La casa della birra artigianale è il pub, non il ristorante

di Marco Pion

Vinitaly alle porte e in molti sono contenti che ci sia anche la birra. Io no. Recentemente mi è capitato da andare a cena in un ristorante di nuova apertura, pretenzioso, molto legato alla ricerca di prodotti freschi da mettere “fuori carta”. Ordino un piatto di crudità di pesce e, a sorpresa, il maître mi propone una birra artigianale in accompagnamento. Anzi, da bere a fine piatto perché riequilibra i sapori, dice lui. Annuisco e taccio. Non ritengo che la APA (American Pale Ale) da 5% dolce e caramellosa fosse molto indicata al piatto, neanche se fosse stata in condizioni migliori, ma il punto è un altro: al giorno d’oggi, per fare ristorazione di qualità si sente quasi la necessità di una carta delle birre “artigianali”.

Dire “birra artigianale” è ormai un mantra ma non basta l’inaspettata celebrità sulle liste dei pub, il mormorio nei salotti bene della gastronomia o il fiume di parole su siti e riviste del “bere bene”: la birra artigianale va sdoganata. Ecco allora che fioccano abbinamenti gastronomici di ogni tipo e bottiglie griffate nei ristoranti gurmé o simil tali piuttosto che al pub. E il carico lo mette Assobirra (associazione degli industriali della birra che ha recentemente accolto anche alcuni microbirrifici, ndr), con i suoi “corsi” gourmand in collaborazione con l’Ais (io li sconsiglio, poi fate voi).

Ma la birra al ristorante ci sta? Teo Musso (Le Baladin) dice di sì, da lustri. Ma lui è come Leonardo Di Vincenzo (Birra del borgo): il fatto è che non tutti possono ritrarre una fanciulla qualunque e farne la Gioconda. Io dico che la casa della birra è il pub: un luogo meno formale, più sfacciato e irrispettoso, ma soprattutto, il luogo in cui la birra è protagonista. Un abbinamento è come un tango: sensuale e magico, equilibrato ed emozionante. Ma dopo cinque minuti stufa: e allora mangi e bevi.

Certo, l’abbinamento di birra e cucina è la situazione migliore per fare proseliti: stempera l’idea di bersi qualche birra con una pennellata di slow, una spolverata di alta ristorazione e una grattatina di ingredienti strani. Ma la birra merita questo palcoscenico? Per me una pils ben fatta, una bitter deliziosamente calda, una stout suadente o una IPA muscolare vanno bevute perché ci piacciono, non perché “si abbinano bene”. E poi questo proporre la birra come degno accompagnamento alla cucina alta, come comprimaria in uno spettacolo d’avanguardia, non fa altro che associare birra buona a costosa ed esclusiva.

E’ come se, assodato che Pelè è un genio, gli facessimo le scarpe su misura e lo facessimo giocare solo a Wembley. Non sarebbe meglio, e più facile, tirargli il pallone ed ammirarlo nel cortile sotto casa? Alla fine non dobbiamo prenderci troppo sul serio, alla fine il 95% è acqua. Meditate gente, meditate.

54 Commenti

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Molto, molto raramente, cornifico il vino con la birra per pasteggiare. Come scrive Marco Pion "la casa della birra é il pub". Però, però... di recente mi sono trovata a cenare a Londra e più precisamente a Greenwich, nella Old Brewery. Un posto delizioso all'interno dell'Università di Greenwich. Una microbirreria artigianale collegata con un ristorante. Ho mangiato veramente bene e ho bevuto ancora meglio. Era una serata avventurosa e quindi mi sono lanciata con ostriche e Porter. A seguire roasted parnisp (una rapa dolce pr intenderci) su una sfoglia salata, abbinata alla stout di produzione. Capisco che per i palati italiani quanto sopra suoni strano, ma funziona. Il marchio si chiama Meantime, ma hanno anche altre birre alla carta. Per Londra i prezzi sono molto ragionevoli, il servizio é puntuale e cortese, se andate il week-end potete incappare anche in qualche cameriere che sa l'italiano o il francese e vi sa consigliare. Si mangia in un locale ampio, con un soppalco in cui si trovano delle vasche di rame. Volendo si può visitare la birreria. Se vi interessa saperne di più il sito é www.oldbrewerygreenwich.com Tutto questo sproloquio per dire che sì, la birra può essere anche un ottimo abbinamento, a parte che per la pizza please.

