio di dati su cui riflettere per farsi un’opinione di cosa c’è oltre il “balcone di casa”. DATI 2007 Vigneto Australia 170.000 ha Vigneto Italia 800.000 ha export australia 7,8 milioni hl (81%) export italia 19 milioni hl (19%) export vino eu vs australia 68 milioni di euro export vino australia vs eu 643 milioni di euro Ciò detto, a meno che gli europei non lo comprino per irrigare i giardini, forse a qualcuno piace. L’indice di gradimento mi pare alto, no? Secondo me, volendo alzare il nostro indice, non solo per chiedere di andare a pisciare, sarebbe meglio “dialogare” invece di arroccarsi, promuovere la conoscenza e lo scambio invece di cercare di imporla gridando al complotto.

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schlaks

circa 10 anni fa - Link

vabbeh, è un altro limone-di-terzigno di tomacelli: do you remember? http://www.dissapore.com/salute/chiari-segnali-di-tensione-a-terzigno/

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antonio tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Non proprio schlaks, leggi cosa dice Vigna. Il commento è un po' più sopra ma te lo agevolo io: http://www.intravino.com/vino/la-frase-del-giorno-i-fatti-superati-dalle-opinioni/#comment-37099

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Gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

"Queste regioni potrebbero non essere competitive, al momento, con (i vini) del Nuovo Mondo per personalità e prezzo..." “Puo’ darsi che queste regioni (Sud Italia) non siano ancora in grado di competere con il nuovo mondo per prezzi e personalità..." E la differenza e'? Sono lisci gli specchi Tomacelli?

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Guarda Gianpaolo, mi hai quasi convinto: quello di Ian D'Agata era un sincero complimento ai vini del sud :-D

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gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

non e' che tutto debba essere tarato sulla logica complimento/insulto, di mezzo ci possono anche essere i fatti a complicare la vita. Lo vedi anche tu ogni volta che scrivi sul blog :)

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paolo75

circa 10 anni fa - Link

Ma chi di Voi ha esperienze su i prodotti seri "new wprld"??? In Italia non arriva pressoche' nulla di quanto c'e' di interessante in Australia, Sud Africa, Cile, USA....se il parametro e' lo Yellow Tail australiano che trovate all'esselunga e come dire che a noi all'estero ci giudicano sul tavernello....

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Giovanni Solaroli

circa 10 anni fa - Link

Se posso aiutarti, volentieri. Un pò di esperienza, minima, penso di averla,ma solo sui vini australiani. Ho tenuto un paio di degustazioni su questi vini, una parte acquistati in Italia dove ci sono un pò di importatori, ed una parte sul mercato britannico, naturalmente il più fornito di tutti. Sui vini australiani girano un mucchio di frasi fatte che rimbalzano di bocca in bocca ma hanno scarso fondamento. La realtà è molto più complessa e, se i proprietari di questo blog decideranno di affrontare il tema, sarò lieto di lasciare il mio commento. Per inquadrare meglio il sistema di qualità australiano devi sapere che la piramide è basata sul concetto di Brand (marchio/logo/insegna) il più basso si chiama "brand champions" e sono i vini australiani che puntano alla accessibilità, alla facilità di fruizione e aveicolare un forte messaggio di brand premium sul prodotto e per paese. Po ci sono i "generation next" vini australiani caratterizzati da innovazione (marketing, prodotto, packaging) che si rivolgono ad un pubblico che beve vino soprattutto per un'occasione sociale o speciale. Seguono quelli detti "regional heroes", ovvero vini dal territorio identificato che aggiungono valore e sostengono l'interesse dei consumatori, promuovendo una chiara associazione tra regione e la varietà / style. Infine trovi i "landmark Australia" vini di alto profilo, rinomati vini australiani costruita sulla qualità intrinseca e con reputazione di classe mondiale. Tra questi ultimi il famoso Grange di Penfolds e lo Hill of Grace di Hensche. E solo uno schema, il discorso è molto, molto più articolato. Spero di esserti stato utile. Ciao.

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Giovanni

circa 10 anni fa - Link

e' una vergogna, voi che sapete l'inglese dovete scrivere a decanter altrimenti questi tizi continuano ad avanzare a scapito di quelli che capiscono qualcosa e noi qui siamo fritti, costretti a produrre vinacci che non hanno futuro

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