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Meantime è forse il produttore britannico che per primo è uscito "violentemente" dalle tradizioni e dai dettami CAMRA per produrre birre più personali e di carattere. Sempre a Londra il White Horse a Parson's Green propone una cucina ricercata con birre in abbinamento: un po' più fighetto di un pub "normale" offre sempre una lista profonda di birre (non solo inglesi) e cibi con cui accompagnarle e sovente ospita dei festival tematici. Lì è d'obbligo sperimentare il mio abbinamento cibo-birra definitivo: formaggi inglesi (Stilton, Cheddar e altri) e Lees Harvest Ale, IL barley wine inglese, meglio se un po' vintage. E ovviamente si puo' stare al bancone e provare la dozzina di birre sempre diponibili. E' curioso vedere come inglesi ed americani siano molto più avanti di noi nel proporre abbinamenti cibo/birra, spesso considerandoli gourmet: sarà perchè in cucina non sono così bravi come noi;-)?

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Forse sono meno condizionati e, almeno per gli inglesi, la birra era la bevanda abituale delle classi meno abbienti. In un passato non molto lontano tutte le fattorie inglesi, gallesi e scozzesi si facevano la birra in casa. Una cosa che non sapevo, c'é la Hospital Porter, detta così perché un tempo negli ospedali londinesi preferivano dare la birra da bere invece che l'acqua, perché considerata più igienica e nutriente.

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Lo diciamo sempre che bere acqua fa male;-) Le Porter e le Stout erano considerate nutrienti e rinvigorenti, ma questo purtroppo accadeva quando il loro declino era ormai segnato. Probabilmente era un'ultima, disperata, strategia di marketing. Le Milk Stout (con il lattosio, per "addolcirle") erano invece consigliate alle puerpere. Anche la Guinness (che non era certo in declino...) usò lo slogan "Guiness for Strenght".

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Proprio perchè ritengo che conoscere il vino sia mestiere provante fisicamente (fegato in primis), ho altrettanto rispetto per la birra e ipotizzo che sia necessario un percorso simile. Non si può costruire la propria preparazione di alto livello e mantenerla sempre aggiornata sul vino e sulla birra, per cui una scelta bisogna farla prima o poi. Io ho scelto il vino con la consapevolezza che alcuni miei colleghi applicano la stessa energia e convinzione per districarsi nel mondo della birra. Non sarei così apocalittico sul fatto di confinare la birra a "pallegiare nel campetto dietro casa". Magari prevederei in un ristorante una carta delle birre e una dei vini con due-numero-due addetti of course.... ma chi se la sentirebbe di sostenere una spesa del genere???

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SR

circa 10 anni fa - Link

esistono anche delle ragionevoli vie di mezzo. il discorso del Tyrser (ah, il Tyrser è Marco Pion...) è più un discorso di collocazione e di approccio. uno può benissimo abbinare e proporre abbinamenti. il problema è che la filosofia dovrebbe sempre essere popolare, molto popolare... e quando vedi il Bottura della situazione (ma non è l'unico... il Pion mi ha bruciato ma vorrei scriverci anche io sulla questione) con un mano una Moretti capisci dove tira il vento. il discorso vale ovviamente anche per le artigianali e per il tentativo di collocarle in un segmento ben preciso e high cost seguendo la strada tracciata a suo tempo da Teo Musso chi è stato a San Francisco (che figo... :-)) ed è un mezzo fanatico conoscerà magari il Monk's Café, un gastropub di ottimo livello che propone una selezione ricercata di birre. l'esperienza è sicuramente meritevole. ovviamente vi spennano. ma quando esci, fai 2 min di taxi e vai a bere al Toronado, dove la selezione è galattica, l'atmosfera impareggiabile e a fine serata buttano fuori i residuati bellici insieme alla spazzatura (e nei residuati potresti trovarci anche i gestori...), beh capisci che QUELLO è il posto della birra...

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Scauca

circa 10 anni fa - Link

La perfetta fotografia di una situazione piacevolmente frizzante ma con risvolti a volte tristi e che lasciano in bocca un amaro spiacevole. Bravo Tyrser!

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AntonEgo

circa 10 anni fa - Link

Buonasera, premesso che concordo sul fatto che" la Casa della birra artigianale" sia il Pub, sono favorevole al fatto che le birre artigianali entrino nelle carte di ristoranti e trattorie più o meno quotate... Da qui a proporre una "birra artigianale in accompagnamento... Anzi, da bere a fine piatto perché riequilibra i sapori" ce ne passa... A mio parere, purtroppo, il consumatore medio italiano è sempre più affascinato esclusivamente dalle mode e non dal gusto del suo palato che tra l'altro, per quanto riguarda gli abbinamenti col cibo, viene spesso martoriato e molto poco gratificato. Mi domando inoltre se siamo tutti d'accordo sul fatto che Inglesi ed Americani non siano così bravi come noi in cucina....!?

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Andrea Croci

circa 10 anni fa - Link

Parlo prima di tutto da appassionato di birra, ma anche, da pochi mesi, da gestore di un ristorante (nel quale ho ovviamente introdotto birre, e cucina alla birra). La poca esperienza che mi sono fatto mi sta portando a pensare che la moda della birra artigianale (italiana) sia una bolla, neppure tanto grande, e che tocca solo un certo tipo di clientela (mediamente il 25-35 enne con qualche soldino in tasca). Io (s)fortunatamente ho una clientela media un po' piu' in su con l'eta', che spesso e' contenta di trovare birre belghe dal basso costo e dall'alta gratificazione, che se ne frega della moda passeggera, che sa lasciarsi consigliare verso strade sconosciute(la birra artigianale appunto) ma che capisce subito se dietro il consiglio c'e' veramente passione oppure se e' solo un modo per cavalcare l'onda. In 4 mesi, pur avendo cercato inizialmente di pubblicizzarmi negli ambienti birrari, sono pochissimi i clienti che si sono svelati quali superappassionati, ultra' del malto, amanti del rating...in piu' di 4 mesi e' successo solo una volta di dover servire (oddio che fastidio solo a pensarci...) una Paradox Arran bevuta a tutto pasto (ricordo 1 portata di pesce e una di carne). Per concludere, il mio umile parere e' che se si propone la birra al ristorante come ha descritto Marco, si fanno dei gran danni portando a casa anche risultati miseri. Se invece si prova a proporla con umilta', magari partendo anche da prodotti "base" classici e senza strafare, si riesca a portare acqua al mulino della buona birra artigianale con ottimi risultati anche in quanto a fidelizzazione del cliente. In parole povere, un'ottima session beer "da pub" come dice Marco, a mio parere va BENISSMO anche come birra da pasto al ristorante. E le grattatine lasciamole a qualcun altro!

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colonna

circa 10 anni fa - Link

Tyrser sa il mio pensiero, e quindi sa che condivido in pieno l'articolo. L'ultimo commento di Andrea è molto interessante, anche se non condivido sulla consapevolezza del cliente sul fatto di riconoscere se il consiglio sia dettato dalla passione o dalla voglia di cavalcare la moda del momento... E' proprio questo il punto: la curiosità media degli avventori è pari alla loro scarsa competenza in materia, e su questo punto è facilissimo "appioppare" come capolavori di gusto e abbinamento birre improponibili. Molti ristoratori (come ricordato tantissime volte) hanno una competenza e -alle volte- passione straordinarie verso i cibi e vini proposti, ma la "moda" di piazzare birre artigianali li trova nettamente impreparati. La scarsa conoscenza del prodotto dei loro avventori permette loro di poter sparare qualsiasi "baggianaggine" e , a meno che non si incontri Marco Pion al tavolo, passare anche come ottimi consiglieri ("beh, se lo dice lui...sarà buona per forza!"). Questo per la birra in generale è assolutamente dannoso Citando SR su Bottura aggiungerei Ferran Adria con l'Estrella, ma per un vero sdoganamento della birra artigianale occorre un ristoratore consapevole di quello che sta vendendo. Poi è vero che l'alta ristorazione aumenta i margini per tutti e che la birra, con la sua artigianalità, ha conquistato anche una clientela più "fighetta"...Ben venga, purchè come già detto, venga accompagnata con la giusta attenzione.

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Andrea, la mia idea è che se voglio bere una birra vado al pub, se voglio mangiare vado al ristorante. Il piatto che mangio deve piacermi sia che ci beva insieme acqua, birra, vino... Se poi al ristorante trovo una buona birra con cui pasteggiare sono contento, ma non deve essere una discriminate. Anche perchè gli ultrà del malto non fanno la fortuna di un locale. Un cuoco in gamba sì. Se poi i gestori sono illuminati come voi, allora...

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carmen

circa 10 anni fa - Link

Ciao...bè alla fin fine bere birra al ristorante è tutta una questione di gusto personale....mio suocero beve solo birra a tavola con qualsiasi cosa...e a fine pasto è ottima la bb evò birra artigianale di Barley, io l'ho acquistata su www.dispensas.it, provala magari la puoi proporre...ciao

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INDASTRIA

circa 10 anni fa - Link

Da sempre sono contrario a chi vuole collocare la birra nell'alta ristorazione scimmiottando il mondo del vino. Ma, detto questo, non sono affatto contrario che la birra (quella buona) sia presente nei ristoranti. Ok, il luogo di elezione è il pub, e i birrifici non dovrebbero mai dimenticare quale è storicamente il target di riferimento del prodotto, ma pasteggiare con un'ottima birra è un'esperienza da fare e riprovare (ai giusti prezzi).

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Francesco

circa 10 anni fa - Link

Io non sono d'accordo. Perchè non possiamo abbinare un'ottima birra artigianale ad un ottimo menù poi proprio non lo capisco. (ovviamente per ottimo menù intendo di gran cucina) E' ovvio che il palato ed il gusto siano strettamente personali, quindi ad ognuno di noi fa più o meno piacere bere a proprio gusto birra, vino, bollicine, ecc in abbinamento a quello che si sta mangiando. Io sono pienamente d'accordo sulla carta delle birre, artigianali e non (ma con quelle artigianali ci si può sbizarrire molto di più) nei ristoranti. Ricordiamoci che "il Giuda Ballerino" (non proprio l'ultimo dei ristoranti di Roma) mette nella carta anche ottime birre artigianali sin da quando aprì nella vecchia sede e, in abbinamento con le loro selezioni di formaggi, ancora ricordo il piacere nel provare il tutto. Ottima scelta, ottima selezione, ottimo abbinamento. Non ho poi provato alcun dispiacere a passare dal vino (abbinato al primo ed al secondo) alla birra abbinata ai formaggi, anzi..... un'idea brillante, originale, divertente,frizzante, e azzeccata! Non sono neanche d'accordo sul fatto che il posto adatto per gustare le birre artigianali sia il Pub, per quello che mi riguarda vado al "bir e fud" (che rilegarlo al ruolo di pub mi sembra estremamente limitativo!), all' "oasi della birra" (che non è affatto un pub, anzi...), e all' "Atlas Coelestis" (e questo non è proprio un pub ma, anzi, un ottimo ristorante con cucina ricercata) e ci vado con piacere proprio per bere birre artigianali in abbinamento con quello che mangio da loro. Al "Gran Gotto" di Genova c'è anche una selezione di birra da abbinare all'ottimo pesce che servono... e come loro ce ne sono, per fortuna, tanti altri birra artigianale-oriented. "Rinchiudere" la birra artigianale solo nei pub perchè qualcuno ancora la considera una bevanda di secondo livello mi sembra sbagliatissimo. Ci sono birre strepitose con cui si possono fare eccezionali abbinamenti alla faccia di molti altri fatti con vinacci proposti da sedicenti sommelier. Non si tratta di AIS, AISR, o altre associazioni varie, si tratta di gusto PERSONALE, e trovo, oltre che divertente, anche molto utile un'apertura del mondo culinario verso il mondo delle birre artigianali. Francesco

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Francesco, concordo con te sul fatto che locali illuminati (il Bir&Fud lo è, ma anche il Piaceri&Pasticci, il locale di Andrea che scrive sopra) rendono una cena ancor più godibile grazie all'offerta di birra buona. Il mio punto è che non tutti i ristoranti sono in grado di servire degnamente birra ma spesso ne sentono l'esigenza. E' come se di punto in bianco tutti volessero offrire il tartufo: trattorie toscane che spolverano di tubero delle fiorentine, altri che spolverano la Cassoeula o il branzino, e magari pure il dolce. E lo fanno senza capire, "solo" perchè vende e altri lo fanno. Al ristorante si va per mangiare, il protagonista è il cuoco. E se il personale prova birre e piatti, quadra il cerchio e propone abbinamenti con un senso allora anche la birra ha un senso. Se invece compra dei cartoni, segue le note del venditore e le propone al cliente allora la cosa, secondo me, fa acqua. Come quella che di solito, nel dubbio, ordino.

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Francesco

circa 10 anni fa - Link

Acqua??? cos'è ??? :-D siamo d'accordo su una cosa, ci sono locali che offrono abbinamenti mal riusciti solo perchè vendono ed in realtà non sono in grado di gestire/permettersi la cosa. Ma questo vale per tutto. Capita (purtroppo) assai spesso di trovare abbinamenti cibo/vino o birra o altro mal riusciti, ma questo non dipende dal locale o dal cibo, ne dal vino e dalla birra, ma solo da quei pazzoidi improvvisati chef che si inventano eno-gastro-cavolate!

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kenray

circa 10 anni fa - Link

a melegnano c'è un ristornate in pieno centro che offre birra come alternativa al vino e direi con successo enorme anche se i prezzi sono da infarto (20 euros una boccia) anche da me parma in qualche risto, oltre ai locali malvasia e lambrusco vengono offerte ottime birre come alternativa. personalmente a me piace molto. parafrasando si potrebbe dire che cornificare la moglie ogni tanto non fa che consolidare il rapporto

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Bravo Ken, hai toccato un tasto dolente, com'é che le birre buone in Italia costano tanto? Io avrei anche un degustatore patentato in famiglia, ma da tempo ha rinunciato ad indottrinarmi sull'argomento causa scarso budget. Ci rifacciamo in Albionlandia. ps. va bene tirare tardi questo pomeriggio a parlare di birra. Da domani é un'altra storia.

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

@Nelle Nuvole "le birre buone in Italia costano tanto" Ecco hai aperto il vaso di pandora.:-) Concordo con te che 20 euro per una bottiglia di birra al ristorante siano tanti. Ma se spendi 50 euro per mangiare, non sono sproporzionati (non dico siano giusti...). Non so dirti (non lo bevo) con 20 euro nello stesso locale che vino compri. Forse uno che in enoteca paghi 8/10 Euro? Se sì allora il discorso cade. Se invece il gap enoteca/ristorante è minore allora hai ragione: la birra è più cara del vino. Se parliamo di pub o beershop le cose cambiano, ma non è quello il discorso da affrontare qui, perchè dovete andare a Verona ;-)

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kenray

circa 10 anni fa - Link

a melegnano il vino costa uguale, ed è decoroso. la birra ottimerrima, peccato se ne bevano 2 bottiglie a pasto in 2 a parma la birra costa la metà ma anche il pranzo costa la metà se vi capita di andare a melegnano: ristorante doimoi costola del portone (solo estate, in inverno la birra la bevete al portone)

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Nic Marsèl

circa 10 anni fa - Link

Ken, se sei in zona Melegnano, aggiungi 10 euro (ai 20 che spenderesti per la tua boccia di birra artigianale al ristorante) passa da Settala direttamenet al birrificio Pratorosso e comprati un cartone da 6 bottiglie di ottima birra rossa da 75cc.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Caro Tyrser, già che sei a portata di blog, non é che mi sai consigliare un posto a Verona dove ci si può rinfrancare con una birrozza come si deve, magari alla spina? Riguardo ai costi, perché una pinta di buona/ottima birra artigianale in un ristorante (non pub) di buon/ottimo livello in UK costa circa 3.50 sterline e in Italia molto di più? Capisco che mi sto allargando,. Prossimamente su un altro post mi piacerebbe leggere un approfondimento

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kenray

circa 10 anni fa - Link

alla spina? ussignur un altra amante delle brodose acquose in boccale spinato..

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

A Verona non conosco ma mi informo a stretto giro di web. Potrei replicare dicendo che lo stesso ristorante in UK probabilmente ha in lista una sottomarca del Tavernello a 15 sterline a bottiglia. ;-) In Italia per un ristorante medio è praticamente impensabile avere birra buona alla spina: ne vende troppo poca per giustificare 3/4 spine (e un impianto serio) e le bottiglie sono più comode (ma più care). La birra al ristorante in Italia o è gialla e gasata nelle pizzerie oppure è "di un certo livello (di prezzo)". La verità sta nel mezzo, ma trovarla è complesso.... PS Al Vinitaly mi risulta ci sia il Birrificio Italiano...

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Francesco

circa 10 anni fa - Link

al vinitaly c'è il birrificio del Borgo!!!

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Spam per spam, al Vinitaly, Sabato 9 e domenica 10 aprile nello spazio Heres, Padiglione 7 stand C10 ci sarà Kuaska a convertire folle oceaniche al malto ;-)

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Leonardo

circa 10 anni fa - Link

Tyrser, io il al padiglione Heres ci volevo passare per vedere se c'era qualche whisky di Samaroli... dici che c'è speranza? :-) Sempre malto è...

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Leonardo, spero per te che ce ne siano. Però non darmi i dettagli perchè al vino sono abbastanza impermeabile ma ai Single Malt no... :-)

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

@Ken, lo sai che da te accetto tutto, sia l'amore sconsiderato per il Milleunanotte che il disprezzo altrettanto sconsiderato per la birra alla spina. Hai ancora tanta vita davanti. @Tyrser, in UK alcuni ristoranti riescono ad avere dei vini dignitosi in lista e insieme a delle ottime birre. In generale, hai ragione, o una o l'altro. Ma io non faccio paragoni, dico solo che la buona birra in Italia é cara, sia alla spina che imbottigliata. La mia conformazione mentale lo trova strano, tutto qui.

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Non è strano, è voluto. E questo è il vero problema che si porta dietro il sillogismo premessa: la birra al ristorante deve essere nobilitata e "di un certo livello" constatazione: le cose nobili sono care e vanno fatte pesare conclusione: la birra al ristorante è cara e speciale Il problema è che se il consumatore accetta la conclusione allora è implicitamente portato a pensare che quello che beve sia buonissimo (e se non gli piace è perchè non è "esperto") e implicitamente pensa che il maitre ne capisca davvero di birra, mentre invece, magari, è solo passato alla Metro....

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Ziliovino

circa 10 anni fa - Link

Parlo da profano del "mondo birra", tant'è che uno dei tanti motivi della mia passione per il vino è che da ragazzo la birra proprio non mi piaceva, ma forse è utile anche vedere la cosa da un'altra prospettiva: ben venga la birra di qualità al ristorante, ed in ogni altro luogo possa essere apprezzata dalla "massa" (passatemi il termine), e ben venga la "moda" della birra artigianale se servirà a far capire alla gente che la stessa differenza che passa tra un vino alla spina ed un vino di qualità in bottiglia, è la stessa che c'è tra una birra alla spina "da pizzeria" e una birra artigianale di qualità. Perchè non so se ve ne siete accorti ma là fuori questa semplice regola ancora la sanno in pochissimi, ed io ero uno di quelli fino a pochissimo tempo fa. Devo ricordarvi che il 95% dei pub dove secondo il post si dovrebbe confinare la birra ha alla spina Zipfer, Gordon e co. e basta?

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Vini&Cretini

circa 10 anni fa - Link

Dissento pienamente dal titolo del post. La "Birra" (poi di cosa vuol dire "artigianale" ci sarebbe da discutere!) è una bevanda che ha la sua storia (7000 anni!), è prodotta in moltissimi paesi del mondo ed accompagna la cultura gastronomica da sempre. Non è assolutamente "solo acqua", ma principalmente "acqua, cereali e lievito", ingredienti che in qualche modo (leggi: pane! pasta!) anche noi italiani utilizziamo tutti i giorni per accompagnare, ammansire o esaltare i più disparati sapori dei cibi.. Dir che gli abbinamenti birra-gastonomici non hanno senso è assurdo, e se volete, aggiungerei il fatto che questa "moda", questo emergere di birrerie artigianali in Italia è proprio dovuta a fattori che ci portano a scoprire gli abbinamenti con il cibo della nostra cultura. Magari alcuni abbinamenti (bellissimi, come la stout con le ostriche..) non sono per noi usuali e facili, proprio perché non rientrano nella nostra tradizione culinaria.. ma da qui al dire "sbagliato", ce ne corre..! Aggiungo che il grande errore che hanno fatto le industrie birrarie in Italia, proponendo da circa 20 anni le imitazioni dei Pubs o delle birrerie di oltre confine sta proprio nel fatto che si aspettavano dagli italiani gli stessi consumi (pro-capite) che avevano nei loro paesi d'origine, senza pensare appunto che negli Italiani, salvo in pizzeria, la cultura alimentare prevede principalmente l'abbinamento del cibo con il vino.. La birra è una bevanda completa, nutriente, con minor tenore alcolico del vino (leggi: minor tasso alcolico nel sangue) e può benissimo stare nella ristorazione qualificata in alternativa.. La domanda è: abbiamo ristorazione "qualificata" per la Birra? abbiamo produzione "qualificata" per la Birra in Italia..? I nostri ristoratori (parlo in generale..) sanno di Birra quanto sanno di vino.. quando si accingono a definire la loro Carta Birre? I prezzi: si ci sono alcuni che se ne approfittano, un po' per l'onda modaiola, un po' per il fatto che in Italia l'accisa sulla birra è alta (30% circa - sul vino non c'è accisa!), un po' perché le produzioni al momento sono di numerica (e talvolta di qualità!) troppo bassa per essere competitivi e interessanti a confronto con le tradizioni straniere.. Ma abbasseranno pian piano. Coloro che produrranno in modo migliore e qualificato, ammortizzeranno gli investimenti e allargheranno il giro, limando al ribasso i loro listini.. e così nei ristoranti! e anche nei pubs, che godono di questo momento, e ritornano di moda, soltanto se propongono anche una cucina di ottimo livello oltre alla selezione di birre particolare. Scegliere tra birra e vino? Non ci penserei proprio.. Mondi diversi, ma con grandi similitudini.. come Mare e Montagna, in Italia oggi li abbiamo tutti e due.. ne godiamo in momenti diversi, ma entrambi possono darci sensazioni e momenti piacevoli! Oggi si parla di birra ed esco proprio adesso da una degustazione di artigianale (direi "sperimentale") scozzese (Brewdog) domani sera a Verona in attesa di scoprire il VinItaly.. questo è il bello!!

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 10 anni fa - Link

Il discorso è piuttosto semplice: in questo momento, in Italia, vino e birra sono acerrimi e diretti concorrenti. I produttori di birra stanno cercando di sfruttare biecamente le difficoltà del vino(l'etilometro, i ricarichi ancora alti,la sovraproduzione..)per imporre sul mercato un prodotto ASSOLUTAMENTE ESTRANEO alla nostra tradizione alimentare. Per cui mi auguro che tutti gli operatori del settore enoico,consapevoli di tutto questo, ostacolino e boicottino con ogni mezzo il diffondersi della birra sul mercato nazionale italiano. Ave.

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kenray

circa 10 anni fa - Link

gheddafi è meno intransigente e dice meno minchiate

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 10 anni fa - Link

Ma chi te l'ha detto che Gheddafi è intransigente, a me pare un bravo ragazzo. Pensaci bene Signor Sotutto col tono da maestrino.

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SR

circa 10 anni fa - Link

che i produttori di birra cerchino di sfruttare i ricarichi altri del vino la trovo francamente una considerazione grottesca... il richiamo al protezionismo cultural-gastronomico (manco, al limite, economico...) mi pare invece una puerile follia... io propongo di mettere fuorilegge le ostriche, lo champagne, gli ananas e il tonno pinne gialle in scatola... per fortuna il boicottaggio lo dovrebbe fare chi beve, non chi produce, e chi beve sceglie quello che preferisce possibilmente wallet-friendly...

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kenray

circa 10 anni fa - Link

io i ringo boys e la nutella

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SR

circa 10 anni fa - Link

nutella solo quella non fatta ad Alba con le nocciole piemontesi. ti toccherà leggerti il codice a barre

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kenray

circa 10 anni fa - Link

sr farlo in italiano no eh? anglofili antimanzoniani e cheap come pochi blogger.. se li conosci li bombardi 1 q e chi sarebbe papazian?

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SR

circa 10 anni fa - Link

sono un cittadino del mondo in realtà lo faccio solo per farti incazzare papazian è l'inventore dello zapap. e altre cose

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 10 anni fa - Link

Che carini che siete...''minchiate''..''puerile follia''. Che poi se vai bene a vedere, sono tre termini che sottendono 3 concetti interessanti. Ma andiamo oltre, dubito che sareste in grado di capire. Come sareste voi, friendly? Boh!

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Ahia. Estremista dell'altra parte ;-) Dissento sul fatto che l’etilometro sia sfavorevole più al vino: ti assicuro che fa più danni alla birra consumata al pub, senza parlare dell'informazione che sottolinea come un ubriaco alla guida abbia bevuto birra e mai vino. Ma tant'è. I ricarichi ancora alti e la sovraproduzione ci sono anche per la birra. Imporre sul mercato un prodotto ASSOLUTAMENTE ESTRANEO alla nostra tradizione alimentare: concordo. Mi sembra che chi vende birra cerchi di copiare chi vende vino. E siccome vende birra "di alta gamma" lo fa come il vino d'alta gamma. Il problema è: il vino si integra alla nostra tradizione alimentare? Nel ristorante medio chi ci propone un vino sa cosa sta facendo oppure no? Che grado di preparazione c'è, di media, tra chi apre le bottiglie? Perchè forse il discorso potrebbe non essere "la birra viene proposta a cdc" ma "il vino e la birra vengono proposte a cdc".... Io di vino non so un'acca e non so valutare...

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Vini&Cretini

circa 10 anni fa - Link

Le più grandi birrerie italiane sono state fondate tra il 1850 ed il 1900.. cioè almeno un secolo fa. Parlare di prodotto che non ha tradizione ed è "assolutamente estraneo", secondo me, non ha molto senso.. Chi beve regolarmente valpolicella, lambrusco o nero d'avola sulla margherita (prodotto sicuramente "assolutamente estraneo") scagli la prima pietra! Non ci starà bene la birra, ma sono più di cent'anni che ce la beviamo sopra! A parte qualche storica famiglia, molti dei produttori di vini "di alta gamma" di oggi non hanno più di 30/40 anni di storia, difficilmente arrivano a prima della seconda guerra mondiale. Se non avete mai bevuto birra, perché non vi piace, allora è un altro discorso.. A me sembra assurdo, in un momento di crisi economica (e aggiungerei anche crisi di identità) del settore ristorazione andare a mettere in conflitto due mondi che possono, con modi e aspetti diversi, convivere. Se hai voglia di bere vino, nessuna carta delle birre in un ristorante, ti darà fastidio, se preferisci la birra in una cena, e se questo aumenta la numerica di clienti in un'attività, ditemi cosa c'è di male!? Se il vino, per tutta una serie di motivi (e come è stato già scritto: non metterei il tasso alcoolico per primo!) ha oggi una crisi di richiesta e di considerazione, non è per colpa della birra.. Vi sottopongo comunque una mia considerazione su questi due mondi: ad oggi, è difficile trovare sul mercato una birra "cattiva" in qualità (escluso qualche estremismo artigianale), molto più facile, ricevere in un bel ristorante, un bicchiere di vino (mi è capitato ieri!) poco gradevole, diciamo "andato", e con metà fondo di bottiglia nel bicchiere (con la soddisfazione del cameriere per aver finito la bottiglia!). Invece di pensare alla birra, chi ama il vino, farebbe meglio a pensare ai problemi del vino...

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SR

circa 10 anni fa - Link

sono d'accordo su tutto tranne sull'ultima parte: non è affatto difficile trovare birra cattive, anzi, siano esse artigianali o industriali. sia per imperizia del birraio che per mala conservazione sul discorso generali va ricordato che anche i consumi di birra sono globalmente in calo su molti mercati. da lì l'appetito dell'industria verso nuovi segmenti. l'unico settore birrario che cresce in alcuni mercati è quello artigianale. Italia compresa, ma al momento sia ancora su volumi piuttosto limitati. la birra artigianale che fa le scarpe al vino al momento non ce la vedo proprio. al limite sono i consumatori che fanno le scarpe al vino e alla birra, per svariati motivi

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 10 anni fa - Link

Non è questione di essere talebani o meno. Il discorso è : ci sta a cuore tutelare il prodotto nazionale o no?E non parlo solo di vino. Per quanto concerne,ad esempio l'auto,questo principio era indifendibile fino a qualche anno fa, perchè la Fiat faceva macchine terribili. Ora è già un altra storia. Ma nel vino,dove l'Italia ha un patrimonio ampelografico ed una forza produttiva che,abbinati, non hanno eguali,noi,insisto,ABBIAMO IL DOVERE di replicare con energia a tutte le effimere mode(birra,vini cileni,australiani...)che mangiano spazio al vino italiano. Il vino in Italia,a vario titolo, da lavoro a tanta gente. E allora,per favore,siamo un pò meno ecumenici e un pò più autarchici. Saluti.

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Potrai non considerarla un prodotto tradizionalmente italiano ma la birra italiana da lavoro a tanta gente in Italia. E dico lavoro e non ricchezza ;-)

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Andrea

circa 10 anni fa - Link

Sei sicuro di quello che dici??? Te lo dico da addettoa ai lavori (come molti dei presenti peraltro) dei 2 birrifici "artigianali" più importanti su piazza e che producono 30k ettolitri all'anno uno all'ultimo carico ha aumentato ulteriormente i prezzi (andando in controtendenza rispetto al tuo assioma)....e dato che la tendenza è di dare alla birra "artigianale" il crisma dell'esclusività nutro forti dubbi sull'ipotetico abbassamento dei prezzi.

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Mantra

circa 10 anni fa - Link

Non concordo assolutamente con l'articolo. Sono discorsi talebani, sia in un senso sia nell'altro. Faccio un esempio, se devi berti 3 birre, 2 IPA, una buona bistecca al sangue la gradisci e ti fa apprezzare anche prodotti meno beverini. Una belga dolce con arista o carne magra è la morte sua. Per tacere dell'abbinamento ostriche e drystout. Poi magari a fine pasto te ne prendi altre 2 secche e te le bevi così. Ma dopo una IPA molto luppolata senza mangiare sfido chiunque a farsi una qualsiasi altra birra e a riuscire a godersela in tutto il suo cromatismo gustativo. Ci sono locali che sono sia pub sia ristoranti, il che per me è la giusta via di mezzo tra chi vuole bere birra e basta e chi vuole sperimentare abbinamenti comunque interessanti.

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Io NON dico che la birra non stia bene col cibo. Io NON dico che vada bevuta a stomaco vuoto. Io dico che al ristorante il fulcro deve essere il cibo. Se ci trovo buone birre meglio. Ma non è necessario. E spingere la birra nella ristorazione alta (non stiamo parlando di trattorie per camionisti ma di pseudo stellati) senza che chi la vende abbia idea di ciò che fa è, per me, sbagliato. Se entri in un beershop capisci subito chi punta all'alta gamma. Bene: il sommelier di turno, quello che ha fatto il corso con la Moretti Zero, le proporrà in abbinamenti senz'anima. Forse anche per il vino è così. A me non sta bene. La birra non può e non deve fare il vino. Potrei risponderti in molti modi alle altre questioni, ti dico che di IPA ne ho bevute molte, in serie, e ne ho sempre distinto i "cromatismi". Ma spesso me le sono semplicemente godute. Anche se le abbinavano a burger con salse improbabili.

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 10 anni fa - Link

Non quanto il vino,Tyrser. E comunque la ricchezza non è un disvalore. Come il lavoro. ps ma com'è che c'avete tutti 'sti nomi strani,Tyrser,Kenray.. Ce ne fosse uno che si chiama Ettore.

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Mantra

circa 10 anni fa - Link

Avete mai provato il Bir and fud?

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Tyrser

circa 10 anni fa - Link

Qualche volta... ;-) Ma, come dicevo, è il locale illuminato per eccellenza. Non è la normalità e non va considerato normale. E' come dire che qualsiasi quartetto di Liverpool può essere come i Beatles.

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Corrado

circa 10 anni fa - Link

Ciao Carme, grazie per il sito da te segnalato, molto interessante! Sono entrato per curiosare e vedere la birra di cui parlavi però alla fine ho visto un Turriga a 30 euro e non ho saputo resistere... Per questa volta ha vinto il vino :-) Ciao amici

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carmen

circa 10 anni fa - Link

Ciao Corrado, perchè generalmente quanto lo paghi? Io mi trovo bene ad acquistare su www.dispensas.it , trovo prezzi veramente interessanti e vini poco o per niente conosciuti. A me piace sempre assaggiare qualcosa di nuovo! ciao

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